Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

31 maggio 2026

L'enorme spocchia dei cattocomunisti

Leggo due notizie che paragono tra loro e accosto ad una vecchia barzelletta di Gino Bramieri (quando non esistevano, per fortuna, dettami buonisti, woke e politicamente corretti).

Sembra che un conduttore televisivo, Fabio Fazio, guardando la partita di Sinner al Roland Garros abbia detto che a mezzogiorno avrebbe fatto giocare solo i negazionisti del cambiamento climatico.

Una affermazione che dimostra come la spocchia non sia supportata dalla conoscenza delle posizioni di chi non nega il cambiamento climatico, ma non ne attribuisce misura rilevante all'Uomo, facendolo invece rientrare nella normale oscillazione che sempre c'è stata e in base alla quale si dovrebbero fare studi e non per cercare di fermare e cambiare la Natura.

L'altro episodio riguarda un giornalista di Repubblica, tal Serra, che invece di analizzare il perchè la sinistra non riesca ad ottenere i voti di una maggioranza (perchè non fornisce proposte che interessino, evidentemente) derubrica tutto nella asserita ignoranza dell'elettorato di destra che si accontenterebbe di un "no" ai clandestini.

Detta da chi vede fascisti dappertutto e crede che i problemi si risolvano cantando bella ciao, direi che qualifichi l'intellighenzia sinistra.

Ma quelle due affermazioni che nella sostanza sono autoreferenti, assolvendosi da ogni colpa, attribuita agli elettori di Centro Destra, per non riuscire a sfondare elettoralmente, mi hanno richiamato alla memoria questa antica barzelletta ascoltata in televisione nel perfetto racconto di Gino Bramieri e che oggi gli sarebbe costato l'ostracismo e l'esilio perpetuo dalla televisione.

"Arriva in Italia un ricco petroliere texano e viene accolto da una marea di giornalisti che vogliono sapere cosa faccia in Italia e chiedergli dei costumi dei texani.

Un giornalista gli chiede: è vero che voi siete tutti un po' razzisti ?

Il petroliere lo guarda e dice: non siamo noi razzisti, sono loro che sono negri.". 😕


30 maggio 2026

Sconfinamento drone: perchè dovrei credere al circoletto degli amici di Zelensky ?

Un drone è precipitato su un condominio in una città di frontiera della Romania.

Senza neanche aspettare che si potessero recuperarne i resti, è stata intonata la liturgia contro Putin e la Russia: intollerabile, violazione del diritto internazionale, non cederemo un centimetro del territorio Nato.

Ma chi me lo dice che il drone fosse russo e non ucraino ?

Perchè non è stato abbattuto, visto che un solo drone che sconfina non dovrebbe essere difficile da abbattere, capirei che, su uno sciame, uno o due possano sfuggire, ma uno solo ... ?

Perchè non vengono MAI, neppure nei casi precedenti tutti finiti nell'oblio, mostrati i resti del drone ?

Perchè non vengono chiamati tecnici neutrali, ad esempio indiani, che ne rilevino, senza passaggi intermedi, la provenienza ?

Io non sono un tecnico, per cui non saprei distinguere un drone russo da uno ucraino e quindi mi manca la possibilità di una conoscenza diretta, ma di chi posso fidarmi ?

Non certo dei "professionisti dell'informazione", schieratissimi e pronti a legare il somaro dove vuole il loro padrone.

Neppure dell'unione europea che si è troppo esposta (anche economicamente) a sostegno di Zelensky per essere credibile.

Lo stesso, in questo caso, devo purtroppo dire del Governo Meloni, soprattutto del suo ministro della difesa, la cui narrazione in tema di Ucraina, non solo non mi convince, ma non credo faccia l'Interesse Nazionale, visto che abbiamo rinunciato ai rifornimenti petroliferi e gas della Russia che restano quelli più convenienti per qualità quantità e costo.

D'altra parte non credo neppure alla propaganda russa che, uguale e contraria, anche se senza alcun megafono che la diffonda, almeno in Italia, è un flebile vagito davanti al coro urlato del circoletto di Zelensky.

Nessun cittadino Italiano ha quindi la possibilità di prendere parte, credendo agli uni o agli altri.

Resta quindi, come unica valutazione da effettuare, la mera convenienza, cioè l'Interesse Nazionale.

E non credo proprio che sia Interesse Nazionale continuare a far parte del circoletto di Zelensky.

29 maggio 2026

Il polso dell'elettorato

Una volta erano i giornalisti a riassumere il sentimento che aleggiava tra gli elettori dei vari partiti, con oneste e veritiere inchieste, interviste e analisi.

Da quando si sono trasformati in "professionisti dell'informazione" non sono più credibili e quello che scrivono ha un evidente, smaccato secondo fine per portare l'acqua al mulino del loro editore.

Così, da un lato sponsorizzano Tizio o Caio perchè quello è l'ordine di scuderia, dall'altro cercano di seminare zizzania nel campo avverso, perchè un nemico diviso è sempre più battibile di uno coeso.

Il Centro Destra da oltre 30 anni, grazie alla geniale intuizione di Berlusconi nel 1994, ha trovato una sempre maggiore unità e, soprattutto a livello di base elettorale, una fluida intercambiabilità a seconda degli scenari, di singole scelte dei partiti.

Ed è del Centro Destra che mi occupo, perchè la sinistra, comunque si presenti, con chiunque candidi a presidente del consiglio, sarà sempre, per me, il nemico da battere.

Mi limito a dire che la sinistra di oggi, pur di vincere, ha messo assieme un coacervo di partiti e movimenti che vanno dalle ong a Renzi, dai pro pal a Magi, dai cattocomunisti del pd ai sostenitori del reddito di fannullanza grillino, fino ai comitati che dicono no a tutto.

E' troppo chiedere allora che la Meloni, Salvini, Tajani, Lupi e, sì, anche Vannacci, leggano in proprio, almeno una mezzoretta al giorno, come la pensano i loro elettori ?

Capirebbero il perchè di alcuni mal di pancia che non derivano, se non in chi sarebbe comunque scontento perchè alla ricerca della purezza più pura, così da bloccare qualunque iniziativa, visto che c'è sempre qualcosa di meglio che si può fare, dalla eccessiva lentezza nel "fare qualcosa di Destra", bensì da scelte che non sono nelle corde del nostro elettorato.

L'Ucraina, gli ammiccamenti a Calenda e la chiusura verso Vannacci, incomprensibile ai più.

Oggi hanno la fortuna di poter ignorare le opinioni interessate dei "professionisti dell'informazione" per leggersi quelle degli Elettori.

Basta dedicarsi una mezzoretta al giorno a scorrere X ed eviterebbero errori che potrebbero fornire ai cattocomunisti l'assist per mettere le mani, di nuovo, nelle nostre tasche e nelle nostre vite.

28 maggio 2026

Il Centro Destra chieda ai suoi Elettori se vogliono Vannacci in Coalizione

Leggo articoli e dichiarazioni sulla presenza di Futuro Nazionale, il partito del Generale Vannacci, all'interno, a pieno titolo, della Coalizione di Centro Destra.

Non capisco i dubbi: sì al 100%.

Invece di farsi dei viaggi onirici, chi vi si oppone, anche per motivi comprensibilissimi come la paura della concorrenza (che, però, fa bene, stimolando l'attenzione alle esigenze dell'elettorato e migliorando la qualità dei candidati), dovrebbe chiedere ai propri elettori.

E se sono convinto che il 90% degli elettori di Fratelli d'Italia e Lega sarebbero favorevoli, anzi credo che lo diamo tutti per scontato, anche una solida maggioranza di Forza Italia sarebbe dello stesso parere.

Perchè anche gli elettori di Forza Italia sono come erano quelli della DC: più a destra dei loro dirigenti.

Infatti tutti i capi e capetti, anche di terza o quarta fila, della DC sono finiti in ginocchio sotto lo stendardo della falce e martello ripulita prima con una quercia e adesso con i colori Nazionali, ma i voti sono passati tutti a Berlusconi e poi si sono divisi tra i partiti del Centro Destra.

Del resto se i cattocomunisti imbarcano senza vergogna estremisti pro pal, ong, Bonelli, Fratoianni, crocieristi, Conte, perchè il Centro Destra dovrebbe giocarsi la partita con un braccio legato dietro alla schiena rinunciando alla propria ala destra ?

Credo che alla Meloni, a Salvini ed a Tajani, andrebbe ricordata l'esperienza del 1996, quando la Lega decise di correre da sola, ma il Centro Destra senza la Lega avrebbe vinto comunque se non ci fosse stata la ubris di Fini che, per punire la scissione di Rauti, rifiutandosi di accettare la Fiamma Tricolore nella Coalizione, ebbe come risultato la punizione di tutto il Centro Destra.

I voti sottratti al Centro Destra dalla Fiamma che si presentò da sola, consentirono infatti l'elezione di un parlamento a maggioranza cattocomunista che ci "regalò" cinque anni devastanti con i governi Prodi, D'alema (bombardamento in Serbia e passeggiata con Hetzbollah, ricordiamocelo !) e Amato.

Non si ripetano gli stessi errori.

Meglio perdere un Calenda che le elezioni.

