Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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12 settembre 2026

Il solito errore per la solita ambizione

Purtroppo anche la Meloni conferma la maledizione che incombe sui leaders del Centro Destra che, quando pensano di trasformarsi in presidenti di tutti e non di una parte, favoriscono solo i nemici di sempre, esattamente come fanno gli arbitri quando devono dirigere una partita nella quale gioca la loro squadra del cuore: per mostrarsi imparziali, la danneggiano.

Passi l'Ucraina, sulla quale la Meloni aveva detto da subito come la pensava (al contrario, cioè, di come la penso io) ma ci può stare, perchè anche Putin è, alla fine, uno slavo e gli slavi non sono mai stati amici degli Italiani.

Ultimamente, però, ha assunto delle posizioni che sembrano uscite dalle penne dei commentatori cattocomunisti, cioè quei consiglieri fraudolenti che già portarono alla rovina Fini.

La chiusura verso Vannacci è forse il più eclatante ed esiziale degli autogoal della Meloni e di tutto il Centro Destra.

La nomina di Giuli a ministro con altri soldi sperperati per i cinematografari, invece di azzerare ogni contributo lasciando che sia il Mercato a decidere quale film e quale regista, attore, produttore meriti e quali no.

L'ambigua trattativa sull'Ilva che temo divenga la nuova Alitalia, invece di lasciarla alle cure di sindacalisti, magistrati e ambientalisti, responsabili della rovina di una delle acciaierie più importanti d'Europa.

A proposito dell'Ilva e del cinema: perchè, quando si tratta di "risiko bancario" (vedi OPA Intesa su Monte Paschi) il Governo si chiama (giustamente) fuori dicendo "decida il Mercato", ma per Ilva e cinema si sperperano denari pubblici ?

La rottura con Trump per non aver voluto partecipare, neppure mettendo semplicemente a disposizione le basi in Italia, anche senza mandare un solo proiettile in zona, alla azione contro gli ayatollah, ritrovandosi così con il petrolio e il gas alle stelle, gli Houthy che controllano un altro stretto importante e l'Arabia Saudita costretta a chiudere l'oleodotto alternativo allo Stretto di Hormuz.

Infine i funerali di stato accordati ad Emma Bonino.

Ma perchè ?

De mortuis nihil nisi bonum e infatti non parlo della Bonino perchè della sua attività politica dovrei esprimermi solo in termini negativi, non mi viene in mente una sola cosa positiva da scrivere qui, quindi taccio.

Ma perchè i funerali di stato ?

Capisco per un ex presidente della repubblica o del consiglio, ma perchè per la Bonino sì e per Raffaele Costa no ?

Senza considerare che non dimentico le ironie, le cattiverie, l'odio profuso contro Berlusconi quando morì, al punto da impugnare l'intestazione a suo nome di un aeroporto e con una raccolte di firme online contro il lutto nazionale.

E prima ancora odio e cattiverie verso Andreotti e la continua ostilità verso l'intitolazione di piazze o strade a Giorgio Almirante.

Perchè noi dobbiamo concedere quel che gli altri a noi non concederebbero mai ?

Così facendo la Meloni è sul crinale dello stesso tracollo che colpì Salvini dopo essere entrato nel governo Draghi con i cattocomunisti e quindi aver votato la rielezione di Mattarella.

Salvini aveva il 34% e la Meloni il 6%, adesso tutti vediamo come si sono invertite le posizioni.

E dietro la Meloni, Vannacci è pronto ad approfittare di ogni errore, sperando che non si faccia anche lui irretire dai consiglieri fraudolenti, in cambio di qualche articolo elogiativo.

Perchè l'unica Destra, l'unico leader di Destra gradito alla sinistra è una Destra, un leader di Destra, che perde i voti, dopo aver perso l'orientamento sulla strada maestra dei principi che ci dividono, irreversibilmente e irrimediabilmente, dai cattocomunisti.

10 settembre 2026

La Destra frazionata: risorsa o handicap ?

La vittoria dell'Afd nella regione della Sassonia-Anhalt, i sondaggi che danno in testa Marine Le Pen per le presidenziali francesi, il partito di Nigel Farage primo partito nelle intenzioni di voto inglesi, hanno un dato in comune: sono situazioni in cui non ci sono (quasi) concorrenti sul versante destro del panorama politico locale.

L'Afd in Germania, l'RN in Francia, Il Reform UK in Gran Bretagna, hanno costruito, anno dopo anno, elezione dopo elezione, la loro attuale posizione, senza cedere a compromessi, anche grazie a quella specie di infame arco costituzionale internazionale, che ha portato i partiti una volta di Centro e che assorbivano i voti degli elettori di destra, a preferire il suicidio alleandosi con le sinistre, anzichè con la destra.

In Italia la situazione è diversa.

Il genio di Silvio Berlusconi nel 1994 comprese che, perseverando nell'ammucchiata antifascista dell'arco costituzionale, si sarebbe consegnata l'Italia non ad un partito socialdemocratico ma ad un partito comunista.

Così lo "sdoganamento" dell'MSI portò alla creazione del Centro Destra che conosciamo ancora oggi.

E se fosse stato per Berlusconi, probabilmente, anche quelle frange, uscite dopo Fiuggi dalla neonata Alleanza Nazionale, sarebbero rimaste nell'ambito della Coalizione, come peraltro accadde nel 2006, dove Forza Nuova e la Fiamma Tricolore, si presentarono all'interno della Coalizione assieme ad un partito effimero costituito da Alessandra Mussolini, ottenendo il diritto di tribuna.

Purtroppo Fini si oppose a questo disegno e il risultato è la frammentazione della Destra Radicale in movimenti da zero virgola e, facendo un salto di venti anni, un partito, Futuro Nazionale, che sembrerebbe, dai sondaggi che vanno sempre presi con la molla, più gradito della Lega e di Forza Italia.

Ma se i movimenti della Destra Radicale, pur causando qualche perdita al Centro Destra, perchè i voti ottenuti non sono sufficienti a vincere seggi in proprio, ma sufficienti a sottrarre, per il calcolo dei resti, seggi al Centro Destra, tutto sommato portano un danno minimo, Futuro Nazionale, accreditato quasi di un 8%, non solo impedisce al Centro Destra di vincere seggi, ma lo porta anche ad essere soccombente davanti all'ammucchiata cattocomunista.

Lo vedono tutti e sicuramente è una considerazione che è in piena evidenza per la Meloni, Salvini e persino Tajani.

Ma è una considerazione che farà anche Vannacci, ben sapendo che entrando nella Coalizione rinuncerebbe a quella spinta propulsiva che può dare solo il non scendere a compromesso, ma d'altra parte rifiutare di accordarsi con la Meloni e Salvini per un pugno di voti in più, lo renderebbe responsabili dei danni che provocherebbe un governo cattocomunista.

Diverso sarebbe il discorso se il sistema elettorale fosse un proporzionale puro, magari con sbarramento, che consentirebbe ai partiti di rappresentare la loro fetta di elettorato, con un minimo di incremento proporzionale ai loro voti sui seggi che chi non raggiunge il quorum lascia sul campo e quindi di rinviare in un secondo momento la formazione delle coalizioni di governo.

Ma, giustamente, si privilegia la governabilità che vuole stabilizzare l'azione di governo con un premio alla coalizione che ottenga più voti.

In tale quadro può essere una risorsa avere in coalizione più partiti che si rivolgono, in parte, al medesimo elettorato che così può scegliere quello che rappresenta, di volta in volta, al meglio le personali esigenze.

