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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

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07 giugno 2013

Sicuri che Erdogan abbia torto ?

Non credo neanche un po' che per un boschetto si possa manifestare con violenza e provocare morti e feriti.
Le vere motivazioni dei disordini in Turchia vengono svelate solo da alcune parziali descrizioni dei giornali che parlano di manifestanti composti da "studenti, femministe, omosessuali".
Dal 1968 quando si vuole distruggere una società civile entrano in campo gli untori della corruzione dei costumi che, brandendo la finta bandiera del "progresso" e trasformando anarchia e capricci in "diritti civili" creano disordini per distruggere quel che i nostri Padri hanno faticosamente costruito.
La Libertà di manifestare è sacrosanta ma ha un limite: non creare disturbi a chi non manifesta.
Quindi uno stato serio, che si rispetti, deve impedire che un pugno di facinorosi ostacoli la fruizione dei beni comuni alla maggioranza che chiede solo di vivere senza disturbi (e questo vale in Turchia come ovunque).
Erdogan difende la Tradizione e fa bene a farlo nel rispetto della volontà della maggioranza del suo Popolo che lo ha eletto, nonostante i tentativi posti in atto dai magistrati e militari locali di impedirne la candidatura con una legge ad hoc che ne sancì l'illeggibilità (mi ricorda qualcosa ...), così come Putin in Russia difende la sua Tradizione dalla corruzione che da un Occidente ormai in ginocchio rischia di espandersi in tutto il mondo.
In difetto non sono gli Erdogan e i Putin, ma i governi occidentali che, per difendersi, mettono sul banco degli accusati chi, invece, agisce come qualunque serio governante di uno stato serio dovrebbe agire.




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6 commenti:

Nessie ha detto...

Qui, altri punti di vista che suffragano la tesi che CERTE rivoluzioni siano tutte indotte, orchestrate e promosse altrove:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11930

Difendere Erdogan, Putin, ma volendo anche Assad (pur nelle reciproche diversità dei casi) significa semplicemente difendere il principio di autodeterminazione e di sovranità delle nazioni. Non esistono regimi ideali, ma quando le civiltà erano tali, esisteva il principio della "coesistenza pacifica", una norma che i tempi attuali hanno brutalmente cancellato.

Maurizio ha detto...

Sono d'accordo su quanto dite circa l'autodeterminazione e la sovranità delle nazioni e ho sempre diffidato di certe "primavere" imposte dall'esterno che hanno fatto precipitare i rispettivi paesi dalla padella di un certo autoritarismo nella brace dell'islamismo che si fa stato.
Sulla Turchia però dissento da Massimo, soprattutto perché non ricorda la figura di Kemal Ataturk, il fondatore della Turchia moderna, che negli anni 20 del secolo scorso portò la Turchia fuori dal medioevo dell'impero ottomano per farne una nazione laica, civile e moderna, per quanto sia possibile usare questi termini da quelle parti.
Ataturk stabilì che la religione (islamica) non avrebbe dovuto avere influenza diretta sullo stato, e così sono andate le cose fino a una decina di anni fa.
Istambul che ho visitato prima del 2000 era una città moderna, quasi europea, piena di vita e di attività. Non si vedeva una sola donna col velo islamico e andavi in visita alla chiesa di Santa Sofia, edificata dall'imperatore Costantino, poi trasformata in moschea dopo la conquista dei musulmani, ma poi sconsacrata da Ataturk e destinata a Museo, dove convivono le testimonianze due culture, quella cristiana e quella islamica.
Oggi invece, dopo l'avvento di Erdogan si sta riaffermando nel paese il principio della dominazione islamica, retrocedendolo nel tempo di almeno un secolo. E' la stessa involuzione che si è verificata in Iran con il ritorno di Komeini, solo che in Turchia il processo è più lento e graduale, ma il risultato, se le cose non cambiano sarà lo stesso.
La "primavera" turca mi sembra quindi molto diversa e più auspicabile negli obiettivi che si oppongono alla re-islamizzazione dello stato, di quelle precedenti degli altri paesi del medio oriente.

Massimo ha detto...

Maurizio, non credo che per essere "laici, civili e moderni" si debba imboccare la strada della dissoluzione con divorzio, aborto, omosessualità, fancazzismo, eutanasia, manipolazione genetica, droga libera, maleducazione ... perchè se così fosse, allora viva la Repubblica Islamica d'Italia ! Non credo proprio che i manifestanti turchi rispettino gli insegnamenti e gli intendimenti di Ataturk.

Maurizio ha detto...

Massimo, io ho cercato di fare una analisi (scusa la modestia), tu invece hai tagliato con l'accetta.
Io dicevo che la Turchia stava meglio fino a 10-15 anni fa dopo la laicizzazione dello Stato operata da Ataturk, ma non c'era certamente l'omosessualità, il fancazzismo, l'eutanasia e la droga libera.
Ora invece, con Erdogan e il suo partito islamista è in atto un processo inverso per riportare la nazione sotto il dominio della legge coranica.
Non posso mettere la mano sul fuoco per i manifestanti di Istanbul, ma se si oppongono al ritorno dell'Islam intollerante, io che sono stato contrario alle altre "primavere", guardo a queste manifestazioni con favore.
Poi è logico che ognuno può vedere le cose a modo suo, ma se per evitare gli eccessi di liberalizzazione della società moderna devo ritrovarmi coi "talebani all'uscio", per il principio del male minore, scelgo gli eccessi....

Massimo ha detto...

Sugli eccessi di liberalismo sarei d'accordo con te,ma quanto ho elencato non è liberalismo nè in difetto, nè in eccessso, è solo dissoluzione di una Civiltà, di una Società. Erdogan rappresenta una barriera contro tale dissoluzione in Turchia. E, per quanto mi riguarda, sosterrei chiunque avesse la volontà di contrastare tale dissoluzione.

Maurizio ha detto...

Come ho già detto sopra la tua è una rispettabilissima opinione, ma mi sembra che nel tuo ragionamento manchi una conoscenza di quello che era la Turchia tra gli anni settanta e la fine del secolo scorso. Io resto della mia idea che era meglio quella Turchia laica e moderna che quella islamizzata di Erdogan di oggi.
Cordialmente.