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23 giugno 2025

Se le chiacchiere fossero missili

La possibile soluzione, dopo 46 anni, della questione Iran sta sollecitando tutti coloro che dispongono di un microfono, una tastiera, una telecamera, ad intervenire con il loro illuminato parere, prendendoci per mano per condurci sulle alte vette della loro sapienza.

Esperti più o meno realmente competenti (spesso meno, molto meno, visto che sono gli stessi che strologarono di elezioni, di covid, di vaccini, di bilanci, senza mai azzeccarne una) in cambio di un gettone di presenza (presumo, almeno, che si facciano pagare per farci calare la loro pura scienza) ci dicono perchè Trump ha sbagliato, perchè Putin è in crisi, perchè Netanyahu rischia il posto, sistematicamente sbugiardati dai fatti.

Possono dirlo perchè nello tsunami di parole e di chiacchiere che si fanno, quella successiva cancella le precedenti e quando sarà tutto finito ce ne saremo dimenticati e costoro toneranno ad istruirci sulla Nazionale di calcio, sul cambiamento climatico e su tutto quello che fa notizia e che consente loro di accaparrarsi un minuto sotto i riflettori.

Resta il fatto che se le chiacchiere fossero missili, l'Italia potrebbe mettere in campo batterie tali da emergere come l'unica superpotenza mondiale.  

09 aprile 2025

Peggio dei dazi ci sono solo gli "esperti"

Ieri, giornata alla guida e mi sono fatto accompagnare dall'ascolto di tutte quelle trasmissioni radiofoniche che, solitamente, per l'ora in cui vengono trasmesse, non sono in grado di ascoltare.

Questa mattina, dopo "disco sveglia", il gr1 delle sei e la rassegna stampa, è arrivato un tal Roberto Poletti con la sua trasmissione quotidiana "Il caffè di radio uno" e con un paio di ospiti "esperti", che avrebbero dovuto spiegarci cosa fare e come gestire i nostri risparmi in questi giorni di turbolenze.

La sintesi di ieri e oggi è arrivata da un ascoltatore che ha scritto mandando a quel paese (in modo educato) gli "esperti", ricordando che fino a pochi giorni fa, erano gli stessi che suggerivano di comprare azioni perchè davano il maggior rendimento.

Oggi gli esperti, dopo una attenta analisi su quello che potrebbe accadere e che potrebbe sintetizzarsi nella formula della tripla della vecchia schedina del Totocalcio (1, X, 2) perchè ipotizzano sempre che potrebbe accadere questo, quello e quell'altro, concludono invitando ad aspettare, stare fermi.

Una banalità: mi domando perchè si paghino gettoni di presenza (perchè immagino che le comparsate non siano gratuite) a chi alla fine dice quello che qualunque persona di buon senso ha già messo in pratica in piena autonomia.

Le crisi arrivano, se ne vanno, il Mercato torna a crescere e poi arriva un'altra crisi e via nel ciclo infinito dell'economia.

Lo stesso accade per l'annoso problema dei mutui e dei tassi: variabili o fissi ?

E' da anni, decenni, che ascolto disquisizioni di ogni genere ma, alla fine, se uno non ha la palla di vetro, non può sapere preventivamente come evolverà il Mercato e variabile o fisso, dipende dal costo del denaro, che a volte viene abbassato e così il variabile lo segue, ma poi, per una guerra, un terremoto, un accidente qualsiasi, risale e allora chi ha un fisso gode.

C'è bisogno di "dotti e sapienti" per capirlo ?


02 aprile 2025

Gli sproloqui degli "esperti"

Ricordo le sobrie comunicazioni degli anni Sessanta e, tutto sommato, anche dei Settanta.

Tribune politiche ed elettorali con il bilancino e un conduttore di cui non si è mai conosciuta l'appartenenza partitica se non, come capitava per i cronisti sportivi, post mortem.

Le notizie erano solo notizie, inizialmente lette da un annunciatore che non era iscritto all'albo dei giornalisti, poi questi pretesero di andare in video e voce e quindi anche di proporci, tramite il mezzo pubblico, la loro non richiesta opinione personale.

Dalla trasmissione Bontà loro ("cosa c'è dietro l'angolo?") cominciò la Caporetto dell'informazione italiana, mischiando spettacolo a notizie che, per poter fare spettacolo, dovevano essere gonfiate e manipolate in modo da scuotere le coscienze delle persone.

L'indignazione divenne la cifra fondante della nuova comunicazione e più si istigavano le persone ad indignarsi, meno si risolvevano i problemi.

Oggi la situazione, se possibile, è persino peggiorata perchè oltre al mugugno, che è un diritto di tutti noi, sono stati innescati tanti altri paletti che vanno sotto il nome di "politicamente corretto", un tumore ideologico che è degenerato in tante metastasi chiamate "gender", "lgbt", "woke", "black lives matter" e via discorrendo.