Ma è sicuramente un handicap se, per ambizione personale, ripicca, superbia o sopravvalutazione della propria forza, si esclude di trovare un accordo con i propri simili.

Perchè la Meloni dovrebbe spiegare in cosa, una alleanza con Vannacci, snaturerebbe il Centro Destra, tanto da farle preferire di far vincere i cattocomunisti, piuttosto che includere Futuro Nazionale nella Coalizione.

Se non trovano l'accordo, allora sarà un "liberi tutti" e chi è responsabile della rottura e della consegna dell'Italia ai cattocomunisti dovrà pagarne le conseguenze elettorali.

08 settembre 2026

Meloni, Salvini, Tajani e Vannacci ascoltino il loro Popolo

La lettura di X dopo il consolidamento dei risultati elettorali in Sassonia-Anhalt non è solo un antidoto alle fesserie che ascoltiamo e leggiamo da parte dei "professionisti dell'informazione", che cercano di ammannirci la rava e la fava per giustificare la bastonata subita dai loro prediletti partiti dell'arco costituzionale tedesco, anche se il loro compito, non importandoci nulla delle loro opinioni sempre fuori bersaglio, dovrebbe essere quello di esporre fatti e notizie, perchè le conclusioni sappiamo trarle da soli.

La lettura di X, dei commenti dei tanti sostenitori del Centro Destra, che siano più orientati verso Fratelli d'Italia, la Lega, Futuro Nazionale o persino Forza Italia, ci dice che la base elettorale dei Centro Destra ha compattamente esultato alla notizia del risultato.

Probabilmente, come si diceva per la DC, lo stesso elettorato di Forza Italia è più a destra dei dirigenti del partito che, come i capi democristiani dovevano rispondere al Vaticano, così devono rispondere ai figli di Berlusconi.

Per la dc la prova si ebbe quando, nello sfascio del dopo "tangentopoli", il neobattezzato partito popolare di Martinazzoli, ottenne meno di un terzo dei voti precedentemente andati alla dc.

Gli elettori avevano capito che c'era un "liberi tutti" e allora scelsero chi Forza Italia di Silvio Berlusconi, chi l'Msi non ancora AN di Fini che passò, in soli due anni, dai due milioni di voti e poco più del 5% del 1992 a oltre cinque milioni di voti e oltre il 13% del 1994.

Erano elettori che, nel cuore, avevano sempre avuto la destra, ma che erano condizionati dal "voto utile", dal "votare turandosi il naso" (anch'io lo feci nel 1976 e, con il senno di poi, non me ne vergogno affatto perchè bisogna andare a quei tempi, all'avanzata del pci nelle amministrative del 1975 seguita alla sconfitta al referendum del 1974, per capire il contesto) e, cambiato il quadro di riferimento, si sono sentiti liberi di esprimersi in base alle loro idee.

Credo che l'elettore di Forza Italia sia uguale a quello della dc.

Un cuore a destra (del resto le opportunità per votare un partito nominalmente centrista e moderato, ma nella realtà portatore d'acqua per i cattocomunisti e i grillini non mancano di certo visto che in quell'area ci sono più sigle, leaders e candidati a palazzo Chigi che voti) che si canalizza verso Forza Italia anche per affetto nei confronti della memoria di Silvio Berlusconi.

E una classe dirigente che ha paura che i figli di Berlusconi li abbandonino.

Mi auguro quindi che chi legge X per conto della Meloni, di Salvini, di Tajani, di Vannacci, riporti correttamente il sentimento del Popolo di Centro Destra, per evitare atti inconsulti, di mera superbia, che spaccherebbero il Centro Destra (come è accaduto nelle ultime elezioni del sindaco di Verona dove le divisioni a destra hanno portato alla elezione di uno di sinistra in una città che di sinistra non è di certo) per lasciare ai cattocomunisti palazzo Chigi e il Quirinale.


02 settembre 2026

Sì o no a Vannacci: il risultato cambia significativamente

Appare sempre più chiaro che la crescita, l'affermazione di Futuro Nazionale, anche se non sarà corrispondente a quello che dicono i sondaggi, incide profondamente nello schieramento del Centro Destra.

Se il partito di Vannacci entrerà, a pieno titolo e paritariamente, nella Coalizione di Centro Destra, qualunque sia il sistema elettorale, torneremo a vincere e governeremo per cinque anni, con la Meloni a proseguire la esperienza di successo e di successi a Palazzo Chigi ed a dominare la scena politica europea.

In più eleggeremo finalmente un presidente della repubblica di Centro Destra, come non accade dal 1971 quando fu eletto, con i voti determinanti dell'Msi, Giovanni Leone, in totale contrapposizione ai socialcomunisti che proposero Nenni in una riedizione, ancora una volta sconfitta, del fronte popolare.

Se, invece, l'ambizione, la volontà di rivalsa, le antipatie, porteranno Vannacci (per scelta sua o dei partiti di Centro Destra avrà valore solo per il voto dell'Elettore) a correre da solo, allora l'ammucchiata cattocomunista vincerà o, se dovesse andare bene, si creerà una situazione di stallo.

Avremo una Schlein (che potrà anche chiamarsi Conte, Letta, Salis o Pinco Pallino) a capo del governo e Draghi, o addirittura peggio, un Letta, un Bersani, presidente della repubblica dopo Mattarella.

Invece di tirare per la giacchetta la Meloni o Vannacci, sposando le tesi pro e contro, i giornalisti dei pochi quotidiani di Centro Destra dovrebbero preparare gli Elettori alle due ipotesi:

- Coalizione CON Vannacci, conseguenze positive per l'Italia;

- Coalizione SENZA Vannacci, ritorno all'Inferno.

E ognuno di noi saprà per chi votare a seconda che si verifichi una delle due ipotesi, con la subordinata di verificare per colpa di chi, nella seconda ipotesi, si sia andati divisi ad una sconfitta certa.

Tutto il resto è noia.

26 agosto 2026

La gatta frettolosa fa i gattini ciechi

Matteo Salvini mi è sempre apparso come un uomo del Popolo.

A differenza di tanti che hanno paura a mostrare le loro passioni perchè, come mi disse un giorno un sindacalista che tifava la mia stessa squadra di pallacanestro ma non voleva renderlo pubblico, potrebbero alienare delle simpatie e dei voti (ma solo un imbecille sceglie di votare in base all'appartenenza di un candidato ad una tifoseria o ad un'altra), Salvini ha sempre manifestato la sua appartenenza al Milan.

E questo ha fatto, su ogni altro aspetto, incluse le vacanze chiassose al mare e le donne (peraltro sempre belle) con le quali si è accompagnato e si accompagna.

Non dubito quindi che anche quando ha sbagliato (entrando nel governo Draghi con i cattocomunisti e votando per la rielezione di Mattarella) perdendo milioni di voti a favore della Meloni, lo abbia fatto con l'onestà intellettuale di chi ha creduto di fare bene e del bene.

Ugualmente lo credo sinceramente e onestamente convinto di fare bene e del bene quando parla di tassare banche e società energetiche e di procedere con uno scostamento di bilancio di ben 20 miliardi.

Però torna a sbagliare, alienandosi la parte liberale del Centro Destra che, al contrario, vede nel debito, nella spesa pubblica e nelle tasse, il Male Assoluto della nostra Nazione (e di tutto l'Occidente).

