Ieri abbiamo ascoltato l'ennesima inutile esibizione teatrale di una protagonista (Giorgia Meloni) e di tanti nanerottoli in cerca d'autore.
Cosa ha portato il cosiddetto "premier time" ?
Ulteriori divisioni, fondate sulle parole dei Boccia (letteralmente annientato) e dei Renzi che, totalmente privi di argomentazioni, non hanno saputo fare altro che trovare parole sempre più offensive verso il Governo ed i suoi esponenti.
I numeri forniti dalla Meloni, le considerazioni di politica interna, internazionale ed economica, sono stati totalmente ignorati perchè inconfutabili, preferendo creare polveroni con l'uso spregiudicato del vocabolario.
Tempo perso, che avrebbe potuto essere usato per un vero dibattito, ad esempio, sul come sopprimere i residui crediti fiscali derivanti dal superbonus, per ripulire ilbilancio dello stato dalle "graduidà" di Conte e soci.
Oppure per una approfondita analisi per un sistema elettorale che garantisca la governabilità, bene ben più prezioso della rappresentatività litigiosa e ottusa come si è ieri manifestata.
O, anche, come i fautori del "no", adesso che hanno vinto il referendum, intendono proporre riforme della giustizia, che non pesino sul bilancio dello stato ed evitino gli sconci come quello delle inchieste di Garlasco.
Quei dibattiti parlamentari, oltre a dare la misura della pochezza dei cattocomunisti, ci dicono anche che il sistema democratico parlamentare deve essere profondamente rivisto ed aggiornato, perchè non è più adeguato alla velocità dei tempi di oggi, che richiedono interventi decisi e rapidi.
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