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18 maggio 2026

Nessuno invochi la follia individuale per difendere l'immigrazionismo

Questa volta non ci sto io.

Ascolto di dichiarazioni che tendono a depotenziare l'atto criminale compiuto a Modena da un marocchino nato in Italia e con cittadinanza italiana, derubricandolo, come sempre succede quando accade qualcosa che disturba la narrazione cattocomunista, in un semplice atto di follia individuale.

Non ci sto.

E non ci sto ad ascoltare fantasiose tesi che attribuirebbero alla politica dei finanziamenti alla sanità del Governo Meloni la responsabilità di aver lasciato uno asseritamente mentalmente instabile, in libertà.

1) I finanziamenti alla sanità sono aumentati sotto il Governo Meloni (ben 143 miliardi, cifra mai raggiunta), dopo essere stati tagliati dai governi cattocomunisti da Monti a Draghi.

2) La sanità è nell'area di competenza delle regioni e l'Emilia Romagna, dove risiede l'attentatore, è da sempre nelle mani dei cattocomunisti e, prima ancora, dei comunisti senza catto.

3) I manicomi sono stati cancellati per colpa del dott. Basaglia, le cui teorie furono alla base di tutte le azioni dei cattocomunisti nel settore.

4) I fondi per la sanità in generale e per le malattie mentali in particolari, così come la capienza delle carceri, la ricettività negli ospedali, gli stabilimenti e il personale scolastico, le case a disposizione per compravendite e locazioni, sono ampiamente sufficienti per la popolazione Italiana ed è evidente che se carichiamo tutto ciò con milioni di nuovi arrivi, accolti senza alcun filtro, allora tutto diventa insufficiente e occorrono più soldi che non devono uscire dalle tasche, già spremute, degli Italiani.

5) Ogni popolazione ha la sua inevitabile percentuale di persone mentalmente instabili, ma se in un contesto già consolidato immettiamo a valanga soggetti non certificati e non filtrati, allora aumentano i rischi per l'intera popolazione.

Alla fine dei conti, meno immigrazione, meno rischi di atti devianti come quello di Modena, qualunque sia la causa posta a base, da non derubricare a singolo atto, perchè verrebbe meno anche quel minimo di attenzione e reattività che alcuni passanti hanno mostrato anche a Modena.

29 agosto 2021

Abolire la sanità pubblica

Leggo sempre più frequentemente dichiarazioni e proclami che vorrebbero negare a chi legittimamente decide di non vaccinarsi, le cure "gratuite" della sanità pubblica.

Oggi La Verità (ormai unico ed ultimo quotidiano rimasto a presidiare il Centro Destra) denuncia un "costituzionalista" che cerca di conquistarsi un posto in lista con i cattocomunisti con sofismi che vorrebbero giustificare la legittimità di imporre cure a pagamento dopo l'obbligo vaccinale.

A ruota un senatore di Forza Italia (sì, letto bene, di Forza Italia il partito che dovrebbe essere quello "liberale di massa") ne trae spunto per una proposta di legge in tal senso.

Io sono sempre stato contro la sanità pubblica.

La considero un Moloch al quale vengono sacrificati miliardi dei nostri contributi obbligatori, per avere un servizio minimale, costringendoci a ricorrere a visite ed esami privati se vogliamo avere un servizio di qualità.

Sono quindi d'accordo sul fatto che si facciano pagare le cure.

A tutti, però, previa abolizione del servizio sanitario pubblico e restituzione, con tanto di interessi e rivalutazione monetaria, dei contributi versati dai cittadini fino ad oggi, per consentirci di accendere una polizza sanitaria privata o aderire ad una cassa sanitaria privata.

Ognuno paghi quello che consuma, i servizi e le prestazioni che richiede, senza gravare sui contributi altrui e sicuramente ciò impedirebbe anche sprechi e sperperi comuni nel settore pubblico.

Chi è più bravo, ospedali, cliniche, medici, guadagnerebbe senza doversi inchinare al burocrate di turno e chi è incapace cambierebbe mestiere a beneficio di tutti.

Nessuno che verrebbe a sindacare se sei o meno vaccinato, se fumi o no, se mangi "sano" o no, con la scusa che le eventuali cure sono pagate da tutti.

Vivi e lascia vivere.