27 maggio 2026

Il crinale di Giorgia

Negli ultimi giorni, a cavallo del turno amministrativo, ho finalmente riascoltato una Meloni tonica che si esprime su temi a me congeniali e toccando le giuste corde.

Certo, resta sempre la sbandata per Zelensky e la non concessione della basi per risolvere la questione ayatollah, ma dalla commemorazione di Giorgio Almirante che ha mandato in bestia i cattocomunisti nostalgici dell'arco costituzionale e un lucido intervento all'assemblea di Confindustria che ha fatto fischiare le orecchie ai parrucconi della commissione europea ed ai loro ascari italiani, c'è stato spazio per delineare come potrebbe essere questo ultimo terzo o quarto di legislatura.

Ad una politica estera molto andreottiana, infatti, potremmo vedere opposta una politica economica più favorevole ai cittadini e meno permeabile alle ideologie verdi e ambientaliste.

E se la commemorazione di Almirante fa coppia con la conferma della Fiamma nel simbolo di Fratelli d'Italia a testimoniare le Radici che non vengono rinnegate nonostante i tanti consiglieri fraudolenti (tutti di sinistra, neanche uno che sia elettore non dico di FdI, ma almeno del Centro Destra) che ne chiedono la rimozione, rilanciare con forza le centrali nucleari, chiedendo all'unione europea di "fare meno, ma fare meglio", rilancia l'Interesse Nazionale nelle scelte del Governo che, pur non avendo mai abbandonato la retta via, l'ha sempre percorsa lentamente, sicuramente più lentamente di quanto noi Elettori avremmo desiderato pur comprendendo la delicatezza degli strappi necessari per la ripresa, e con frequenti pause, come quella successiva al referendum perso (e ancora mi domando dove avessero la testa, in quella domenica di marzo, tanti italiani per votare "no" davanti a casi come Tortora e Garlasco !).

Il ricostituente delle amministrative, solitamente infelici per il Centro Destra, dovrebbe dare maggiore spinta alla Meloni e al Centro Destra e non sottovaluterei la presenza stimolante e incalzante di Futuro Nazionale, il partito del Generale Vannacci, che alitando sul collo della Lega e un po' anche di Fratelli d'Italia, li costringe ad un ortodossia ideale, facendo una bella concorrenza a destra e dando a noi Elettori una opportunità in più, purchè Futuro Nazionale entri, a pieno titolo, nella Coalizione.

Dopo due mesi di purgatorio, soprattutto per chi ascolta le concioni televisive di "professionisti dell'informazione" che, ancora una volta, hanno dimostrato di non azzeccarne una, ma che continuano imperterriti a presentare come analisi obiettive le loro pulsioni personali, adesso il Centro Destra potrà piazzare quei due/tre colpi necessari per impostare una campagna elettorale all'insegna dell' "abbiamo fatto".

26 maggio 2026

Il voto referendario? Un momento di follia degli Elettori

I risultati del mini turno amministrativo non modificano il quadro politico che si era stabilizzato dopo il 25 settembre 2022.

Come è naturale nelle elezioni comunali, qualche comune si vince, qualche comune si perde, giusto quanto basta per consentire a tutti di reclamare soddisfazione e vittoria e vivere felici e contenti.

Gli unici dati sensibili politicamente, possono essere considerati i voti di Reggio Calabria, Salerno e, soprattutto, Venezia.

Reggio Calabria dove, dopo dodici anni di amministrazione cattocomunista, il candidato del Centro Destra, ha stravinto ottenendo i due terzi dei voti, in una città in cui al referendum prevalsero i no.

Salerno, perchè ha dimostrato la fidelizzazione al capo, boss, duce, di turno da parte di un elettorato, a prescindere delle indicazioni ufficiali di un partito, in questo caso il pd peraltro guidato dal figlio del sindaco eletto (o rieletto, dopo la vacanza di dieci anni in regione).

Venezia, perchè, dopo la prevalenza dei no, i cattocomunisti, confortati dai soliti sondaggi amici, avevano fatto la bocca alla vittoria, ribaltando undici anni di amministrazione di Centro Destra, tanto da far pronunciare alla Schlein parole incaute: da Venezia arriverà un forte messaggio a Roma.

Insomma, il voto referendario, con la vittoria del no ad una riforma che poteva essere migliore solo se avesse previsto la sostituzione dei magistrati con l'intelligenza artificiale, sembra essere stato solo un momento di follia, dannosa, pericolosa, ma senza conseguenze se non sul morale (ma adesso i ruoli si sono invertiti con i nuovi dubbi e paure a sinistra e sensazioni positive a destra) e, almeno, a conferma della inutilità dei commenti dei "professionisti dell'informazione" che davano la Meloni già morta.

A questo punto sembra che le forze in campo siano schierate e non vi siano spostamenti tra uno schieramento e l'altro, a conferma della impermeabilità e della totale distanza tra le due Italie.

Chi è favorevole all'immigrazione, non voterà mai per chi è contrario, chi è pro pal non voterà mai per chi dialoga con Israele e via di questo passo, in una contrapposizione muro contro muro.

Mi dispiace pensarlo e ancor più scriverlo, ma l'ago della bilancia potrebbero farlo i piccoli schieramenti, quelli opportunisti alla Renzi e Calenda e quelli identitari alla Vannacci.

Non credo che la nuova legge elettorale riuscirà a disinnescare il ricatto delle formazioni da 3 o 4 per cento, ci vorrebbe una scelta coraggiosa da parte dei due principali partiti con l'intenzione di dare governabilità all'Italia passando dal bipolarismo al bipartitismo, che non credo sia nelle corde di politici di piccolo cabotaggio come la Schlein e Conte.

Vincerà, quindi, la coalizione che sarà capace di aggregare, senza conventio ad excludendum, quelle forze, anche di poco conto, che possono pescare magari ai confini del perimetro della coalizione stessa e, quindi, portare in dote quella manciate di voti sufficiente a prevalere.

Per il Centro Destra significa aprire le porte a tutti quelli collocati alla propria destra ed a chi volesse redimersi da sinistra.

Senza esclusioni preconcette.

E se la sconfitta del referendum è stata assorbita in due mesi con danni solo per le tante chiacchiere disfattiste che ne sono seguite, adesso si pensi a non anticipare il voto e andare a scadenza, 12 ottobre 2027, con quasi diciotto mesi per realizzare qualcosa di destra, facendo l'interesse degli Italiani in politica economica, immigratoria ed estera, senza appiattirsi su Bruxelles.


25 maggio 2026

C'è bomba e bomba

Sul conflitto in Ucraina io sto dalla parte dell'interesse italiano.

Purtroppo l'Interesse Nazionale non mi sembra sia stato la Stella Polare di Draghi prima e della Meloni oggi.

L'appiattimento su Zelensky è irritante.

Venerdì gli ucraini hanno compiuto una strage, oltre venti morti, colpendo un dormitorio studentesco.

Silenzio.

La ritorsione russa ha fatto, pare, meno morti, ma le prefiche dell'unione, purtroppo con la Meloni in testa, hanno rilasciato dichiarazioni incendiarie contro la Russia.

Con tutta la buona volontà non vedo alcun Interesse Nazionale in tali scomposte e asimmetriche valutazioni su due bombardamenti molto simili.

A noi Italiani interessa avere petrolio e gas in abbondanza a prezzi contenuti.

Il resto son chiacchiere per Azzeccagarbugli con la pancia e il portafoglio pieni.

24 maggio 2026

Un nuovo 24 maggio per l'Identità, l'Indipendenza e la Sovranità Nazionale

 


Nel 1915, il 24 maggio, con l'inizio della Grande Guerra, l'Italia gettò il cuore oltre l'ostacolo per affermare la propria Indipendenza, Sovranità, Dignità e Identità Nazionale.

Dopo appena centodieci anni assistiamo ad un colpevole abbandono di quegli Ideali per operazioni di piccolo cabotaggio, con personaggi che, evidentemente, odiano tanto l'Italia e gli Italiani da auspicare una "dichiarazione di indipendenza" europea, diluendo così e soffocando la nostra Identità con quella di altri 26 popoli e nazioni e accettando di essere di nuovo succubi e sottomessi ad un governo straniero.

In più, sempre gli stessi personaggi, sostengono una immigrazione selvaggia, che pesa sulle nostre risorse economiche e minaccia la nostra sicurezza e, adesso, con la cittadinanza concessa con troppa facilità, pretendono anche di venire ad amministrare le nostre città.

Abbiamo bisogno di un nuovo 24 maggio, che restituisca all'Italia ed agli Italiani il pieno dominio sul proprio futuro.

23 maggio 2026

Troppi consiglieri per la Meloni

Dopo la sconfitta al referendum, sto assistendo alle gufate sotto forma di editoriali "profondi", da parte degli stessi "professionisti dell'informazione" che sono schierati con il Centro Destra.

Se la buona fede è sempre presunta, non mi piace questo sistema di preconizzare disastri e sconfitte dietro l'angolo, deprimendo un elettorato che, dai sondaggi, appare ancora in vantaggio e favorendo la fuga dei deboli di mente e di cuore.

Quando si parla di Centro Destra vediamo che tutti dicono la loro.

Se i "professionisti dell'informazione" di sinistra sono dei consiglieri fraudolenti e i loro consigli alla Meloni sono finalizzati a farla sbagliare, quindi non dobbiamo tenerne in alcun rilievo, non capisco quelli di Centro Destra.

