Il ministro della cultura Giuli non mi piace.
Non mi piaceva Sangiuliano (in realtà non vedo proprio la necessità di un ministero per la cultura che se non comanda nei teatri diventa solo una mucca da mungere per finanziamenti a pioggia a prodotti che il pubblico non guarda e non compra), ma, nel confronto, l'attuale ministro perde con grande distacco.
Mi sembra un piacione alla Rutelli o, parlando di attualità, alla Renzi/Calenda, tutto per di avere buona stampa e restare nella manica del mainstream.
Dopo la presa di distanza dall'ottima scelta del Presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, di ammettere il padiglione culturale della Russia, adesso l'acquiescenza alla scelta della Fenice di silurare il Maestro Beatrice Venezi, revocandole la nomina a Direttore dell'Orchestra, dando così partita vinta agli orchestrali sindacalizzati.
Orchestrali che avrebbero potuto essere per la Meloni e il suo governo quel che i minatori furono per la Thatcher o i controllori di volo per Reagan, invece Giuli e la Meloni non hanno avuto il coraggio di tenere duro ed hanno preferito fare come una squadra di calcio, ultima in classifica, che sceglie la via più veloce e meno complicata, ma inutile allo scopo, del licenziamento dell'allenatore invece della sostituzione dell'intera rosa di calciatori.
Mi auguro che Beatrice Venezi, cui va tutta la mia solidarietà, possa avere un futuro come Ministro: lo merita più di tanti altri.
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