12 dicembre 2012

Napolitano alla caccia dei nostri soldi

Mentre Bersani si batte il petto e urla "io europeista" come se fosse un merito invece della manifestazione più evidente del disinteresse verso l'Italia e gli Italiani che nell'europa squallidamente e perversamente filotedesca rischia di tornare una colonia di sudditi senza dignità, Napolitano risolve il problema della sanità.
Non maggiore efficienza.
Non taglio delle spese.
Non bilanci equilibrati.
Bensì più tasse.
Tante tasse.
Naturalmente sarebbero i "più ricchi" a pagare.
Ma chi sarebbero "i più ricchi" ?
Quelli che già pagano due volte con la trattenuta sui redditi per il servizio sanitario nazionale e per il ticket e una terza anche per farsi curare se vogliono farsi curare realmente ?
Sì, perchè il concetto di "ricco" è molto soggettivo e tale è, per ciascuno di noi, sempre "l'altro", quello che appare ad avere di più.
Da comunista incallito Napolitano pensa solo ad espropriarci dei nostri soldi,  senza capire che anche con una tassa uguale in percentuale per tutti, chi ha di più paga di più senza quella corbelleria della progressività.
E senza capire che il problema non è di togliere più soldi dalle nostre tasche per alimentare la spesa pubblica, ma di tagliare la spesa che ci opprime.


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28 novembre 2012

Monti straparla anche sulla sanità

Con la sua tipica verbosità involuta ed oscura, Mario Monti ieri ha prima annunciato che non ci sono finanziamenti pubblici sufficienti per sostenere la sanità pubblica, poi ha girato le parole per dire che rimarrà il finanziamento pubblico ma che dovranno trovarsi fonti di finanziamento "integrative".
Se quelle fonti "integrative" non saranno pubbliche non potranno che essere private.
In sostanza Monti ci dice che oltre ad essere rapinati a titolo SSN (Servizio Sanitario Nazionale), dovremo anche pagare di tasca nostra, con quello che ci rimane in tasca, se vorremo essere realmente curati e assistiti.
Perchè, non è già così ?


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22 marzo 2010

Povera America !

Una breve parentesi per commentare il voto della camera bassa degli Stati Uniti che ha, disgraziatamente, approvato la riforma sanitaria.
Evidentemente non hanno imparato nulla dalla loro Patria di origine, l'Inghilterra, la cui repentina crisi a fine anni cinquanta e inizio sessanta derivò proprio da un assistenzialismo di stampo socialista che indebolì mortalmente quella che era stata una Nazione Imperiale.
Che quello “giovane, bello (?) e abbronzato” fosse un socialista è stato evidente da subito, considerando chi lo ha sostenuto e le nomine da lui effettuate.
Ma che riuscisse a raggiungere una, sia pur esigua, maggioranza non si poteva immaginare se non nei sogni degli antiamericani più accesi.
Il socialismo inizia come tomba dell'individuo e finisce come tomba dell'umanità e temo che gli Stati Uniti se ne accorgeranno e ne pagheranno lo scotto, duramente.
Come lo abbiamo pagato noi in Italia, dove il dissesto economico è iniziato con le nazionalizzazioni imposte dal psi di Nenni come prezzo da pagare all'alleanza con la dc (il dissesto morale seguì di poco, con la legge del 1970 che introdusse il divorzio … ma di questo scriverò dopo le elezioni).
Se ogni lavoratore dipendente conservasse le sue buste paga, a fine carriera potrebbe calcolare con esattezza quanto gli costi la sanità pubblica che, poi, gli impone tickets, code, lungaggini varie.
Negli ultimi anni di vita di mio padre, ho dovuto spesso accompagnarlo in strutture pubbliche e private ed è stato ricoverato quattro volte.
Ho potuto constatare di persona la differenza tra l'efficienza delle strutture private, dove il personale – meno numeroso – svolgeva comunque con prontezza e dedizione il suo lavoro, da quelle pubbliche dove l'andamento era complessivamente più lento e burocratico, anche se non sono mancate punte di eccellenza dovute alla responsabilità ed alla coscienza dei singoli, non certo ai regolamenti che, se applicati, avrebbero portato tutti ad essere assimilati a dei certificatori di banalità.
Una persona responsabile sottoscriverebbe una assicurazione e con quello che paghiamo, con una trattenuta obbligatoria, la sanità pubblica ci potremmo regalare una assicurazione completa e, probabilmente, il controllo e l'interesse dei privati impedirebbe certi abusi e sprechi cui abbiamo avuto notizia dalla stampa e dalle indagini giornalistiche.
Tornando al voto negli Stati Uniti, nella decisione di realizzare una assistenza pubblica c'è un solo dato positivo: il fatto che i deputati democratici antiabortisti abbiano ottenuto l'emanazione di un decreto che esclude dai contributi pubblici l'aborto.
Almeno sono riusciti a far vivere qualche innocente in più … ma a che prezzo !

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