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29 settembre 2024

Un uomo piccolo, piccolo

Pochi giorni prima dell'anniversario della sua nascita, che ricorre oggi, 29 settembre quando avrebbe compiuto 88 anni, il sindaco di Milano Sala ha presentato ricorso contro l'intitolazione del principale aeroporto milanese ed italiano a Silvio Berlusconi.

Il comportamento di Sala è quello tipico di un ometto, schiacciato dalla personalità, dalla statura, dal carisma di un Uomo che fu imprenditore di successo e statista che ha lasciato una impronta forte e positiva nell'Italia di oggi.

Solo chi è roso dall'invidia derivante dalla consapevolezza della sua inferiorità, può accanirsi contro una simile Persona, dopo che è deceduta.

L'intitolazione a Silvio Berlusconi dell'aeroporto milanese è solo un parziale risarcimento per le persecuzioni subite dal Cavaliere in vita e per la feroce campagna mossa contro di lui di cui i cattocomunisti sono responsabili.

Come tutte le grandi personalità, Silvio Berlusconi resta un personaggio che avrà ammiratori e detrattori, sostenitori e oppositori, ognuno dei quali cercherà di mettere in luce i motivi della sua posizione estrapolando parti di discorso, di atti, di attività.

Ma Silvio Berlusconi resterà sempre nei libri di Storia Patria, mentre il sindaco Sala, se mai sarà ricordato, lo sarà per aver trasformato Milano nella Gotham City che è oggi.

L'intitolazione a Silvio Berlusconi di un aeroporto è il minimo e solo l'inizio di un processo di riconoscimenti e di risarcimenti, purtroppo solo postumi, che il Cav merita dall'Italia, dagli Italiani e dalla sua città, Milano.

29 settembre 2023

In memoria del Cav

Oggi, 29 settembre, Silvio Berlusconi avrebbe compiuto 87 anni.

Abbiamo ancora in mente le immagini del funerale di stato nella giornata di lutto nazionale, con il quale è stato tributato il giusto onore, da morto, ad un Uomo che, in vita, fu fortemente contrastato da una sinistra che non gli perdonò mai di aver, nel 1994, impedito la vittoria della "gioiosa macchina da guerra" di Ochetto e del pci.

La Storia vedrà scritte pagine su Berlusconi e, al più, una striminzita nota a piè di pagina sui suoi avversari.

Anche se negli ultimi anni, forse già indebolito, forse mal consigliato, non ha brillato per le scelte effettuate (partecipare al governo Letta, poi a quello Draghi, votare la conferma di Napolitano prima e di Mattarella poi, astenersi dal votare La Russa quale Presidente del Senato, sostenere la campagna vaccinale, con annesse repressioni delle libertà individuali, di Conte e Draghi) ha comunque tenuto la barra nel Centro Destra e, per lunghi anni, DEL Centro Destra, evitando di mettersi, come purtroppo fece l'ultimo Montanelli, al servizio del nemico di sempre.

Senza Berlusconi non ci sarebbe stato il Centro Destra che conosciamo e che adesso è felicemente al governo.

Senza Berlusconi forse non avremmo Fratelli d'Italia, erede diretto dell'MSI di Giorgio Almirante, primo partito in Italia e non avremmo Giorgia Meloni Presidente del Consiglio.

Il Cav ha saputo, anche nei giorni del suo declino fisico e politico, rispettare il senso di appartenenza e, pur avendo sicuramente avuto un dispiacere dall'esito striminzito del voto del 25 settembre 2022, ha lealmente sostenuto la Meloni, riconoscendole quel diritto a Palazzo Chigi che gli Elettori avevano sancito.

La regola, di gran lunga più appropriata delle ridicole primarie cattocomuniste, per cui il Leader del Centro Destra è il capo del partito più votato, creata ai tempi in cui Berlusconi e Forza Italia distribuivano le carte nella nostra area, ha tenuto alla evoluzione dei tempi, proprio grazie a Berlusconi.

Per tutto questo, nonostante qualche finale defaillance (ma chi non ne ha in quasi trenta anni di vita politica vissuta sempre sotto i riflettori ?) Silvio Berlusconi merita un posto nel Pantheon del Centro Destra, sicuramente nel mio personale.


13 giugno 2023

Il giorno dopo

A ventiquattro ore dalla diffusione della notizia della morte di Silvio Berlusconi e dopo una quantità non misurabile di articoli, servizi e speciali radio televisivi, dichiarazioni, possiamo avere, se mai ce ne fosse stato bisogno, conferma della importanza storica nella politica, nell'economia e nella società del Cavaliere.

La conferma più importante l'abbiamo dal peloso livore che chi lo ha sempre odiato, aggredito, perseguitato, propone anche in questo momento, trovando i suoi abituali seguaci in quegli ottusi invasati che riempiono Twitter di commenti che ci dicono quanto odio, permanente e irreversibile, i cattivi maestri abbiano seminato, mettendo a nudo il loro misero spessore intellettuale e morale.

Di gran lunga maggiore il cordoglio vero e sincero che traspare da parte di chi in Berlusconi ha sempre guardato con stima obiettiva, anche negli ultimi anni, quando alcune sbandate gli hanno alienato il consenso, ma non la simpatia, di molti elettori.

