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21 settembre 2005

Porta Pia non fa più ... breccia



Il 20 settembre 1870 i bersaglieri entrarono a Roma, ricongiungendola al resto d’Italia e lasciando al Papa Re la sola cinta del Vaticano.

Mi sarei aspettato ieri, 20 settembre 2005, un florilegio di rimembranze da parte degli anticlericali in s.p.e., soprattutto dopo il referendum di giugno e le ultime esternazioni del Cardinal Ruini.

Invece solo oggi ho letto che un anziano signore che dimora al Quirinale, già sede dei Pontefici e dei Sovrani d’Italia, tra una liturgica benedizione per i ragazzi che tornano a scuola, un pistolotto sull’integrazione (ma il suo segretario tuttofare non gli ha detto che sono proprio i musulmani a rifiutarla ? Non gli hanno raccontato di via Quaranta ?) e gli amarcord stile nonno Venanzio del giornalino di Giamburrasca con i calciatori del Livorno, ha anche ricordato il 20 settembre di 135 anni fa.

Ho letto che quell’anziano signore ha posto i “paletti” tra Stato e Chiesa.

Strano, pensavo che i paletti fossero stati posti da un pezzo e conosciuti da ancor prima e la formula cavouriana del libera Chiesa in libero Stato li sintetizzasse al meglio.

L’oblio che oggi si stende sul 20 settembre, lungi dall’essere un fatto negativo mi induce a sperare che anche altre ricorrenze che dividono gli Italiani e che ora sono celebrate con rulli di tamburo e dando fiato ai tromboni della retorica, possano gradualmente diventare fenomeni di nicchia e di amarcord da nonni Venanzio.


E se avete capito che mi riferisco al 25 aprile … avete capito bene !

8 commenti:

Eugenio Cazzidui ha detto...

Concordo.
Estenderei l'oblio, però, anche alla fanfarosa retorica della "giornata della memoria" nonchè dell'11 settembre.

Monsoreau ha detto...

Il 25 aprile è la celebrazione (manipolata) di un fatto che è consegnato alla Storia.

L'11 settembre segna l'inizio di un momento storico che è in corso e che non is chiuderà tanto presto.
Come ha detto il Presidente Bush la guerra contro il terrorismo sarà lunga e l'11 settembre ci aiuta a ricordare perchè combattiamo quei tagliagole.

Lo PseudoSauro ha detto...

Eh gia', al Quirinale non sanno piu' se lo Stato sono Loro, o che altro.

Cazzidui: d'accordo anche con te; ma almeno lasciamo finire la guerra, prima di abolire le commemorazioni; se no, con la memoria che abbiamo, rischiamo di perderla. Ho trovato interessanti le tue osservazioni, lette altrove, sugli echoi e sui modi.

Riccardo ha detto...

La giornata della memoria del 10 febbraio secondo me DEVE essere ricordata in ricordo di tutte le vittime italiane del comunismo che non sono state poche.
Ciao

STARSANDBARS ha detto...

XX Settembre ? Come il XXV Aprile......

Il presidente Ciampi si sforza di ricordarci di santificare le feste....ma si dimentica che bisogna condividerle.

E così come per molti Italiani il XXV aprile non è una festa,anche il XX settembre per molti non lo è.

Il Beato Pio IX ordinò quasi subito,una volta giunta la notizia dell'invasione,la resa.La resistenza doveva cessare alla prima breccia.E così il Generale Kanzler fece issare la bandiera bianca.Che non fu rispettata dagli italiani.Sulla breccia avanzarono sparando su uomini indifesi,che avevano deposto le armi.Si lanciarono sugli Zuavi,li insultarono,s'impadronirono delle armi e sbalzarono di sella un loro ufficiale.A Porta Pia pure entrarono sparando,uccisero 2 Zuavi appoggiati ai fucili.Un ufficiale dei bersaglieri ferì al collo il Tenente van de Kerckove;un altro ufficiale aggredì il Capitano de Couessin e gli strappò le medaglie di Castelfidardo e Mentana dal petto.Bixio continuò a bombardare per un altra mezz'ora (come del resto Cialdini e Fanti dieci anni prima ad Ancona).

E mi fermo qui nel raccontare.Una bella ricorrenza,non c'è che dire.......

otimaster ha detto...

Breve prenessa dal'11 settembre sono trascorsi quattro anni non 65 ne tantomeno 135, mi sembra un pò presto per l'oblio.
anch'io auspico che ci si dimentichi del 25 aprile magari passando attraverso ad una fase di condivisione dei festeggiamenti di questa data, anche se con certa gente non vorrei condividere proprio nulla.
Un saluto

Monsoreau ha detto...

Ogni evento storico porta atti eroici e atti vili.

Otimaster: non potrà mai esserci condivisione dei festaggiamenti.
L'odio è stato instillato così profondamente che ormai non v'è alcuna possibilità di utilizzare in modo unitario e condiviso quella data.
Quando ero liceale si parlava di festa dell'odio e tale è rimasta.

Magari a sorte, ma sarebbe necessario individuare una data diversa come Festa Nazionale.

Lo PseudoSauro ha detto...

Mons: bisogna attendere che si muoia tutti, come sempre. Qui siamo lenti di comprendonio e si ricorda solo quello che si vuole ricordare.