Sicuramente sono in buona fede, non credo che siano dei masochisti che vogliano, solo per poter dire "avevo ragione", far perdere il Centro Destra grazie al quale hanno ottenuto un minimo di visibilità là dove, con il regime cattocomunista, verrebbero ignorati.

Ma le loro affermazioni mi sembrano azzardate e disfattiste.

Anche il modo in cui viene affrontata la questione Vannacci, appare tesa a tirare la volata a qualcuno piuttosto che a fare l'interesse del Centro Destra.

Se si chiedesse agli Elettori di Fratelli d'Italia, della Lega e anche di Forza Italia se preferirebbero l'alleanza con Calenda o Vannacci, risponderebbero in grandissima percentuale per Vannacci.

Capisco che Salvini sia stato scottato dal Generale, capisco che la Meloni tema la concorrenza a destra (come quella che lei stessa fece a Salvini approfittando dei suoi errori) e capisco che Tajani debba rispondere alla nuova real casa che vuole tenersi buoni i cattocomunisti.

Ma è indubbio che Vannacci appartiene di diritto al centro Destra e se fosse vera la percentuale che gli viene attribuita dai sondaggi, sarebbe sciocco preferirgli un soggetto inaffidabile che, tra l'altro, dagli stessi sondaggi, è accreditato di una percentuale inferiore.

La legislatura è ancora lunga, finirà a ottobre 2027, c'è tanto tempo per scrivere altre belle pagine di governo del Centro Destra e veder schiumare i cattocomunisti, ma non si creino ostacoli al Timoniere.

22 maggio 2026

Legge elettorale

Leggo che il Centro Destra sta spingendo sulla nuova legge elettorale.

Mi sembra corretto farla alla fine della legislatura perchè la nuova sia eletta con la legge aggiornata, diversamente si scatenerebbero i "professionisti dell'informazione" per delegittimare quella in corso, presentando calcoli cervellotici con i quali dimostrare le tesi di comodo per dire che "con la nuova legge" avrebbe vinto Tizio piuttosto che Caio.

Siamo ancora lontani dalla fine della legislatura che, ricordo, è il 12 ottobre 2027 e prima di tale data, salvo la scelta di anticipare il voto, non si apriranno le danze elettorali (anche se dubito che vorranno votare sotto Natale).

Non mi piacciono le alchimie e i calcoli che le precedono per un tot di proporzionale, un quot di maggioritario, premio di maggioranza, sbarramento etc.

Per me ci sarebbero due preliminari alla legge:

1) legare la permanenza in carica di un parlamentare alla sua permanenza nel gruppo nel quale è stato eletto, cioè introdurre il vincolo di mandato. Se uno cambia partito, decade.

2) consentire la formazione dei gruppi parlamentari alle sole liste che abbiano avuto eletti, collegate o singole, senza consentire la costituzione di nuovi gruppi per scissione da quelli vecchi.

Poi, nel merito, sono totalmente favorevole al maggioritario secco, ad un turno, all'inglese: chi prende anche un solo voto in più degli altri, viene eletto.

Capisco, però, che la mentalità di noi italiani mal si concilia con una tale semplificazione (basta partecipare ad una riunione di condominio per capirlo) per cui ci dobbiamo orientare verso un proporzionale con qualche accorgimento per garantire la governabilità e impedire, una volta per tutte, le congiure di Palazzo con la nomina di soggetti mai presentatisi al voto.

I modi sono sostanzialmente due.

1) stabilire un premio di maggioranza che stabilizzi chi vince le elezioni ottenendo più voti di altri;

2) fissare uno sbarramento molto alto (almeno il 5%) per entrare in parlamento, in modo che i seggi, che con un riparto proporzionale pure, sarebbero andati ai partiti che non raggiungessero il quorum, verrebbero ripartiti in proporzione degli altri, favorendo la costituzione di una maggioranza stabile.

Mi sembra che, invece, si vada verso una architettura complessa perchè i partiti, soprattutto quelli da percentuali minime, non pensano al bene della Nazione, ma alla propria sopravvivenza.

Ma anche questo è molto italiano.

21 maggio 2026

Diffido dei cori unanimi di condanna (o di approvazione)

Non voglio entrare nel merito della flottiglia e di quel che è accaduto.

Rivendico il diritto a non cantare nel coro cui si è unita, con mio grande disappunto, anche Giorgia Meloni che, dopo la sconfitta al referendum, mi sembra non avere più una visione chiara del suo ruolo.

Ruolo che la deve vedere, ora e sempre, in contrapposizione con i cattocomunisti.

E' stata la sua carta vincente, quando con un colpo di genio, si è chiamata fuori dal governo Draghi con i cattocomunisti e dal votare per la rielezione di Mattarella.

Vicende sulle quali è cascato Salvini disperdendo tutto l'ingente patrimonio di credibilità e di voti che aveva guadagnato fino ad allora.

La presenza del partito di Vannacci è rassicurante, perchè rappresenta un ultimo approdo nel caso in cui anche la Meloni dovesse continuare nei suoi sbandamenti.

Perchè il sostegno a Zelensky glielo posso concedere, negare a Trump una base aerea, glielo posso perdonare, ma andare a braccetto con i cattocomunisti, qualunque sia la ragione o il pretesto, no.

20 maggio 2026

Carceri e affollamento

Questa mattina, nei giornali radio, hanno dato molto spazio ad una ricerca di una associazione che opera dalla parte dei carcerati e che ha comunicato come ci siano 64mila carcerati a fronte di 51mila posti.

Nessun giornale radio ha avuto il buon senso di comunicarci quanti siano gli stranieri e gli immigrati tra quei 64mila.

I non italiani sono il 31,5%, praticamente un terzo, quindi circa 21mila.

Ora se a 64mila sottraiamo 21mila, abbiamo 43mila, cioè un numero di carcerati di gran lunga inferiore a quello dei posti, 51mila, disponibili.

Le carceri italiane sono quindi sufficienti per la criminalità di casa (e poi ci sarebbe da parlare dei detenuti in attesa di giudizio ...).

Ancora una volta si dimostra come l'immigrazionismo sia un danno per l'Italia e gli Italiani.

19 maggio 2026

Definiamo "Italiano"

L'attentato di Modena, compiuto da un soggetto di origini marocchine pur con cittadinanza italiana, sta scatenando le pulsioni peggiori dei cattocomunisti.

A Modena, roccaforte rossa della rossa Emilia Romagna, tacciono sulla responsabilità del servizio sanitario, gestito dalla regione, da sempre feudo della sinistra, per dedicarsi al buonismo più sfrenato con un sindaco che organizza una manifestazione "contro l'odio" e un vescovo che, nel peggior solco bergogliano, definisce l'attentatore un "italiano" tout court.

Naturalmente questo "italiano" ha tutte le giustificazioni che spettano agli immigrati; è laureato, non trovava lavoro, era bullizzato e, alla fine, è pazzo (ma non si dice "pazzo", perchè è basagliamente scorretto, loro dicono "ha un disagio mentale").

Come se chi lancia auto nel nome di una religione, mette bombe nel nome di una ideologia (anarchica o meno che sia) o si diletti a distruggere le proprietà pubbliche e private durante le manifestazioni per Gaza, non mostrasse, con i suoi atteggiamenti, un ugual disagio mentale.

Ma .. "è italiano", dice il vescovo, "è italiano", ripete il sindaco comunista, "è italiano" dice un Tajani alla ricerca di approvazione della nuova real famiglia.

Non sarebbe allora il caso di definire chi è un Italiano ?

Io proporrei che si possa definire "Italiano" chi nasce in Italia o in territorio italiano, tipo una ambasciata o una nave battente bandiera italiana, da genitori Italiani alla nascita, a loro volta nati da genitori (quindi nonni) che Italiani lo siano diventati almeno prima della nascita dei figli (cioè i genitori).

So perfettamente che questa proposta sarebbe vista come provocatoria, ma farebbe molta chiarezza e rappresenterebbe come, per essere Italiano, non sia sufficiente un tratto di penna, ma occorra un periodo, relativamente lungo (almeno un paio di generazioni) per poter assimilare la nostra Cultura, i nostri Costumi, il nostro Vivere.

Non si diventa Italiani girando un interruttore, la stessa Italia si è formata nel tempo e val la pena ricordare Massimo D'Azeglio, uno dei Padri della Patria ricostituita nel 1861: l'Italia è fatta, ora bisogna fare gli Italiani.

La frase a lui attribuita rappresenta al meglio la necessità che per essere italiano ci voglia del tempo, quel tempo necessario ad assimilare l'italianità che non è conoscere una legge (che può cambiare in ogni momento) o parlare, più o meno con cognizione di causa e ricchezza di vocaboli appropriati la nostra Lingua o un pezzo di carta sul quale ci sia scritto "cittadinanza italiana".

E se storicamente fu il Fascismo a dare agli Italiani un senso comune e condiviso al concetto di Patria, si è dovuta attendere la televisione in tutte le case per poter dare una uniformità di linguaggio alla popolazione, circa cento anni.

E qualcuno pensa che si possa definire "Italiano" un immigrato appena arrivato solo perchè, con un tratto di penna, così si è stabilito ?



