Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

31 agosto 2026

Adesso non si può nemmeno reagire a una rapina ?

In questi giorni due notizie mi hanno indignato.

Un cittadino, a Torino, che ha inseguito due rapinatori che gli avevano scippato con violenza la catenina d'oro che aveva al collo, è stato posto agli arresti domiciliari dopo due giorni di arresti, sotto l'accusa di "tentato omicidio".

Aveva inseguito i rapinatori con la macchina e li aveva investiti, non avendo altri mezzi, essendo in inferiorità numerica, per renderli inoffensivi.

Ma il massimo della vergogna ricade su chi indaga una VITTIMA che ha reagito e la cui reazione è fatta anche, sia pur inconsapevolmente, nell'interesse comune, perchè un criminale in galera è un criminale che, per qualche tempo (purtroppo molto poco), non offende più gli altri cittadini.

Cosa doveva fare ?

Abbozzare e lasciar scappare i due delinquenti che mai, nessuna indagine di polizia, se mai fosse stata fatta, avrebbe individuato, recuperando la refurtiva ?

Ci dicano come possiamo difenderci, per impedire di essere derubati e, nel contempo, per evitare di finire indagati !

Oppure diano a tutti noi una scorta, esattamente come ne godono quelli che, al riparo di essa, giudicano chi si difende e reagisce alle aggressioni.

A Venezia, invece, un borseggiatore è morto di infarto "sul lavoro", cioè mentre stava scappando dopo aver scippato due anziani turisti.

Qui la vergogna (almeno finchè qualcuno non darà seguito alle loro pretese) è tutta dei parenti del ladro che richiedono indagini, l'individuazione di un colpevole e, ca va sans dire, un risarcimento.

Sono letteralmente allibito da una simile faccia tosta e, ancor di più, dalla normalità con la quale i "professionisti dell'informazione" porgono la notizia, quando andrebbe rimarcata una indignazione a sostegno delle vittime, a Torino come a Venezia, di rapine.

Già il concetto stesso di legittima difesa, come è applicata, pende a favore dei criminali, poi si indagano Poliziotti e Carabinieri se intervengono con modalità appena più coercitive di un richiamo verbale (sempre inascoltato) al punto che prima o poi, per evitare rogne, si volteranno da un'altra parte e interverranno a babbo morto, il tutto a danno, enorme, dei cittadini onesti che neanche, a questo punto, possono reagire pena la loro trasformazione da vittime in indagati.

Ma cosa dobbiamo fare per difendere noi stessi e le nostre proprietà senza rischiare la beffa di essere indagati, dopo il danno di essere stati vittima di un atto criminoso ?

30 agosto 2026

Obsolescenza della democrazia rappresentativa

E' meglio che siano rappresentate tutte le istanze, anche le più marginali e minoritarie o che ci sia stabilità di governo per operare nel corso della legislatura in una unica direzione, senza annacquamenti della visione e del progetto politico di società ?
L'esperienza del Governo Meloni, con i risultati ottenuti in politica estera, interna ed economica, nonostante l'ostilità di larghi strati delle istituzioni, non elette dal Popolo, sempre pronti a fare uno sgambetto, degli ambienti assistiti della cultura, della scuola, della sanità, del pubblico impiego, delle associazioni di questo e quello, ci dice che la stabilità di governo è un bene più prezioso della rappresentatività minuta di tutte le istanze della Nazione.
Pensiamo solo a quanto saremmo più ricchi e sicuri se avessero tutti remato con il governo e non contro di esso e le sue proposte, leggi ed azioni.
Trovo difficile, ad esempio, pensare che il cosiddetto "centro", una volta occupato dalla DC, oggi sia frazionato fra una miriade di formazioni, ognuna con il suo leaderino che si crede Napoleone e, ogni tanto, ne sbuca fuori qualcuno: Renzi, Calenda, Onorato, Marattin, Lupi, avanti il prossimo che si chiami Ruffini, Salis, Gabrielli e perchè non inserirvi anche Tajani, a capo di una Forza Italia ormai ridotta a primo partitino del centro, che deve contendere lo spazio centrista con tutta l'affollata compagnia.
E a sinistra c'è bisogno di un pd a sua volta diviso tra riformisti ed estremisti, di una AVS che, bontà sua, ha avuto l'intelligenza di unire due partiti che restano divisi così ci sono segreterie per tutti, di un movimento cinque stelle che ha completamente smarrito la forza innovativa dell'invenzione di Grillo per trasformarsi nell'ennesimo partito di estrema sinistra e, ancora, rifondazione comunista, potere al popolo e sicuramente mi sfugge ancora qualcuno.
La Destra non fa eccezione.
Credo che gli Elettori di Lega, Fratelli d'Italia, Futuro Nazionale, ma anche Forza Nuova e CasaPound e, perchè no?, di Forza Italia sicuramente più a destra del loro leader, siano tra loro molto più uniti di quanto non lo siano i loro leaders, ognuno dei quali ha del buono nel proporre determinate istanze, ma anche del negativo con specifiche impuntature (ad esempio il sostegno all'Ucraina per la Meloni, la tassazione dei cosiddetti extraprofitti per Salvini, le acide, insistenti e ingiuste critiche al governo per Vannacci, l'essere filopalestinesi e antiamericani, per un antico retaggio che dovrebbe essere consegnato alla Storia - come d'altra parte, quelli di sinistra dovrebbero consegnare alla Storia la cosiddetta resistenza e l'antifascismo, frutto di un enorme malinteso sul ruolo negletto degli angloamericani nella sconfitta italotedesca del 1945 - per Forza Nuova e CasaPound).
Se l'ambizione personale non può essere disinnescata (e neppure sarebbe opportuno farlo, perchè l'ambizione a migliorare e migliorarsi è la base del progresso), si potrebbe però trovare il modo di far evolvere la democrazia per evitare che il frazionamento comporti rallentamento o addirittura un freno all'azione di governo.
La democrazia si è evoluta, è cambiata dai tempi dell'Atene di Pericle e quella di allora stenteremmo a considerarla, oggi, democrazia.
Perchè allora non ripensarla vista l'obsolescenza conclamata, dal momento che il problema non è solo italiano, come risulta dalle incredibili, ripetute crisi in Francia e Regno Unito e della traballante ex "grande coalizione" in Germania ?
Ad esempio prendendo spunto dalle società per azioni, dove gli azionisti prepongono un uomo solo al comando con il compito di far rendere il loro investimento, confermandolo se gli utili volano, sostituendolo se gli utili rallentano, dandogli però un mandato pieno per un tot numero di anni, senza interferenze.
Così si potrebbe pensare ad una elezione quinquennale che sia una sorta di ordalia, dove gli azionisti, cioè noi Elettori, votiamo ed eleggiamo uno e uno solo che, per cinque anni, deciderà il da farsi.
Al termine del quinquennio se il nostro investimento avrà dato frutti, allora potremo confermarlo, diversamente ci affideremo ad una alternativa.
Per me è la democrazia del futuro, molto più delle alchimie delle coalizioni e delle leggi elettorali.

29 agosto 2026

I giornalisti rai sono lavoratori dipendenti come tutti

Si fa un gran parlare di una trasmissione rai che non ho mai guardato, perchè non guardo quelle trasmissioni di propaganda, dove un gruppo di giornalisti a volte conduce, altre volte è ospite dei suoi ospiti, sempre sbrodola le sue idee come fossero vangelo.

Dai giornalisti io mi aspetto la notizia, delle loro opinioni me ne frego, perchè, una volta avuta la notizia, sommata alle altre, credo di essere in grado di formarmi una opinione tutta mia senza alcun bisogno di aiutini da parte di gente che non farebbe altro che filtrare le notizie, come faccio io, per poi esprimere opinioni in base alla loro ideologia.

E se mi piace confrontarmi, lo faccio con persone che stimo, in una situazione di parità in cui si possa dialogare e non subire a senso unico il lavaggio del cervello senza poter contestare o interloquire come accade nelle suddette trasmissioni che nessuno dovrebbe mai guardare.

Fatta questa premessa e precisato che, da sempre, antistatalista convinto, sostengo la privatizzazione, anche a spezzatino, della rai per incassare miliardi NON DA SPENDERE!, ma da portare a decurtazione del debito pubblico, per evitare di continuare a finanziare un carrozzone da diecimila dipendenti e per sottrarre la politica dalla gestione delle notizie, commento l'incredibile notizia di lavoratori dipendenti che dichiarano "irricevibile" la scelta organizzativa del datore di lavoro pubblico.