Ed io sono d'accordo con i liberali.

Come non serve calmierare i prezzi (della benzina e del gasolio, se il Mercato dice altro), lezione nota sin dai tempi dell'Imperatore Diocleziano, la Politica dovrebbe cambiare strada, evitando le vecchie scelte di aumentare il debito e di aumentare le tasse per continuare ad elargire assistenzialismo improduttivo e per inseguire un contenimento dei prezzi che, quando va bene, è solo momentaneo salvo pagare il doppio o il triplo quando non è più sostenibile contrastare il Mercato.

Capisco che, incalzato sul fronte ideale e dei principi da Vannacci, contendendo lo stesso elettorato della Meloni che piace sempre di più per la sua padronanza del ruolo e dei temi e a rischio siluramento da parte dell'ala dei governatori leghisti che vedono assottigliarsi l'elettorato, Salvini sia preso da una frenesia di fare.

Ma, a voler fare a tutti i costi e fare presto, si rischia di non valutare le conseguenze del fare.

Spesso, invece di fare subito, è meglio ponderare la situazione ed agire non sull'onda delle polemiche e della necessità di avere spazio sui giornali per far vedere che si è in sella e in controllo della situazione, ma riflettere, parlarne con gli alleati e quindi decidere con la prudenza e la diligenza del buon padre di famiglia.

E' così che mi appare Giorgia Meloni ed è così che consiglierei a Matteo Salvini di agire, anche se mi rendo conto che ognuno ha il suo specifico carattere e che a volerlo comprimere, forse, si avrebbero più danni che benefici.

08 agosto 2026

La Meloni sarà per Sanchez quel che la Thatcher fu per Galtieri

Come tutti quelli che hanno incarichi superiori alle loro capacità, anche Sanchez, in forte difficoltà, crisi di consenso e circondato dalle inchieste e dalle condanne ai membri del suo partito e della sua famiglia, cerca di indicare al Popolo spagnolo un nemico esterno per stornare l'attenzione dai suoi ... errori (chiamiamoli pure, benevolmente, così).

Non è il primo nella Storia e non sarà l'ultimo.

Non ha mai portato bene.

Emblematiche le vicende di Papadopulos, il colonnello greco che ha capeggiato la giunta militare dal 1967 al 1974, caduto miseramente quando ha cercato di stornare l'attenzione dei greci su Cipro, invadendolo, ma dovendo poi soccombere all'arrivo delle truppe turche nel 1974 che, da allora, controllano direttamente un terzo dell'isola, mentre Papadopulos e gli altri colonnelli furono imprigionati e processati.

Ancora più evidente l'analoga sorte, per aver cercato di imboccare la stessa scappatoia, del Generale Galtieri, argentino, capo di una giunta militare, che per distrarre il popolo dalla miseria e dalle violenze quotidiane, non trovò di meglio che mandare allo sbaraglio le sue truppe per occupare le Isole Falklands, attirandosi la reazione del Regno Unito con la Thatcher che si riprese manu militari le isole provocando anche la caduta della giunta militare e il ripristino della democrazia in Argentina.

Sanchez ha gravi problemi di consenso e di credibilità per la corruzione che emerge quasi quotidianamente.

La Meloni sarà per Sanchez quel che la Thatcher fu per Galtieri.

Giusto un accenno per ricordare, come peraltro già fatto, il passato con la Spagna che si contendeva l'Italia con la Francia, depredandola, grazie al tradimento dei signorotti locali che, pur di non inchinarsi ad un unico re in una Italia unita, tenevano bordone al papa per mantenere divisa, calpesta e derisa la nostra Patria, chiamando e avallando la presenza di truppe straniere, spagnole, francesi e austriache.

Un comportamento che ritroviamo nei cattocomunisti, dalla Schlein a Conte e compagni tutti, schierati dalla parte dello straniero Sanchez unicamente per scelta ideologica, dimenticando che il Benessere e la Sicurezza dell'Italia non conosce divisioni ideologiche: o tutti sicuri, o tutti in pericolo; o tutti stanno bene o tutti soffrono.

Come possiamo ancora parlare di europa unita quando dovremmo avere i Sanchez ed i Macron come alleati, se non addirittura, secondo i fenomeni più esterofili, "concittadini europei" ?

Se devo affiancarmi ai Sanchez ed ai Macron, preferisco avere qualcosa in meno (non so cosa, perchè in Italia abbiamo tutto e meglio che in Francia e in Spagna) ma non dovermi guardare le spalle in ogni momento.

Meglio soli che male accompagnati, come recita un proverbio popolare che, come tutti i proverbi popolari, rappresenta la saggezza millenaria di un Popolo come quello Italiano che non è secondo a nessuno.


07 agosto 2026

Doppia lezione della Meloni ai cattocomunisti

Ieri abbiamo avuto una nuova prova del perchè Giorgia Meloni surclassi la pletora di aspiranti leaders del cattocomunismo.

Dopo una strenua difesa, messo alle strette anche dalle dimissioni di Bignami (di cui sentiremo parlare sempre più spesso, per le sue qualità che ne fanno il vice in pectore della Meloni) dalla Commissione Covid al fine di dimostrare che ci si può dimettere per farsi ascoltare, Giuseppe Conte è stato costretto a presentarsi per difendere il suo operato negli anni del Covid.

Il suo è stato il solito bla ... bla ... bla ... inconcludente, utile solo a fornire un appiglio ai megafoni della carta stampata e del video per far loro dire, ottemperando alla marchetta d'obbligo, che Conte ha "risposto", di cui non vale neppure la pena dar conto, se non di poche affermazioni anche a latere della audizione.

1) una lettera anonima su 100 milioni pagati il 14 aprile 2022: governo Draghi;

2) i dpcm meglio dei decreti legge perchè non devono essere sottoposti al parlamento o al presidente della repubblica: praticamente un avallo alla Meloni ad utilizzarli per snellire le attività di governo.

Soprattutto, però, è da sottolineare il vittimismo di Conte, che ha parlato di un plotone di esecuzione e della Meloni come regista dell'operazione.

La risposta della Meloni è stata mirabile: la verità sugli anni del covid non è un attacco politico, ma un diritto degli Italiani.

Conte annichilito.

Il secondo episodio è relativo alla morte di un cantante di sinistra.

Quando già a sinistra si intonava bella ciao, che quel cantante aveva di recente ripreso, per sfruttare in chiave anti governativa il decesso, la Meloni ha rilasciato una bellissima dichiarazione:

Guccini ha interpretato le inquietudini e gli ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni. Conosco a memoria molto dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici. ‘Cirano’ e ‘Cristoforo Colombo’ sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale. Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l’ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto -al di là delle differenze- sarà sempre la mia bussola”.

Una lezione di stile, di profonda sensibilità e che, ancora una volta, distingue la Destra dalla sinistra, becera accozzaglia, chiassosa e unita solo dall'odio antifascista.

Loro vivono incattiviti, sempre arrabbiati (ma avete mai visto sorridere, che so, Bonelli o Magi o compagni vari ?), noi alla ricerca del bello che liberamente apprezziamo o meno, in base esclusivamente ai nostri gusti personali e non ad un comandamento ideologico, anche nelle opere di chi non ci apprezza.



16 luglio 2026

I fatti stravolti dalle opinioni

Se qualcuno si domandasse perchè non ci sono più i giornali "organi di partito", come erano Il Secolo d'Italia, Il Popolo,  l'Unità, l'Avanti, deve solo leggere i titoli dei quotidiani "indipendenti" di oggi.

