Non sono nella testa del Presidente Trump, come non lo sono tutti i tronfi "professionisti dell'informazione" che ad ogni gr o tg salgono in cattedra per raccontarci cosa vuole fare Tizio piuttosto che Caio, per cui mi limito a guardare ai fatti, nei tempi, spazi e modi che sono consentiti da un post in un blog.
E i fatti mi dicono (e lo direbbero a tutti quelli che li guardassero senza i filtri della ideologia preconcetta) che Trump sta agendo avendo indossato non tanto il cappello di Presidente degli Stati Uniti come vorrebbe la sua base Maga, che lo porterebbe ad un dorato neoisolazionismo, quanto come Capo dell'Occidente o di quel che ne resta dopo decenni di genuflessioni, woke, derive dei costumi, autoflagellazione per la Storia passata e cedimenti alle pretese altrui.
La ricerca della pace tra Russia e Ucraina, con un oggettivo sbilanciamento a favore della Russia, dimostra che nella sua visione Mosca e Putin sono un baluardo contro gli ulteriori cedimenti nei costumi, prima ancora che un sostegno ad una (inesistente) politica espansiva del Cremlino.
L'aver dato il via libera ad Israele per liquidare Hamas ed Hetzbollah, vuole significare la volontà di rimuovere quelle minacce da un territorio che, ancora a lungo, resterà fondamentale per le risorse e anche le pretese accampate sulla Groenlandia (anche queste non senza fondamento vista la collocazione geografica di quei territori e la sostanziale indifferenza ad essi non solo della Danimarca, ma anche dell'intera unione europea) hanno lo sguardo rivolto alle risorse che si recupereranno più facilmente man mano che la Groenlandia tornerà ad essere quella "terre verde" da cui il nome.
La rimozione di Maduro e il prossimo ribaltone a Cuba, significano la pulizia dalle erbacce del giardino di casa, tollerate troppo a lungo dai suoi predecessori, mentre l'attacco all'Iran, sollecitato dagli alleati arabi del Golfo, vuole, dopo 47 anni, porre fine ad un crudele regime teocratico che istiga, fomenta e finanzia il terrorismo internazionale.
In questo quadro, arrivano certe parole, forse involontariamente incaute, di Leone XIV ad ostacolare il difficile compito, tanto più difficile in quanto Trump è ottantenne e ha solo un mandato di quattro anni a disposizione per colpa delle elezioni del 2020 che lo hanno interrotto a metà del suo percorso presidenziale, di cui uno purtroppo già alle spalle, per compiere la sua missione che, volendo riassumere, è quella di risvegliare un Occidente ripiegato in se stesso e che rinnega persino secoli della propria Storia che, invece, è una Storia nobile per le imprese compiute e perchè, da questo piccolo territorio che è l'Europa, i nostri Padri partirono, senza tante paturnie buoniste, a sollevare il mondo dalla primitiva apatia.
Da sempre le religioni, le chiese quindi, sono state funzionali alle politiche delle Nazioni in cui si sviluppavano.
Tranne in Italia dove la chiesa è stata un ostacolo, sempre ostile, alla Nazione Italiana, ma questo è un altro discorso.
Sento paragonare Trump e Prevost all'Imperatore Enrico IV di Franconia ed al papa Gregorio VII o, come questa mattina durante la rassegna stampa di radio uno, a Filippo di Francia e Clemente V protagonisti del trasferimento del papato (purtroppo temporaneo) ad Avignone.
Ma a me sembra più appropriato ricordare lo scisma anglicano di Enrico VIII contro Clemente VII che la vulgata storica si limita al pretesto dello scioglimento del matrimonio con Caterina di Aragona, che fu effettivamente il casus belli, ma in realtà fu la logica conseguenza di un papato che aveva sempre penalizzato le pretese dell'Inghilterra per favorire Spagna e Francia.
Enrico VIII si creò così la "sua" chiesa, che divenne quella d'Inghilterra, funzionale alle politiche ed agli interessi nazionali.
E che le chiese, le religioni, agiscano in modo funzionale, più o meno manifesto, nell'interesse delle Nazioni cui appartengono, lo si vede dagli Indù, dai musulmani che, siano sciti o sunniti, hanno fatto crescere la volontà di dominio basandolo sulla volontà del loro dio.
Per non ricordare come il più grande Impero del passato, quello Romano, vide nella religione, inclusiva, visto che nel Pantheon trovavano posto anche le divinità delle popolazioni sconfitte e assimilate, una delle gambe, sempre subordinata al potere politico, per la realizzazione degli interessi di Roma.
E persino in tempi e luoghi a noi vicini, abbiamo assistito allo scisma, in casa ortodosso, della chiesa di Kiev, fino al 2022 assoggettata al patriarcato di Mosca, unicamente al fine di sostenere la guerra di Zelensky in chiave nazionalistica, in opposizione al patriarcato di Mosca che sostiene, sempre in chiave nazionalistica, la guerra di Putin.
Le parole di Leone XIV, quindi, hanno fatto male, perchè, come sempre, vengono ignorate dal nemico che ha altri riferimenti spirituali, mentre ottengono l'unico risultato di indebolire la volontà di rinascita di un Occidente già debole in tantissime sue componenti e che deve affidarsi ad un ottantenne per provare a risvegliarsi ed a riprendere il timone della Storia.
Questo papa sbaglia, forse un po' meno del suo predecessore, in alcuni aspetti dei suoi interventi in politica, come il sostegno all'invasione dei clandestini o l'ostilità ad azioni come quelle intraprese contro gli ayatollah in Iran.
Trump ha ragione a rinfacciarglielo, sbagliando però nella forma e nelle parole che usa.
Ma la sostanza è che sta combattendo una guerra per l'Occidente di cui beneficeremo tutti (o, visto che anch'io sono un settantenne) beneficeranno in futuro i nostri figli e nipoti, se vinta, ma che se sarà persa (e la possiamo perdere solo se ci pieghiamo allo spirito della resa che è la logica conseguenza di una pace a tutti i costi) significherà la fine, come sempre per colpa del nemico interno, di una Civiltà che ha fatto grande il Mondo.
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