Un imprenditore pubblico agisce con i suoi organismi, cioè parlamento e governo e poichè la composizione dell'uno e dell'altro cambia, in assenza di quello spoil system che, almeno, garantirebbe per cinque anni uniformità di decisione e conduzione, la rai diventa terreno di scontro, polemiche, chiacchiere inutili.

Come quella su Report.

Se i giornalisti che lavorano a Report sono dipendenti rai, non possono fare altro che obbedir tacendo alle decisioni dell'imprenditore pubblico che si esprime attraverso gli organi nominati dalla attuale maggioranza parlamentare.

Esattamente come farebbero se la rai fosse Mediaset o Sky, dove non c'è tanta discussione su chi conduce questo o quel programma, perchè lo decide chi ci mette i soldi e i dipendenti abbozzano.

E se non sono d'accordo hanno una unica strada: licenziarsi, come farebbe un lavoratore dipendente se non ritenesse di poter ottemperare all'organizzazione aziendale e alle direttive del suo datore di lavoro.

Molti di noi, ancora in attività e in pensione, sanno come ci si comporta da lavoratori dipendenti, perchè ai giornalisti rai deve esser concesso il privilegio di comandare senza rischiare economicamente del loro ?

28 agosto 2026

Quel cavallo di Troia del terzo incomodo

In politica, quando il sistema elettorale non è proporzionale e tende a favorire la governabilità, vince chi unisce, non chi divide.

Abbiamo spesso visto, nella seconda repubblica, liste che si proponevano quali terzi poli, disprezzando "le due estreme", salvo poi, una volta ottenuti voti, anche in percentuali interessanti intorno al 10% o di poco superiori, sfasciarsi perchè non avevano alcuna possibilità di incidere se non mettendo a disposizione il proprio voto a uno dei due poli principali.

E abbiamo visto come il rifiuto di allearsi con una parte, magari fortemente identitaria, ma vicina alle proprie posizioni, abbia sempre fatto perdere chi, sdegnosamente, ha rifiutato tali alleanze.

Nel primo caso, abbiamo avuto le esperienze di Segni (con Martinazzoli) nel 1994, della Lega nel 1996, di Casini nel 2008, di Monti nel 2013, di Renzi e Calenda nel 2022.

Esempi del secondo caso li ritroviamo nel 1996 con l'ostracismo suicida di Fini verso la Fiamma Tricolore di Rauti, nel 2008 con Bertinotti in solitaria che compensò il nuovo ostracismo di Fini verso La Destra di Santanchè e Storace.

Mi auguro che la Meloni, Salvini e Tajani (ma anche, dietro Tajani, Marina Berlusconi) stiano ripassando le vicende del passato e prendano buona nota del fatto che a sinistra non hanno una personalità che possa essere anche solo lontanamente paragonata alla Meloni, non hanno un programma comune, non hanno gli stessi valori (se mai si potesse parlare di valori per i cattocomunisti), non hanno una politica estera, non hanno una visione comune, ma hanno una voglia matta di tornare al potere, in ciò sobillati dai quei poteri forti che li stanno sostenendo e trascinando avanti a forza di articoli di stampa e servizi televisivi che cercano di rappresentarli come degni di governare.

E quello li porta ad essere uniti tra diversi, la Schlein con Conte, Renzi con Bonelli e Fratoianni, fino a tutti gli ultimi cespugli da Marattin ad un certo Onorato (che non so proprio chi sia e da dove sia spuntato), Ruffini e un ex capo della Polizia, e via con inomi più improbabili.

E se a sinistra stanno tutti assieme in una ammucchiata di una decina di sigle e partiti (con un convitato dipietra come la cgil di Landini) perchè nel Centro Destra fanno gli schizzinosi per aggiungere un posto a tavola per Futuro Nazionale di Roberto Vannacci ?

Meloni, Salvini Tajani: volete proprio consegnare la Nazione ai cattocomunisti, che ci risospingerebbero nel baratro ?

O siete così accecati dall' ubris  da credere di poter vincere senza Vannacci ?

E, Generale, quanto crede che durerebbe la sua fortuna elettorale se, ponendo condizioni inaccettabili alla Meloni, a Salvini ed a Tajani, corresse da solo ottenendo un buon risultato oltre il 10% e consegnando la Nazione ai cattocomunisti ?

Fate, tutti, un bagno di umiltà e prendete atto che il nemico non è interno al Centro Destra, per quanto possiate essere antipatici gli uni agli altri, ma il nemico è la coalizione di sinistra, che se sarà unita e voi divisi, potrà vincere elezioni che, con il risanamento portato dal Governo Meloni, non potrebbe mai vincere davanti ad un Centro Destra unito.


27 agosto 2026

Tagliare le spese per tagliare le tasse (accise incluse)

Il bilancio italiano è monumentale.

Tra la legge di bilancio (un migliaio di pagine da solo) e le varie tabelle sono migliaia di pagine.

Constano essenzialmente di entrate e uscite, cioè delle tasse che paghiamo a che alimentano lo stato e le spese che vengono fatte teoricamente in base alle entrate.

Possibile che siano tutte spese necessarie e tutte nell'interesse degli Italiani ?

Sicuramente vi sono delle spese di cui beneficiano, solo una minima parte di Italiani.

Come le spese per il cinema e teatri che mantengono nel lusso anche chi sforna prodotti sonoramente bocciati dal pubblico.

O le spese per mantenere in vita quotidiani e case editrici che sono in perdita perchè, evidentemente, non sono di interesse pubblico.

Le varie fonti non sono precise, ma tra l'una e l'altra vedo una cifra superiore al miliardo di euro.

E se con 100 milioni tagliano le accise per dieci giorni, è facile fare il conto se si recuperasse quel miliardo per una spesa di maggior interesse pubblico.

Poi ci sono gli aiuti alle aziende "in crisi", in pratica la continuazione della disastrosa politica del vecchio centrosinistra di democristiani e socialisti che ha rovinato l'economia nazionale dopo il boom del dopo guerra.

Sono miliardi fitti, non recuperabili come quelli sperperati per salvare il Monte dei Paschi che oggi vale, ma non consente allo stato di recuperare  tutto quello che ha speso.

Per non dire dell'Alitalia, della Fiat e, oggi, dell'Ilva.

Anche qui la quantificazione varia da sito in sito a secondo delle tesi che si vogliono sostenere, ma tutti parlano di miliardi al plurale.

Infine, il grande blocco (e non prendo in esame le spese della sanità o dell'istruzione pubblica e della pubblica amministrazione) arriva dalle spese per i clandestini.

Primo soccorso, alloggio, vitto, cure, istruzione e anche il mantenimento in carcere per chi delinque, oltre a pagare loro la difesa di ufficio, perchè dopo che hanno commesso un reato, magari uno stupro, una rapina, un omicidio, dobbiamo anche provvedere alla loro difesa qualificata.

Leggo ripetutamente una cifra: dieci miliardi all'anno.

Fatte le somme, recuperando quei soldi solo da quelle poche voci, ecco che dei 40 miliardi che si ricavano dalle accise, potremmo recuperarne, quindi eliminarne alla pompa in via definitiva, almeno un quarto (e sono prudente).

E quante altre voci di spesa nasconde il bilancio statale che si potrebbero tranquillamente sopprimere, portandole a decurtazione di altrettanto voci di tasse ? 

Dal bollo auto alla tobin tax sulle compravendite di azioni, dalla tassa sui risparmi (pudicamente e ipocritamente chiamate imposta di bollo sui depositi) al canone rai fino alla completa eliminazione delle accise, sono tutte tassazioni che sottraggono a ciascuno di noi capacità di spesa e, quindi, di fare da volano all'economia nazionale.

Il tutto senza aggiungere altre tasse o aumentarne di presenti e senza inventarsi una aberrazione contabile e concettuale come il cosiddetto extra profitto.

E non ho toccato il tema di chi paga le tasse, perchè, lasciando i cattocomunisti latrare inutilmente, come hanno dimostrato negli undici anni in cui sono stati al governo, sull'evasione, ricordo che il 43% della popolazione italiana, perchè è sotto la soglia di dichiarazione o azzera il dovuto con deduzioni e detrazioni, non contribuisce con un solo centesimo alle entrate Irpef.

Il 40% dei contribuenti versa in media 102 euro all'anno.

Un totale del 72% dei contribuenti, incluso il precedente, versa solo il 23% del gettito che, per il 77% è a carico di appena il 27% dei contribuenti, cioè meno di una dozzina di milioni di cittadini.

Qual è il problema ?

La democrazia.

Finchè ci saranno votazioni dove chi non paga mai un centesimo può esprimere lo stesso voto di chi mantiene sulle sue spalle lo stato e le sue spese, nessun politico oserà mai modificare questo stato di cose.

