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No alla deriva

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25 luglio 2005

La settimana che cambierà la politica ?

La settimana che si apre oggi, con l'eco delle bombe di Sharm el Sheik e nella sempre più radicata consapevolezza che i terroristi islamici vanno combattuti e abbattuti senza requie e senza remore, potrebbe ottenere un posto di rilievo nella storia patria.
Due appuntamenti, uno certo ed uno ancora non ben determinato, potrebbero infatti imprimere quella svolta da tempo agognata.
Il 28 luglio si riunirà la Direzione Nazionale di Alleanza Nazionale, dopo le decisioni del suo Presidente Gianfranco Fini seguite alle chiacchiere da bar di tre incauti "colonnelli".
Il 29 luglio potrebbe essere messa la prima, fondamentale e decisiva, pietra del Partito Unitario del Centro Destra.
Alleanza Nazionale dovrà decidere cosa vorrà fare nel futuro.
Se esser parte di un più vasto partito che rappresenterà quel che è il Partito Repubblicano negli Stati Uniti, il Consevratore in Gran Bretagna, la CDU/CSU in Germania e il PPE in Spagna o se affrontare la navigazione politica da isolata.
Significativo che anche Alemanno, pur con tanti distinguo, al convegno di Orvieto abbia posto la sua Destra Sociale all'interno del soggetto unitario per portare i Valori e gli Ideali della Destra.
Ecco, quello sarebbe lo spirito giusto.
Un partito unitario nel quale trovino spazio tutte le Destre, ognuna delle quali porta il suo contributo identitario al successo di tutti.
E questo partito unitario potrà trovare la sua prima definizione e ossatura il giorno successivo alla direzione di AN, con la costituente.
Un partito unitario che rappresenti l'anima produttiva, moderna e riformatrice della nazione Italiana e che possa affrontare le elezioni del 2006 vantando i risultati di 5 anni di Governo Berlusconi e chiedendo legittimamente il rinnovo del mandato, constro l'oscurantismo della sinistra massimalista e pacifinta.
Vedremo a fine mese se le aspettative di questa settimana saranno state confermate o deluse.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Fini non ha altra scelta che portare AN nel partito unico.
I suoi colonnelli lo seguiranno.
Al massimo resterà fuori Buontempo.

Massimo ha detto...

Mmmmmmh.
Fini ci ha abituati a sorprese, il più delle volte poco simpatiche.
La Direzione di giovedì è una incognita.
Personalmente credo che comunque, se AN deciderà di entrare nel Partito Unitario, ci sarà anche Buontempo.

Anonimo ha detto...

Quando AN dirà cosa pensa in materia di economia, istituzioni, morale e via dicendo, sarà inevitabile la spaccatura. L'unico modo per non spaccarsi è confluire nel partito unico, dove ognuno potrà dire - come negli USA - ciò che gli pare. Grande post. GM

Anonimo ha detto...

Condivido l'opinione precedente.
I partiti in Italia sono "pluralisti".
Nessuno (tranne quelli più piccoli) ha rappresentato, dopo la caduta della DC, una specifica identità.
Ben diverso era prima quando, a fronte della DC "interclassista" c'era il PCI, il PSI, il PLI, il PRI, l'MSI.
La confluenza, d'ambo le parti, in un soggetto unico creerà quelle aggregazioni interne basate sulle identità.

Anonimo ha detto...

An deve lavorare per l'unità. Alemanno e Fini devono fare un passo indietro entrambi o un passo avanti entrambi, inutile che uno rinunci a qualcosa e l'altro no, altrimenti siamo alle solite. AN è un grande partito democratico: lo dimostri ora.

ciao, watergate

Massimo ha detto...

Per l'unità del Centro Destra, of course. ;-)
Comunque oggi spero ci sia il definitvo redde rationem che porti chiarezza.