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No alla deriva

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Diciamo NO alla deriva

01 novembre 2026

Una questione di scelte

Il Governo ha presentato la cosiddetta manovra economica per un valore di 26 miliardi.

Non so quanto potrà cambiare nel passaggio parlamentare, ma intanto si sono sprecati i commenti.

Per la Maggioranza è un'ottima manovra, per l'opposizione è tutta da buttare.

Quelle sono posizioni pregiudiziali inquinate dalla propaganda, in realtà, come in tutte le manovre e gli interventi economici, ci sono cose buone e cose cattive e sono buone o cattive in base ai personali orientamenti.

Un liberale come me, apprezza tutto ciò che va contro l'invasività dello stato nella vita quotidiana e, quindi, apprezza l'abolizione del bollo auto come misura strutturale auspicando che sia estesa a tutte le autovetture, apprezza la riduzione del personale scolastico pubblico perchè tiene conto della riduzione degli alunni, apprezza l'estensione della riduzione, della aliquota per i redditi fino a 55mila euro e tanti altri interventi che vanno nel senso di liberalizzare la nostra società, dando più spazio alla contrattazione privata e allontanando lo stato dalle nostre vite e dalle nostre tasche.

Ovviamente, un liberale come me non apprezza il prelievo sulle banche, il taglio degli incrementi sulle pensioni "più alte" che, poi, quattro volte superiori alla minima, quindi 2500 euro circa, tanto alte non sono, i bonus e le detrazioni varie.

Se al governo ci fossero stati i cattocomunisti avrebbero aumentato il debito per poter elargire più soldi alle loro clientele e avrebbero aumentato le tasse, cioè avrebbero fatto più stato, più pubblico, più clientela.

In tale ottica devo dire che la Meloni, Salvini e Tajani hanno fatto una manovra di compromesso tra i vari orientamenti del Centro Destra, senza aumentare il debito, quindi ponendo le basi per un proseguimento del percorso virtuoso iniziato nell'ottobre 2022 per porre rimedio ai disastri di undici anni di cattocomunismo da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte.

Hanno fatto delle scelte che, come tutte le scelte di compromesso, non sono risolutive (per le quali occorrerebbe il governo di una sola persona che non debba scendere a compromessi), ma servono per andare avanti con dignità e, per questo, è una manovra da approvare nel suo quadro generale auspicando che in parlamento possa migliorare la parte di liberalizzazione, nella consapevolezza che altre persone, con orientamento statalista, auspicano esattamente il contrario.