Un coacervo di invettive, istigazioni alla rabbia irragionevole contro questo e quello, palesi manipolazioni dei dati economici e politici, assenza di argomentazioni serie, tutto tranne il porgere una notizia.

Ed essendosi quindi trasformati tutti in organi di partito, o, meglio, di una fazione, ecco che gli organi di partito classici o si riciclano online come Il Secolo d'Italia o chiudono per la terza o quarta volta come l'Unità.

Ogni mattina ascolto, dopo il Gr1 delle sei, una ben fatta e ben condotta rassegna stampa, curata e condotta alternativamente dal tranquillo ed elegante Massimo Giraldi e da una brava ma, forse, troppo ansiogena Enrica Belli.

Ovviamente avrei un paio di appunti: che c'entrano ben tre canzonette in 40 minuti ?

Non sarebbe meglio lasciare spazio alla lettura dei titoli del maggior numero dei quotidiani ?

E perchè fare la marchetta al collega di questa o quella testata, invitandolo ad esprimere le sue opinioni che non fanno notizia e di cui, francamente, posso farne a meno non essendo loro interessato perchè so benissimo che cercano solo di convincere di una tesi e quindi continuare, con altri mezzi, la propaganda del loro giornale ? 

Non sarebbe più un servizio pubblico lasciare quello spazio ai messaggi degli ascoltatori ?

Ma la rassegna è utilissima per conoscere come la pensano "gli altri".

E più ascolto i titoli del Fatto Quotidiano, di Repubblica, della Stampa, del Domani, del Corriere, più mi convinco che non spenderei mai neanche una lira per comprare quella carta e vorrei che un governo liberale cessasse ogni contributo all'editoria, così che resterebbero in funzione solo i quotidiani che vendono perchè attraggono lettori, come è in un Libero Mercato.

Io non so cosa farà la Meloni, so (e lo scrivo) cosa farei io al suo posto e, probabilmente quello che scrivo non lo farei nel momento in cui fossi realmente investito di quel potere, perchè una cosa è discettare picchiando su una tastiera seduti in poltrona e senza alcuna responsabilità, altra è fare, agire, realizzare con tutti gli ostacoli che ci sono e le spinte e le pressioni contrarie e centrifughe che si devono subire.

Quindi, scelto un indirizzo, fatta una scelta di campo, anche se non tutto piace, se si vede che la direzione che si sta cercando di prendere è quella che sarebbe anche la nostra, non posso che apprezzare Giorgia Meloni anche e soprattutto dopo una sconfitta.

Ricordando anche che spesso è una sconfitta che pone le basi per la successiva vittoria e se dalla sconfitta sulle preferenze, il risultato è un avvicinamento tra Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale, penso che allora anche quella sconfitta abbia prodotto un buon risultato.

15 luglio 2026

"Governare gli Italiani non è impossibile, è inutile"

Per la seconda volta in un anno devo richiamare la frase attribuita al Duce (ma anche ad altri) che riassume il significato del referendum di marzo e del voto alla camera di ieri sulle preferenze.

Se, però, al referendum, la frase era perfettamente appropriata, perchè a salvare i magistrati, lasciando loro ogni privilegio senza responsabilità per i loro errori, sono stati proprio gli Italiani con il loro voto, la bocciatura, per un solo voto con una trentina di traditori coperti dallo squallido scrutinio segreto, è uno schiaffo della casta a tutti gli Italiani ai quali continuerà ad essere sottratto il diritto di scegliere le persone che li dovranno rappresentare in parlamento.

I parlamentari privi di meriti e tali solo per investitura divina (del loro segretario che li aveva collocati in una posizione in cui potevano essere eletti, anche se catapultati in una circoscrizione o un collegio totalmente estraneo alle loro radici, dove non prenderebbero un voto neanche a pregare in cinese) hanno voltato le spalle all'emendamento di maggioranza, unicamente con la speranza di salvare il loro seggio.

Le opposizioni cattocomuniste hanno votato contro unicamente per alimentare nuova propaganda, anche se in tal modo danneggiano la Nazione.

Perchè il ruolo delle opposizioni non è quello di sgambettare sempre e comunque la maggioranza, ma di agire nell'interesse superiore della Nazione, invece la Schlein, Conte e compagni hanno preferito il loro piccolo interesse di partito, moralmente deprecabile come quello dei franchi tiratori, dimostrando di non essere all'altezza di unruolo di governo.

Del resto alcuni di loro al governo ci sono già stati, li hanno anche presieduti ed hanno lasciato alla Meloni solo delle macerie.

Senza le preferenze le liste saranno stilate nell'ordine e con i nominativi scelti da chi detiene il potere dei partiti, cancellando o quasi le minoranze interne (ad esempio i cosiddetti riformisti del pd che, infatti, hanno già cominciato a cercare casa altrove).

L'impianto della nuova legge elettorale, però, non cambia e se si avranno parlamentari scelti dal Capo e non da noi, almeno si avrà una legge che garantirà la stabilità di governo.

E in tale ottica bene farebbe la Meloni a non dimettersi, non tanto perchè si tornerebbe al voto con la vecchia legge, ma esclusivamente perchè non c'è da fidarsi di Mattarella che potrebbe decidere di non sciogliere le camere (come fece nel 2019 fregando Salvini e come fecero i suoi predecessori a cominciare da Scalfaro nel 1994 quando ad essere fregato fu Berlusconi) e far terminare la legislatura con un governicchio abborracciato, costruito su uno dei tanti sopravvalutati parrucconi, chiamati "tecnici".

La Meloni non ha certo bisogno di consigli (ne riceve anche troppi), ma se io fossi in lei porterei a casa la riforma elettorale e poi farei una legge di bilancio che, spostando e quindi recuperando risorse dagli sprechi che si chiamano rai, aiuti all'editoria, finanziamento dei film, immigrati, prenda un provvedimento che faccia storia, come fu l'abolizione dell'ici sulla prima casa o delle tasse di successione da parte di Berlusconi, ad esempio abolendo il bollo auto, oppure azzerando le accise sulla benzina o ancora abolendo il canone per la televisione.

Poi un altro anno di governo, facendo terminare la legislatura alla sua scadenza naturale: 12 ottobre 2027, cioè cinque anni dalla prima riunione (13 ottobre 2022) del parlamento eletto il 25 settembre 2022, come prescrive la costituzione del 1948 che non potrà certo essere contestata dai bella ciao che la venerano come un idolo d'oro, considerandola "la più bella del mondo".

14 luglio 2026

Bulimia da social

Ha fatto benissimo Giorgia Meloni a non partecipare all'ennesima, parolaia riunione dei "volonterosi" con Zelensky (al quale, la prossima volta, consiglierei di portare in regalo un rasoio ed un completo di sartoria italiana con cravatta Marinella, forse apparirebbe meno arrogante e più rispettoso della dignità sua, della sua istituzione e di chi incontra !) utile solo a far salire il numero dei collegamenti ad un post e neppure ad andare a vedere la finale di Wimbledon.

Siamo in un periodo di bulimia da presenzialismo, fotografie chiamate selfie, dichiarazioni, condoglianze, auguri, felicitazioni, anatemi, tutto pubblicato, esposto ai commenti a volte salaci, altre volte volgari, di una massa che male utilizza gli splendidi strumenti che ci procura il progresso.