Perchè spendere è facile, cancellare una spesa, colpendo quindi anche poche persone nelle loro aspettative, diventa una impresa da Guinness dei primati.




26 agosto 2026

La gatta frettolosa fa i gattini ciechi

Matteo Salvini mi è sempre apparso come un uomo del Popolo.

A differenza di tanti che hanno paura a mostrare le loro passioni perchè, come mi disse un giorno un sindacalista che tifava la mia stessa squadra di pallacanestro ma non voleva renderlo pubblico, potrebbero alienare delle simpatie e dei voti (ma solo un imbecille sceglie di votare in base all'appartenenza di un candidato ad una tifoseria o ad un'altra), Salvini ha sempre manifestato la sua appartenenza al Milan.

E questo ha fatto, su ogni altro aspetto, incluse le vacanze chiassose al mare e le donne (peraltro sempre belle) con le quali si è accompagnato e si accompagna.

Non dubito quindi che anche quando ha sbagliato (entrando nel governo Draghi con i cattocomunisti e votando per la rielezione di Mattarella) perdendo milioni di voti a favore della Meloni, lo abbia fatto con l'onestà intellettuale di chi ha creduto di fare bene e del bene.

Ugualmente lo credo sinceramente e onestamente convinto di fare bene e del bene quando parla di tassare banche e società energetiche e di procedere con uno scostamento di bilancio di ben 20 miliardi.

Però torna a sbagliare, alienandosi la parte liberale del Centro Destra che, al contrario, vede nel debito, nella spesa pubblica e nelle tasse, il Male Assoluto della nostra Nazione (e di tutto l'Occidente).

Ed io sono d'accordo con i liberali.

Come non serve calmierare i prezzi (della benzina e del gasolio, se il Mercato dice altro), lezione nota sin dai tempi dell'Imperatore Diocleziano, la Politica dovrebbe cambiare strada, evitando le vecchie scelte di aumentare il debito e di aumentare le tasse per continuare ad elargire assistenzialismo improduttivo e per inseguire un contenimento dei prezzi che, quando va bene, è solo momentaneo salvo pagare il doppio o il triplo quando non è più sostenibile contrastare il Mercato.

Capisco che, incalzato sul fronte ideale e dei principi da Vannacci, contendendo lo stesso elettorato della Meloni che piace sempre di più per la sua padronanza del ruolo e dei temi e a rischio siluramento da parte dell'ala dei governatori leghisti che vedono assottigliarsi l'elettorato, Salvini sia preso da una frenesia di fare.

Ma, a voler fare a tutti i costi e fare presto, si rischia di non valutare le conseguenze del fare.

Spesso, invece di fare subito, è meglio ponderare la situazione ed agire non sull'onda delle polemiche e della necessità di avere spazio sui giornali per far vedere che si è in sella e in controllo della situazione, ma riflettere, parlarne con gli alleati e quindi decidere con la prudenza e la diligenza del buon padre di famiglia.

E' così che mi appare Giorgia Meloni ed è così che consiglierei a Matteo Salvini di agire, anche se mi rendo conto che ognuno ha il suo specifico carattere e che a volerlo comprimere, forse, si avrebbero più danni che benefici.

25 agosto 2026

Il costo delle accise

Ogni volta che aumenta il prezzo dei carburanti, sensibilissimo alle vicende internazionali nelle zone dove si estrae la materia prima e quindi al di fuori della possibilità di interventi nel merito dei governi nazionali, si torna a parlare delle accise.

Le accise sono quelle tasse aggiunte nel corso degli anni, sin dalla prima repubblica, per finanziare qualcosa, in genere una spesa pretesa da socialisti o comunisti o democristiani, per fornire il solito "aiutino" ad una nicchia del proprio elettorato.

Sono tutte residuati dei governi precedenti a quello della Meloni che, quindi, non solo non è responsabile, ma si trova a dover gestire le spese per le quali quelle accise sono state imposte, aumentate negli anni per l'inflazione e per le aumentate pretese dei beneficiari.

Alla fine, poichè tutto finisce nel calderone del bilancio dello stato, cioè di tutti noi, l'entrata che deriva dalle imposte fiscali, iva e accise, su tutti i carburanti, ammonta a circa 40 miliardi, che si adeguano a 26 se ci limitiamo alle accise su benzina e gasolio.

Sono cifre di cui nessun governo può fare a meno.

I cattocomunisti, sempre pronti a mettere le mani nelle tasche altrui, propongono patrimoniale e una super tassa su quelli che chiamano gli "extra profitti" delle banche e delle società energetiche.

A parere dei cattocomunisti (e purtroppo anche della Lega o parte di essa) l'aumento dei prezzi avrebbe portato un aumento dei profitti, come se i costi di estrazione e trasporto, con i pericoli derivanti dalla minaccia degli ayatollah, fossero fermi agli anni Sessanta.

Non ho ancora letto una esauriente spiegazione di come si calcoli un "extra profitto" e del perchè debba essere penalizzata una società che aumenti i propri ricavi sui quali già paga le tasse che in Italia sono pure progressive.

No, non sono nuove o aumentate tasse la soluzione, anzi sono il problema perchè è da mentecatti pensare a nuove tasse per eliminare o ridurre altre tasse e nuove entrate servirebbero unicamente ad aumentare ed alimentare nuove spese.

La soluzione maestra sarebbe eliminare alla radice la causa da cui discende il problema: cioè l'Iran degli ayatollah.

Poichè però i pusillanimi capi europei pensano a fare le parate per Kiev (certi che la Russia non oserà colpire le loro capitali) piuttosto che recuperare lo spirito del passato e mandare una flotta con truppe da sbarco a punire gli ayatollah a supporto di Stati Uniti e Israele, dobbiamo accettare gli aumenti senza lamentarci.

Oppure possiamo chiedere alla Meloni di abolire le accise, tutte e per sempre, indicando dove recuperare quegli almeno 26 miliardi necessari.

L'assistenza (anche quella sanitaria) ai clandestini, ad esempio, azzerando ogni tipo di contributo alle varie simil caritas che sono sorte.

Azzerando ogni contributo per il cinema, l'editoria, le aziende decotte, perchè l'unico giudice deve essere il Mercato che viene alterato dai contributi statali.

Facendo pagare i servizi almeno quello che costano.

Ecco alcuni suggerimenti, perchè a me pagare la benzina due euro non piace, ma neppure piace veder aleggiare sopra la mia testa una nuova tassa, visto che, una volta introdotto il concetto di tassare il guadagno "extra" di un settore, fanno presto, Schlein e compagni, ad estendere il prelievo ad altri settori e anche ai privati, come abbiamo visto dalle tassazioni che si sono in parte inventate e in parte aumentate i governi Monti e Renzi in campo finanziario (tassa sui depositi pudicamente definita imposta di bollo in percentuale pagata trimestralmente sul valore dei risparmi e il saldo dei conti correnti, tobin tax, tassa sulla compravendita di azioni, sul capital gain).

E, rendiamocene conto, per uno statalista i soldi non bastano mai ed è sempre alla ricerca di nuove idee per spremere noi cittadini.


24 agosto 2026

La pelosa demagogia della chiesa

Premetto che non ho mai avuto simpatia per Comunione e Liberazione sin da quando, partecipando ad una pubblica assemblea da loro indetta e diffusa a mezzo volantino a scuola, dopo un mio intervento, mi "riconobbero" (e con me un mio amico con il quale mi ero recato all'assemblea) in base alle idee esposte, per uno di Lotta Continua.

Lotta Continua a me ?!?!?

Da quel momento ho perso ogni speranza di dialogare con loro, risultandomi impossibile una qualsivoglia comprensione, sin dalle questioni di base, più semplici.

Fatta questa premessa risalente al 1974, ogni anno leggo del meeting di Rimini, dove il pubblico applaude qualunque potente che arrivi a dire due parole messe in croce, purchè siano infarcite di buonismo talmente zuccheroso da rischiare il diabete di tipo 2.

Fu così per Andreotti, Berlusconi, Prodi e figuriamoci se non è così per un papa e un cardinale capo dei vescovi.

Leone XIV sta insistendo, troppo, sul comportamento accogliente dei clandestini.

Dice che una persona conta più dei confini (io invece sono rimasto al dulce et decorum est pro Patria mori), ma non dice come "mettere a terra" i suoi principi.

Come organizzarsi, come pagare, chi deve pagare, in quali spazi, con quali leggi, regole, costumi ?

Facile fare i buoni facendo sacrificare gli altri sui quali far pesare tutto il proprio buonismo.

