Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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28 ottobre 2005

La mia Marcia su Roma


Il 28 ottobre 1922, al termine di quella che sarebbe passata alla Storia come “la Marcia su Roma”, Benito Mussolini fu incaricato dal Re Vittorio Emanuele III di formare il nuovo governo.

Mussolini mantenne quell’incarico per quasi 21 anni, fino alle conseguenze del Gran Consiglio del Fascismo del 25 luglio 1943.

Il 28 ottobre è una data che viene da alcuni celebrata, nonostante non sia più festa nazionale.

E’ il destino delle festività di parte.

Sarà anche il destino del 25 aprile, altra festa celebrata solo da una parte degli Italiani.

Personalmente ritengo legittimo che ognuno celebri le ricorrenze che ritiene più affini ai propri sentimenti, ma la Festa Nazionale deve rappresentare un momento di unità … e sarà oggetto di un altro post.

In questa circostanza, alla distanza siderale di ben 83 anni da quel 28 ottobre, credo sia doverosa una riflessione su quello che fu il Fascismo per l’Italia.

E non possiamo fare alcuna seria riflessione se, preliminarmente, non consegniamo il Fascismo alla Storia, rinunciando ad ogni strumentalizzazione in funzione dell’attualità.

Che la data di conclusione dell’esperienza Fascista sia il settembre 1938 (inizio della legislazione c.d. “razziale”), il 10 giugno 1940 (entrata in guerra contro la Gran Bretagna e alleati della Germania), il 25 luglio 1943 (Gran Consiglio che sancisce la fine del Governo Mussolini), il 25 aprile 1945 (termine delle ostilità) o il 28 aprile 1945 (assassinio di Mussolini da parte di una banda partigiana a guerra finita) non ha grande importanza.

Quel che conta è che il Fascismo è un momento storico concluso e da contestualizzare,nel bene e nel male.

Sì, perché se del male c’è stato (ad esempio la guerra scioccamente combattuta assieme ai tedeschi, nostri nemici storici) è onesto ricordare il bene del Fascismo.

Contro il Fascismo sono stati scritti ponderosi tomi e spesi fiumi di parole.

Citando il Manzoni, con orgoglio, direi di me stesso che di mille voci al sonito, mista la sua non ha.

E francamente ritengo anche sciocco ripetere quel che altri, con più convinzione, hanno scritto e scrivono.

Lo scopo di questo post è ricordare e contestualizzare.

Il 19 marzo del 1919 nascono i “Fasci di Combattimento”.

E’ un’Italia che noi non possiamo neppure lontanamente immaginare.

Avevamo vinto la Grande Guerra, ricongiungendo all’Italia Trento e Trieste e solo più tardi Fiume e l’Istria.

Ma molti territori reclamati e che ci spettavano per diritto storico, come la Dalmazia, ci erano stati negati.

Come eravamo rimasti esclusi dalla spartizione delle colonie già appartenute alla Germania guglielmina.

La guerra aveva provocato molti morti e ci era costata anche economicamente.

I socialisti, che erano stati sin dall’inizio contrari all’ingresso in guerra, approfittavano delle difficoltà dell’Italia liberale per scatenare le masse dei più poveri, allettandoli con le abituali parole d’ordine dei demagoghi irresponsabili.

Due anni prima, il 7 novembre 1917 (quella rivoluzione fu chiamata “d’ottobre” in funzione del calendario ortodosso) un criminale come Lenin era riuscito a conquistare il potere in Russia, massacrando la dinastia regnante dei Romanov e tutti gli oppositori e proponendo la sua Russia come paradiso dei lavoratori.

I socialisti massimalisti e i comunisti (nati a Livorno nel 1921) pensavano di poter esportare la rivoluzione russa anche in Italia e in Occidente.

I reduci della Grande Guerra venivano sistematicamente isolati e anche malmenati.

Nel nome del socialismo e del comunismo venivano commesse violenze sulle proprietà e sulle persone.

Il governo liberale non riusciva a controllare la situazione.

Tutto questo si aggiungeva alle ancora profonde differenze tra le varie regioni italiane e che 60 anni di Unità non erano riuscite ad eliminare.

In questo quadro è naturale la reazione di chi è aggredito.