18 maggio 2026

Nessuno invochi la follia individuale per difendere l'immigrazionismo

Questa volta non ci sto io.

Ascolto di dichiarazioni che tendono a depotenziare l'atto criminale compiuto a Modena da un marocchino nato in Italia e con cittadinanza italiana, derubricandolo, come sempre succede quando accade qualcosa che disturba la narrazione cattocomunista, in un semplice atto di follia individuale.

Non ci sto.

E non ci sto ad ascoltare fantasiose tesi che attribuirebbero alla politica dei finanziamenti alla sanità del Governo Meloni la responsabilità di aver lasciato uno asseritamente mentalmente instabile, in libertà.

1) I finanziamenti alla sanità sono aumentati sotto il Governo Meloni (ben 143 miliardi, cifra mai raggiunta), dopo essere stati tagliati dai governi cattocomunisti da Monti a Draghi.

2) La sanità è nell'area di competenza delle regioni e l'Emilia Romagna, dove risiede l'attentatore, è da sempre nelle mani dei cattocomunisti e, prima ancora, dei comunisti senza catto.

3) I manicomi sono stati cancellati per colpa del dott. Basaglia, le cui teorie furono alla base di tutte le azioni dei cattocomunisti nel settore.

4) I fondi per la sanità in generale e per le malattie mentali in particolari, così come la capienza delle carceri, la ricettività negli ospedali, gli stabilimenti e il personale scolastico, le case a disposizione per compravendite e locazioni, sono ampiamente sufficienti per la popolazione Italiana ed è evidente che se carichiamo tutto ciò con milioni di nuovi arrivi, accolti senza alcun filtro, allora tutto diventa insufficiente e occorrono più soldi che non devono uscire dalle tasche, già spremute, degli Italiani.

5) Ogni popolazione ha la sua inevitabile percentuale di persone mentalmente instabili, ma se in un contesto già consolidato immettiamo a valanga soggetti non certificati e non filtrati, allora aumentano i rischi per l'intera popolazione.

Alla fine dei conti, meno immigrazione, meno rischi di atti devianti come quello di Modena, qualunque sia la causa posta a base, da non derubricare a singolo atto, perchè verrebbe meno anche quel minimo di attenzione e reattività che alcuni passanti hanno mostrato anche a Modena.

17 maggio 2026

L'immigrazione senza filtri minaccia Benessere e Sicurezza di tutti noi

Il fatto di ieri è noto.

Nella grassa e rossa Modena, cittadina storica dell'Emilia Romagna, con perenni maggioranze di sinistra, un marocchino con cittadinanza italiana (preferisco questa formulazione a quella buonista dei mezzi di informazione "Italiano di seconda generazione") si è lanciato con la sua automobile contro i passanti.

Otto feriti e due persone con le gambe amputate.

Non c'è difesa dalle aggressioni di cani sciolti come quello di ieri.

Anche se si raddoppiassero le pattuglie di Carabinieri e Polizia, la scelta individuale di scagliarsi contro qualcuno o qualcosa è talmente imprevedibile da non consentire alcuna prevenzione.

L'unica prevenzione è eliminare alla radice il pericolo, anche se talvolta con l'acqua sporca verrebbe buttato via anche il bambino.

Modena, come Bologna e tutta l'Emilia Romagna corrotta da una mentalità politicamente corretta, buonista, di sinistra, ottusamente immigrazionista fino al midollo, è la dimostrazione di come, anche mettendosi in ginocchio davanti ai clandestini, anche conferendo loro la nostra cittadinanza, non si possa ridurre il pericolo senza rimpatriare chi è arrivato in massa negli anni scorsi.

Se vogliamo sopravvivere non possiamo fare altro che una dura azione di identificazione ed espulsione, revocando la cittadinanza imprudentemente concessa a chi delinque e mettendo filtri molto alti per eventuali ulteriori ingressi, che dovranno essere individuali e non di massa e di soggetti che, per mentalità cultura, religione, costumi, siano disponibili ad essere assimilati, non semplicemente integrati nè, tanto meno, che pretendano da parte nostra disponibilità all'inclusione.

Sono loro che devono adeguarsi al nostro stile di vita, non noi che dobbiamo convivere con il loro.

E non fa male ricordare le parole profetiche e ancora attualissime del Cardinale Giacomo Biffi pronunciate nel settembre del 2000 e che potete rileggere qui.

16 maggio 2026

La presidenza rai merita di dar conto di uno sciopero della fame ?

Con il più collaudato dei metodi pannelliani un parlamentare di seconda fila, ha trovato i suoi cinque minuti sotto i riflettori proclamando uno sciopero della fame, poi anche della sete e incatenandosi ad un banco del parlamento.

Capisco l'incatenamento perchè fra un anno ci saranno le elezioni e il suo è un partitino del 2 virgola niente e incatenarsi alla poltrona è uno sport che riesce molto bene.

Ma perchè l'immediata rinuncia agli scioperi proclamati con rullo di tamburi, solo per una telefonata (che Margareth Thatcher non avrebbe comunque fatto !) della Meloni ?

Tra l'altro tanta caciara per una questione del tutto marginale e ininfluente per la vita dell'Italia e degli Italiani: l'assenza di un presidente della Rai.

La Rai continua a funzionare e purtroppo resta sempre pubblica (una privatizzazione, anche e soprattutto a spezzatino, oltre a farci incassare denaro fresco, cancellerebbe ogni pretesto per blaterarvi sopra su occupazione o non occupazione dei partiti e, soprattutto, eviterebbe che con i soldi dei cittadini che votano Centro Destra si paghino "professionisti dell'informazione" usi a far propaganda sinistra).

Francamente me ne frego se la Rai ha o meno un presidente, anche perchè se non ce l''ha è colpa della sinistra che si rifiuta di accogliere la designazione fatta dalla Maggioranza, esercitando un veto che le è consentito da una legge balorda che prevede una maggioranza qualificata per l'elezione del presidente.

Finora, bene ha fatto il Centro Destra a non cedere al ricatto, continuando a presentare il proprio nominativo, come è giusto che sia trattandosi di Maggioranza e mi auguro che non vi sia alcun passo indietro.

Così vedremo se il deputato avrà la stoffa di un Bobby Sands o se sarà solo un Pannella contemporaneo.


15 maggio 2026

Ogni tanto rispuntano

Ieri è rispuntato, da un passato che mi auguravo sepolto, Mario Draghi, quello che ci chiedeva se preferivamo il condizionatore o la pace, lo stesso che profetizzava la morte per chi non si fosse "vaccinato" e per chi lo avesse frequentato.

Dopo una vita passata ad ammonire il prossimo, dicendo a destra ed a manca quello che si doveva fare, nel 2021, a febbraio, ebbe l'occasione di dimostrare il suo valore, realizzando e non solo chiacchierando.

Fallì, come prima di lui fallì un altro fustigatore delle presunte inefficienze altrui, messo alla prova nel 2011, Mario Monti.

I dati economici del Governo Meloni, tutti ampiamente migliorativi rispetto ai precedenti governi Conte e Draghi, dallo spread all'inflazione, dal rapporto debito/pil all'occupazione e l'elenco continua, dimostrano come non sia sufficiente fare delle chiacchiere se poi, al dunque, non si è in grado di realizzare neppure quel che si teorizza ad una conferenza o scrivendo un editoriale.

A maggior ragione è un fallimento quando il Fenomeno di turno viene messo nelle condizioni di avere una maggioranza bulgara in parlamento (l'unica opposizione che ebbe Draghi fu l'allora piccolo partito di Fratelli d'Italia, per tale motivo premiato al voto e divenuto il partito di maggioranza relativa) con la quale avrebbe potuto fare tutto, cominciando con il non lasciare in eredità il mostruoso debito fiscale ricevuto da Conte con il superbonus.

Ma non riuscì neppure in quello, tutto accollato al governo successivo.

Perchè, allora, dovremmo ascoltare con reverente attenzione quello che dice sull'europa ?

Soprattutto quando parla di "noi" includendo nello stesso calderone NOI Italiani con gli altri, francesi, tedeschi belgi etc.

Ma noi chi ?

Quando mai i nostri interessi sono comuni con quelli di francesi, tedeschi etc ?

Alcuni elementi possono essere in comune, ad esempio su certe coltivazioni tra gli stati mediterranei, ma certo non con quelli del nord europa, ma per lo più ognuno tira l'acqua e deve tirare l'acqua al suo mulino, anche se dovesse penalizzare il proprio socio nell'unione europea.

Che è poi quello che hanno fatto tutti, chi più chi meno, fino ad oggi e continueranno a fare in futuro, tranne forse noi Italiani che, non ricordo chi lo disse, andiamo in europa da europei, quando francesi, tedeschi etc, ci vanno da francesi, da tedeschi etc.

L'Italia senza l'unione europea sarebbe più ricca e più libera, anche di tradurre nei fatti, velocemente, fruttuosi accordi bilaterali che, oggi, sono impediti dalla burocrazia di Bruxelles e da tutti i lacci e lacciuoli con i quali ci siamo progressivamente lasciti legare.

Forse, però, è utile ascoltare quelli come Draghi, responsabili di tutti gli errori degli anni passati, per fare esattamente il contrario di quello che continuano a predicare.