Eppure l'esempio per il papa era stato dato sessanta anni fa da un film, L'Uomo venuto dal Kremlino, in cui il papa, interpretato da uno strepitoso Anthony Quinn, invece di chiedere agli altri di sacrificarsi, metteva a disposizione tutte le ricchezze della chiesa, spogliandosi di ogni orpello, prezioso, quadro, palazzo, oro e denari vari.

Vedremo se, quel che non ha fatto nessuno dei suoi predecessori, saprà farlo Leone XIV, facendo seguito con coerenza alle sue prediche, oppure se anche lui si rifugerà nell'aforisma attribuito a Seneca: fate quel che dico non quel che faccio e il bel gesto resterà solo nel film.

Di conserva è arrivato il capo dei vescovi con un'altra perla analoga: salvare tutti non significa che entrino tutti.

Quindi ?

Quelli raccolti in mare dalle ong come li scremiamo e quelli che non dovranno entrare dove li portiamo ?

E chi decide chi entra e chi no ?

Con quali criteri ?

E con quali soldi poi quelli entrati dovranno essere mantenuti ?

Chi paga ?

E con quali soldi, quelli che respingiamo dovranno essere condotti dove si decide che debbano essere condotti ?

E se quelli che si vedono recapitare il pacco di quelli che "non entrano" da noi, li vorranno ?

E se si mette di traverso un magistrato cosa facciamo, chiamiamo il Cardinale Zuppi per dargli una benedizione e assolverlo, ma restando il problema insoluto ?

E non ha pensato il cardinale arcivescovo di Bologna  che quello che lui dice è già messo in pratica dal Governo, almeno da quello Italiano, con i centri in Albania, dove, tutti salvati, si decide chi ha il "diritto" di entrare e chi no ?

Il Cardinale Zuppi parla anche di "volgari e stupide polarizzazioni", ma la demagogia pelosa, che non fornisce una soluzione concreta, pratica, attuabile, che sia una al problema, come la possiamo definire ?

Personalmente, per rispetto verso i credenti, evito di toccare l'argomento religione, ma a volte chi rappresenta la religione che dovrebbe essere quella della maggioranza della mia Nazione e dovrebbe quindi essere funzionale agli interessi della mia Nazione, diventa un qualcosa di talmente estraneo da rendermi impossibile mantenere il silenzio.


23 agosto 2026

Quella patata bollente dell'Ilva

Da quanti anni sentiamo parlare dell'Ilva di Taranto, del suo "inquinamento", della sua "ristrutturazione", degli interventi che occorrono, dei posti di lavoro a rischio, dei cittadini di Taranto che muoiono per l'inquinamento, dei miliardi che sono stati bruciati in quegli altiforni ?

Senza voler fare la storia di quella che fu una grande acciaieria italiana, nata originariamente nel 1905, realizzata a Taranto negli anni del boom economico, divenuta pubblica negli anni del centrosinistra (Settanta) quindi privatizzata, dopo essere stata resa passiva, nel 1995 e acquistata dalla Famiglia Riva che l'aveva riportata in attivo, arriviamo e partiamo dal 2012 (Governo Monti) quando ci fu la prima presa di posizione dei magistrati che, interferendo sul libero Mercato, disposero il sequestro degli impianti con l'accusa di "disastro ambientale".

Da quel momento, sotto i governi di Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, Draghi, fu un continuo rinvio di decisioni che aggravarono solo il problema.

L'acciaieria fu sfilata alla proprietà per poi cederla ad una cordata indiana e quindi estrometterla.

I cattocomunisti, che governavano la nazione, ma anche la regione Puglia, erano dei re Travicello, sballottati tra le istanze ecoambientaliste e quelle sindacali.

Tutti, però, chiedevano allo stato di pagare, pagare per rendere la produzione innocua per la salute pubblica e pagare per mantenere inalterata la occupazione.

Nel dubbio, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi non hanno mai scelto.

Adesso siamo, forse, all'ultimo giro con l'ordinanza di chiusura delle lavorazioni a caldo, praticamente la chiusura dell'attività.

E si chiede al Governo di Centro Destra di risolvere i problemi causati dal governi cattocomunisti da Monti a Draghi, delle giunte regionali cattocomuniste, dai magistrati, dai sindacalisti e dagli ecoambientalisti.

E si fischia la Meloni ai Giochi del Mediterraneo ma, contrariamente alle speranze dei cattocomunisti, a fischiare sono quelli che chiedono la chiusura dell'Ilva, non di cittadini che protestano per la politica generale del Governo, come testimonia una giornalista che ha seguito con molta attenzione la vicenda Ilva e conosce l'ambiente.

Che ci siano esigenze contrastanti è evidente, perchè non si può chiedere di intervenire con un investimento, solo per "mettere a norma" gli impianti, di ben cinque miliardi, tanto è il costo per garantire produzione e salute.

E ogni intervento richiede tempo, un lungo tempo, tutto quello che hanno perso i governi cattocomunisti da Monti a Draghi.

D'altra parte mi rifiuto di pagare per l'Ilva come abbiamo già, inutilmente, pagato per l'Alitalia.

Credo che ogni cittadino italiano dovrebbe ribellarsi a questo interventismo statalista fatto con i nostri soldi e senza alcuna prospettiva di recuperarli.

La situazione è quindi di stallo che si potrebbe liberare solo escludendo ogni interferenza dei magistrati, quindi dichiarando invalidi tutti i loro provvedimenti e le loro tempistiche, per poter poi vendere il tutto ad un privato che, nel tempo e compatibilmente con le esigenze di bilancio, esegua tutti gli interventi necessari per ammodernare l'impianto, rendendolo produttivo e non inquinante.

Praticamente occorre l'impossibile, figuriamoci se i magistrati ci stanno a fare un passo indietro e, con loro, gli ecoambientalisti e i sindacalisti.

E' una patata bollente che, probabilmente, resterà ancora negli anni, anche se mi auguro che la Meloni abbia il coraggio di dire che lo stato non ci metterà più un centesimo.

Perchè peggio della situazione attuale attuale c'è solo una prospettiva di una nuova Alitalia.

22 agosto 2026

La differenza sostanziale tra chi è di destra e chi di sinistra

Non è vero, come lasciava intendere Gaber, ironizzando su slip e boxer, bagno e doccia, che vi sia equivalenza tra chi è di destra e chi è di sinistra.

Possiamo anzi trovare persone che dichiarino una collocazione ma, nei fatti, risultano appartenere all'altra.

Molto diffusa e veritiera è l'indicazione per cui se ad uno di destra piace o non piace qualcosa, la fa o non la fa, la mangia o non la mangia, la pratica o non la pratica, mentre uno di sinistra cui non piace qualcosa vuole proibirla a tutti, se non gli piace la carne, vuole obbligare tutti a mangiare vegetariano, se non gli piace la caccia vorrebbe proibirla a tutti.

E' tutto vero ed è lo specchio di un qualcosa non di superficiale, ma di profondamente connaturato alla persona.

Il bisogno di conformare ai propri desideri, alle proprie paure, alle proprie paturnie, tutti gli altri, a prescindere dai loro interessi e gusti, discende da un approccio da suddito, da gregge, ai problemi.

L'Uomo di sinistra non è in grado di agire autonomamente, ma ha la necessità di sentirsi perennemente confortato dall'approvazione del gregge con il quale solitamente bela.

L'Uomo di destra, invece, è individualista, a volte troppo, per cui vive benissimo in solitudine, in base ai propri principi e gusti, a prescindere dall'approvazione e dal consenso della massa cui non si sente affatto legato.

Ecco che l'Uomo di sinistra corre a vaccinarsi contro il covid, mentre quello di destra vuole, legittimamente, essere libero di scegliere e infatti non conosco persone di sinistra che non si siano vaccinate, mentre conosco persone di destra che si sono vaccinate e altre che non si sono vaccinate.

Altro esempio sulle tasse.

L'Uomo di destra vuole meno tasse, perchè ritiene che i soldi meglio spesi siano quelli che lui stesso decide come e quando spendere.

L'Uomo di sinistra invece ama le tasse, però ritiene che siano sempre gli altri in difetto e che debbano pagare per soddisfare quelle che, spesso, sono solo sue esigenze.

Gli esempi potrebbero continuare sulla gestione dei figli, sui contanti, sui divieti di circolazione, sui carburanti da utilizzare, sull'uso di riscaldamento e condizionatori e su tante altre cose.

La differenza tra destra e sinistra esiste ed esisterà sempre.

