Sono molto seccato nel vedere e leggere dei salamelecchi che ventisette capi di stato e di governo europei, oltre ai parrucconi ben remunerati che occupano le stanze del potere a Bruxelles, hanno riservato ad un tizio, scaduto nella sua carica da oltre due anni e che ostinatamente si presenta indossando una simil mimetica, senza alcun rispetto per chi rappresenta e, soprattutto, per i suoi interlocutori ed i loro rappresentati.
Se poi questo tizio di nome Zelensky arriva e pretende che gli si diano, nel solo 2027, altri 70 miliardi, dopo gli oltre 200 di cui ha goduto fino ad oggi, allora la seccatura diventa repulsione.
Quando, con una ulteriore alzata di tono, Zelensky minaccia di rifilarci 20 milioni di profughi ucraini, la repulsione diventa ostilità e mi porta alla mente quel signore, grande e grosso che, una cinquantina di anni fa, per qualche giorno a Bologna avvicinava i passanti chiedendo un obolo, premettendo di essere appena uscito dal manicomio.
Ovvio che l'obolo, pro bono pacis, lo riceveva, da tutti.
Ma Zelensky può permettersi di fare il bullo con gli europei ?
Solo se glielo consentono.
E l'arrivo di 20 milioni di profughi è veramente una minaccia ?
Per parafrasare il Fenomeno (Draghi, per chi lo avesse già dimenticato) credo che esista una immigrazione buona ed una cattiva.
L'immigrazione buona è di chi arriva, si rimbocca le maniche, vuole lavorare, non fa comunella per mantenere i suoi usi e costumi, perchè è disponibile ad integrarsi e ad accettare, assimilando e facendosi assimilare, le nostre leggi e il nostro modello di civiltà.
Meglio ancora se questa immigrazione buona proviene da nazioni che, direttamente o per vicinanza geografica, abbiano una Storia, una Cultura, una Tradizione, una Religione a noi vicina.
Ex contrario l'immigrazione cattiva è quella che scarica in Italia e nelle altre nazioni europee ed occidentali intere famiglie, chiuse nelle loro tradizioni che vogliono ostinatamente mantenere, seguendo le loro leggi, le loro usanze, le loro religioni, persino le loro festività e la loro cucina che vorrebbero imporci, costringendoci, anche per colpa di quinte colonne che allignano nella nostre file, a rinunciare alla nostra (veggasi il caso di Piacenza e Pordenone dove nelle mense scolastiche vengono ritirati i salumi per sostituirli con cibo etnico a noi estraneo).
E allora, se arrivasse una ondata di immigrazione buona, quando anche fosse vero che "abbiamo bisogno di immigrati", sarebbe un motivo, visto che non c'è spazio per tutti, per bloccare del tutto ogni invasione con immigrazione cattiva e, anzi, sarebbe più facile effettuare un controllo di quanti già sono arrivati ed espellere chi non si è integrato, chi non vuole essere assimilato, chi è ostile alla nostra Civiltà, quindi alla nostra Tradizione, alla nostra Nazione.
Comunque la si giri, soprattutto adesso che sembra che il Presidente Trump finalmente abbia varcato il Rubicone, aprendo a trattative con la Russia e revocando alcune sanzioni, la scelta è tutta politica.
Possiamo scrivere la parola fine al dissanguamento economico, diretto con i soldi e il valore delle armi che spediamo in Ucraina, ma anche indiretto con le sanzioni boomerang contro la Russia a cominciare dai prodotti petroliferi grezzi e raffinati, oppure possiamo prepararci ad anni non di guerra (a meno che non la si scateni proprio noi con il pretesto, magari, di uno stormo di uccelli scambiato per uno stormo di droni russi lanciati su una nazione Nato) ma sicuramente di progressiva miseria, prezzi alti, scarsità di prodotti energetici e a cascata di ogni altro genere.
Perchè quella è la differenza tra il cedere alle pretese di Zelensky, oppure riservargli un trattamento in linea con quello che gli riserva il Presidente Trump.
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