Tutto condito da una sciatteria generalizzata che, come dicevano i greci antichi dell'aspetto esteriore di una persona, rappresenta la sciatteria interiore, la bruttezza spirituale, se vogliamo, di quelle persone.

Su X ho letto delle critiche alla Meloni perchè non è andata a sostenere Sinner.

Ha fatto bene, sarebbe stata solo una passarella ruffiana e quelli che oggi la criticano per non esserci andata, l'avrebbero criticata per esserci andata, magari con la figlia, per aver speso nel viaggio, nel volo di stato, nella scorta, capeggiati dal Bonelli o dalla Schlein di turno che le avrebbero chiesto di riferire urgentemente in parlamento sul tie break del secondo set.

Io non ricordo, durante la prima repubblica, simili derive nei costumi dei nostri politici, anzi, leggendo le critiche alla Meloni su temi che non sono neanche marginali, ma del tutto estranei, mi è venuta in mente una antica fotografia in bianco e nero di Aldo Moro in spiaggia, in giacca e cravatta.

L'ho cercata e ho visto che ce ne sono molte, ho scelto quella che era rimasta nella mia memoria.

Altri tempi, altre tempre, altri costumi, altro stile.

Bene che la Meloni, per quanto molto presente sui social, ogni tanto si ricordi di essere buon esempio per tutti noi.

12 luglio 2026

E adesso continueranno a fare le principesse sul pisello ?

Un quotidiano iraniano asservito al regime degli ayatollah, con scarsa fantasia e copiando, in peggio, iniziative del passato (ricordo il geniale mazzo di carte con le immagini dei criminali iracheni del regime di Saddam Hussein) ha pubblicato, con la tuta arancione dei terroristi detenuti nelle carceri di Guantanamo, le fotografie dei principali leader occidentali, additandoli come colpevoli di quella che loro definiscono l'assassinio del vecchio Khamenei il cui figlio, come nella dittatura nord coreana, ha preso il ruolo di comando.

Ci sono tutti, Merz, Macron, Starmer, oltre, ovviamente a Trump ed a Netanyahu e c'è anche la Meloni.

Una presenza che le rende più merito ed onore della partecipazione a qualsivoglia riunione parolaia dei "volonterosi", ma che, purtroppo, non corrisponde alla realtà.

La singolarità vuole che i rapporti personali con Trump si siano incrinati perchè Trump accusa la Meloni (e non solo lei) di non aver aiutato, con la concessione delle basi e la partecipazione attiva alla missione in Iran, gli Stati Uniti e l'Iran accusa la Meloni (e non solo lei) di essere complice di Trump nell'attacco.

Delle due, solo una è la verità e, purtroppo, ancora una volta, Trump dice la verità e gli ayatollah mentono.

A questo punto, dopo tutti i sofismi che hanno portato l'Italia (e non solo) a chiamarsi fuori dalla missione contro il regime degli ayatollah, davanti ad una esplicita minaccia contro il nostro Presidente del Consiglio (e non solo), davanti al ricatto economico che viene costantemente portato con la doccia scozzese sullo Stretto di Hormuz, davanti a tutto questo, la Meloni, Merz, Starmer (e chi lo sostituirà), Macron e tutti gli altri, continueranno a fare le principesse sul pisello, aggrappati, come sempre, alla schiena degli Americani, lasciando loro combattere le battaglie che sono prevalentemente nel nostro interesse ?

26 giugno 2026

La Meloni svetta grazie all'aggressione generale contro di lei

Come noto non condivido, del Governo Meloni, la politica estera, a cominciare dall'appoggio a Zelensky e, adesso, anche al posizionamento che le ha fatto "tradire" l'alleanza con Trump e, a mio avviso, anche l'interesse nazionale che vorrebbe che gli ayatollah e le loro metastasi venissero spazzate via.

Il mio voto andrà, se non emergerà altro, ma non credo, ad uno tra Fratelli d'Italia, Lega e Futuro Nazionale, valutando, al momento del voto, il contesto, la legge elettorale, le scelte di coalizione.

Detto questo, esprimo apprezzamento per la Meloni come statista prima ancora che leader di partito.

Innanzitutto per le sue scelte in politica interna (sicurezza, immigrazione, giustizia, sanità, istruzione) ed economica (riduzione delle tasse, difesa del ceto medio, aiuto alle persone in difficoltà, abolizione del reddito di cittadinanza) che ci ha portato a migliorare, e di molto !, tutti gli indici ed i rating ereditati dal genio (che evidentemente non era quel fenomeno che i suoi apologeti dicono che sia).

Ma soprattutto credo che, poichè è nelle difficoltà che si vedono le qualità di una persona, nel momento in cui viene attaccata personalmente da Trump, mentre cercano di farle lo sgambetto (e anche qui pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca) dall'unione europea con parole che hanno il veleno (per la vulgata cattocomunista, non per me, che vorrei tanto fosse vera "complicità" quella denunciata dagli ayatollah !) nella coda come quelle di Rutte, e in Italia, dimostrando di essere solo dei meschini, piccoli anti italiani, i cattocomunisti manipolano la verità e la logica pur di creare danno e cercando di istigare ad una immotivata indignazione il Popolo, vedo una Meloni che non si piega e prosegue nella sua politica.

E' evidente che gli attacchi cui è soggetta, rappresentano un implicito riconoscimento della sua autorevolezza, perchè non ci si preoccupa di attaccare qualcuno che non vale e non conta nulla.

L'Italia della Meloni, piaccia o meno ai cattocomunisti, è diventata un attore di primo piano nella politica internazionale e gli attacchi dimostrano che vi è un tentativo di screditarla per evitare che si saldi quella alleanza che lei sta costruendo con tante nazioni e leaders e che, soprattutto quando sono in difficoltà storiche nazioni come il Regno Unito, la Francia, la Russia, la Germania, potrebbe rappresentare il terzo incomodo, a guida italiana, tra Stati Uniti (perchè, purtroppo, i giorni di Trump hanno una scadenza costituzionale e probabilmente anche naturale e il dopo Trump temo sia un ritorno al politicamente corretto e al woke) e la Cina (che sicuramente non gradirebbe terzi incomodi).

Non è l'unione europea, che ha già ampiamente dimostrato la propria nocività, più ancora che inutilità, delegando la difesa alla Nato, le scelte sull'Ucraina e il Medio Oriente ai "volonterosi" e scomparendo persino dai telegiornali imbevuti di unionismo, a rappresentare la terza via, ma quella alleanza globale di cui la Meloni parla ad ogni consesso internazionale e che la vede, in questo momento naturale portavoce, accrescendo il prestigio dell'Italia.

Cosa che i suoi immediati predecessori e tutto il mainstream cattocomunista non sono disponibili nè a concedere, nè a riconoscere, a costo di fornire interpretazioni di comodo e ideologicamente orientate di quel che accade.

15 giugno 2026

La Meloni e Vannacci sono complementari, non alternativi

Le polemiche domenicali hanno evidenziato che il Centro Destra non può che comprendere anche il Generale Vannacci e sarebbe sbagliato che gli uni lo escludessero o che lui rifiutasse ogni compromesso tanto, stia tranquillo, troverà sempre qualcuno più puro di lui.

Sia la Meloni che Vannacci hanno condannato senza giri di parole la censura operata dagli editori organizzatori della fiera "più libri più liberi" che hanno richiesto la sottoscrizione di una dichiarazione antifascista agli espositori.