Proprietari terrieri, industriali e reduci.

Ma anche intellettuali e nazionalisti che vedevano esplodere l’Italia nel momento in cui si sarebbe dovuto fare fronte per capitalizzare la vittoria bellica.

Alla violenza si cominciò a rispondere con altrettanta violenza.

Per arrivare al 28 ottobre 1922.

Elezioni regolari prima e “pilotate” poi diedero la maggioranza parlamentare al Governo di Mussolini.

Praticamente nel giro di due anni Mussolini divenne il Duce.

L’Italia e la massima parte degli Italiani erano con lui.

Perché ?

Perché aveva dato agli Italiani quel che desideravano: la sicurezza.

Allora Libertà e Democrazia non erano Valori imprescindibili, anche perché gran parte della popolazione non poteva goderseli, essendo alle prese con problemi molto più materiali e immediati.

E fu proprio a quei bisogni che il Fascismo seppe dare una risposta adeguata.

La fondazione di ancora oggi importanti istituti nazionali: dall’INAIL all’INPS (con l’istituzione della “liquidazione”), l’IMI, l’ANAS (con tutti i lavori pubblici realizzati per rendere l’Italia un paese dalle moderne vie di comunicazione), l’ IRI.

E ancora opere di bonifica e di urbanistica cittadina, che hanno reso salubri zone fino ad allora malsane e hanno creato le moderne infrastrutture cittadine.

La politica per la famiglia e la maternità.

Le prime leggi sul lavoro:
il r.d. 15/3/1923 nr.692 e 1955 sull’orario di lavoro
il riposo domenicale e settimanale della L. 22/2/1934 n. 370 (ancora in vigore pur con gli aggiornamenti del caso) .

Il decreto entrato in vigore l’1/1/1934 sulle malattie professionali, progenitore del famoso D.Lgs. 626/94.

La scuola media obbligatoria : un progetto riuscitissimo per quanto ardito di riforma dell’intero ordine scolastico che nonostante una malandatissima scuola pubblica, devastata da cinquant’anni di ministri democristiani e da sei anni di ministri comunisti, ha retto fino ad ora, quando, proprio con il Governo Berlusconi, si è finalmente attuata la prima organica riforma scolastica dopo 80 anni.

Le colonie estive.

La modernizzazione dell'agricoltura.

E cosa dire di quel mirabile esempio di saggezza giuridica e modernità che furono e sono i codici civile e penale ? Per quanto siano stati manipolati, ancora oggi formano l’essenza del nostro diritto a riprova della grande saggezza con la quale sono stati impostati, tanto da poter assorbire modifiche, integrazioni, cancellazioni sapendo comunque dare una risposta teoricamente corretta alle esigenze di giustizia dei cittadini.
Un corpus iuris che, anche in questo caso, ha dovuto attendere il Governo Berlusconi per avere organiche riforme nel diritto societario, nel diritto fallimentare, nell’ordinamento giudiziario.

Ma il più grande merito del Fascismo è stato sicuramente quello di prendere una terra divisa in campanili e in tante genti e farne un Popolo, una Nazione.

Perché se nel 1861 “l’Italia è fatta, ora facciamo gli Italiani”, questa impresa ancora non era stata compiuta.

Il senso di appartenenza che il Fascismo è riuscito a dare al nostro Popolo ci ha consentito di diventare una Nazione del XX secolo.

Di aspirare legittimamente ad occupare quel posto che la nostra Storia, la nostra Civiltà, la nostra Arte, la nostra Cultura dicono prepotentemente che è nostro, perché la Civiltà Occidentale non può prescindere dalle fondamenta e dal contributo dell’ Italia e degli Italiani.


Il Fascismo fu anche questo ed è opportuno ricordarlo, nel momento in cui i decenni che ci separano a quel 28 ottobre 1922 ci suggeriscono di consegnarlo definitivamente alla Storia, per considerare con obiettività e distacco la sua incidenza nella vita dell’Italia e degli Italiani, valutandone sia gli aspetti negativi, che quelli (che pure esistono !) positivi.

12 commenti:

Bisquì ha detto...

ho letto velocemente, tornerò a rileggere con meno superficialità. Comunque scrivi benissimo.
E' un piacere frequentarti.

abr ha detto...