Per puntellare simili sprechi, i "professionisti dell'informazione", resisi conto che la loro personale opinione non era sufficiente perchè nessuno li prende seriamente, chiamano una valanga di "esperti", docenti di questo e di quello, che sbrodolano la loro ricetta con una sicumera che ci fa chiedere: ma allora sono tutti cretini quelli che non fanno ciò che simili "dotti e sapienti" snocciolano con tanta facilità ?

Ma se andiamo ad ascoltare meglio quello che dicono, gli "esperti", dicono tutto e il contrario di tutto, ognuno con una sua ricetta che non sarà mai messa alla prova e con previsioni che arrivano ai decenni futuri, quando tutti, almeno quelli che ci saranno ancora, si saranno dimenticati di chi abbia detto cosa.

Poi gli "esperti" non sono mai unanimi, c'è sempre qualcuno che si distingue dagli altri, trattandoli da sempliciotti, per non dire da cretini integrali, proponendo la sua ricetta a sua volta oggetto di scherno da parte dei primi.

Però tutti intascano felicemente i gettoni di presenza.

Se poi però andiamo a cercare di sintetizzare e concretizzare quello che dicono gli "esperti" vediamo che le direttrici di base sono due.

La prima che chiama in causa la scuola.

Se ascoltiamo bene quello che dicono, dall'educazione finanziaria al rispetto delle donne, tutti chiedono che "si cominci dalle scuole" per formare il cittadino di domani.

E io che credevo che fosse la Famiglia a dover formare l'Uomo, mentre la Scuola dovesse solo insegnarci Greco, Latino, Italiano e persino Matematica !

Ma se carichiamo la scuola di tutte le nuove funzioni per "costruire il cittadino di domani", quando i ragazzi hanno il tempo per imparare le materie scolastiche tradizionali, cioè quelle che fanno la differenza tra un ignorante e uno che abbia aperto la sua mente al sapere che l'Uomo ha accumulato nei millenni ?

Le seconda direttrice è: bisogna investire per questo e quello.

Chi deve investire ?

Il sottinteso è lo stato.

Peccato che chi, tirando l'acqua al proprio mulino, chiede interventi su questo e quello, sia sostanzialmente lo stesso che scende in piazza per l'unione europea, dimentico che se l'Italia non ha disponibilità di denaro da sperperare è perchè si è suicidata aderendo all'euro, quindi non può più stampare moneta avendo perso la Sovranità Monetaria e deve rispettare rigidi parametri di bilancio per evitare di indebitarsi oltre certi limiti avendo perso anche la piena Sovranità legislativa (soprattutto con la complicità di una magistratura che ricorre alle direttive europee per bloccare le iniziative ideologicamente non gradite dei Governi di colore politico opposto a quello del magistrato di turno).

Insomma tante belle parole che si concludono con una richiesta di denaro, perchè tutto costa e neanche poco.

Ma quei soldi chi li mette ?


04 aprile 2024

Siamo tutti esperti in qualcosa

Continuo a stupirmi della quantità di esperti che abbiamo in Italia.

Ogni trasmissione radiofonica e, presumo, televisiva, propone, per alzare il livello culturale e "svolgere il servizio pubblico" dovuto da una Rai che è (purtroppo !) di proprietà statale, interviste a getto continuo con Tizio, Caio, Sempronio.

Sono esperti in idraulica quando c'è una inondazione, in vulcanologia in caso di terremoti, in economia domestica per i prezzi, mentre si sprecano gli esperti in economia tout court che ci dicono perchè e per come si è verificato un determinato fatto.

Ogni più sperduto settore ha il suo esperto, anzi i suoi millemila esperti chiamati a dirci cosa si dovrebbe fare, ma in trenta secondi, perchè poi bisogna mandare la canzonetta di turno (e il sospetto è che il passaggio radiofonico abbia un prezzo, visto che non capisco perchè certe canzoni e cantanti siano trasmessi più volte al giorno ed altri completamente ignorati) più importante che lasciar terminare un ragionamento  (ma non è che, così, si sminuisce la rilevanza di un esperto, riducendolo a poco più di un intervallo di colore tra una canzonetta ed un'altra ?).

Così gli esperti sono talmente assertivi e apodittici che uno si domanda: ma dov'era costui fino ad oggi, visto che le cose vanno male, ma se ci fosse stato lui ...

Già, come mai con tutti gli esperti che abbiamo, una pluralità per la minima flatulenza di moda, non riusciamo mai a sistemare le cose ?

Con tutta la saggezza e la scienza che ci viene proposta dovremmo avere incrementi del PIL a tre cifre ogni anno, invece facciamo la ola quando tocchiamo l'un per cento (e c'è chi continua a vantarsi di un 6 per cento in più nel 2021, tacendo di aver perso il 9 per cento nel 2020 ...).

E se lasciassimo governare i Ministri, senza fare caciara con le statistiche e i sondaggi che escono ogni giorno, per poi tirare le somme alla fine dei cinque anni di legislatura ?

Mandando tutti quegli esperti a produrre fatti e non chiacchiere.