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14 aprile 2009

La quinta colonna nel pdl getta la maschera

La maggior parte di chi ha votato pdl (e Lega) lo ha fatto pensando a poche cose, concrete e di netta rottura con la sinistra.
La riduzione delle tasse, per avere a propria disposizione i soldi che si guadagnano e non vederli sperperati in mille rivoli clientelari.
La sicurezza, con una politica che fermi il flusso degli immigrati e riesca a fare pulizia tra coloro che sono entrati illegalmente in Italia, fermando lo stillicidio di rapine e violenze che a questi si accompagna.
Ordine e pulizia nelle città.
La tutela della vita dei cittadini onesti.
La difesa di costumi che rappresentano la tradizione della nostra Patria.
La valorizzazione della famiglia come nucleo fondante la società civile, una famiglia che è tale solo se composta dalla unione di un uomo con una donna.
Sono Valori che condivido e se non ho votato per pdl (o Lega) è stato perché le scelte effettuate da Berlusconi di imbarcare certi personaggi ed escluderne altri, non solo non mi avevano convinto, ma le giudicavo contrarie a quello stesso programma.
I fatti, purtroppo, mi stanno dando ragione.
Se, grazie solo alla presenza ed impegno personale di Berlusconi, ancora il governo deve essere giudicato migliore rispetto a qualsiasi altro governo dovesse essere (nel passato o nel futuro) presieduto da un esponente della sinistra, sta prendendo piede una autentica quinta colonna all’interno del pdl che manifesta la sua sistematica ostilità proprio a quei valori per i quali gli elettori hanno, principalmente, votato quel partito.
Non è un caso se quella quinta colonna trovi nel presidente della camera Gianfranco Fini il suo nume tutelare.
Non è un caso perché Fini, già dal settembre 2003, cominciò a rappresentare un autentico balzello, un bastone fra le ruote del governo Berlusconi.
Con la richiesta di voto per gli immigrati, con il sostegno al referendum contro la legge che regolava la procreazione assistita e la raccolta di firme per abrogare una legge elettorale che è quella che meglio può interpretare le esigenze italiane, garantendo in un tempo governabilità e pluralismo.
E non possiamo dimenticare che Fini definì lo stesso pdl “comica finale” e … va bene cambiare idea, ma nel giro di due mesi – tanti ne bastarono a Fini per passare dalla ostilità al posto in lista nel pdl – francamente è un po’ troppo, anche per uno abituato ad usare le idee come le (pessime) cravatte del suo guardaroba.
Così, passato il momento elettorale ed andato all’incasso della terza carica dello stato, Fini torna all’assalto del suo stesso partito, cercando di demolirne il consenso elettorale.
Si schiera con chi ritiene legittimo sottrarre alimentazione ad una persona inabile, lasciandola morire e critica la legge sul c.d. “testamento biologico” che vorrebbe impedire che ciò possa accadere, come dovrebbe essere in ogni nazione civile e senza il bisogno di una legge che lo imponga.
Ma, di più, va all’attacco del decreto sicurezza approntato da un ministro leghista.
Riesce così a far saltare le ronde popolari, l’obbligatorietà della denuncia da parte dei medici dei clandestini e anche la sola possibilità che ciò accada.
In questo è supportato da una entità, elettoralmente inconsistente, ma che ha saputo infiltrarsi nel partito giocando sulla ambizione di Berlusconi di rappresentare “tutti”: i radicali.
Tra loro Benedetto Della Vedova e Daniele Capezzone, figli ripudiati di Pannella, ma che da Pannella hanno ben imparato a vendere il loro prodotto, pur senza portare alcuna dote.
Sono l’ala laicista, politicamente corretta, contraria ai principi tradizionale di società e disposti ad assecondare ogni capriccio anche quando devia dall’ordine naturale delle cose, contraria a far interpretare al pdl il ruolo positivo di partito della vita, fortemente e prevalentemente anticlericale.
E adesso si sentono forti.
Al punto di gettare la maschera e svelare il loro disegno: con Fini batteremo il pdl ratzingeriano così si legge nel titolo di un post che riporta una intervista dello stesso Della Vedova.
In quella intervista (e nel titolo del post) è riassunto il disegno politico di costoro.
Un partito arlecchino, dove stiano dentro tutti e il loro contrario perché “anche il nuovo capo dei Repubblicani americani, Michael Steele, di colore, pro-gay, pro-choice, difensore del libero mercato, ha parlato del Gop come di un bigtent party, un tendone sotto il quale ci sono persone con opinioni e sensibilità diverse”, “un partito che sia in presa diretta con la società”, dove il dopo Berlusconi si chiama Fini perché “La sua linea è molto più aderente a quella del Ppe rispetto a quanti pensano ad un Pdl come partito della vita contro un presunto partito della morte, della famiglia contro le coppie di fatto e gli omosessuali, dell’identità cristiana contro quella multietnica e multireligiosa. Fa una scommessa sul futuro che mi piace”, mentre sulla sicurezza e l’immigrazione la posizione appare di gran lunga più allineata con la sinistra che con il Centro Destra perché “Il Pdl non può essere il partito della paura” e sul voto che ha bocciato i centri di accoglienza dopo che il governo stesso aveva rinunciato alle ronde popolari e dopo la famigerata lettera dei “101” Della Vedova è sempre più esplcito: “Il voto sui Cie è un segnale?Lo è, come pure la lettera dei 101”.
Favorevole pure al referendum elettorale che, limitando il pluralismo partitico, ridurrà il gioco a due sole forze e, infatti “Io penso a consolidare i due grandi partiti”.
Leggere Della Vedova è istruttivo per capire quanto l’ala radicalfiniana del pdl è all’attacco per utilizzare i voti di Centro Destra per finalità che non sono affatto di Centro Destra e si sente così forte da aver gettato la maschera: fino a quando l’elettore di Centro Destra continuerà a farsi prendere per il naso da costoro ?
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3 commenti:

John Christian Falkenberg ha detto...

L'ultima volta che ho controllato, il programma del PdL non comprendeva l'instaurazione dello Stato Etico . La "difesa della famiglia" è uno slogan brandito da tutti e a cui ognuno ha dato la propria interpretazione e la sottomissione al punto di vista cattolico non è mai stata condizione necessaria né sufficiente per l'appartenenza alla Destra italiana. In caso contrario, Dossetti e Fanfani sarebbero di Destra, mentre Cavour, Crispi, Sonnino, Bottai e Montanelli, solo per citarne alcuni, sarebbero di sinistra.

Massimo ha detto...

Se per impedire che una persona sia lasciata morire senza alimentazione, per evitare che si trsformino i capricci degli omosessuali in "diritti" da sancire con un timbro di legge, per evitare che la scienza si trasformi nelle fantasie malate di certo horror significhi essere in uno "stato etico", allora, come ho già scritto, viva lo stato etico, anzi viva il Papa Re.
E i Valori della Destra non sono quelli rappresentati da chi sostiene quelle presunte "idee".
Non credo, peraltro, che Cavour, Crispi, Sonnino e Bottai fossero sulla linea di chi sostiene quanto sopra. Montanelli, l'ultimo, non lo so. E' stato a lungo un esempio per chi non era di sinistra, poi ... è invecchiato.

Lorenza ha detto...

Non sanno più cosa fare per frenare l'azione del governo (già di per sé blandissima). La speranza di Fini poi è che Berlusconi fallisca e l'Italia lo acclami nuovo leader della dx. Poveretto, fa quasi pena...