Ancora una volta, i primi ostacoli che la Meloni incontra nel rinnovare l'Italia sono la chiesa e Mattarella.
Le parole che, in sospetta sintonia, hanno ieri pronunciato, pur con la consueta ambiguità (mai che facciano nomi, cognomi, fatti, circostanze, sempre allusioni, vaghi riferimenti, così da poter dire: avete capito male) sembrano a tutti una risposta alla proposta, che spero proceda comunque celermente, di porre un limite alla presenza di immigrati che non sanno l'italiano nelle classi.
E il 30% è anche troppo, se penso che io sono sempre stato in classi di una trentina di persone, significa che i ragazzi di oggi potrebbero trovarsi, anche dopo il provvedimento della Meloni, con una decina di stranieri che sarebbero una palla al piede per ogni progresso nell'apprendimento, oltre alle valutazioni di natura comportamentale, visto che solitamente i gruppi omogenei fanno comunella tra loro, cercando di imporre al prossimo le loro regole (si chiama bullismo o, in linguaggio militare, nonnismo).
Mattarella e Zuppi con le loro parole hanno provato a piantare un altro chiodo sulla bara dell'Occidente e basta guardarli mentre pronunciano le loro parole, con sguardo vitreo, vecchi dentro, prima che esteriormente, per capire che seguire le loro indicazioni ci porterebbe solo alla sottomissione, alla rinuncia alla nostra Identità, a rinnegare le nostre Radici, la nostra Storia, la nostra Cultura.
Nelle parole di Mattarella e Zuppi ci sono tutti i motivi e le ragioni per le affermazioni dell'AfD in Germania, della Le Pen in Francia, di Farage nel Regno Unito e per spingere e convincere la Meloni, Salvini, Tajani e Vannacci ad essere uniti, perchè solo con l'unità del Centro Destra abbiamo una possibilità di reagire allo spirito della resa e della sottomissione che è rappresentato da Mattarella e da Zuppi.
E anche i cattolici italiani dovrebbero riflettere se questa chiesa, possa veramente rappresentare la loro chiesa o non sia il caso di aprire un nuovo percorso, offrendo a chi ha Fede una alternativa strettamente religiosa e che non sia succube dell'ideologismo woke e politicamente corretto.
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