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No alla deriva

No alla deriva
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21 aprile 2026

Natale di Roma

Il 21 aprile è il giorno convenzionalmente fissato come quello fondativo di Roma.

Era il 753 avanti Cristo e, quindi, siamo a 2779 anni dalla Fondazione dell'Urbe.

Una Storia ricca di passioni, eventi, personaggi, alla quale scrittori e aspiranti tali potrebbero attingere come da un pozzo senza fondo per raccontare l'inizio della nostra Civiltà.

Questo 21 aprile capita in un momento in cui, casualmente, ho riletto uno dei romanzi più belli ambientati tra il 110 e il 100 avanti Cristo in Roma, "I giorni del potere" di Colleen McCollough che ne ha fatto una serie (oltre ai romanzi su Cesare, di cui evidentemente è infatuata, per me a torto, di rilievo sono i due seguiti "I giorni della gloria" e "I favoriti della Fortuna", tre romanzi da circa 800 pagine l'uno).

La Storia di Mario e Silla che abbiamo conosciuto sin dai sussidiari delle elementari, assume una dimensione molto attuale nel racconto della McCollough, rigorosa nei personaggi ed avvenimenti storici e ottima narratrice nell'inventarsi i dialoghi privati e le intime considerazioni dei protagonisti, tutti realmente vissuti, così come le battaglie, le conquiste, le sconfitte e le vittorie sono storicamente accertate.

Non ci sarebbe stato Augusto senza Cesare, ma non ci sarebbe stato l'Impero, Roma, la Civiltà alla quale facciamo riferimento, senza Silla e non ci sarebbe stato Silla senza Mario.

E senza dimenticare personaggi che si affacceranno nei successivi anni (e romanzi) come Marco Tullio Cicerone che, per due volte, salvò la Repubblica e, con grande dignità, si consegnò agli sgherri di Marcantonio dopo la morte di Cesare.

Non so quanti ricorderanno questo importantissimo anniversario, rilevante per tutta l'Umanità, anche di quei continenti allora ignoti, come l'America e l'Oceania.

In un tempo in cui i miti invecchiano velocemente e si tende a ripensare malamente con occhi moderni al nostro grande passato, ricordare Roma, i suoi Fondatori, quelli mitici di cui ci è stata tramandata la vicenda e quelli reali di cui non conosciamo nulla, rappresenta una immersione completa nelle nostre Tradizioni, nella nostra Identità, nelle nostre Radici, che non possono che esserci di stimolo per provare a reagire al nichilismo che viene diffuso da chi vorrebbe vederci dimenticare chi siamo stati e chi siamo, per trasformarci in obbedienti sudditi, sottomessi come un gregge che segue compulsivamente il proprio capo branco.

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