Una differenza che rende le due parti inconciliabili se non con uno sforzo, spesso inutile, per giungere ad un compromesso in cui ambedue ne escano insoddisfatti nell'idea di aver rinunciato a qualcosa di essenziale e, quindi, destinato ad essere di breve durata.

20 agosto 2026

I dublinanti

In ogni contratto la chiarezza non esiste, sennò come farebbero a guadagnare gli avvocati ?

La saggezza popolare dice che fatta la legge, trovato l'inganno.

Non possono certo fare eccezione le normative dell'unione europea che, quanto a farraginosità, complessità lessicale, traduzioni che lasciano aperto il dubbio che si legga la stessa norma quando scritta in lingue differenti e compromessi finalizzati a far gridare "vittoria" a tutti i 27 stati, non sono seconde a niente.

Inutile quindi arzigogolare, codici e pandette alla mano, se ha ragione Roma a rifiutarsi di riprendersi i clandestini sciamati in europa o Berlino, Vienna e Berna a volerceli rispedire.

Tutti troveranno motivo di citare una norma a sostegno delle loro tesi.

Se, poi, ci si mettono i magistrati, allora le cose si complicano visto che, oltre a non disporre spesso e volentieri in modo univoco neppure tra loro, più che il diritto interpretano la loro personale ideologia.

Detto questo il problema deve essere risolto alla radice, non con provvedimenti tampone, pannicelli caldi che lasciano il problema così come è.

Infatti, come per la Rai il problema della conferma o meno di Ranucci a Report e delle stesse trasmissioni di propaganda politica non può essere definitivamente risolto se non con la privatizzazione della rai, in modo che dopo a decidere la linea editoriale sia un privato che guarda ai conti economici e spende del suo e non del nostro, così per i clandestini, una volta che sono scaricati dalle ong a casa nostra, intendendo per tale non solo l'Italia, ma tutti gli stati dell'unione, rimpatriarli diventa oneroso e complicato, più la fatica del gusto, si potrebbe dire.

Allora c'è una e una sola strada: respingimento in mare, blocco delle partenze dai porti, costruzione di centri di identificazione sul territorio degli stati da cui partono i clandestini.

Con l'uso della forza, se necessario.

Purtroppo pare che i governanti dell'unione europea non abbiano letto Il Campo dei Santi di Jean Raspail, che dovrebbe essere reso obbligatorio prima di assumere cariche di governo.

19 agosto 2026

Una sola strada per risolvere il problema costo dei carburanti

A febbraio scorso, con l'inizio dei bombardamenti israelo americani sull'Iran e l'eliminazione di una serie di capi ayatollah, sembrava fossimo finalmente vicini alla soluzione di un problema che ci tormenta da 47 anni: la repubblica islamica.

Poi gli Stati Uniti non hanno voluto, potuto o saputo affondare il colpo, occupando le coste e i punti strategici dell'Iran che, dopo essersi leccato le ferite, presumibilmente aiutato dai servizi cinesi e russi, ha cominciato a colpire con missili le basi statunitensi in zona e bloccato il transito delle navi commerciali ad Hormuz.

In tal modo ha danneggiato anche noi, esattamente come Zelensky danneggia proprio noi europei occidentali, ai quali continua a chiedere soldi che non restituirà mai e armi che non pagherà mai, aggiungendo quindi il danno alla beffa, bombardando le raffinerie petrolifere russe e contribuendo all'aumento dei prezzi dei carburanti, essenziali per lo sviluppo economico delle nazioni occidentali.

Oggi leggo che l'Iran penserebbe di colpire a lungo raggio le basi americane collocate negli stati europei.

A fronte di ciò c'è un Trump che, ormai, deve far seguire i fatti alle minacce, perchè è evidente che gli ayatollah vogliono vedere se le minacce sono reali o se il sistema democratico, anche con un Trump Presidente, sia così ammosciato, succube dei tanti condizionamenti, a cominciare dai magistrati, da rendere vana anche la più grande forza militare esistente.

E c'è un'europa occidentale ripiegata su se stessa, che non ha il coraggio di affiancarsi agli Stati Uniti nell'unica azione che ci restituirebbe i rifornimenti petroliferi necessari a far funzionare la nostra economia ed a scongiurare il pericolo dell'inflazione.

E se non tutta l'unione europea, dovrebbero agire quelle nazioni, come l'Italia, che maggiormente risentono della penuria di petrolio e gas.

O crediamo che il problema degli ayatollah si risolva da solo con uno tsunami di parole inconcludenti e di accordi che gli ayatollah non rispetteranno mai ?

18 agosto 2026

Nessuno vuole più in casa propria i clandestini

Appare evidente che, dopo la sbornia di buonismo ignorante e autolesionista, nessuno più voglia a casa propria i clandestini e neppure gli immigrati regolari che delinquono.

Se consideriamo la Spagna, che ha regalato permessi di soggiorno con il retropensiero di vederli sciamare oltre i propri confini (a dimostrazione che il concetto di unione europea esiste solo nei termini di essere europei solo quando si incassa, scaricando sul prossimo gli oneri in una riedizione del vecchio detto di privatizzare i profitti e socializzare le perdite), la Germania che sta rispedendo a casa gli Afghani (e non mi sembra che a Kabul splendano democrazia e rispetto del prossimo) e prova a rimandare a casa nostra i clandestini sbarcati (o fatti sbarcare) in Italia, ma rifiutando di conteggiare i 22.513 clandestini scaricati in Italia dalle ong battenti bandiera tedesca, vediamo come la sospensione di Schengen con la Spagna da parte dell'Italia, ottimamente confermata dopo il 15 agosto, non sia che il minimo sindacale.

Contrariamente agli incontentabili (come in una vecchia pubblicità con Giampiero Albertini) di Futuro Nazionale, sono soddisfatto di quanto fa il Governo Meloni sull'immigrazione.

Mi piacerebbe facesse di più, ma mi rendo conto che con il fiato sul collo di Mattarella e dei magistrati cui non va bene neppure l'avallo europeo per i rimpatri e gli hub in Albania, la Meloni debba muoversi con cautela, per ottenere il pur minimo risultato con il massimo sforzo, nella convinzione che, con il tempo, sempre più Italiani si convincano della necessità di una azione decisa e definitiva per risolvere il problema e, quando avverrà, non ci saranno Mattarella nè magistrati che tengano.

Il dato, comunque, significativo è che anche nell'europa del nord sta facendo breccia la linea Meloni che porterebbe gli stati dell'unione a reagire dopo anni passati a subire, quando non ad applaudire, all'invasione.

La Danimarca, uno dei pochi stati ancora governati da un socialista, si è affiancata all'Italia ed ha raccolto l'adesione di altri 20 stati dei 25 (con Italia e Danimarca, promotori dell'iniziativa, sono 22 su 27) nelle richieste su una politica comune più incisiva e respingente dei clandestini.

Ci si sta rendendo conto che l'invasione è un danno per tutti e vedo con piacere che alcune testate giornalistiche rilanciano il romanzo di Jean Raspail Il Campo dei Santi, la cui lettura è vivamente consigliata, considerando la preveggenza dimostrata dall'autore già nel 1973, ancor prima del famoso discorso, anche questo da rilanciare, del Cardinale Biffi sull'immigrazione del 2000.

Adesso mi aspetto che i governi delle nazioni europee facciano un ulteriore passo nella consapevolezza di dover rastrellare e rimpatriare tutti i clandestini, aggiungendovi i regolari che delinquono.

Il passo per cui, invece di cercare di liberarsi dei clandestini scaricandoli al proprio vicino europeo, li si rimandi, con una politica comune, nella loro nazione di provenienza o di partenza e, nel contempo, si chiudano le frontiere usando quella forza che, almeno sul piano difensivo dei confini, non si dovrebbe avere alcuna remora ad utilizzare.

17 agosto 2026

Ignoranza o propaganda immigrazionista ?

Questa mattina ne Il Resto del Carlino, ho trovato un articolo a firma Leo Turrini che si sdilinquisce per le vittorie di atleti che hanno, come caratteristica, il colore della pelle tendente al nero e gareggiano sotto il Tricolore.

E' l'ultimo di una serie di servizi, interventi, tentativi di far passare un messaggio non corretto e, cioè, il valore dell'immigrazione come risorsa.

Turrini e compagni, però, spero inconsapevolmente (ma per un giornalista la cosa diventerebbe ancora più grave), manifestano un autorazzismo, mostrando una tendenza a fermare le loro analisi al colore della pelle, per motivi di mera propaganda.

Non conosco la storia personale di tutti gli atleti, ma di alcuni viene detto anche in telecronaca e, così, si può dire che quelle medaglie italiane, sono italiane sotto ogni profilo, non sono figlie dell'immigrazione di massa che NON E' una risorsa.