14 maggio 2026

Inutili i dibattiti in parlamento


Ieri abbiamo ascoltato l'ennesima inutile esibizione teatrale di una protagonista (Giorgia Meloni) e di tanti nanerottoli in cerca d'autore.

Cosa ha portato il cosiddetto "premier time" ?

Ulteriori divisioni, fondate sulle parole dei Boccia (letteralmente annientato) e dei Renzi che, totalmente privi di argomentazioni, non hanno saputo fare altro che trovare parole sempre più offensive verso il Governo ed i suoi esponenti.

I numeri forniti dalla Meloni, le considerazioni di politica interna, internazionale ed economica, sono stati totalmente ignorati perchè inconfutabili, preferendo creare polveroni con l'uso spregiudicato del vocabolario.

Tempo perso, che avrebbe potuto essere usato per un vero dibattito, ad esempio, sul come sopprimere i residui crediti fiscali derivanti dal superbonus, per ripulire ilbilancio dello stato dalle "graduidà" di Conte e soci.

Oppure per una approfondita analisi per un sistema elettorale che garantisca la governabilità, bene ben più prezioso della rappresentatività litigiosa e ottusa come si è ieri manifestata.

O, anche, come i fautori del "no", adesso che hanno vinto il referendum, intendono proporre riforme della giustizia, che non pesino sul bilancio dello stato ed evitino gli sconci come quello delle inchieste di Garlasco.

Quei dibattiti parlamentari, oltre a dare la misura della pochezza dei cattocomunisti, ci dicono anche che il sistema democratico parlamentare deve essere profondamente rivisto ed aggiornato, perchè non è più adeguato alla velocità dei tempi di oggi, che richiedono interventi decisi e rapidi.

13 maggio 2026

"Prima di votare, chiedetevi: state meglio oggi di quanto non lo foste quattro anni fa?"

La domanda fu posta da Ronald Reagan, candidato alla presidenza degli Stati Uniti per i Repubblicani, al presidente in carica, il democratico Jimmy Carter, durante il dibattito pre elettorale del 1980.

Fu la domanda del k.o. per il fallimentare presidente uscente che dovette lasciare la Casa Bianca ai Repubblicani, vincenti con una valanga di voti, dando inizio a ben 12 anni di amministrazioni Repubblicane, otto con Reagan e quattro con Bush.

Tutti noi possiamo e dobbiamo porci la stessa domanda quando andremo al voto nel 2027.

Stiamo meglio oggi o stavamo meglio prima del Governo Meloni ?

Qualche giorno fa scrissi un post allegando una tabella che, con dati oggettivi alla mano, rispondeva a tale domanda: sì stiamo meglio oggi, tutti i dati economici sono migliori, e anche di molto, rispetto a quelli di fine 2022 quando la Meloni subentrò, per aver vinto le elezioni, a Draghi (imposto, come i suoi predecessori dopo Berlusconi, da giochi di Palazzo).

Ma la percezione può essere differente, soprattutto se siamo bombardati quotidianamente dalle fandonie dei cattocomunisti che da quattro anni continuano a prevedere sconvolgimenti e catastrofi.

E se ci sarà sicuramente qualcuno che, per spese improvvise o vicende tristi personali, avrà visto diminuire le sue capacità economiche, credo che la maggior parte di noi possa rispondere positivamente anche per quanto concerne la nostra posizione personale.

La valutazione può essere fatta in modo molto semplice.

Gli estratti conto dei nostri rapporti bancari e degli investimenti con il loro controvalore al 31 dicembre 2022 (tutti dovremmo aver ricevuto dalle banche gli estratti con tale dato).

Li si confronti con i saldi al 31 dicembre 2025, eventualmente considerando le spese straordinarie, cioè quelle che non vengono ripetute in tempi brevi, come la ristrutturazione di un immobile, o parte di esso, di proprietà o condominiale, l'acquisto di un'automobile, di un appartamento, di mobilia.

Non credo di essere il solo che ne sarebbe positivamente sorpreso.

12 maggio 2026

Cosa avrebbe fatto Roma ?

In questi giorni sto rileggendo la trilogia (in realtà sono molti più i romanzi ambientati all'epoca , ma qui mi riferisco ai tre fondamentali: I giorni del potere, I giorni della gloria e I favoriti della Fortuna) scritta nei primi anni Novanta da Colleen McCullough su Roma tra l'ascesa di Caio Mario e quella di Caio Giulio Cesare.

Sono romanzi con basi solidamente storiche e il mix è reso con una accattivante scrittura (probabilmente anche grazie alla traduzione e troppo spesso si sottovaluta la abilità dei traduttori).

All'interno della vicenda che riguarda Mario, Silla, Pompeo, Cicerone, Cesare, tutti nomi importanti della nostra Storia (perchè la nostra Storia ha le sue radici in quella Romana) ci sono anche le guerre e la diplomazia di Roma con le popolazioni ai suoi confini e la maggior parte dell'interesse è rivolto a quelle zone che, oggi, sono chiamate Medio Oriente e che sono al centro di tante controversie, dalla Numidia al Ponto (dal Nord Africa alla odierna Turchia).

Pensando quindi allo stallo oggettivo cui oggi assistiamo tra l'Occidente, purtroppo rappresentato solo dagli Stati Uniti e da Israele e gli odierni satrapi che sono gli ayatollah con i loro gruppi terroristi palestinesi, libanesi e yemeniti, mi è venuto da pensare cosa avrebbe fatto Roma.

Non credo che si sarebbe fatta bloccare dalle vuote chiacchiere degli ayatollah con infiniti scambi di bozze e memorandum, nè penso che sarebbero stati condizionati da ipotetici appelli pacifisti che, in realtà, sono solo appelli alla resa e alla sottomissione.

Piuttosto credo che avrebbero organizzato una spedizione, bene armata, ben fornita, al comando di un unico generale, con potere proconsolare ed un imperium tale da poter eseguire qualsiasi operazione sul campo senza dover rispondere a tribunali internazionali o inchieste successive e avrebbero risolto il problema.

Sono ormai tre mesi che, dopo i colpi inflitti inizialmente al nemico, l'Occidente, tramite gli Stati Uniti ed Israele, cincischia e non trova il coraggio di affondare il colpo.

Gli ultimatum si sono trasformati in penultimatum e terzultimatum.

Nel frattempo l'economa e la finanza mondiale sono sulle montagne russe ad ogni flatulenza che arrivi da Teheran, con grave danno per la nostra Sicurezza ed il nostro Benessere.

E' evidente che se non si estirperà alla radice il Male dall'Iran, anche se oggi si dovesse acquietare tutto con un accordo, quell'accordo non avrebbe lunga durata, come tutti gli accordi che, sostanzialmente, non cambiano gli equilibri.

Ed è altrettanto evidente che Trump non ha ancora molto tempo per risolvere quei problemi (Iran, Cuba, dopo aver assestato provvisoriamente il Venezuela) che ragionevolmente poteva, in questo suo ultimo mandato, sistemare per consegnare al suo successore un mondo migliore.

La Pax Romana ha avuto un prezzo e anche la Pax Trumpiana ne dovrà pagare uno.

Ma qualunque sia il prezzo, è importante scrivere la parola fine al regime degli ayatollah, per tornare a guardare al futuro.

11 maggio 2026

C'è proprio bisogno di un ministero per la cultura ?

In questi giorni il successore di Sangiuliano al ministero della cultura deve sentire le sue orecchie fischiare parecchio.

La vicenda del Direttore di Orchestra Beatrice Venezi, la biennale con la scelta del Presidente Pietrangelo Buttafuoco di avere i padiglioni della Russia e di Israele, il licenziamento anticipato a mezzo stampa di due membri dello staff del ministero, hanno visto molti indici accusatori puntati contro Alessandro Giuli.

Non so se voglia farsi cacciare come leggo in un titolo o se agisca in combutta con Mattarella per danneggiare il Governo Meloni come cautamente paventa tra le righe un altro articolo di oggi, o se sia, più prosaicamente, incapacità a gestire un ministero, ma il tempo di Giuli al ministero della cultura sembra agli sgoccioli.

E se mi auguro che la scelta di un sostituto sia veloce e cada su un politico, non su un presunto tecnico (anche se sarebbe molto affascinante vedere al posto di Giuli la Venezi o Buttafuoco) mi pongo anche la domanda se sia utile avere un ministero della cultura.

Tale ministero fu cucito addosso a Giovanni Spadolini al suo ingresso in politica, ma non ne vedo affatto l'utilità, oggi.

E' un ministero dello spesa e della spesa meno produttiva che ci possa essere, soprattutto per i criteri che vengono adottati per l'elargizione delle cospicue somme disponibili.

Si producono film privi di successo di pubblico e i finanziamenti spesso non hanno alcun ritorno economico, neppure per poter dire che lo stato, cioè noi, sia riuscito a recuperare quel che si è speso.

La qualità dei prodotti è sancita dall'insuccesso del pubblico e dei film trasmessi nelle sale, davanti a pochi intimi (masochisti ?).

Il ministero se sceglie un prodotto anzichè un altro, interferisce non solo sul Mercato, favorendo Tizio e penalizzando Caio, ma inevitabilmente influenza le scelte di quel che si si propone, in base al colore politico del ministro.

