Capisco il sentimento dei genitori di Giulio Regeni e, al loro posto, avrei anch'io la bava alla bocca, bramando vendetta anche a costo di far morire Sansone con tutti i filistei.
Proprio per questo esiste un "principio di opportunità" chiamato "conflitto di interessi" che suggerisce di non tenere in considerazione la volontà di chi è personalmente coinvolto in una situazione, per perseguire invece un più alto interesse generale.
I magistrati hanno emesso la sentenza di condanna per sequestro di tre dei quattro imputati egiziani, dopo due "aggiustamenti" ad hoc della corte costituzionale per far celebrare il processo, creando i presupposti per l'ennesima polemica da parte di una sinistra miserrima che non sa cosa sia l'Interesse Nazionale.
L'Italia ha e deve mantenere ottimi rapporti con l'Egitto, non solo perchè la sentenza non condanna l'Egitto, come ha correttamente sottolineato il Ministro Tajani, non solo perchè ci sono degli Italiani che risiedono in Egitto, alcuni dei quali con vicende personali (veggasi la signora, sposata con un egiziano, condannata per adulterio e per ora al sicuro in una località segreta, ma sempre in quella nazione) che li mettono in pericolo, ma anche perchè in Egitto ci sono interessi energetici affidati all'Eni e dall'Egitto passa una importante via del petrolio.
Rompere le relazioni con l'Egitto, come ho sentito da un legale della famiglia Regeni, sarebbe un atto scellerato che metterebbe in grave pericolo tanti nostri connazionali e fondamentali interessi nazionali.
Non può essere una sentenza a decidere la politica estera che va gestita con tatto e diplomazia, inclusa la vicenda Regeni e neppure possono esserlo i beceri latrati dei cattocomunisti che parlano senza alcun discernimento e solo perchè non hanno, fortunatamente, alcuna responsabilità nè, per ora, alcuna possibilità di mettere in pratica le loro follie ideologiche che tanto danno hanno già fatto e farebbero all'Italia e agli Italiani.
Nessun commento:
Posta un commento