Non mi meraviglio di tale iniziativa, perchè il dna dei cattocomunisti è quello e parte dai processi contro gli "eretici" che osavano affermare che fosse la Terra a ruotare intorno al Sole, passa dalle purghe staliniste e maoiste della rivoluzione culturale e arriva al green pass di Draghi contro chi, liberamente, decideva di non vaccinarsi.

Mi meraviglio, invece, dell'ignoranza abissale della costituzione del 1948, che tanti citano a sproposito non conoscendone il contenuto, dove non solo non si parla di antifascismo come "valore", ma, anzi, limita "per non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della Costituzione", tempo abbondantemente trascorso, il "diritto di voto e all'eleggibilità per i capi responsabilità del regime fascista".  

Niente altro.

Ma ieri Vannacci ha dimostrato come sia necessario integrare le posizioni istituzionali della Meloni con un passaggio in più, che destrutturi la narrazione cattocomunista, woke, lgbt, politicamente corretta o in qualunque modo vogliano essere definiti.

Chi uccide una persona deve essere punito indifferentemente al genere, alla fede politica e religiosa, alla nazionalità sua e della vittima.

Aggravanti e attenuanti, per l'efferatezza, per le modalità, per le motivazioni, sono già tutte comprese nelle nostre leggi.

La Meloni e Vannaci diventano così complementari, parte di diritto e necessaria del Centro Destra, quanto lo sono Salvini, Lupi e Tajani e tutto ciò che ognuno rappresenta, indipendentemente dalla percentuale di voti che ottiene, perchè è l'unione di tutti a dare la vittoria al Centro Destra.       

12 giugno 2026

Il nemico del Centro Destra non è Vannacci e non esiste una "Destra vera"

Ieri, in Parlamento, abbiamo visto, come al solito, una Giorgia Meloni surclassare le opposizioni cattocomuniste, ma per la prima volta alcuni passaggi non mi sono piaciuti: gli attacchi a Futuro Nazionale, il partito nato attorno al Generale Vannacci.

Io non so ancora per chi voterò tra Fratelli d'Italia, Lega e Futuro Nazionale e se al momento manifesto una preferenza per Fratelli d'Italia, molto dipenderà dalla legge elettorale, dalle coalizioni e dalle eventuali conventio ad excludendum.

La sinistra non fa la schizzinosa e raccatta tutti, dalla Schlein e il pd, ai vari centrini dei fuoriusciti dal pd stesso, a Renzi, Conte, il duo Bonelli e Fratoianni, Magi e i resti dei radicali, ong, pro pal, no-a-tutto.

Nessuno viene escluso e tutti, portando più o meno voti, metteranno becco nell'ipotetico governo cattocomunista che vedrà patrimoniali (perchè il loro primo obiettivo è mettere le mani sui nostri risparmi per spenderli per le loro clientele), matrimoni omosessuali, finanziamenti a pioggia per nani e ballerine, sostegno al regime degli ayatollay, almeno finchè Trump o un Repubblicano sarà presidente (e poi virata da 180 gradi), tutto a spese nostre.

Perchè il Centro Destra deve farsi male da solo e rinunciare ai voti che porterà Vannacci, pochi o tanti che siano ?

La Meloni poteva quindi risparmiarsi gli attacchi a Vannacci, perchè è bene che si renda conto che l'Elettorato di Centro Destra li vuole tutti assieme.

Vannacci, dal canto suo, ci risparmi la sua rivendicazione di purezza, perchè la "Destra vera" non esiste in assoluto, ma esiste la Destra, della quale fanno parte, legittimamente ed a pieno titoli, tutti coloro che si riconoscono in un'area Nazionale e Identitaria, pur nelle differenti sensibilità che porta ciascuno di noi ad avere delle priorità che non sono quelle del proprio vicino, ma non per questo uno dei due è una "Destra falsa".

Così come è naturale avere differenti opinioni su singoli aspetti, come la guerra in Ucraina o il ruolo di Israele.

Poi, come è sempre stato nel Centro Destra, il leader del partito più votato dagli Elettori, sarà anche il Leader della Coalizione, come fu Berlusconi dal 1994 al 2018, Salvini dal 2018 al 2022 e la Meloni dal 2022 ad oggi.


04 giugno 2026

Spendere meno è spendere meglio

Ancora una volta Giorgia Meloni si dimostra una statista di alto livello, surclassando tutta la propaganda cattocomunista costretta a finire nella spazzatura.

La decisione dell'unione europea di autorizzare uno sforamento del debito pubblico, da non conteggiarsi nei parametri, per coprire le spese sull'energia, ancorchè formalmente limitato ad incentivare le fole verdi, è frutto della autorevolezza e del peso che l'Italia della Meloni ha nel consesso europeo.

Un consesso di cui vorrei non fare parte, ma che, dal momento che c'è, è meglio gestire che subire.

E la Meloni ha dimostrato più volte di saperlo gestire nell'interesse dell'Italia, costruendo alleanze sulla base di proposte concrete che tenessero in considerazione le diversità delle varie nazioni e non fossero ottusamente ideologiche.

Detto questo e ricordato che su alcuni aspetti la Meloni non ha dato le risposte che avrei preferito (continua infatti a sostenere Zelensky, ha negato le basi agli Stati Uniti per le operazioni in Iran rifiutando anche di parteciparvi, ha sospeso il memorandum di intesa militare con Israele) e pur riconoscendo che l'indirizzo ormai chiaro dopo oltre tre anni di governo è quello giusto, ancorchè imboccato con estrema e prudente circospezione, non condivido la scelta di fare più spesa.

Il debito pubblico italiano, ereditato dalla prima repubblica e alimentato negli undici anni dal golpe contro Berlusconi del 2011 fino alle elezioni del settembre 2022 che hanno riportato a Palazzo Chigi un Presidente eletto dagli Italiani e non dalle congiure di Palazzo, è tale che è un freno a qualsiasi ulteriore sviluppo di una politica economica e limita l'autorevolezza dell'Italia nonostante la Meloni sia stata molto brava a sfruttare la stabilità politica che noi Italiani le abbiamo dato con il nostro voto e la contemporanea crisi dei sistemi politici dei nostri principali concorrenti europei (Germania e Francia).

Per quanto siamo tutti consapevoli che la crisi di Hormuz non si risolverà a breve e, anche se dovessero sbandierare un accordo, le tensioni rimarranno finchè una guerra o una rivoluzione interna all'Iran non deciderà, senza ombre, chi sia il vincitore, e quindi si debbano aiutare famiglie e aziende nelle loro spese energetiche, non è facendo debito che si risolverà il problema.

Se occorrono risorse per abbattere le accise e favorire il trasporto con le conseguenze a cascata sui prezzi degli alimentari e di altri prodotti essenziali, la strada maestra è quella di passare al setaccio le spese a bilancio dello stato per azzerare i fondi dispersi in tanti rivoli di spesa spesso ideologica e non produttiva, ad esempio quelli per il cinema e i giornali, ma anche quelli a favore delle associazioni che assistono i clandestini che ci vengono scaricati dalle ong.

Solo rivedendo i capitoli di spesa del bilancio, risparmiando sulle spese non produttive e non aumentando le spese che, poi, difficilmente si riescono a cancellare (perchè una volta concessa una agevolazione, chi la riceve la considera un "diritto acquisito" e farebbe una caciara immensa se qualcuno osasse togliergliela, visto che non c'è nulla di meglio che ingrassare con i soldi altrui) possiamo sperare di accelerare sulla via virtuosa del risanamento che, unito alla stabilità politica che noi Italiani potremo confermare nel 2027, aumenterà l'autorevolezza dell'Italia e il suo peso anche nell'unione europea.