Complimenti per il coraggio! Verrai sicuramente tacciato da qualche visitor di fascismo, anche se hai cercato di rimanere il più asettico e obiettivo possibile.

Molto appropriato il tuo ricordare che il fascismo si afferma in italia come RISPOSTA alla esigenza di sicurezza; in più, riesce a gestire in modo tutto sommato buono gli effetti della tremenda crisi del '29, quella che schianterà ad esempio la Germania democratica di Weimar.

L'errore enorme nella visione di Mussolini: l'euro-centrismo, che lo porta all'alleanza con Hitler e a ignorare l'enorme potere economico e quindi militare americano.
Altrimenti, con tutta probabilità, sarebbe andata per noi come andò alla Spagna franchista.

Comunque, anche i "nostalgici" non dovrebbero peroccuparsi, l'eredità fascista e nazi-razzista è ancora vivissima in Italia, e non in frange sparute, bensì nella mentalità mainstream corrente: basti leggere la Repubblica e suoi sottili distinguo tra morti palestinesi e israeliani, le frasi tipo "PERSINO Bush ha capito finalmente che ...", o il terzomondismo d'achat che spinge il lettore a credere che il buco nell'ozono e gli uragani siano causati da quei cattivoni di Amerikani ...
Ottimo post
ciao, Abr

Bisquì ha detto...

Ok, avrei sottolineato meglio la situazione europea dopo il trattato di Versaille.

La storia Italiana post 1° guerra mondiale ne fù fu pesantemente condizionata, così come l'economia.

Ciao

www.mariniello.org ha detto...

Se per 10-15 anni l'Italia fu fascista e se dopo la guerra non si smantellò lo Stato fascista, vorrà dire che c'era qualcosa di buono. GM

Monsoreau ha detto...

Ragazzi, avete ragione.
Ho omesso varie questioni che avrebbero meritato almeno una citazione.
Ma già così mi sono ritrovato un post più lungo di quanto immaginassi.

Abr, ai vistors superficiali ci sono abituato e non me ne curo ;-)

Otimaster ha detto...

Io non posso commentare questo post, purtroppo...bravissimo come sempre.
ciao

Jedd ha detto...

Penso che sia giusto rivalutare alcune cose positive che in ventanni di storia sono state fatte (io direi successe più che fatte a parte gli enti). MA i crimini della storia di cui si è macchiato il fascismo credo siano tanti e tali per cui per quanto si possa contestualizzare non se ne possa che avere un esempio negativo per qualsiasi parte politica intenda imparare dalla storia.

Monsoreau ha detto...

Beh, le leggi che ho citato non sono "successe", sono proprio state "fatte".
E se è vero che il Fascismo ha avuto aspetti negativi, usare il termine "criminale" - appropriato per il comunismo e il nazionalsocialismo - è voler andare oltre la realtà.

Giulio D. ha detto...

Questo è un articolo che meriterebbe ampia diffusione. Non è il solito scritto nostalgico e non contiene le abituali contumelie che la sinistra usa quando parla del fascismo. E' obiettivo. Come ha notato un commentatore è giusto ricordare che il fascismo nacque come reazione alle violente manifestazioni dei socialisti che volevano fare la rivoluzione.

Stars&Stripesforever ha detto...

Il 25 aprile è una festa perchè non si lavora.
Se il 28 ottobre fosse dichiarato festivo vedrebbe ugualmente l'entusiasta partecipazione degli italiani.
Così come se si dichiarasse festivo il 18 novembre (data in cui non mi sovviene alcuna ricorrenza): Franza o Spagna purchè se magna.
Il fascismo ha lasciato una concreta eredità di leggi ed opere pubbliche.
Storicamente è stato un periodo felice per l'Italia, ad eccezione della scelta bellica.

il_Corsanico ha detto...

storicamente ineccepibile.
chiarisce che di Destra non è necessariamente fascista.

Monsoreau ha detto...

Proprio così, Corsanico.
Noi veniamo da un periodo dove tutto ciò che non è di sinistra è "Fascista".
Non è così e gli strumenti che ci sono offerti dallo sviluppo tecnologico (Occidentale;-) ci consentono di aiutare lo sgretolamento anche di quel muro di bugie eretto dalla sinistra.