In questi giorni sto rileggendo la trilogia (in realtà sono molti più i romanzi ambientati all'epoca , ma qui mi riferisco ai tre fondamentali: I giorni del potere, I giorni della gloria e I favoriti della Fortuna) scritta nei primi anni Novanta da Colleen McCullough su Roma tra l'ascesa di Caio Mario e quella di Caio Giulio Cesare.
Sono romanzi con basi solidamente storiche e il mix è reso con una accattivante scrittura (probabilmente anche grazie alla traduzione e troppo spesso si sottovaluta la abilità dei traduttori).
All'interno della vicenda che riguarda Mario, Silla, Pompeo, Cicerone, Cesare, tutti nomi importanti della nostra Storia (perchè la nostra Storia ha le sue radici in quella Romana) ci sono anche le guerre e la diplomazia di Roma con le popolazioni ai suoi confini e la maggior parte dell'interesse è rivolto a quelle zone che, oggi, sono chiamate Medio Oriente e che sono al centro di tante controversie, dalla Numidia al Ponto (dal Nord Africa alla odierna Turchia).
Pensando quindi allo stallo oggettivo cui oggi assistiamo tra l'Occidente, purtroppo rappresentato solo dagli Stati Uniti e da Israele e gli odierni satrapi che sono gli ayatollah con i loro gruppi terroristi palestinesi, libanesi e yemeniti, mi è venuto da pensare cosa avrebbe fatto Roma.
Non credo che si sarebbe fatta bloccare dalle vuote chiacchiere degli ayatollah con infiniti scambi di bozze e memorandum, nè penso che sarebbero stati condizionati da ipotetici appelli pacifisti che, in realtà, sono solo appelli alla resa e alla sottomissione.
Piuttosto credo che avrebbero organizzato una spedizione, bene armata, ben fornita, al comando di un unico generale, con potere proconsolare ed un imperium tale da poter eseguire qualsiasi operazione sul campo senza dover rispondere a tribunali internazionali o inchieste successive e avrebbero risolto il problema.
Sono ormai tre mesi che, dopo i colpi inflitti inizialmente al nemico, l'Occidente, tramite gli Stati Uniti ed Israele, cincischia e non trova il coraggio di affondare il colpo.
Gli ultimatum si sono trasformati in penultimatum e terzultimatum.
Nel frattempo l'economa e la finanza mondiale sono sulle montagne russe ad ogni flatulenza che arrivi da Teheran, con grave danno per la nostra Sicurezza ed il nostro Benessere.
E' evidente che se non si estirperà alla radice il Male dall'Iran, anche se oggi si dovesse acquietare tutto con un accordo, quell'accordo non avrebbe lunga durata, come tutti gli accordi che, sostanzialmente, non cambiano gli equilibri.
Ed è altrettanto evidente che Trump non ha ancora molto tempo per risolvere quei problemi (Iran, Cuba, dopo aver assestato provvisoriamente il Venezuela) che ragionevolmente poteva, in questo suo ultimo mandato, sistemare per consegnare al suo successore un mondo migliore.
La Pax Romana ha avuto un prezzo e anche la Pax Trumpiana ne dovrà pagare uno.
Ma qualunque sia il prezzo, è importante scrivere la parola fine al regime degli ayatollah, per tornare a guardare al futuro.
Nessun commento:
Posta un commento