Per parafrasare la Meloni quando si è rivolta all'unione: spendere di meno è spendere meglio.


27 maggio 2026

Il crinale di Giorgia

Negli ultimi giorni, a cavallo del turno amministrativo, ho finalmente riascoltato una Meloni tonica che si esprime su temi a me congeniali e toccando le giuste corde.

Certo, resta sempre la sbandata per Zelensky e la non concessione della basi per risolvere la questione ayatollah, ma dalla commemorazione di Giorgio Almirante che ha mandato in bestia i cattocomunisti nostalgici dell'arco costituzionale e un lucido intervento all'assemblea di Confindustria che ha fatto fischiare le orecchie ai parrucconi della commissione europea ed ai loro ascari italiani, c'è stato spazio per delineare come potrebbe essere questo ultimo terzo o quarto di legislatura.

Ad una politica estera molto andreottiana, infatti, potremmo vedere opposta una politica economica più favorevole ai cittadini e meno permeabile alle ideologie verdi e ambientaliste.

E se la commemorazione di Almirante fa coppia con la conferma della Fiamma nel simbolo di Fratelli d'Italia a testimoniare le Radici che non vengono rinnegate nonostante i tanti consiglieri fraudolenti (tutti di sinistra, neanche uno che sia elettore non dico di FdI, ma almeno del Centro Destra) che ne chiedono la rimozione, rilanciare con forza le centrali nucleari, chiedendo all'unione europea di "fare meno, ma fare meglio", rilancia l'Interesse Nazionale nelle scelte del Governo che, pur non avendo mai abbandonato la retta via, l'ha sempre percorsa lentamente, sicuramente più lentamente di quanto noi Elettori avremmo desiderato pur comprendendo la delicatezza degli strappi necessari per la ripresa, e con frequenti pause, come quella successiva al referendum perso (e ancora mi domando dove avessero la testa, in quella domenica di marzo, tanti italiani per votare "no" davanti a casi come Tortora e Garlasco !).

Il ricostituente delle amministrative, solitamente infelici per il Centro Destra, dovrebbe dare maggiore spinta alla Meloni e al Centro Destra e non sottovaluterei la presenza stimolante e incalzante di Futuro Nazionale, il partito del Generale Vannacci, che alitando sul collo della Lega e un po' anche di Fratelli d'Italia, li costringe ad un ortodossia ideale, facendo una bella concorrenza a destra e dando a noi Elettori una opportunità in più, purchè Futuro Nazionale entri, a pieno titolo, nella Coalizione.

Dopo due mesi di purgatorio, soprattutto per chi ascolta le concioni televisive di "professionisti dell'informazione" che, ancora una volta, hanno dimostrato di non azzeccarne una, ma che continuano imperterriti a presentare come analisi obiettive le loro pulsioni personali, adesso il Centro Destra potrà piazzare quei due/tre colpi necessari per impostare una campagna elettorale all'insegna dell' "abbiamo fatto".

21 maggio 2026

Diffido dei cori unanimi di condanna (o di approvazione)

Non voglio entrare nel merito della flottiglia e di quel che è accaduto.

Rivendico il diritto a non cantare nel coro cui si è unita, con mio grande disappunto, anche Giorgia Meloni che, dopo la sconfitta al referendum, mi sembra non avere più una visione chiara del suo ruolo.

Ruolo che la deve vedere, ora e sempre, in contrapposizione con i cattocomunisti.

E' stata la sua carta vincente, quando con un colpo di genio, si è chiamata fuori dal governo Draghi con i cattocomunisti e dal votare per la rielezione di Mattarella.

Vicende sulle quali è cascato Salvini disperdendo tutto l'ingente patrimonio di credibilità e di voti che aveva guadagnato fino ad allora.

La presenza del partito di Vannacci è rassicurante, perchè rappresenta un ultimo approdo nel caso in cui anche la Meloni dovesse continuare nei suoi sbandamenti.

Perchè il sostegno a Zelensky glielo posso concedere, negare a Trump una base aerea, glielo posso perdonare, ma andare a braccetto con i cattocomunisti, qualunque sia la ragione o il pretesto, no.

04 maggio 2026

Il trappolone

I consiglieri fraudolenti di oggi sono i commentatori nei giornali e in radiotelevisione.

Esprimono le loro personalissime congetture, probabilmente per giustificare la loro altrimenti inutile presenza, spesso prive di verifica e nella massa delle parole, sperano che le loro previsioni siano presto dimenticate, così da poterne fare altre, anche in contrasto con le prime.

C'è, però, una linea comune a tutti, cercare di proiettare la percezione che i partiti del Centro Destra e il Governo siano allo sbando.

In oltre tre anni, l'unica sconfitta della Meloni è stata al referendum sulla giustizia, un atto autolesionistico degli Italiani che prima rinnovano la fiducia ai magistrati e poi continueranno a pagare gli errori giudiziari al posto dei magistrati che nel frattempo faranno carriera, come probabilmente accadrà anche con la vicenda di Garlasco.

Eppure quella unica sconfitta in tre anni è il trampolino di lancio di "professionisti dell'informazione" con la bava alla bocca che hanno trovato il consiglio fraudolente del secolo: andare ad elezioni anticipate.

Nell'editoriale di Belpietro di oggi si riporta che Travaglio ipotizza il voto anticipato, scongiurandolo perchè la sinistra non sarebbe pronta e Belpietro, invece di indagare sulle motivazioni che inducono uno come Travaglio a fare un apparente favore alla Meloni, sembra dargli ragione.

Il periodico di Sky tg24, invece rilancia l'ipotesi di elezioni, che sarebbero sul tavolo per sbloccare un presunto stallo nell'azione di governo.

A leggere costoro, verrebbe da dire, beh, se la sinistra non è pronta alle elezioni, andiamoci subito.

E qui scatta il trappolone.

Se la Meloni si dimettesse, il pallino sarebbe nelle mani di Mattarella, il vero capo dell'opposizione al Governo di Centro Destra, che già in passato fece in modo che non si andasse al voto con auspici favorevoli al Centro Destra (allora a cascarci con entrambi i piedi fu Salvini).

Ma anche se si andasse al voto (e se Mattarella sciogliesse le camere vorrebbe dire che è convinto che la sinistra vincerebbe) cosa importa all'elettorato di sinistra chi è il capo della coalizione, quale sia il programma, quali i candidati ?

L'elettorato di sinistra, al contrario di noi di Destra, è di bocca molto buona e basta propinargli quattro bellaciao, un paio di slogan a favore della Palestina e un centinaio di bandiere americane e israeliane da bruciare, si sente in paradiso.

La mancetta arriverebbe poi, con un simil reddito di cittadinanza, così che chi produce ricominci a mantenere chi si limita a consumare risorse, stravaccato su un divano.

Il resto non interessa, come abbiamo visto al referendum.

Quindi la Meloni farebbe malissimo a seguire i consigli fraudolenti di chi le vuole male e, anzi, farebbe male anche a chiamare alle urne prima della naturale scadenza delle camere solo per tornare a votare in primavera.

La legislatura dura quindi cinque anni che decorrono dalla prima riunione delle camere che, in questa legislatura, si è avuta il 13 ottobre 2022, con scadenza pertanto il 12 ottobre 2027.

