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16 dicembre 2012

Il buio dopo Berlusconi

La politica italiani dominata per diciotto anni dal "fattore B" è stata Cavaliere-dipendente per la personalità dominante di Berlusconi che, ancora oggi, nonostante le aggressioni interne ed esterne subite  e subende, nonostante l'età, è ancora in grado di catalizzare editoriali e sparigliare giochi che sembravano fatti.
Ultimo esempio il modo in cui ha resuscitato il PdL (oltre due punti in più nei sondaggi in una sola settimana) e messo all'angolo Monti, ponendolo nella alternativa tra il fare una scelta di campo (con Berlusconi come king maker) o galleggiare nella speranza di ricevere qualche gratificazione saltando all'ultimo momento (o anche dopo) sul carro del vincitore.
Berlusconi può piacere o meno, ma è l'unico personaggio che è in grado di svolgere una politica autonoma e non asservita a potentati economici o statuali che hanno la loro testa fuori dall'Italia.
In sostanza Berlusconi è l'unico cavallo di razza che abbia la politica italiana.
Purtroppo è arrivato in tarda età alla politica e i suoi 76 anni pesano e ipotecano, in negativo il futuro.
Da ragazzino lessi un racconto che narrava di un cane mastino, dominatore di tutti gli animali del quartiere, nei cui occhi, un giorno, un altro cane lesse la stanchezza dell'età e delle tante lotte compiute e lo aggredì pensando di vincere.
L'aggressore perse, ma il mastino tornò a casa solo per morire.
Gli altri animali si azzuffarono tra di loro finchè non emerse il nuovo dominatore.
Non so se le politiche del 2013 saranno l'ultima battaglia di Berlusconi o se si sia già combattuta, è certo che i "cani" del cortile si preparano a raccoglierne l'eredità anche se non c'è nessuno che adesso emerga come il dominatore.
La sinistra non ha mai dato, penso per limiti intellettuali e caratteriali, alcun elemento di spessore, quindi è nel Centro Destra che l'Italia e gli Italiani possono e devono guardare per trovare chi potrà affrancarli dalla servitù cui ci stanno portando gli ascari dell'unione sovietica europea e dell'euro.
La stagione di Berlusconi che volge al termine, indipendentemente dal se ci sarà o dall'esito di un last hurrah a febbraio, non ha fatto emergere alcun delfino con quelle caratteristiche di autorevolezza e personalità dominante necessarie per confrontarsi sulla scena mondiale con interlocutori forti della consapevolezza della loro forza economica, politica o militare.
Non ci resta, in questo momento, che difendere, come in trincea, il perimetro dell'esistente per evitare che il potere venga lasciato a devastanti personaggi incapaci di rappresentare l'esigenza di Libertà, Benessere e Sicurezza in un quadro di conferma dell'Identità, delle Radici e delle Tradizioni Nazionali.
A volte è necessaria una battaglia difensiva o anche una ritirata tattica per raccogliere e riorganizzare le forze per una nuova offensiva contro il nemico che, oggi come ieri e come sarà domani, è la sinistra con tutto ciò che sostiene e rappresenta per le sue devianze ideologiche, morali, economiche e politiche.


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02 luglio 2012

L'uomo nero

Libero, il quotidiano fondato da Vittorio Feltri e diretto ora da Maurizio Belpietro, è uscito in edizione straordinaria di lunedì con la prima pagina che ho scansionato e che correda questo post.
Mario Monti, come il più banale dei funzionari della politica, si è presentato a Kiev, dopo aver proposto di sospendere il calcio in Italia per due o tre anni, per incassare i dividendi di una vittoria sperata.
Il risultato è stato quello perfettamente inquadrato dalla prima pagina di Libero.
Ben gli sta.
Il disgusto che personalmente provo verso Monti è crescente.
Per le sue tasse.
Per il suo modo di proporsi.
Per la sua spocchia.
Per il suo snobismo verso il Popolo che paga le sue sporche tasse.
Per essersi sempre appoggiato ai poteri forti e mai aver rischiato di persona (ricordiamo sempre che prima di accettare di formare il nuovo governo ha preteso la nomina a senatore a vita !).
Per l'incapacità di realizzare quello che aveva lasciato intendere di poter fare, lasciando l'Italia nella stessa situazione di prima, anzi peggio, più povera e stremata di prima.
Per la supponenza con la quale insiste nel perseguire una politica dannosa, che azzera le speranze di crescita.
Per galleggiare grazie al continuo sostegno dei poteri forti finanziari che continuano a pompare articoli apologetici verso la sua persona, quando, per molto ma molto meno di niente, avevano crocefisso Silvio Berlusconi.
Leggendo altri post mi rendo tra l'altro conto che il mio disgusto verso quel signore è anche molto sobrio rispetto a quanto manifestano altri e questo la dice lunga sul sentimento del Popolo.
Ma la repulsione che in tanti proviamo verso Mario Monti ne fa il più autorevole candidato alla guida della sinistra, perchè solo a sinistra ci sono elettori che riescono ad ingoiare qualunque cosa.
E infatti sulla stampa odierna si legge di una ipotesi che Casini e il rieccolo D'alema avrebbero intenzione di perseguire per continuare con Monti anche dopo il 2013.
Così potranno realizzare lo scenario prefigurato da Confindustria che aveva per tutto il 2011 attaccato Berlusconi dicendo che eravamo sull'orlo dell'abisso e a giugno 2012, con Squinzi presidente, ha attaccato il governo Monti dicendo che l'Italia era nell'abisso: evidentemente con Monti abbiamo fatto un passo avanti ...
E a Berlusconi, che rimane, nonostante le opinioni di tanti amici, l'unica alternativa cui rivolgersi, ricordo che le lettere che riceve perchè resti in campo presuppongono la sua contrapposizione ai comunisti, non la previsione di larghe intese.
Contrapposizione che, dovesse venire a mancare, porterebbe a scegliere inevitabilmente un voto di bandiera (Forza Nuova o La Destra) anche se non produttivo di risultati.
Ed in questo lunedì reso amaro e più pesante dalla sconfitta della Nazionale e dal caldo africano, non è possibile non citare la Lega che si è data un nuovo leader nella persona di Roberto Maroni verso il quale confermo tutta la mia diffidenza.
Va bene il Nord, ma più chiarezza verso le alleanze e più chiarezza nell'escludere ogni compromesso con i comunisti.
Diversamente, potranno anche presentare il miglior progetto secessionista, ma varrà per Maroni lo stesso discorso fatto per Berlusconi: se occhieggia alle larghe intese con i rossi, meglio un voto di bandiera che un voto alla Lega.
Lo spartiacque, per me, resta sempre quello: prima di tutto sulla barricata opposta alla sinistra, su tutto il resto si può discutere.




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