Renzi cinguetta garrulo perchè è riuscito a scippare il senato al Popolo, attribuendone l'elezione all'oligarchia della casta formata da consiglieri regionali e sindaci che si eleggono al proprio interno.
Un vero riformatore avrebbe piuttosto abolito una delle due camere, oppure le avrebbe tenute ambedue elettive con una forte riduzione dei parlamentari.
Era la riforma di Berlusconi del 2005, evidentemente troppo avanti con i tempi.
Restano anche i senatori a vita (gli ex inquilini del Quirinale) e i senatori di nomina presidenziale.
Ci si domanda allora cosa ci sia da cinguettare visto che il corpo essenziale dei costi (il funzionamento e il personale del senato) resta inalterato e che il Popolo è stato scippato dal diritto di eleggere i senatori.
Evidentemente Renzi deve far dimenticare il fallimento cui sta avviando l'Italia con la sua non politica economica, fondata sulla speranza che una ripresa internazionale, trascini anche noi.
Ma chi vive sperando ...
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