Se, invece, il ministero è solo un bancomat che elargisce soldi in base a criteri asettici (ad esempio la precedenza nella presentazione delle domande) si trasforma in un buco nel bilancio dello stato.

Se un film, un qualsivoglia spettacolo, documentario, canzonetta, opera teatrale, televisiva, quotidiano, romanzo etc. non ottiene il consenso del pubblico tale da consentire ai suoi produttori, autori, attori, cantanti, protagonisti di rientrare delle spese e mantenersi, allora non vedo perchè debba essere lo stato, cioè noi, a farlo.

Francis Ford Coppola è un regista i cui film non sono nelle mie corde, ma apprezzo moltissimo il fatto che, per ben due volte, abbia rischiato (e perso) del suo, dichiarando anche bancarotta.

Allo stesso modo apprezzo un'attrice le cui idee non sono nelle mie corde, Paola Cortellesi, alla quale furono rifiutati i finanziamenti pubblici, ma andò avanti con il suo progetto, ottenendo il meritato successo dopo aver rischiato in proprio.

Come leggo che avrebbe affermato Milei, il Presidente argentino, se un artista ha bisogno del finanziamento statale per realizzare le sue opere, allora non è più un artista ma un impiegato dello stato.

Senza il ministero della cultura, risparmieremmo miliardi riducendo il debito pubblico e, nel contempo, andrebbe avanti, con l'unico giudizio che conta del pubblico pagante, chi merita e chi non merita dovrebbe cercarsi un altro mestiere.


10 maggio 2026

Ha ancora senso credere a Valori comuni tra cittadini della stessa Nazione ?

Come anticipato ieri, si è svolta a Bologna, in una piazza periferica, la pacifica, senza incidenti, senza distruzioni nè danneggiamenti di proprietà pubbliche o private, manifestazione a favore della remigrazione.

Contemporaneamente, nelle vie adiacenti, un manipolo che dicono provenisse dai centri sociali, ha cercato lo scontro con le Forze dell'Ordine, dando luogo a qualche danneggiamento e rendendo insicura la zona.

Quel manipolo violento non è però isolato, ha solo provato a realizzare con la violenza, quel che la stessa amministrazione comunale di Bologna ha, fino all'ultimo, cercato di ottenere, con altri mezzi e con speciose motivazioni, per impedire la manifestazione per la remigrazione.

A questo punto mi viene da chiedere: ha senso che si sia tutti parte di uno stesso stato ?

Perchè è evidente che chi sostiene la remigrazione ha Valori, Progetti, una Idea di Società e di Civiltà che confliggono totalmente con quelli di chi vorrebbe mantenere gli immigrati in Italia e, anzi, è disponibile a rinunciare alla nostra Identità perchè quelli si possano sentire a casa, sul nostro territorio.

Qual è il contratto sociale che ci può legare, se il contratto sociale come concordemente riconosciuto, è quel patto che lega più individui disposti a rinunciare ad una parte della propria libertà, per il conseguimento di obiettivi comuni a cominciare dal vivere in sicurezza ?

Mattarella, la Von der Leyen e tanti altri aprono bocca citando i "Valori comuni".

Ma quali sono ?

Io, con quelli che ieri hanno cercato di impedire la manifestazione sulla remigrazione e con quelli che hanno cercato preventivamente  di impedirla con altri mezzi, non ho proprio nulla in comune.

E non voglio avere nulla in comune.

Credo che, da come stanno andando gli esiti elettorali, questa divisione, questa impermeabilità tra le parti, questa mancanza di Valori condivisi, sia un problema di tutto l'Occidente che rende difficile la convivenza, all'interno di uno stesso stato, di due parti così contrapposte da non avere nessun punto di incontro.

Se ci fosse un continente vergine, direi che una delle due parti, potrebbe partire e creare la sua società come meglio gli aggrada, liberando anche l'altra parte per poter fare altrettanto.

Ma non c'è un continente inesplorato e pensare ad un trasferimento in un altro pianeta, beh ... l'idea mi affascina, ma la trovo un pochino prematura.

Certo è che, invece di blaterare sui "Valori comuni" che non esistono, i politici farebbero meglio a trovare il modo per un nuovo tipo di contratto sociale che salvaguardi le Identità, evitando di mischiare elementi incompatibili.

E questo prima che la situazione precipiti a sfugga di mano a tutti.

09 maggio 2026

Remigrazione = Rimpatrio. Perchè opporsi ?

Oggi, a Bologna, in una piazza decentrata (anche se è quella che fiancheggia lo stadio di calcio già Littoriale e oggi Dall'Ara) si svolgerà una manifestazione a favore della remigrazione.

Cos'è la remigrazione ?

E' il termine contemporaneo, mutuato dall'inglese, per dire rimpatrio.

La lingua italiana è ricca di vocaboli che ci consentono di definire in modo corretto un qualcosa, senza appesantire una frase (perchè dire "buongiorno a tutte e tutti", quando la regola è, in presenza di soggetti di ambedue i generi, di usare per il plurale la forma maschile? Buongiorno a tutti. Punto.) e senza mutuare vocaboli o pronunzie da lingue straniere (Plus - latino - è plus, non plas. Nike - greco - è nike, non naik).

Come è inutile inventarsi nuove definizioni quando esistono già quelle appropriate.

Io sono Nazionalista, perchè adesso dovrei definirmi Sovranista che è la stessa cosa ?

E, per l'appunto, riaccompagnare nella sua nazione di appartenenza chi illegalmente è entrato a casa nostra, violando i nostri confini, ma anche chi, pur eventualmente fosse entrato in Italia regolarmente, ma avesse commesso reati, si chiama rimpatrio.

Ma chiamiamola pure remigrazione così capiamo tutti, persino quelli di sinistra (lo spero, ma non ci credo), cosa si intende e, allora, perchè opporvisi ?

Le manifestazioni per la remigrazione vengono accolte con la bava alla bocca dai cattocomunisti, con cortei (spesso violenti a confronto con quelli pacifici dei favorevoli ai rimpatri) e con comunicati tonitruanti da parte delle giunte comunali di sinistra, inclusa quella di Bologna cui non par vero scongelare la propria mai abbandonata anima stalinista e da santa inquisizione, per vietare qualcosa e impedire l'esercizio di una Libertà garantita dalla costituzione, come quella di manifestare pubblicamente e pacificamente una opinione.

Francamente non capisco quale sia l'utile che ne derivi ai cittadini italiani, l'ammettere sul nostro territorio masse di spostati senza patria, che vengono da noi solo per usufruire di una situazione economica, alimentare, sanitaria, abitativa, migliore di quella che abbandonano.

E' assolutamente pertinente quello scritto nell'immagine che ho trovato proprio oggi su X.

Se quelli che vengono sono bravi, perchè non fanno grande la loro patria ?

E se non sono bravi, perchè dovremmo accollarcene il mantenimento ?



08 maggio 2026

Perchè dovremmo pagare con le nostre tasse le remunerazioni di Matilda De Angelis e compagni cinematografari ?

Sì, ho fatto un titolo alla Wertmuller, ma ci stava tutto dopo aver ascoltato le dichiarazioni dell'attrice Matilda De Angelis al momento della ricezione del premio David di Donatello, infarcite di ideologia pro domo sua.

In sostanza, la De Angelis, attrice che leggo apprezzata anche all'estero e che ricordo in una mini serie televisiva gialla, si è sentita officiata del compito di chiedere che lo stato, cioè noi, non solo continui, ma anche aumenti la spesa per la produzione dei film.

Ovviamente, produrre film, significa anche scritturare attori e pagarli nei termini dei loro contratti.

Il ministro Giuli, una delle poche scelte sbagliate della Meloni che, purtroppo, ha fatto dimettere un ottimo ministro come la Santanchè e si tiene ministri come Giuli (che infatti non era una prima scelta), invertendo quella che sembrava essere una rotta sana, cioè ridurre (e possibilmente azzerare, aggiungo io) i contributi per i cinematografari, per usare meglio i soldi dei contribuenti, ha già promesso di rivedere i criteri di finanziamento, in aumento.

Ora credo che per il cinema, i libri, il teatro, la televisione, i giornali, debba valere la stessa legge che vale per chi produce i tondini di acciaio, le banche, le assicurazioni, il salumiere all'angolo o il bar della piazza: se il prodotto è buono, vendi e guadagni, se il prodotto è scadente nessuno lo compra, chiudi e cambi mestiere.

Quindi se un film, un libro, una commedia, una serie, un quotidiano, è fatto bene, noi lo compriamo, sostenendo in tal modo chi lo produce e che ne è protagonista.

Se un film etc., non piace e ricava al botteghino molto, ma molto meno di quello che è costato, non dobbiamo essere sempre noi a pagarne il costo, ma deve essere chi lo produce e, a cascata, chi lo ha interpretato.

Si chiama Libero Mercato.

Chi non lo capisce e chi si ostina a chiedere (e a concedere), usa, male, il denaro pubblico che andrebbe speso per dare beneficio a tutti e non privilegi a pochi e, ancora meglio, risparmiato per ridurre il mostruoso debito pubblico della Nazione.

07 maggio 2026

Sciatti fuori, vuoti dentro

Da quando sono in pensione, ho più tempo per passeggiare, invece di correre frettolosamente per le strade di Bologna.

