Scrivo poco di politica estera perché non avendo molto tempo antepongo la priorità (cioè la situazione nazionale) al contorno (quella internazionale).
Ma la seguo con attenzione e leggo delle campagne elettorali in corso in Francia e negli Stati Uniti (e non solo).
Da quella francese traggo lo spunto per questo post, in chiave italiana.
Ho letto, infatti, che il front runner Nicholas Sarkozy, ha proposto la costituzione di un ministero nuovo di zecca: immigrazione e identità nazionale.
Quello sull’immigrazione, più male che bene, lo abbiamo anche noi.
Ma un ministero dell’identità nazionale mi sembra una ottima idea.
Penso che la proposta di Sarkozy derivi anche dalla sua captatio benevolentiae verso l’elettorato del Fronte Nazionale, ma ciò non toglie che l’idea sia meritevole di approfondimento anche in chiave italiana.
Oserei dire: soprattutto in chiave italiana.
In Francia il sentimento nazionalista resiste, comunque, anche oggi.
Non parliamo degli Stati Uniti dove lo slogan “America First!” è tuttora sentito.
In Italia, invece, manca un qualche afflato nazionalista di rilievo, se si eccettua l’occasione delle partite della Nazionale di calcio.
E’ opportuno ravvivare il fuoco del nazionalismo italiano per ricordare e tramandare quelli che sono i Valori della nostra Gente, della nostra Civiltà, della nostra Storia.
Una Gente, una Civiltà, una Storia che non è seconda a nessuno.
Ricordiamo che la storia dell’europa, la sua civiltà, il suo impianto giuridico, poi estesi negli Stati Uniti, è la Storia, la Civiltà, di Roma, quindi essenzialmente italica.
E dove ha messo le radici la religione dell’Amore, il cristianesimo, se non a Roma, in Italia ?
E che dire dell’Arte delle nostre città, dei nostri borghi, che trasudano e tramandano l’opera di chi, provando e riprovando, ha costruito una Civiltà che, oggi, si chiama Occidentale e che ha consentito al maggior numero di persone, alla più grande fetta dell’Umanità che mai ne abbia beneficiato, di godere i frutti della Libertà, del Benessere economico, del Progresso Civile ?
La nostra Storia, la nostra Arte, le nostre città, ma anche le nostre Tradizioni.
Le Festività che, in gran parte, vedono sovrapporsi antiche celebrazioni pagane e romane con le nuove cristiane che ne hanno tramandato lo spirito, aggiornandolo al messaggio della nuova religione.
La nostra dieta, tipica e sana, con sapori e alimenti vari, ognuno dei quali necessari per rendere la vita più gradevole.
I nostri ritmi umani, il nostro umorismo che spesso ci ha salvato dalle situazioni più critiche.
Il nostro coraggio.
Perché l’Italia non è solo (fortunatamente) pacifinti, no global, Prodi e D’alema che calano le braghe davanti ai talebani, Badoglio, Caporetto o Custoza.
Noi siamo anche quelli di Curtatone e quelli della battaglia di Vienna e della disfida di Barletta, quelli di Nassyria e di Vittorio Veneto.
E allora un ministero che abbia, come sua finalità, quella di ricordare, di stimolare a studiare ed approfondire la “bella Italia”, di conoscerla, di apprezzarla è un ministero che rappresenterebbe una svolta all’approccio con la poltica.
E sarebbe anche un più che valido filtro nei confronti degli immigrati che volessero prendere la cittadinanza italiana e ai quali dovrebbe essere richiesta la partecipazione a corsi – full immersion – per imparare ad essere italiani, per quanto possa essere loro consentito dalla mancanza, ineliminabile, del sentimento profondo di italianità che, comunque, noi nati e cresciuti in Italia abbiamo, anche se a volta non gli diamo ascolto.
Conoscere le nostre radici, perché, riscoprendo chi e come eravamo, si riesca meglio ad essere Italiani nel presente e nel futuro, senza complessi di inferiorità verso chicchessia.
