Renzi assumerà centomila nuovi dipendenti pubblici per la scuola.
Come se i dipendenti pubblici non fossero giù un esercito infinito e come se l'istruzione non fosse, subito dopo la sanità, il principale centro di costo di uno stato indebitato fino all'estremo e che continua a fare debiti, aumentando spesa e disavanzo.
Allora viene il sospetto che, avendo avuto modo di constatare le prodezze linguistiche del bambinello di Firenze, Renzi abbia tradotto "spending review" con "ricominciamo a spendere".
Peccato che poi i soldi li venga a chiedere a noi aumentando la tassa sui risparmi e continuando a pretendere un tributo da rapina sulla casa e sui redditi.
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