Mi piace osservare, vetrine e passanti, cercare di capire in che mondo viviamo nei rapporti interpersonali.

Fare un raffronto con il come eravamo e che ricordo bene, come, ad esempio, il piacere di camminare con gli amici, chiacchierare, spintonarsi allegramente. fare battute se si incontravano delle ragazze, mentre adesso vedo giovani imbronciati, con la testa piegata sul telefono cellulare, non si parlano, non scherzano e, ma questo non è colpa loro, non fanno certo battute con le ragazze che incrociano, non solo perchè queste hanno lo sguardo perennemente incazzato e pronte a mordere, ma soprattutto perchè le leggi e i costumi di oggi farebbero gridare alle molestie e sarebbero guai (citofonare agli Alpini a Genova per maggiori spiegazioni).

Ma quello che mi colpisce di più è la sciatteria nel vestire, abbigliandosi con improbabili ... pantaloni (?) larghi, poco sotto al ginocchio, piercing, tascapane, il tutto in un aspetto dove tutto grida che non si conosce il corretto uso di acqua e sapone.

Le ragazze non sono da meno, anzi, penso che in questo piano inclinato abbiano raggiunto e superato i coetanei maschi, mentre tra gli adulti se molti dei miei "colleghi" pensionati maschi si sono lasciati andare, dismettendo giacca e cravatta (che peraltro, molti, ultimamente, non indossavano più), le donne mantengono un minimo di decoro, forse nella intuitiva percezione che se la guerra contro il tempo non si può vincere, almeno è possibile ingannarlo con la visione percepita, indossando con eleganza dei capi decorosi.

La mia impressione, che viene confermata quando per un qualche motivo ci si ferma a parlare con sconosciuti, magari al bar o all'edicola, è che all'aspetto sciatto esteriore corrisponda, in molti casi, anche un vuoto interiore che è ugualmente grave tanto negli adulti, quanto negli adolescenti.

Riempire quel vuoto, trovare la chiave per farlo, potrebbe essere la soluzione per una nuova stagione di rilancio della nostra Civiltà.

Se non ci si riuscirà, quel vuoto sarà riempito solo dall'odio e dai fanatismi politici e religiosi che speravamo di esserci lasciati alle spalle e rinchiusi nei libri di Storia. 

06 maggio 2026

La pace a tutti i costi è solo resa

Nella contrapposizione tra il Presidente Trump e il Papa Prevost, io sto con Trump.

So di essere in minoranza perchè, per motivi differenti, tanto a destra quanto a sinistra sono in tutto o in parte a sostegno del papa, ma è la linea di Trump che, a me, ispira maggiore fiducia e affidabilità nella difesa di quelli che sono gli interessi, sì, degli Americani ma anche, a cascata, i miei di Italiano, erede di una Civiltà Occidentale che ci ha dato più di ogni altra civiltà che sia fiorita sulla Terra.

Già dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti erano subentrati alle stanche nazioni europee nell'innalzare il vessillo della Civiltà, contro la barbarie che, inizialmente, aveva il colore rosso del comunismo.

Condotta in porto con successo parziale (perchè il comunismo è morto, ma i comunisti sono ancora vivi e infestano la Terra) la contrapposizione del dopoguerra, sono sempre gli Stati Uniti a guidare la resistenza ad un nuovo attacco all'Occidente che arriva dalla Cina e dall'Islam.

Se l'attacco cinese è subdolo, fondato come è su una sfida economica e tecnologica fondata sulla permanenza di un regime dispotico a Pechino, che sfrutta la quantità di mano d'opera disponibile per produrre beni a poco prezzo, imponendo peraltro condizioni di lavoro, retribuzioni e garanzie sulla qualità dei beni in oggettivo dumping nei confronti dei rigidi e alti livelli imposti alle aziende in Occidente, quello dell'Islam è la continuazione di reiterati tentativi che da quelle zone del mondo sono stati fatti per sottomettere l'Europa, cominciati ben prima dell'esistenza dell'Islam, con l'antica Persia.

Parlare di pace, in modo generico e senza porre paletti fondati sulla reciprocità dei comportamenti, significa aprire le porte delle nazioni occidentali all'Islam, senza vedere aperte le porte delle nazioni islamiche all'Occidente, ai nostri costumi, alle nostre fedi religiose, ai nostri Valori.

In sostanza assistiamo ad un Occidente che, tramite, purtroppo, una folta quinta colonna interna, vuole imporre l'accettazione delle feste, delle abitudini, dei costumi, della religione di milioni di immigrati di fede islamica cui incautamente si sono aperte le porte di casa nostra, senza veder riconosciuti altrettanti diritti a quelli di noi che volessero andare a vivere, anche solo per lavorare, nelle nazioni islamiche.

Ecco perchè considero una resa il parlare di pace, in modo avulso dalle specifiche realtà, dimenticando le persecuzioni cui vanno incontro in tanti stati a prevalente fede islamica i non islamici (non solo i cristiani), nella più totale mancanza di reciprocità.

Gravi colpe hanno tutti coloro che, più o meno in buona fede (e, notoriamente, si preferiscono quelli in malafede perchè, almeno ogni tanto, si riposano) che, dividendo all'interno l'Occidente, predicano per l'accoglienza e l'inclusione senza reciprocità di chi non vuole integrarsi, ma sottomettere.

E' in questo quadro che mi sento più e meglio rappresentato da Trump, probabilmente l'ultima opportunità per far tornare in carreggiata l'Occidente, che dal papa.

05 maggio 2026

In dubio pro reo

Uno dei principi cardine del Diritto, esplicitamente riconosciuto sin dai tempi di Giustiniano, che è imprescindibile assieme al principio di non colpevolezza, è in dubio pro reo, cioè che in presenza di dubbi sulla colpevolezza, si giudica in favore dell'imputato.

Appassionato di gialli, preferisco vicende di fantasia e non mi interesso alla cronaca reale sulla quale i "professionisti dell'informazione" di tuffano a pesce per vendere le loro teorie che, quanto più strampalate sono, più vendono.

Non posso però evitare di leggere i titoli e di ascoltare i resoconti nei giornali radio e televisivi sulla vicenda di Garlasco, riaperta in modo tale che, oggi, la percezione è che da undici anni in galera ci sia un innocente, pervicacemente voluto come colpevole, dopo i primi due gradi in cui era stato assolto, da una cassazione che, rimandando ad un nuovo processo di appello, praticamente impose la colpevolezza.

Già allora, davanti a due precedenti sentenze di assoluzione, il dubbio avrebbe dovuto insinuarsi nella testa dei giudici e quindi assolvere, in base al principio in dubio pro reo, il poveraccio finito nel tritacarne della giustizia.

Che, poi, dopo una decina di anni si torni a riaprire il caso, individuando in un altro soggetto l'unico colpevole (il che significa che quello oggi in galera sarebbe innocente) non fornisce una bella immagine della magistratura.

Non so, ovviamente, cosa effettivamente abbiano in mano i procuratori di Pavia, ma so che per escludere ogni dubbio circa la colpevolezza di un soggetto, devono esserci prove (non indizi) inconfutabili, oppure una confessione spontanea, non estorta.

Finchè ci sarà un solo "esperto" che interpreta impronte, dna e quant'altro in modo difforme da altri, non può che sussistere il dubbio che l'imputato sia innocente.

Quello di oggi, come quello di allora.

Sono convinto che se al posto di un magistrato ci fosse l'intelligenza artificiale, questa avrebbe, senza influenze esterne, simpatie o convinzioni metafisiche, optato per l'assoluzione allora, come oggi, perchè manca la consapevolezza che i due soggetti, quello di allora e quello di oggi, siano colpevoli "al di là di ogni ragionevole dubbio".

E forse sarebbe meglio così, perchè è meglio avere cento colpevoli liberi, che un solo innocente in galera.

04 maggio 2026

Il trappolone

I consiglieri fraudolenti di oggi sono i commentatori nei giornali e in radiotelevisione.

Esprimono le loro personalissime congetture, probabilmente per giustificare la loro altrimenti inutile presenza, spesso prive di verifica e nella massa delle parole, sperano che le loro previsioni siano presto dimenticate, così da poterne fare altre, anche in contrasto con le prime.

C'è, però, una linea comune a tutti, cercare di proiettare la percezione che i partiti del Centro Destra e il Governo siano allo sbando.

In oltre tre anni, l'unica sconfitta della Meloni è stata al referendum sulla giustizia, un atto autolesionistico degli Italiani che prima rinnovano la fiducia ai magistrati e poi continueranno a pagare gli errori giudiziari al posto dei magistrati che nel frattempo faranno carriera, come probabilmente accadrà anche con la vicenda di Garlasco.

Eppure quella unica sconfitta in tre anni è il trampolino di lancio di "professionisti dell'informazione" con la bava alla bocca che hanno trovato il consiglio fraudolente del secolo: andare ad elezioni anticipate.

Nell'editoriale di Belpietro di oggi si riporta che Travaglio ipotizza il voto anticipato, scongiurandolo perchè la sinistra non sarebbe pronta e Belpietro, invece di indagare sulle motivazioni che inducono uno come Travaglio a fare un apparente favore alla Meloni, sembra dargli ragione.

Il periodico di Sky tg24, invece rilancia l'ipotesi di elezioni, che sarebbero sul tavolo per sbloccare un presunto stallo nell'azione di governo.

