Pare che la Francia si sia inginocchiata davanti agli ayatollah (del resto aveva dato rifugio e protezione a Komeini!), ottenendo il passaggio di una sua petroliera.
Se vuol provare a rivincere i mondiali di calcio la Francia non può certo contare sui calciatori di nazionalità francese, bensì sulla legione straniera africana e islamica, cui paga così dazio.
La Spagna si era già involata con Sanchez che, sull'Iran, secondo quanto apparso oggi sulla stampa, si consulterebbe con Valeria Marini, sicuramente meglio che con la Von der Leyen o la Kallas, ma ... vabbè ... insomma.
Un gruppo di nazioni dell'est europeo hanno concesso le basi agli Stati Uniti, senza se e senza ma, rimpiazzando quelle negate da spagnoli e francesi.
Alla fine, nonostante io non condivida l'aver negato l'atterraggio a Sigonella e neppure la, pur tiepida, presa di distanza da Trump e Netanyahu, la posizione più responsabile è quella della Meloni che alla vigilia di Pasqua, invece di fare chiacchiere è partita per il golfo Persico, per un giro in tre stati che, più di ogni altro, hanno, con ragione, spinto Trump e Netanyahu ad attaccare l'Iran per provare ad ottenere la capitolazione degli ayatollah, da quasi 50 anni istigatori di odio, violenze e terrorismo.
E l'unione europea ?
Tante chiacchiere e distintivi, ma capace solo di negare provvedimenti di buon senso (come l'abolizione dei vincoli di bilancio o il ritorno alle fonti energetiche russe) e sanzionare gli stati membri se non si attengono alle loro assurde direttive.
Unione europea: non è mai troppo tardi per uscirne, ma non sarà mai troppo presto per deciderlo.
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