Elettori di cui Berlusconi ha saputo intercettare il sentimento profondo, al di là delle differenze identitarie e generazionali dei singoli.

L'elettorato del Centro Destra, infatti, ha sempre aspirato all'unità, perchè i temi che ci uniscono (tasse, clandestini, Sovranità, europeismo che non è unionismo, solidarismo ...) sono di gran lunga superiori e più forti dei motivi che ci differenziano.

E Silvio Berlusconi, dal 1994 con la geniale trovata del Polo della Libertà al Nord e del Polo del Buongoverno al Sud, ha saputo interpretare il sentimento di noi elettori, anche di quelli che poi, nelle urne, non hanno mai messo la croce sul simbolo di Forza Italia preferendo Lega o Msi/An/FdI.

Ed è stato superiore al divario generazionale, unendo in lui due generazioni politiche.

Non è un caso, infatti, che a succedergli nella guida del Centro Destra siano due leader di quaranta anni più giovani (Berlusconi del 1936, la Meloni del 1977 e Salvini del 1973) senza un passaggio intermedio che poteva essere rappresentato da Fini e da Casini che, però, hanno dimostrato di non averne le capacità e oggi si ritrovano dimenticati o accucciati sotto l'ombra protettiva del maistrean cattocomunista.

Pertinente e doverosa, quindi, la scelta del Governo Meloni di proclamare lutto nazionale e funerali di stato, riconoscendo il valore di un Uomo che ha saputo unire un Popolo, quello di Centro Destra, dandoci una prospettiva di governo, un futuro, una casa.

Ed ha saputo anche accettare gli anni del declino, dando il suo supporto ad un governo, quello della Meloni, che avrà il compito di continuare la costruzione del Centro Destra del futuro di cui Silvio Berlusconi ha posto solide fondamenta.

12 giugno 2023

Silvio Berlusconi ascende tra i Grandi d'Italia

Tornando a casa, trovo un messaggio: Silvio Berlusconi è morto.

A 86 anni compiuti, con la malattia sempre più evidente, non può essere una sorpresa, ma sicuramente è un momento di grande commozione.

Sicuramente la sua scomparsa movimenterà la politica e gli schieramenti, ma ci sarà modo di parlarne in futuro.

Oggi vorrei ricordare l'Uomo che nel 1994 impedì la vittoria della "gioiosa machina da guerra" comunista, azione per la quale fu perseguitato per tutta la sua restante vita.

I radio e telegiornali sono ora pieni di biografie e lo saranno i quotidiani di domani, ma credo che tutti sappiamo quanto sia stata importante la sua presenza nel mondo economico e politico.

Grazie a lui si ruppe il monopolio Rai, una scommessa vinta al punto che adesso i programmi e l'informazione di Mediaset competono alla pari con una Rai che (purtroppo) continua a fruire dei nostri soldi estorti con le tasse e il canone, dimostrando che una sana attività privata, può fornire un servizio anche migliore di quello pubblico, in economia, guadagnandoci e con un decimo del personale impiegato.

In politica, beh, mi piace ricordare il Berlusconi che dichiarò che, fosse stato a Roma, avrebbe votato Fini, per poi allearsi con Bossi e Fini in una serie di governi che tanto hanno nuociuto alla sinistra (e se la sua riforma delle pensioni del 1994 non fosse stata osteggiata, non avremmo avuto nè la Fornero, nè gli esodati e staremmo tutti meglio).

Mi piace ricordarne le sue scorrettissime barzellette che facevano imbufalire i sacerdoti del politicamente corretto.

Ricordo con affetto anche le ultime sbandate che ha preso a favore degli omosessuali, poi a favore dei governi di "unità nazionale"  con Monti, il primo Letta, Draghi, per arrivare a votare la rielezione di Napolitano e poi di Mattarella.

Tutti errori che gli sono costati (gli ultimi sono costati anche a Salvini) il primato nel Centro Destra.

Silvio Berlusconi se ne va all'inizio di una legislatura in cui il Centro Destra, dopo 11 anni, è tornato maggioranza e al governo senza inciuci.

Anche grazie alle scelte del Cav che ha sacrificato uomini e donne che lo hanno seguito a lungo.

Non è stato fortunato con le persone da lui beneficiate, molte, infatti, una volta raggiunti gli incarichi ministeriali si sono credute in grado di camminare da sole e sono miseramente cadute.

Nonostante le sbandate degli ultimi anni, per quello che ha fatto, che ha dato e le persecuzioni subite, Silvio Berlusconi ha conquistato non solo un posto in prima fila nella Storia d'Italia, ma anche un posto nel Pantheon di quel Centro Destra che da domani dovrà riuscire a crescere anche senza il suo Fondatore e Padre Nobile.

Riposi in pace.


16 gennaio 2013

Achtung, Berluskonen !