A leggere costoro, verrebbe da dire, beh, se la sinistra non è pronta alle elezioni, andiamoci subito.

E qui scatta il trappolone.

Se la Meloni si dimettesse, il pallino sarebbe nelle mani di Mattarella, il vero capo dell'opposizione al Governo di Centro Destra, che già in passato fece in modo che non si andasse al voto con auspici favorevoli al Centro Destra (allora a cascarci con entrambi i piedi fu Salvini).

Ma anche se si andasse al voto (e se Mattarella sciogliesse le camere vorrebbe dire che è convinto che la sinistra vincerebbe) cosa importa all'elettorato di sinistra chi è il capo della coalizione, quale sia il programma, quali i candidati ?

L'elettorato di sinistra, al contrario di noi di Destra, è di bocca molto buona e basta propinargli quattro bellaciao, un paio di slogan a favore della Palestina e un centinaio di bandiere americane e israeliane da bruciare, si sente in paradiso.

La mancetta arriverebbe poi, con un simil reddito di cittadinanza, così che chi produce ricominci a mantenere chi si limita a consumare risorse, stravaccato su un divano.

Il resto non interessa, come abbiamo visto al referendum.

Quindi la Meloni farebbe malissimo a seguire i consigli fraudolenti di chi le vuole male e, anzi, farebbe male anche a chiamare alle urne prima della naturale scadenza delle camere solo per tornare a votare in primavera.

La legislatura dura quindi cinque anni che decorrono dalla prima riunione delle camere che, in questa legislatura, si è avuta il 13 ottobre 2022, con scadenza pertanto il 12 ottobre 2027.

In base all'art. 61 della costituzione del 1948, poi, le elezioni devono essere convocate contestualmente o subito dopo la fine della legislatura, tra i quarantacinque e i settanta giorni, quindi tra il 27 novembre e il 22 dicembre 2027.

Questo significa che la Meloni ha ancora un anno e mezzo, cioè un terzo della legislatura !, per recuperare la forma migliore, procedere con qualche intervento che caratterizzi il Governo come esecutivo di Destra e quindi rivincere le elezioni.

Se la Meloni deve fare degli sbagli, molto meglio se li fa seguendo un suo disegno e non perchè attratta dalle sirene fraudolente di una stampa ostile.

03 maggio 2026

L'Elettorato di Destra non ha pazienza (e facciamo male)

Come è possibile che il sentiment registrato dai sondaggi sia cambiato così repentinamente dall'approvazione stabile ad una lenta erosione del consenso per la Meloni e il suo Governo ?

Non può essere stato l'esito del referendum, la prima e unica sconfitta elettorale del Governo in quasi quattro anni, al più tale risultato avrà provocato lo sfarinamento di qualche opportunista che crede di anticipare un risultato del 2027 e cerca di posizionarsi per ottenere altri benefici.

Presi singolarmente non può essere il sostegno a Zelensky dichiarato sin dal primo giorno e neppure la recente rottura con Trump e Netanyahu o il siluramento della Venezi e l'ostilità a Buttafuoco.

Del resto la politica economica ha dato i suoi ottimi frutti e ogni indicatore economico e finanziario è nettamente migliorato rispetto agli undici anni di governi cattocomunisti.

Anche l'immigrazione è stata messa sotto controllo, gli sbarchi sono dimezzati e sono raddoppiate, secondo le cifre fornite dal Ministero dell'Interno, le espulsioni. 

Sul piano energetico abbiamo riserve, contratti e contatti che ci consentono di guardare anche al prossimo inverno con maggior fiducia rispetto alla Germania e persino, sul piano dei carburanti, alla Francia che, peraltro, con le centrali nucleari ha energia in casa.

Fondamentalmente si vive meglio, più sicuri, con più soldi in tasca.

Allora perchè lo sfarinamento del consenso?

Perchè non abbiamo pazienza e così rischiamo di mandare all'aria una lunga marcia, riconsegnando l'Italia ai cattocomunisti che si rimetterebbero alla volontà dell'unione europea, mentre per giustificare la loro esistenza colpirebbero i Valori di una Civiltà con leggi devastanti in campo sociale e di costume e ancor più repressive contro la libertà di parola, pensiero, opinione e diffusione delle idee, di quanto già non accada con le leggi Scelba e Mancino.

E' verissimo che ci saremmo aspettati di più, ma dobbiamo sempre considerare le condizioni disastrose di partenza, ad esempio un rapporto deficit pil all'8,1%, oggi rientrato al 3,1.

Quello significava che non c'era disponibilità di un solo euro per altre spese.

Certamente ci si aspettava che si mettesse mano alla pistola per fermare i clandestini, non questa politica di contenimento che, pure, qualche frutto, lentamente, lo produce, ma come era possibile con una magistratura che interpreta anche leggi chiarissime in base ad una ideologia favorevole ai clandestini ?

Probabilmente la Meloni avrebbe potuto fare di più in politica internazionale, soprattutto dopo l'elezione di Trump, ma ha preferito Bruxelles a Washington, forse pensando che Bruxelles ci sarà ancora nel 2028, Trump sicuramente no.

Ma la responsabilità maggiore l'hanno i commentatori di Centro Destra, quelli che scrivono su La Verità, il Giornale, Libero, il Tempo, critici (non tutti, per fortuna) verso la Meloni ed il Governo, più di quanto siano mai stati critici i loro omologhi di sinistra che, anzi, hanno sempre giustificato e coperto le tantissime magagne e assenze dei governi di sinistra, il tutto visivamente espresso dalle conferenze stampa in ginocchio davanti a Draghi.

Come si fa a gestire una situazione se, non avendo una sola rete televisiva a favore vista la deriva di Mediaset, anche i pochi quotidiani che dovrebbero essere filogovernativi, istigano i lettori denunciando presunti errori, asseriti ritardi e quelle poche scelte sbagliate che chiunque di noi fa, sempre, perchè oltre ad essere impossibile non sbagliare mai, è altrettanto impossibile accontentare tutti.

Ricordiamoci che l'alternativa alla Meloni si chiama Schlein, Conte, Renzi, Landini, Bonelli, Calenda, Fratoianni e, soprattutto, la totale sottomissione a Macron e Merz per interposta unione europea.

02 maggio 2026

Il predatore dei risparmi altrui

Abituato ad accendere la radio, ieri mi sono sorbito tra le 12,30 e le 13 la messa cantata del primo maggio, con una giornalista che dava la parola all'inviata a Marghera e faceva ascoltare spezzoni dei discorsi del segretari della trimurti sindacale.

Banalità a piene mani, ma quelle di Landini anche sciocchezze economiche come parlare di ridurre le imposte a lavoratori e pensionati, aumentando la tassazione sulle rendite finanziarie.

Ora, le rendite finanziarie sono i risparmi investiti in titoli di stato, obbligazioni ed azioni e, a parte i titoli di stato ed equiparati che subiscono una tassazione di privilegio al 12,5%, gli altri beni sono tassati al 26%, cioè lo stato ci sottrae per legge oltre un quarto del rendimento.

Sempre al 26% vengono tassati i guadagni che si hanno quando si vende un titolo e ci si guadagna, mentre per tutta una serie di azioni con capitalizzazione superiore a 500 milioni, con l'imposta sulle transazioni finanziarie detta Tobin tax, viene tassato il semplice acquisto con lo 0,10% del controvalore.

Come se non bastasse, ogni trimestre la banca, su ordine dello stato e senza guadagnarci nulla, ci addebita lo 0,05% che rappresenta il pro quota di una tassa annuale dello 0,20%, impropriamente chiamata "imposta di bollo", applicata sul valore dei prodotti finanziari detenuti, inclusi i titoli di stato.

Eppure Landini dice che bisogna aumentare le tasse sui risparmi degli Italiani e chi non sa come stanno realmente le cose, applaude, mentre tanti "professionisti dell'informazione", che dovrebbero analizzare i discorsi di Landini e dei soci, fischiettando, guardano altrove.

Il dramma è che tutto il discorso di Landini è farcito da simili facezie che solleticano solo i peggiori istinti bestiali della natura umana, cominciando dall'invidia, ma alterano la realtà dei fatti.

Come l'asserzione che si è perso il 9% del potere di acquisto delle retribuzioni ... dal 2020.

Landini però non cita che dal 2023 al 2025, cioè nei tre anni pieni di governo della Meloni, il potere di acquisto delle retribuzioni ha guadagnato un 1% pieno sull'inflazione, il che significa che, partendo dal 2020 citato da Landini, la responsabilità della perdita del potere di acquisto è TUTTA dei governi giallorossi di Conte2 e di Draghi, sulle cui perdite, anzi, la Meloni ha cominciato a recuperare.

Lo stesso dicasi su tutte le altre questioni agitate dal palco, dai contratti "pirata", all'occupazione (aumentata di 1,2 milioni con il Governo Meloni) ed ogni altro pretesto di polemica, tanto per sollevare del polverone.

C'è da dire che ascoltare Landini, mi riconcilia con il Centro Destra e con il Governo Meloni, perchè mi fa capire che "gli altri", cioè i cattocomunisti, sarebbero, tutti, senza eccezioni, di gran lunga peggio del peggior ministro di questo Governo.