Pochi giornali danno conto di una indagine svolta dal principale sindacato dei bancari, la FABI, che, dati alla mano, ci comunica che gli Italiani hanno più risparmi di cinque anni fa.
Un incremento del 35% dei risparmi accumulati che smentiscono la tiritera disfattista e meramente propagandistica dei cattocomunisti.
Non voglio autocelebrarmi, ma circa due mesi fa scrissi un post nel quale, empiricamente, traevo la medesima conclusione, valutando la mia situazione personale e consigliando, per verifica, di guardare il saldo dei propri conti e il controvalore dei propri depositi titoli al 31 dicembre 2022 e quello al 31 dicembre 2025, cioè dal momento in cui il governo della Nazione era stato affidato alla Meloni e al Centro Destra (22 ottobre 2022) e l'ultimo anno completo di tale governo.
L'analisi Fabi parte del 2020 e parla di un incremento del 35%, ma credo che quello dal primo gennaio 2023 (cioè dal primo anno completo di governo Meloni) sia ancora maggiore.
Oltre a smentire la propaganda dei cattocomunisti, il dato ci dice anche che dovremo essere molto attenti per evitare che le grinfie cattocomuniste finiscano per sottrarci denaro che risparmiamo dopo aver già pagato le tasse.
Si odono infatti reiterate voci di patrimoniale (e vorrei ricordare che quando parlano di 500mila euro come limite, senza specificare in relazione a quali beni, basta possedere un appartamento - come l'85% degli Italiani - e qualche deposito in banca per superare quella cifra, quindi non sarebbe solo per "i ricchi", anche perchè non si riesce bene a definire quella categoria alla quale nessuno di noi si sente di appartenere) e la Schlein, nella sua ignoranza in economia, ha già blaterato sul mettere a frutto i risparmi degli Italiani per investimenti, non sapendo che quei depositi rappresentano la base con la quale le banche finanziano già aziende, imprese e privati.
E' la conferma che, pur con una lentezza a volte esasperante dovuta ad un eccesso di prudenza davanti a tante figure e figurine, anche istituzionali, che remano contro questo governo, quando si tratta di politica economica, come quando si tratta di gestione delle problematiche interne, la Meloni ed i suoi ministri hanno saputo intercettare l'onda giusta.
Qualche dubbio in più l'ho per la politica estera, ma questo deriva da una differente visione delle opportunità e delle scelte di campo che, con ogni evidenza, per quanto mi riguarda, al momento non trovano un riferimento di partito, almeno in Italia.
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