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Ma la seguo con attenzione e leggo delle campagne elettorali in corso in Francia e negli Stati Uniti (e non solo).
Da quella francese traggo lo spunto per questo post, in chiave italiana.
Ho letto, infatti, che il front runner Nicholas Sarkozy, ha proposto la costituzione di un ministero nuovo di zecca: immigrazione e identità nazionale.
Quello sull’immigrazione, più male che bene, lo abbiamo anche noi.
Ma un ministero dell’identità nazionale mi sembra una ottima idea.
Penso che la proposta di Sarkozy derivi anche dalla sua captatio benevolentiae verso l’elettorato del Fronte Nazionale, ma ciò non toglie che l’idea sia meritevole di approfondimento anche in chiave italiana.
Oserei dire: soprattutto in chiave italiana.
In Francia il sentimento nazionalista resiste, comunque, anche oggi.
Non parliamo degli Stati Uniti dove lo slogan “America First!” è tuttora sentito.
In Italia, invece, manca un qualche afflato nazionalista di rilievo, se si eccettua l’occasione delle partite della Nazionale di calcio.
E’ opportuno ravvivare il fuoco del nazionalismo italiano per ricordare e tramandare quelli che sono i Valori della nostra Gente, della nostra Civiltà, della nostra Storia.
Una Gente, una Civiltà, una Storia che non è seconda a nessuno.
Ricordiamo che la storia dell’europa, la sua civiltà, il suo impianto giuridico, poi estesi negli Stati Uniti, è la Storia, la Civiltà, di Roma, quindi essenzialmente italica.
E dove ha messo le radici la religione dell’Amore, il cristianesimo, se non a Roma, in Italia ?
E che dire dell’Arte delle nostre città, dei nostri borghi, che trasudano e tramandano l’opera di chi, provando e riprovando, ha costruito una Civiltà che, oggi, si chiama Occidentale e che ha consentito al maggior numero di persone, alla più grande fetta dell’Umanità che mai ne abbia beneficiato, di godere i frutti della Libertà, del Benessere economico, del Progresso Civile ?
La nostra Storia, la nostra Arte, le nostre città, ma anche le nostre Tradizioni.
Le Festività che, in gran parte, vedono sovrapporsi antiche celebrazioni pagane e romane con le nuove cristiane che ne hanno tramandato lo spirito, aggiornandolo al messaggio della nuova religione.
La nostra dieta, tipica e sana, con sapori e alimenti vari, ognuno dei quali necessari per rendere la vita più gradevole.
I nostri ritmi umani, il nostro umorismo che spesso ci ha salvato dalle situazioni più critiche.
Il nostro coraggio.
Perché l’Italia non è solo (fortunatamente) pacifinti, no global, Prodi e D’alema che calano le braghe davanti ai talebani, Badoglio, Caporetto o Custoza.
Noi siamo anche quelli di Curtatone e quelli della battaglia di Vienna e della disfida di Barletta, quelli di Nassyria e di Vittorio Veneto.
E allora un ministero che abbia, come sua finalità, quella di ricordare, di stimolare a studiare ed approfondire la “bella Italia”, di conoscerla, di apprezzarla è un ministero che rappresenterebbe una svolta all’approccio con la poltica.
E sarebbe anche un più che valido filtro nei confronti degli immigrati che volessero prendere la cittadinanza italiana e ai quali dovrebbe essere richiesta la partecipazione a corsi – full immersion – per imparare ad essere italiani, per quanto possa essere loro consentito dalla mancanza, ineliminabile, del sentimento profondo di italianità che, comunque, noi nati e cresciuti in Italia abbiamo, anche se a volta non gli diamo ascolto.
Conoscere le nostre radici, perché, riscoprendo chi e come eravamo, si riesca meglio ad essere Italiani nel presente e nel futuro, senza complessi di inferiorità verso chicchessia.
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