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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

02 ottobre 2026

I professionisti della propaganda

Una delle trasmissioni radiofoniche che preferisco e che accompagna il mio quotidiano risveglio è la rassegna stampa trasmessa tra il gr1 delle sei e quello delle sette.

Sobri, con una dizione chiara i due che si alternano alla conduzione, Massimo Giraldi ed Enrica Belli, cui devo dare atto di mantenere una certa equidistanza, evitando di commentare con espressioni faziose.

Inutili i ben tre intervalli di canzonette in meno di un'ora di trasmissione e pessima la scelta di sostituire il colto Pietrangelo Buttafuoco con il suo Lupus in fabula, dove parlava di un libro ogni mattina in dieci minuti, con Alessandro Campi che, sempre in dieci minuti, vorrebbe parlare di storia e attualità, con una dizione da teatro dialettale dove la lettera "c" diventa sistematicamente "sci".

Sprecato anche il tempo dedicato ad ascoltare l'opinione di un altro giornalista delle varie testate.

La rassegna stampa, però, nella semplice lettura dei titoli e degli incipit degli articoli, offre uno spaccato di come è scaduta la professione giornalistica.

Poichè già sappiamo, dopo aver ascoltato il ultimo il gr1 delle sei, quali sono le notizie, la rassegna stampa riepiloga, riassume, il noto e nel momento in cui il conduttore dice "adesso passiamo al quotidiano Tizio", possiamo intuire il tenore del titolo e dei contenuti.

Perchè, oggi, i giornalisti non fanno più informazione, ma solo propaganda.

Così, i giornali di sinistra mettono in evidenza ogni più piccola notizia negativa, che possa rovesciare su chi legge una percezione di disastro imminente e ci aggiungono opinioni apocalittiche e dietrologie che immagino siano inventate, soprattutto quando interpretano lo stato d'animo di Tizio o di Caio o il colloquio riservato svoltosi a quattro occhi tra Mevio e Sempronio.

Non sono notizie, sono racconti di fantapolitica, quindi non è informazione ma, per i pochi bravi a scrivere, si tratta di letteratura del fantastico.

Ovviamente i giornali (pochi, pochissimi e fino al cambio di governo del 2022 quasi ignorati dalla rassegna stampa) evidenziano i fatti positivi, i successi del Governo Meloni, ma anche loro non fanno informazione perchè cercano, con le poche voci disponibili, di riequilibrare in parte la ossessiva propaganda dei quotidiani cattocomunisti (il 90% più o meno).

In ogni caso non è informazione e, con buona pace di Mentana che qualche anno fa voleva sostanzialmente riservarsi la titolarità delle notizie "vere", i giornalisti non sono più "professionisti dell'informazione", ma solo "professionisti (sin troppo retribuiti) della propaganda".

Poco male.

I quotidiani sono sempre meno acquistati, perchè le notizie corrono veloci su tutti gli strumenti che abbiamo e credo che ognuno di noi sia in grado, senza che arrivi un professorino della carta stampata a spiegarci la rava e la fava in base alla sua ideologia, di acquisire quelle informazioni necessarie a formarsi una opinione.

Tanto, in politica come nel calcio, se uno tifa una squadra, non cambierà mai, per quanto ragionevoli possano essere le argomentazioni di controparte. 

01 ottobre 2026

Benzina alle stelle e inflazione in ripresa ? E' tutta colpa dell'unione europea

Ricordate il Fenomeno che si presentò in televisione domandandoci se volevamo il condizionatore o la pace ?

Ecco, il risultato è che non abbiamo nè il condizionatore, nè la pace.

La scelta folle di rinunciare a petrolio e gas russo è tutta nei numeri.

Il gas russo costava 20 euro al metro cubo ed era un prezzo stabile, consegnato direttamente senza problemi.

Oggi il gas si avvicina agli 80 euro e deve fare un percorso tortuoso e a rischio per arrivare da noi.

Lo stesso per gli altri combustibili e per i prodotti raffinati.

L'unione europea dopo aver rinunciato ai prodotti russi, ha poi evitato di impegnarsi per tener libera la via del petrolio dal Medio Oriente, rifiutando di affiancarsi a Stati Uniti e Israele per liquidare il regime degli ayatollah e difendere la libertà di navigazione e di trasporti commerciali.

Come se non bastasse, l'unione europea continua stolidamente a perseguire una politica cosiddetta "verde", restando sorda alle richieste di rivedere (ma sarebbe meglio chiedere di cancellare, non solo abbassare) la tassazione sul carbonio e gli ets che abbiamo solo noi e che, oltre ad essere del tutto ininfluente (se mai qualcuno credesse ancora al cambiamento climatico di origina antropica) nel "ripulire" l'aria, dal momento che interi continenti, molto più popolosi del nostro, continuano allegramente a produrre e consumare.

La miopia di chi governa l'unione europea è resa evidente dal fatto che, qualunque provvedimento assumano, i danni sono superiori ai benefici (semprechè benefici ve ne siano e ne dubito !).

L'Europa è fanalino di coda su tutto, dall'IA all'elettrificazione, dalla raffinazione dei prodotti petroliferi alle politiche agricole e a quelle spaziali.

Eppure dall'Europa, ma ben divisa in Nazioni, erano partiti tutti quelli che hanno portato la Civiltà nel mondo.

Adesso sanno solo produrre chiacchiere che trasformano in direttive di carta, divieti e sanzioni (a che punto siamo arrivati ? al ventesimo, ventunesimo pacchetto contro la Russia ?).

Ma cosa possiamo mai aspettarci da una Von der Leyen e da una Kallas che non le hanno volute, dopo averle "assaggiate", neppure a casa loro ?

La soluzione è una e una sola: ribaltare l'unione europea, tornare al mercato comune europeo e all'Europa vincente dei Popoli e delle Nazioni Sovrane.