In base all'art. 61 della costituzione del 1948, poi, le elezioni devono essere convocate contestualmente o subito dopo la fine della legislatura, tra i quarantacinque e i settanta giorni, quindi tra il 27 novembre e il 22 dicembre 2027.

Questo significa che la Meloni ha ancora un anno e mezzo, cioè un terzo della legislatura !, per recuperare la forma migliore, procedere con qualche intervento che caratterizzi il Governo come esecutivo di Destra e quindi rivincere le elezioni.

Se la Meloni deve fare degli sbagli, molto meglio se li fa seguendo un suo disegno e non perchè attratta dalle sirene fraudolente di una stampa ostile.

03 maggio 2026

L'Elettorato di Destra non ha pazienza (e facciamo male)

Come è possibile che il sentiment registrato dai sondaggi sia cambiato così repentinamente dall'approvazione stabile ad una lenta erosione del consenso per la Meloni e il suo Governo ?

Non può essere stato l'esito del referendum, la prima e unica sconfitta elettorale del Governo in quasi quattro anni, al più tale risultato avrà provocato lo sfarinamento di qualche opportunista che crede di anticipare un risultato del 2027 e cerca di posizionarsi per ottenere altri benefici.

Presi singolarmente non può essere il sostegno a Zelensky dichiarato sin dal primo giorno e neppure la recente rottura con Trump e Netanyahu o il siluramento della Venezi e l'ostilità a Buttafuoco.

Del resto la politica economica ha dato i suoi ottimi frutti e ogni indicatore economico e finanziario è nettamente migliorato rispetto agli undici anni di governi cattocomunisti.

Anche l'immigrazione è stata messa sotto controllo, gli sbarchi sono dimezzati e sono raddoppiate, secondo le cifre fornite dal Ministero dell'Interno, le espulsioni. 

Sul piano energetico abbiamo riserve, contratti e contatti che ci consentono di guardare anche al prossimo inverno con maggior fiducia rispetto alla Germania e persino, sul piano dei carburanti, alla Francia che, peraltro, con le centrali nucleari ha energia in casa.

Fondamentalmente si vive meglio, più sicuri, con più soldi in tasca.

Allora perchè lo sfarinamento del consenso?

Perchè non abbiamo pazienza e così rischiamo di mandare all'aria una lunga marcia, riconsegnando l'Italia ai cattocomunisti che si rimetterebbero alla volontà dell'unione europea, mentre per giustificare la loro esistenza colpirebbero i Valori di una Civiltà con leggi devastanti in campo sociale e di costume e ancor più repressive contro la libertà di parola, pensiero, opinione e diffusione delle idee, di quanto già non accada con le leggi Scelba e Mancino.

E' verissimo che ci saremmo aspettati di più, ma dobbiamo sempre considerare le condizioni disastrose di partenza, ad esempio un rapporto deficit pil all'8,1%, oggi rientrato al 3,1.

Quello significava che non c'era disponibilità di un solo euro per altre spese.

Certamente ci si aspettava che si mettesse mano alla pistola per fermare i clandestini, non questa politica di contenimento che, pure, qualche frutto, lentamente, lo produce, ma come era possibile con una magistratura che interpreta anche leggi chiarissime in base ad una ideologia favorevole ai clandestini ?

Probabilmente la Meloni avrebbe potuto fare di più in politica internazionale, soprattutto dopo l'elezione di Trump, ma ha preferito Bruxelles a Washington, forse pensando che Bruxelles ci sarà ancora nel 2028, Trump sicuramente no.

Ma la responsabilità maggiore l'hanno i commentatori di Centro Destra, quelli che scrivono su La Verità, il Giornale, Libero, il Tempo, critici (non tutti, per fortuna) verso la Meloni ed il Governo, più di quanto siano mai stati critici i loro omologhi di sinistra che, anzi, hanno sempre giustificato e coperto le tantissime magagne e assenze dei governi di sinistra, il tutto visivamente espresso dalle conferenze stampa in ginocchio davanti a Draghi.

Come si fa a gestire una situazione se, non avendo una sola rete televisiva a favore vista la deriva di Mediaset, anche i pochi quotidiani che dovrebbero essere filogovernativi, istigano i lettori denunciando presunti errori, asseriti ritardi e quelle poche scelte sbagliate che chiunque di noi fa, sempre, perchè oltre ad essere impossibile non sbagliare mai, è altrettanto impossibile accontentare tutti.

Ricordiamoci che l'alternativa alla Meloni si chiama Schlein, Conte, Renzi, Landini, Bonelli, Calenda, Fratoianni e, soprattutto, la totale sottomissione a Macron e Merz per interposta unione europea.

24 aprile 2026

Gli aspetti positivi di una sconfitta

La sconfitta al referendum dove, inopinatamente, una maggioranza di Elettori, evidentemente ignari di cosa accade nel mondo della giustizia in Italia, ha rinnovato la fiducia ai magistrati, ha inevitabilmente ringalluzzito i cattocomunisti e, contemporaneamente, stordito il Centro Destra che ha preso, direttamente con il suo Leader, Giorgia Meloni, tre cantonate non da poco: criticare Trump nel diverbio con Leone XIV, costringere alle dimissioni la Santanchè e Delmastro e sospendere temporaneamente l'accordo di collaborazione militare con Israele.

Era forse inevitabile, ma vedo che lo sconcerto è durato poco.

Confortati da una serie di sondaggi che non hanno modificato il quadro complessivo e consapevoli che il Centro Destra è l'unica coalizione in grado di garantire l'Interesse Nazionale cominciando da una stabilità di governo sulla base di un programma condiviso (a parte la spartizione del potere e provvedimenti devastanti su omosessualità, immigrazione, assistenzialismo, non vedo come possano far maggioranza comune pd e cinque stelle, Renzi e Bonelli e Calenda e Magi  e tutti gli altri chierici del cattocomunismo) la Meloni ha ricominciato a marciare nella direzione giusta, pur non essendosi ancora ravveduta nè dal peccato originale del supporto a Zelensky, nè da quello più recente della rottura con Trump.

Un esempio lo abbiamo dalla riunione del Politburo dell'unione europea a Cipro, con la Meloni che, legittimamente irritata (dovrebbe esserlo anche con la stampa italiana che, in gran parte, non ricorda come questo governo abbia ricevuto un debito/pil all'8,1%, ridotto in tre anni e mezzo, migliorando anche tutti gli altri indicatori economici, di ben cinque punti fino al 3,1% con lo sforamento dovuto, integralmente, al superbonus di Conte e del governo giallorosso targato covid) dalle rigidità del nocivo pachiderma europeo, ha seguito il suo Ministro dell'Economia, Giorgetti, ipotizzando di sforare i limiti imposti da Bruxelles per aiutare l'Italia.

Forse la Meloni, senza la sconfitta referendaria, non sarebbe stata così perentoria e probabilmente avrebbe agito con meno determinazione.

Ma preferisco questa Meloni, battagliera e non remissiva, a quella paludata e diplomatica dei baci e degli abbracci con Macron, Zelensky e compagni.

Adesso mi aspetto che la messa a disposizione delle quattro navi per sminare Hormuz, non sia più condizionata alla fine di ogni ostilità, ma possa anche prevedere che, se gli ayatollah continueranno a chiudere la via del petrolio, quel petrolio ce lo si vada a prendere, liberando, anche con la forza, le vie del mare.