Diaz, infatti, non è italiano per il barbaro ius soli, per essere sbarcato da una ong tedesca, spagnola o francese o per una sanatoria di ingressi clandestini.

Diaz è Italiano perchè gli è stata riconosciuta la qualità di profugo, con ottime ragioni visto che fuggiva dal feroce regime comunista di Cuba e, quindi, gli è stata concessa la cittadinanza italiana con procedura accelerata.

Atto a mio parere giustificato, considerando che la carriera di un atleta è molto breve e non può attendere la burocrazia, soprattutto se uno cerca rifugio dopo essere riuscito a liberarsi dal giogo comunista.

La Curtis e altri (mi vengono in mente la Iapichino e Jacobs) sono invece Italiani a tutti gli effetti per ius sanguinis, come lo sarebbero sempre stati, perchè figli di un genitore italiano.

La loro nazionalità Italiana, perchè tale è, non solo cittadinanza, non deriva dai marchingegni degli immigrazionisti ma discende esattamente dal nostro civile ius sanguinis e non può essere messa in discussione.

Non solo.

Nel caso di Jacobs, se i fautori dell'immigrazione ragionassero un minimo su quello che scrivono, si verificherebbe il paradosso per cui, applicando esclusivamente il barbaro ius soli tanto amato dai cattocomunisti, Jacobs non sarebbe mai Italiano, ma Americano, essendo nato nel Texas.

So che la maggior parte della stampa è allineata al mainstream immigrazionista e per tale motivo è costretta a legare l'asino dove vuole il (suo) padrone facendo marchette immigrazioniste, ma, almeno, eviti di considerarci tutti lobotomizzati pronti a credere a tutto quello che scrive o trasmette (e, a questo punto, è da dare un avviso: non credere mai a quello che scrivono i giornali o dicono per radio e televisione salvo che sia a nostra diretta conoscenza).

16 agosto 2026

Immigrazione e criminalità


Dopo aver appurato che le carceri italiane sono sovraffollate per colpa dei criminali immigrati che ne rappresentano il 35%, a fronte di una popolazione del 9% e senza i quali non si porrebbe il problema della costosa costruzione di nuovi penitenziari, La Verità di ieri ha pubblicato un prospetto che non ha bisogno di commenti.

A fronte del 9% della popolazione residente, gli immigrati rappresentano oltre un terzo e, per certi crimini, addirittura il 50% e più di chi delinque.

In pratica, su certi crimini, furti e rapine, i rappresentanti del 9% della popolazione commettono più reati dei rappresentanti del restante 91% della popolazione.

I cattocomunisti sono abituati ad arrampicarsi sugli specchi per cambiare la Storia e persino i numeri, ma possono farcela solo se trovano chi non sa neppure leggere una tabellina semplice, semplice.

15 agosto 2026

... e all'improvviso la canicola fu un ricordo

Mi ricordo, da sempre, che il 15 di agosto era lo spartiacque tra l'estate torrida e quella piacevole che, da bambino, ci accompagnava gradualmente, come graduali erano i rientri dalle vacanze, al ritorno a scuola.

Una data simbolo, perchè può accadere un po' prima o un po' dopo, ma non ha mai sgarrato, tranne nel 2003 (di un mese, ma quello resta un anno tutto particolare).

Nonostante il terrorismo dei catastrofisti climatici, quest'anno sembra che il Ferragosto rappresenti, con svizzera puntualità, il cambio di passo.

Nella notte mi sono dovuto alzare per accostare o chiudere alcune finestre perchè sentivo una corrente alquanto freddina quando, nelle notti precedenti, non si muoveva una foglia.

Mentre scrivo ho ancora le finestre aperte, anche dove batte il sole, da cui mi riparo solo con una veneziana, quando fino a ieri la parte sud, sud est della casa vedeva già le finestre chiuse.

La temperatura resta gradevolmente stazionaria intorno ai 24 - 26 gradi interni e 25 - 28 esterni.

I "professionisti dell'informazione" dovranno riporre nel cassetto per un anno le terrificanti previsioni sul un futuro da inferno dantesco.

Il soleggiamento è già sensibilmente diminuito (ha cominciato il 21 giugno, piano, piano, zitto, zitto) e credo che ormai si siano "recuperate" due ore e forse più di ombra e fresco.

Eppure i catastrofisti del clima non demordono.

Ho letto un articolo che, indicando nei prossimi giorni un "allentamento" del gran caldo, minaccia però, per il 21 agosto, un ritorno "dell'Inferno", indicando una terrificante temperatura di 32 - 33 gradi.

Orrore !

Ma come si può sopravvivere con 32 - 33 gradi ?

La fortuna di vivere nel XXI secolo è che abbiamo gli strumenti per difenderci dal caldo e dal freddo.

Se è troppo caldo (e ognuno ha il suo grado di "cottura", diverso da persona a persona e insindacabile, che non può cioè essere soggetto a limiti di legge) si accende il condizionatore.

Se è troppo freddo (e vale il discorso di prima sulla sensibilità individuale) si accende il riscaldamento.

L'unica cosa che si richiede a chi ci governa è di fornirci il carburante che dia il miglior e maggior rendimento, al costo più basso, senza imposizioni ideologiche, perchè la prevalenza di un tipo di energia sull'altro la può dare solo il Mercato, in base alle richieste del Popolo, che valuterà proprio rendimento e costo.

La Natura, che non possiamo certo piegare alle nostre paturnie ideologiche, non è mai uguale a se stessa e cambia, anno dopo anno, con effetti sul clima.

L'Uomo è sulla Terra da sei sette milioni di anni (per i puristi preciso che considero i primi ominidi, se volete il sapiens allora sono circa 300mila anni, comunque un periodo molto lungo) e in tutti quegli anni il clima ha girato e rigirato migliaia di volte.

Ghiacci che si sono formati e che si sono ritirati, terre emerse e poi sommerse.

Siamo sopravvissuti e ci siamo evoluti grazie, soprattutto, alla nostra capacità di adattamento e di volgere, a nostro vantaggio, quello che a prima vista sembrava uno svantaggio.

E' la capacità di adattamento che ci ha reso padroni di questa Terra, nonostante fossimo quelli fisicamente più deboli e meno protetti rispetto ad altre specie presenti e concorrenti.

Ed è sfruttando il nostro ingegno e la nostra capacità di adattamento che continueremo a progredire, con qualche battuta di arresto, qualche guerra terribile, qualche catastrofe naturale.

Ma la catastrofe peggiore sarebbe quella di rinunciare ad utilizzare le scoperte del passato, l'energia che negli anni abbiamo affinato con grande rendimento e costi sempre inferiori, per inseguire paturnie ideologiche senza capo nè coda che hanno, come premessa, la rinuncia ai benefici della Civiltà.

Poi, l'Etna erutta per qualche giorno e con la CO2 che sparge nell'aria "inquina" come 100 anni di attività industriale della vecchia Europa, incurante delle teorie dei catastrofisti climatici che sono così presuntuosi da attribuire all'Uomo persino la capacità di modificare la Natura.

14 agosto 2026

Dove rotolerebbe la sinistra senza le truppe togate ?

Ieri Nigel Farage è stato rieletto in Parlamento con oltre il 60% dei voti, nelle elezioni suppletive da lui stesso provocate con le sue dimissioni del luglio scorso.

Le dimissioni erano state da lui decise per testare e attestare il sostegno popolare, anche dopo l'ennesima persecuzione giudiziale cui viene sottoposto un Leader di Destra nel mondo.

Sì, perchè Farage è, tuttora, sotto indagine per un contributo personale ricevuto da un miliardario.

Potendolo, cosa che non è consentita nelle nazioni dell'europa continentale tutte ingessate in procedure barocche per convocare le elezioni, si è sottoposto subito al giudizio degli Elettori e ne è uscito vincitore.

Qualunque cosa decideranno le truppe togate inglesi, sempre in supporto della sinistra.

Il caso inglese non è il solo e non sarà l'ultimo.

In Francia hanno condannato Marine Le Pen per aver utilizzato i contributi europei spettanti in base ai voti ottenuti dal suo partito, per migliore l'organizzazione del partito stesso, cioè per fare politica.

In Germania, ad ogni sondaggio in cui l'Afd viene data in crescita, si invoca l'intervento delle toghe per mettere fuori legge quel partito, il primo partito della Nazione tedesca !

In Italia ... beh, la vicenda Berlusconi credo sia ancora ben impressa in tutti noi, per non parlare delle tante di contorno, tra intercettazioni, chat e teoremi vari.

