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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

24 marzo 2026

Vince l'Italia sottomessa figlia della paura e dell'assistenzialismo improduttivo

Anni fa, entrando nella sede di un sindacato, vidi una vignetta ingrandita in cui la didascalia diceva: abbiamo sempre la risposta pronta e, l'intero foglio, era occupato da dei "no".

Ecco, l'esito del referendum dice la stessa cosa, perchè dire no ad una riforma di buon senso significa rintanarsi con la testa sotto la sabbia e ... il fondoschiena a disposizione del prossimo, anche se non lo si vede.

Così, come per i due referendum sul nucleare dove l'allora banda del no, che è poi la stessa di oggi, adesso si lamenta per il costo di gas e luce, qualcuno, ben più di qualcuno ..., piangerà quando stritolato dalla "giustizia" italiana che adesso si fregia pure dell'avallo popolare.

Perchè la vittoria del no dice che i magistrati fanno bene a perseguitare le vittime delle rapine quando si difendono, fanno bene a lasciar sciamare per l'Italia, liberi di rubare e stuprare, i clandestini e a continuare a non pagare di persona per vicende come quelle di Tortora, Zuccheddu e Garlasco (e tante altre).

Le analisi sui voti (noiose) saranno fatte da chi poi dovrà prendere le contromisure per arrivare alle prossime elezioni politiche presentando i risultati del Governo Meloni, tra i quali metto sicuramente anche la riforma pur respinta dal referendum, perchè la riforma, i parlamentari che abbiamo eletto, l'hanno votata e approvata così come da programma.

Anche sulla campagna elettorale non mi sento di imputare nulla alla Meloni e al Centro Destra che, come sempre, si è dovuto confrontare in condizioni di inferiorità, avendo contro la magistratura, il 90% della stampa (e i giornalisti del Centro Destra hanno sempre la pessima abitudine di fare i primi della classe e dire "sì, ma bisognerebbe ..."), i preti, i sindacati, le coop, i circoletti dei mantenuti con i soldi nostri loro dirottati sotto forma di contributi per il cinema, lo spettacolo, la "cultura", redditi a vario titolo (la fantasia non manca nel settore dell'assistenzialismo improduttivo), gli islamisti d'Italia, gli ambienti estremisti di sinistra dei centri sociali e altre frattaglie varie.

Col senno di poi (ma vai a saperlo prima !) l'unica cosa che potrei dire è peccato che si sia puntato, cercando di portarla a casa, su una riforma minimale, che qualsiasi persona di buon senso avrebbe dovuto votare, ma, sapendo questo esito, si sarebbe potuto puntare su una autentica rivoluzione usando la ruspa per rifare integralmente il sistema, a cominciare dal reclutamento del personale.

Ma, appunto, è con il senno di poi.

Ho fiducia che la Meloni, lungi dal gettare la spugna, imprimerà a questi ultimi 12-18 mesi di legislatura (dicono si voti tra maggio e giugno 2027, ma questo parlamento fu eletto a fine settembre 2022, quindi si dovrebbe compiere i cinque anni, non ridurli per votare in primavera, allora perchè non allungarli fino alla primavera 2028 ?) una marcia intensiva per mettere in campo provvedimenti, che vorrei sempre sulla giustizia nel tentativo di limitare comunque le tracimazioni dei magistrati, sulla sicurezza e legittima difesa, sulle tasse, sul contrasto all'immigrazione, che legittimerebbero, ancor di più, la richiesta di ricevere il mandato per altri cinque anni.




2 commenti:

The FrancK ha detto...

Comunque il risultato non è chiaro e serve un'analisi seria perchè i conti non mi tornano.
Ci è costato ma in ogni caso abbiamo la conferma innegabile che la magistratura è rossa, come recita la canzoncina: ..."nessuno lo può negàr"

Nessie ha detto...

Come al solito, la parte più produttiva e civile d'Italia è rimasta da sola a votare SI. E questo, a ridosso dei giorni in cui è morto Bossi, il teorico della Secessione del Nord. Nei fatti, una sorta di Secessione culturale esisteva ed esiste già.