Da pensionato ho il tempo per ascoltare i dibattiti parlamentari, ma ormai fanno venire il latte alle ginocchia.
Scontati, banali, stereotipi, senza progetti, senza visioni, senza Valori, senza Ideali, senza proposte.
Per quanto la Meloni abbia una oratoria che si fa ascoltare bene e dica numeri (peraltro noti) su quel che il Governo fa, quello che dovrebbe seguire non è una interessante controproposta, ma solo la reiterazione di quel che i cattivi maestri, tutti a sinistra, mettono in bocca (e nelle teste) dei vari Conte, Schlein e Renzi (personaggio che non cessa mai di stupire per la meschinità delle sue parole).
Se vogliamo che la democrazia, così come la conosciamo, possa avere ancora un significato e il parlamento un ruolo, si abbandonino le tribune politiche teatrali di queste, inutili, prestazioni di demagogia parolaia.
Lavorino, i parlamentari, per approvare le leggi, valutare, eventualmente modificare per migliorare e approvare i provvedimenti del Governo.
Non stiano a perdere tempo in chiacchiere in cui ognuno non fa e probabilmente non può fare altro, che ripetere alla noia quel che tutti leggiamo sui giornali e ascoltiamo in radio e televisione, più e più volte
nel corso di ogni giornata.
L'unica certezza che emerge da queste inutili perdite di tempo è che la Meloni è su un piano talmente superiore rispetto ai suoi concorrenti (che, purtroppo, abbiamo anche già testato al governo con i dpcm, i superbonus, i green pass) che solo uno sciocco rinuncerebbe al Benessere conseguito dopo tre anni, per tornare al triste declino dell'immobilismo cattocomunista degli anni dei Conte, dei Renzi, dei Gentiloni, dei Letta, dei Monti e dei Draghi.
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