Mi ricordo, da sempre, che il 15 di agosto era lo spartiacque tra l'estate torrida e quella piacevole che, da bambino, ci accompagnava gradualmente, come graduali erano i rientri dalle vacanze, al ritorno a scuola.
Una data simbolo, perchè può accadere un po' prima o un po' dopo, ma non ha mai sgarrato, tranne nel 2003 (di un mese, ma quello resta un anno tutto particolare).
Nonostante il terrorismo dei catastrofisti climatici, quest'anno sembra che il Ferragosto rappresenti, con svizzera puntualità, il cambio di passo.
Nella notte mi sono dovuto alzare per accostare o chiudere alcune finestre perchè sentivo una corrente alquanto freddina quando, nelle notti precedenti, non si muoveva una foglia.
Mentre scrivo ho ancora le finestre aperte, anche dove batte il sole, da cui mi riparo solo con una veneziana, quando fino a ieri la parte sud, sud est della casa vedeva già le finestre chiuse.
La temperatura resta gradevolmente stazionaria intorno ai 24 - 26 gradi interni e 25 - 28 esterni.
I "professionisti dell'informazione" dovranno riporre nel cassetto per un anno le terrificanti previsioni sul un futuro da inferno dantesco.
Il soleggiamento è già sensibilmente diminuito (ha cominciato il 21 giugno, piano, piano, zitto, zitto) e credo che ormai si siano "recuperate" due ore e forse più di ombra e fresco.
Eppure i catastrofisti del clima non demordono.
Ho letto un articolo che, indicando nei prossimi giorni un "allentamento" del gran caldo, minaccia però, per il 21 agosto, un ritorno "dell'Inferno", indicando una terrificante temperatura di 32 - 33 gradi.
Orrore !
Ma come si può sopravvivere con 32 - 33 gradi ?
La fortuna di vivere nel XXI secolo è che abbiamo gli strumenti per difenderci dal caldo e dal freddo.
Se è troppo caldo (e ognuno ha il suo grado di "cottura", diverso da persona a persona e insindacabile, che non può cioè essere soggetto a limiti di legge) si accende il condizionatore.
Se è troppo freddo (e vale il discorso di prima sulla sensibilità individuale) si accende il riscaldamento.
L'unica cosa che si richiede a chi ci governa è di fornirci il carburante che dia il miglior e maggior rendimento, al costo più basso, senza imposizioni ideologiche, perchè la prevalenza di un tipo di energia sull'altro la può dare solo il Mercato, in base alle richieste del Popolo, che valuterà proprio rendimento e costo.
La Natura, che non possiamo certo piegare alle nostre paturnie ideologiche, non è mai uguale a se stessa e cambia, anno dopo anno, con effetti sul clima.
L'Uomo è sulla Terra da sei sette milioni di anni (per i puristi preciso che considero i primi ominidi, se volete il sapiens allora sono circa 300mila anni, comunque un periodo molto lungo) e in tutti quegli anni il clima ha girato e rigirato migliaia di volte.
Ghiacci che si sono formati e che si sono ritirati, terre emerse e poi sommerse.
Siamo sopravvissuti e ci siamo evoluti grazie, soprattutto, alla nostra capacità di adattamento e di volgere, a nostro vantaggio, quello che a prima vista sembrava uno svantaggio.
E' la capacità di adattamento che ci ha reso padroni di questa Terra, nonostante fossimo quelli fisicamente più deboli e meno protetti rispetto ad altre specie presenti e concorrenti.
Ed è sfruttando il nostro ingegno e la nostra capacità di adattamento che continueremo a progredire, con qualche battuta di arresto, qualche guerra terribile, qualche catastrofe naturale.
Ma la catastrofe peggiore sarebbe quella di rinunciare ad utilizzare le scoperte del passato, l'energia che negli anni abbiamo affinato con grande rendimento e costi sempre inferiori, per inseguire paturnie ideologiche senza capo nè coda che hanno, come premessa, la rinuncia ai benefici della Civiltà.
Poi, l'Etna erutta per qualche giorno e con la CO2 che sparge nell'aria "inquina" come 100 anni di attività industriale della vecchia Europa, incurante delle teorie dei catastrofisti climatici che sono così presuntuosi da attribuire all'Uomo persino la capacità di modificare la Natura.
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