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No alla deriva

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Diciamo NO alla deriva

23 marzo 2026

Sorpresa: gli Italiani vogliono ancora votare !

Alla fine della prima giornata di votazioni referendarie, l'affluenza ha superato il 46% degli aventi diritto, smentendo tutte le previsioni, i sondaggi e le liturgie catastrofiste sull'astensionismo dilagante.

Si presume che, alle 15 di oggi, i votanti saranno circa il 60%.

A parte il risultato che nessuno può prevedere (ed è divertente leggere su X di utenti che dichiarano di aver visto exit poll segreti o di conoscere "l'ultimo sondaggio riservato" e ne spiattellano il presunto risultato credendo di impressionare il prossimo) c'è da rilevare che, quando il quesito è chiaro e quando coinvolge un interesse primario, allora noi Italiani rispondiamo.

E rispondiamo soprattutto se il quesito non è spezzettato in una pluralità di schede per abrogare o intervenire su singole righe o parole di una legge.

Quindi si pone il problema, di tutti, dopo questo referendum, di evitare che si possa tornare agli abusi di Pannella e dei radicali che hanno fatto schifare uno strumento che dovrebbe essere quello definitivo perchè prevede una decisione affidata al Popolo Sovrano.

I partiti, tutti, dovranno mettere mano alla legge sul referendum voluta da Andreotti nel 1972 per andare al referendum sul divorzio (1974) altra scelta chiara che vide ampia partecipazione.

Che sia aumentando significativamente (magari aggiungendo uno zero) le firme necessarie per richiederlo e imponendo, ad esempio, che l'abrogazione riguardi una intera legge e non solo parti di essa, o che sia inserendo in costituzione l'istituto del referendum non solo abrogativo e confermativo, ma anche propositivo, questo è tema da discutere neanche in parlamento, ma in sede di commissione parlamentare, dove con meno voci è più facile inquadrare il problema e dare una risposta, tecnica, convincente.


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