Un segnale del recupero del Centro Destra e, contemporaneamente, di quanto annaspi il centrino di Casini, Fini e Monti, lo abbiamo dalla dichiarazione del capo gruppo al parlamento europeo del PPE.
Prestandosi a fare il megafono della Merkel, come faceva Gromiko per conto di Breznev nei confronti dei paesi satelliti dell'Unione Sovietica, quel signore, che tradisce la funzione alternativa alla sinistra europea del PPE, ha attaccato Berlusconi, dando indicazione ai sudditi Italiani di votare Monti.
Evidente la paura che attorno a Berluskonen possa crearsi non una fronda populista, ma una rivolta che costruisca una europa dei Popoli e delle Nazioni che spazzi via questa europa sovietica delle consorterie finanziarie e delle burocrazie statali.
E se votassimo Berlusconi, voi cosa fate ?
Ci invaderete con le panzerdivision per un "aiuto fraterno" chiamati dai soliti traditori che non mancano mai come in Ungheria nel 1956 e come in Cecoslovacchia nel 1968 ?


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30 dicembre 2012

E' certo, fu un complotto

Silvio Berlusconi ha osato dire quel che, finora, appariva solo nei nostri blog: le dimissioni del Governo Berlusconi nel novembre 2011 e la sua sostituzione con i vassalli dei poteri finanziari internazionali furono le conseguenze di un complotto ordito ai danni dell'Italia e degli Italiani.
Noi lo avevamo subodorato da subito, ieri anche la vittima principale ha trovato il coraggio di dirlo a microfoni aperti.
Gli Italiani che si mettono a novanta gradi, accettando le tasse di Monti e di Bersani, sapranno aprire almeno gli occhi davanti ad una palese interferenza straniera e speculativa contro i nostri interessi di cittadini Italiani ?


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28 dicembre 2012

Provano ad imbavagliare Berlusconi

Da ottobre a novembre abbiamo avuto una orgia a reti unificate dedicata ai comunisti ed alle loro "primarie".
Questo ha consentito al pci/pds/ds/pd di crescere nei sondaggi con il complice silenzio dei sacerdoti della par condicio.
Da un paio di settimane Silvio Berlusconi ha iniziato una offensiva mediatica fatta di tesi chiare e talmente convincenti che i sondaggi registrano un deciso recupero del PdL.
Zavoli e Gubitosi, obbedienti valvassini dei vassalli (Bersani e Monti) dei principi stranieri, intervengono e provano ad imbavagliare Berlusconi, "concedendo" altrettanto spazio agli altri partiti.
Un motivo in più per sostenere la privatizzazione della rai.
Così lo stato non dovrà più coprirne i passivi, anzi incasserà denaro sonante dalla vendita, anche a "spezzatino" e, soprattutto, gli Italiani non dovranno più pagare il canone rai (che Monti ha aumentato !) terza tassa più odiata, dopo l'imu sulla casa e il bollo auto.


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21 dicembre 2012

Oltre ogni limite

Il pubblico ministero di Milano ha chiesto un anno di reclusione per Silvio Berlusconi e tre anni e tre mesi per il fratello Paolo, editore del Il Giornale.
La colpa ?
Aver pubblicato la conversazione telefonica tra l'allora segretario del pci/pds/ds (non ancora pd) Piero Fassino, oggi sindaco di Torino, con l'allora presidente Unipol Giovanni Consorte in merito alla "conquista" di Bnl: il famoso "abbiamo una banca".
Leggendo la notizia non sono riuscito a capire se il pubblico ministero che ha presentato tale richiesta venisse da Marte o volesse rendere un favore al Cavaliere, considerato che, con tutte le fughe di notizie dalle procure, solo in questo caso si arriva ad un processo con tale corollario di pubblicità.
Poi ho letto che Fassino ha chiesto ben un milione di euro, nel miglior stile "debenedettiano", come risarcimento.
Il ridicolo è che non si guarda alla Luna, ma al dito che la indica.
Non viene infatti sanzionato un comportamento a dir poco discutibile nell'intreccio, svelato e non smentito, tra un partito politico (il pci/pds/ds non ancora pd) guidato da Fassino) e un colosso della cooperazione rossa.
No, viene inquisito e chiesta la condanna di chi ha svelato quell'intreccio.
Non solo.
Non viene processato il solo editore, ma anche il fratello che, guarda caso, è il potenziale candidato alla presidenza del consiglio in alternativa al duo Bersani-Monti voluto e spinto dalle consorterie finanziarie internazionali che vorrebbero mettere sotto tutela, asservendola, l'Italia intera ed hanno paura del ritorno del Cavaliere, troppo indipendente da loro per poter interpretare la parte del loro Re Travicello.
Qualsiasi persona di buon senso e di media intelligenza che non fosse accecata da un odio viscerale e fondamentalmente autodistruttivo (perchè votare Bersani-Monti è autolesionista viste le leggi fiscali e ideologiche che approverebbero) comprenderebbe che Berlusconi è una vittima e lo è perchè non si è piegato all'ordine mondiale deciso al di fuori dai nostri confini.
Anche questa vicenda dell' "abbiamo una banca" in cui a processo è finito chi l'ha svelata, è un ulteriore motivo per scegliere il Centro Destra alle prossime elezioni, contro la dittatura fiscale (e non solo) che deriverebbe da una vittoria di Bersani-Monti.




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