Allora mi viene da domandare, se, mancando di argomentazioni, la forza della sinistra sta tutta nelle azioni giudiziali e, ciononostante, non riesce a prevalere, quanto meglio staremmo, in Sicurezza e Benessere, se i magistrati tornassero ad occuparsi di furti, rapine e omicidi, contratti, confini e condomini, lasciando che a decidere chi deve governarci fossimo noi Elettori, cioè il giudice naturale, l'unico giudice preposto a promuovere (votandolo e confermandolo)  o bocciare (non votandolo e mandandolo a casa) un politico ?

13 agosto 2026

Quos vult perdere, Iupiter dementat prius (nuovo capitolo)

Solitamente non commento fatti di cronaca nera, perchè ho molti dubbi sulle verità che ne escono, anche se sancite da una sentenza.

La vicenda del conduttore televisivo Ranucci e del suo amico Lavitola, però, mi sembra abbia almeno due dati certi.

Il primo, ammesso dallo stesso avvocato del Lavitola, è che costui si è intestato l'idea di procedere con un finto attentato contro il Ranucci, giustificandolo come un trucco per fargli ottenere un aumento della scorta e quindi di visibilità.

Non è la prima volta che ciò accade, mi sembra che pochi mesi fa un aspirante martire del giornalismo di inchiesta, di provincia, sia stato sgamato per aver lui stesso organizzato minacce contro se stesso. 

Prendendo per buone le affermazioni del legale del Lavitola, dobbiamo quindi prendere atto che, in futuro, prima di ogni commento su fatti analoghi, è meglio aspettare la conclusione delle indagini.

Ma è il secondo aspetto che, a mio avviso, non deve mancare di essere sottolineato.

La reazione agli sviluppi dell'indagine da parte del Ranucci, è stata sorprendentemente la rivelazione di un ego smisurato, una autoreferenzialità messa nero su bianco in un classico post sui social, forse dal sen fuggito, non abbastanza meditato, ingenuo e rivelatore della vera natura del suo autore e comunque espressione di una ubris che gli Dei mai potrebbero tollerare.

Non ho mai guardato la trasmissione di Ranucci, non sono interessato alle costruzioni di teoremi che non posso verificare, che devono essere accettate come un atto di Fede e che si riducono solo ad una mera propaganda di parte, senza contraddittorio cui concedere spazi e tempi uguali.

Non so quindi che razza di appeal possa avere avuto Ranucci (o pensare, lui, di avere) per aspirare a ruoli di guida della Nazione.

In realtà, sentendo le sue dichiarazioni e vedendolo nelle interviste ai telegiornali, mi sembra decisamente privo di ogni caratteristica per ambire addirittura a Palazzo Chigi.

I cattocomunisti, però, sono messi talmente male in arnese che, tra la Schlein e Conte, la Salis (quella di Genova, ovviamente) e Onorato, tra Ruffini e Gabrielli, anche Ranucci può benissimo accomodarsi al tavolo dei pretendenti senza sfigurare (credo farebbe molta più fatica nel Centro Destra).

La sua ultima uscita, però, con la quale ha lasciato intendere di paragonarsi a Falcone e Borsellino, credo sia stata non solo la manifestazione di quella  ubris   che presumo gli faranno pagare i suoi stessi compagni, appena passerà il momento compulsivo del cane di Pavlov che difende sempre e comunque il compagno, ma anche la confessione di limiti che ne fanno non un candidato per Palazzo Chigi, ma nei concorsi per nuovi comici.      

               

12 agosto 2026

Clandestini: dobbiamo recuperare un po' di cattiveria

Nell'epoca in cui tanti si autocelebrano atteggiandosi a santoni buonisti e incoronandosi, idealmente, con l'aureola della santità, continuano le violenze perpetrate, prevalentemente, ad opera di immigrati.

Se, poi, qualcuno reagisse e l'immigrato (spesso anche clandestino, recidivo e con una pluralità di fogli di via) subisce qualche danno, ci sono stuole di avvocati, altrimenti impegnati a mettere assieme il pranzo con la cena, pronti a difenderli, perchè tutti hanno diritto ad una difesa, a spese di tutti noi (che oltre al danno, subiamo la beffa) richiedendo cifre spropositate in risarcimento (beffa al cubo).

Nei rapporti internazionali la Spagna socialista ci imputa di essere la nazione con il maggior numero di arrivi clandestini, omettendo che sono il frutto di undici anni di governi cattocomunisti dei loro compagni da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte.

La Germania, risvegliata dalla poderosa avanzata di Afd, vorrebbe rimandarci i clandestini che sono sciamati per l'europa, grazie ai regolamenti che loro stessi continuano a difendere ma, soprattutto, grazie alle ong che, in gran numero su navi battenti bandiera tedesca, li raccolgono in mare e li scaricano in Italia.

Ora se una nave è territorio della nazione di cui batte bandiera (art. 92 della Convenzione delle Nazioni unite sul diritto del mare - UNCLOS - del 1982) i clandestini che vengono raccolti in mare aperto da quella nave hanno, come primo approdo, quella specifica nazione: Germania quando batte bandiera tedesca, Spagna con la bandiera spagnola, Olanda per la bandiera olandese e via discorrendo.

A maggior ragione quando non è casuale che quei clandestini siano raccolti da quella nave che non passava lì per caso, ma ha come scopo specifico quello di raccogliere clandestini, quindi deve avere una organizzazione tale da poterli raccogliere e trasportare nel porto più vicino della nazione di cui la nave batte bandiera, non scaricarli in Italia e tanti saluti a soreta. 

Quindi TUTTI i clandestini impropriamente scaricati in Italia da navi battenti bandiera tedesca, spagnola, francese etc., vanno rispediti in quelle nazioni in quando il primo approdo in europa è avvenuto su territorio di quelle nazioni come è considerata la nave che batte una bandiera di uno stato.

E magari sarebbe bene accompagnarli con una fattura con la quale si chiede il rimborso di tutti i costi ad oggi sostenuti per vitto, alloggio, cure, istruzione, superfluo (telefoni e schede).

L'alternativa, mettendo una pietra sopra sul passato e dichiarando che "chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, scordiamoci del passato", è che ognuno si tenga i clandestini che si trova in casa, cercando di rastrellarli ed espellerli, ma, per il futuro, le nazioni europee recuperino un briciolo di quella cattiveria che consentì loro di conquistare e civilizzare tutto il mondo, provvedendo a missioni congiunte per respingere ogni imbarcazione, di ong o di altra natura, che volesse scaricare in europa soggetti senza preventivo permesso di ingresso.

I confini vanno difesi.

Se non bastano le intimazioni di fermarsi, occorre la forza, che abbiamo, ma non abbiamo ancora ritrovato la volontà di usarla.

11 agosto 2026

Dai governi balneari all'ansia da prestazione social

A settanta anni posso ricordare le estati politiche di quando iniziavo ad interessarmi delle vicende della nostra Nazione, non solo quelle calcistiche.

Era tutto più soffuso, nessuno gridava, a volte lo faceva Pajetta in parlamento, ma era come in un paesino quando c'è sempre quello strambo che fa tanto folclore.

L'estate era sacra anche per i politici, che pure, come da tante fotografie sgranate in bianco e nero, andavano al mare in giacca e cravatta.

Da luglio a settembre nessuno doveva turbare la serenità di un'Italia che ricaricava le pile e i telegiornali mandavano in onda servizi sul gran caldo (in effetti, anche oggi ...), su devastanti temporali estivi con grandine (sembra non essere cambiato nulla), sulla canzone tormentone dell'estate di quell'anno (toh, uguale ad oggi).

E anche la politica taceva e quando qualche problema turbava l'ambiente, per non violare la sacralità dell'estate, si chiamava il buon Giovanni Leone per presiedere un governo balneare, che si sarebbe inevitabilmente dimesso con la riaperture delle scuole il primo ottobre, una vota ripartiti i nuovi posti di prima, seconda e terza fila, applicando il Manuale Cencelli, celebrato di recente per la morte del suo inventore.

E qui le cose cambiano con oggi.

Con l'avvento dei social, se non dichiari almeno una volta al giorno, non sei citato, allora non esisti.

E per esistere devi farti notare, perchè la concorrenza è numerosa e nella cacofonia generale il politico di oggi, che non sia uno con il codazzo di "professionisti dell'informazione" pronto a vantare un rapporto privilegiato per aver strappato un monosillabo, deve urlare ogni giorno più forte per essere considerato.

Così si tracima dal buon gusto per non parlare della verità e del buon senso.

