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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

15 marzo 2026

Popoli e Nazioni Occidentali sono diventati così smidollati da arrendersi senza combattere ?

Possibile che debba essere un uomo di ottanta anni a richiamare i Popoli e le Nazioni dell'Occidente alla loro antica grandezza, sollecitandone l'intervento per difendere, armi in pugno, i loro stessi interessi ?

Perchè le parole del Presidente Trump questo ci dicono: gli Stati Uniti sono auto sufficienti per petrolio e gas, mentre a casa nostra il blocco di Hormuz provoca penuria di materia prima energetica, aumento dei prezzi, inflazione, calo delle borse e quindi dei risparmi, anche a seguito di una campagna allarmistica che ha interesse nel mettere in difficoltà governi come quello della Meloni, ben oltre la realtà delle cose.

Abbiamo un solo modo per risolvere la questione e non è aumentare il debito pubblico con regalie, sconti, detrazioni, sterilizzazioni su un petrolio (e affini) che comunque scarseggia, ma ripristinare tutto il flusso di cui abbiamo bisogno.

Anche armi in pugno.

Abbiamo la forza militare e le conoscenze per poterlo fare, anche se non sarebbe indolore.

Se uniti, potremmo non solo sbloccare la via del petrolio, ma anche porre termine alla guerra in tempi più brevi e con la piena capitolazione del regime teocratico degli ayatollah.

Invece leggo di orge di riunioni, discussioni, parole senza decisioni e con chi più dovrebbe avere interesse alla soluzione del problema chiedere, invece, come un mendicante, che i costi siano distribuiti tra tutti i cittadini attraverso agevolazioni di vario tipo che comunque il problema, cioè la mancanza di materia prima, non lo risolvono.

Purtroppo non riconosco più i Popoli e le Nazioni Occidentali che avevo conosciuto nei libri di Storia.

E' evidente che prediche disfattiste e una profonda deriva dei costumi, hanno reso deboli e smidollati i Popoli Occidentali che non riescono a reagire neppure davanti agli schiaffi che ci vengono inflitti da chi, davanti alla nostra arrendevolezza, moltiplica le sue provocazioni.

Dopo l'attentato alle Torri Gemelle, una scrittrice, di sinistra, come Oriana Fallaci sollecitò l'Occidente a svegliarsi.

Sembrava che, nell'immediatezza dell'attacco, l'invito fosse stato accolto, poi siamo crollati nel più completo letargo e devo leggere, persino su giornali di Destra, editoriali critici contro il Presidente Trump e gli Stati Uniti, in un riflusso paranoico di antiamericanismo d'accatto.

I Popoli e le Nazioni dell'Occidente possono ancora replicare, nella realtà odierna, quel che è stato mirabilmente rappresentato al cinema da "55 giorni a Pechino", film degli anni Sessanta con David Niven e Charlton Heston, che racconta la resistenza delle ambasciate occidentali a Pechino durante la rivolta dei Boxers.

Andando a memoria, una delle scene finali del film, a vittoria ottenuta, vede David Niven, nella parte dell'ambasciatore inglese e Charlton Heston, ufficiale degli Stati Uniti, che, ascoltando le varie bande delle varie Nazioni suonare in modo cacofonico, contemporaneamente, i differenti Inni Nazionali, dicono: ecco che abbiamo ricominciato a suonare ognuno per conto suo.

Ma per 55 giorni abbiamo suonato la stessa musica, vincendo.

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