Ricordo una Tribuna Politica dell'epoca del bianco e nero, con Giovanni Malagodi, liberale, opposto ad uno di sinistra di cui non ricordo il nome.

Quello di sinistra (evidentemente il vizio ha radici profonde) manipolava dei fatti, tanto che Malagodi, fumantino come era, sbottò con un "Lei mente !", per correggersi subito : "Mi scusi. Lei dice cose non vere.".

Stile d'altri tempi.

Oggi la menzogna è moneta corrente e nessuno la denuncia più perchè tanto, dopo un'ora, ci si accapiglia già su un altro argomento e, comunque, la verità è diventata ideologia, per cui uno crede a quel raccontano dalla sua parte politica e considera mentitori gli altri, a prescindere.

Del resto, l'illustre esempio arriva dalla santificazione di un qualcosa, come la resistenza, che non fu, per dimensioni, contenuti e rilevanza, come ci viene propinato.

10 agosto 2026

Massimiliano Cencelli nel mito o nell'oblio ?

La morte di Massimiliano Cencelli, il codificatore della ripartizione tra correnti e partiti anche delle matite di ufficio, in base ai voti ottenuti, mi porta a qualche riflessione sulla politica.

In teoria dare ad ognuno una quota in base al consenso che riceve sembrerebbe esercizio di democrazia paritaria.

In pratica è affossare un partito, una nazione, con un bilancino in cui mai nessuno potrebbe caratterizzare un governo, intraprendere la costruzione di un progetto ben delineato e coerente, indirizzare una nazione in una strada con una direzione certa.

In compenso, nessuno avrà mai la colpa, perchè avrà sempre l'alibi di aver dovuto sottostare al bilancino, al compromesso causato dalle spinte contrarie di altri partiti.

Il manuale Cencelli è, per me, il simbolo della decadenza di una nazione, dove per la paura di perdere, si rinuncia a combattere e si preferisce accordarsi con il nemico per spartirsi la torta, un po' a tutti e così nessuno rimane a digiuno.

Ma così non si costruirà mai nulla.

Meglio il metodo che avevano adottato Lega e grillini nell'anno della loro collaborazione di governo: un tuo progetto, integrale, in cambio di un mio progetto, integrale.

E' così venuta fuori una cosa buona (il respingimento di molti clandestini) e una pessima (il reddito di cittadinanza), ma entrambi i partiti si assunsero la responsabilità comune, anche se poi si dissociarono reciprocamente.

Ma una nazione non può essere governata nè con il bilancino, nè con lo scambio paritario delle bandierine.

Perchè le banche dichiarano utili straordinari ?

Perchè è finito il tempo della banche pubbliche, i cui dirigenti erano nominati dalla politica ed alla politica rispondevano.

Adesso nelle banche comanda uno e uno solo, che risponde agli azionisti che hanno in mente una sola cosa: incassare sempre maggiori dividendi.

Così se l'uomo solo al comando sa circondarsi di validi collaboratori, macinerà utili e verrà confermato, se, invece, gli utili da distribuire agli azionisti caleranno, allora questi lo sostituiranno senza alcun tentennamento.

In politica gli azionisti siamo noi Elettori, ai quali ci si rivolge con le elezioni.

Ma in Italia non c'è un uomo solo al comando, perchè ci sono troppi contrappesi e contro poteri (che non rispondono agli azionisti/Elettori) che impediscono, anche ad una dal carattere inaspettatamente forte come la Meloni, di dispiegare completamente il suo progetto.

E' la realizzazione del manuale Cencelli su larga scala, una disfatta per la democrazia e, prima ancora, per la nazione e per gli Italiani.

La stessa polemica su Vannacci, tutta interna al Centro Destra con i cattocomunisti spettatori interessati che soffiano sul fuoco e probabilmente manovrano dietro le quinte gli editoriali dei loro megafoni "professionisti dell'informazione", non tiene conto della volontà degli Elettori di Centro Destra.

Una volta c'erano i congressi di partito, dove votavano ed erano eletti, solo gli iscritti di partito, tesserati da un tot periodo di tempo.

Cioè si dava la parola a chi, avendoci messo un contributo economico, piccolo o grande, e la faccia, poteva essere con certezza annoverato tra i sostenitori di quel partito.

Oggi i congressi somigliano ad una convention aziendale, in cui non si dibatte (ricordo certi congressi in cui volavano sedie !) ma si acclama il leader di turno dal quale ci si aspetta quale ritorno.

Manca l'aspetto dello scontro tra idee, progetti, visioni.

Tornando a Vannacci, perchè Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia non chiedono ai loro azionisti/Elettori, se desiderano che Futuro Nazionali entri a far parte della Coalizione, a pieno titolo ed in condizioni paritarie ?

La difficoltà è avere la certezza che chi risponde, come nei sondaggi, sia realmente un azionista di quei partiti, esattamente come nelle primarie farlocche cattocomuniste non si può avere certezza che chi vota sia un cattocomunista.

Allora si torni alle certezze, facendo votare solo chi è iscritto a quel partito da almeno un tot numero di mesi (una vota erano sei, oppure dall'anno solare precedente, oppure un mese prima dalla convocazione del congresso) o, in alternativa, si presenti con la dichiarazione dei redditi per attestare di aver destinato il proprio due per mille a quel partito dal quale chiede di essere interpellato per le scelte fondamentali.

E ci si dimentichi di Cencelli e del suo manuale di distribuzione degli incarichi.

Vuoi vedere che il problema Vannacci sarebbe immediatamente superato ?

09 agosto 2026

Unione europea ? Meglio soli che male accompagnati

Leggo che la Germania di Merz, dopo lo stop del 2022 e l'accordo sul pregresso del 2025, intenderebbe ricominciare a rispedire in Italia i clandestini arrivati durante i governi cattocomunisti, da Monti a Draghi e che erano solo transitati da noi per approdare altrove.

La Francia di Macron, da tempo, senza alcun rispetto per i confini territoriali, non solo respinge i clandestini che dall'Italia vorrebbero attraversare il confine, ma addirittura, se ne cattura sul suo territorio, li riporta con la forza della loro gendarmeria in Italia, a prescindere dal fatto che il loro primo approdo fosse l'Italia o un'altra nazione.

La Spagna di Sanchez è quel che ha dimostrato di essere, sostenendo le scorribande delle ong battenti bandiera spagnola come la Opem Arms che scaricano, in Italia, non in Spagna !, orde di clandestini raccolti appositamente in mare e cercando lo scontro per mettere sotto il tappeto le gravi colpe e le imbarazzanti incapacità del governo socialcomunista di Sanchez.

Poi abbiamo i finlandesi che vorrebbero trattare il prossimo come fu trattata la Grecia, affamando popoli e nazioni; estoni, lettoni e lituani che pensano di dare ordini all'Italia approvando o negando la possibilità di spendere come vogliamo; olandesi invasati di politiche presunte "verdi" ma che sono solo costi senza fine e senza risultati; belgi e altri che vorrebbero per sé i contributi agricoli negandoli agli Italiani e all'intero sud europa; polacchi e svedesi che non vedono l'ora di scatenare una guerra contro la Russia.

L'elenco non finisce mai, perchè ogni nazione, tramite il suo governo, vuole accaparrarsi la fetta più grossa della torta composta dai "contributi", cioè da finanziamenti detti "europei" , ma che sono sempre e soltanto soldi nostri, perchè il "bilancio" europeo è formato dai contributi delle singole nazioni, prelevati dalle tasse dei cittadini.

E ci sono nazioni, come la Spagna, che continuano a percepire più di quello che versano e sono Beneficiari netti, mentre l'Italia versa più di quello che riceve ed è un Contribuente netto.

Possiamo tollerare a lungo che un Sanchez alzi la cresta con noi e, nel contempo, continuare a regalargli soldi ?

Certo che no.

L'unione europea si rivela, sempre, una cagata pazzesca, uno stravolgimento dell'idea, geniale, iniziale, di un mercato economico comune che, lasciando inalterata la Sovranità, politica, militare, legislativa, monetaria, di ogni singola nazione, apra alla libera circolazione delle merci e delle persone, perchè un Mercato Libero rende più ricchi tutti nello scambio di ciò che si produce e ciò di cui si ha bisogno.

Fermo restando che la qualità e il tenore della vita di ogni singola nazione si basa sulla quantità e sulla qualità della produzione di beni e servizi, senza che siano altri Popoli ed altre Nazioni a doversi svenare per innalzare artificialmente il livello di chi produce meno e peggio.

Prima ne prenderemo atto e prima torneremo ad essere quella Europa dei Popoli e delle Nazioni che ha diffuso la Civiltà in tutto il mondo.