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03 aprile 2011

Una proposta di libertà


Ogni tanto, mi sembra però che sia la prima volta, anche le iniziative cosiddette bipartisan hanno un loro valore morale.

Così è la proposta di legge di quattro parlamentari del Pdl e uno dei finioti che meritano di essere citati come indicati ne Il Giornale del 2 aprile scorso: Cristiano De Eccher (Pdl) Fabrizio di Stefano (Pdl) Francesco Bevilacqua (Pdl) Achille Totaro (Pdl) Egidio Digilio (Fli).

I cinque senatori propongono, finalmente !, l'abolizione della XII disposizione transitoria della costituzione del 1948 che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

Il secondo comma della medesima disposizione è già ampiamente decaduto, visto che prevedeva per un solo quinquennio “limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista”.

Il divieto contro una organizzazione politica fascista sembrerebbe “eterno” , come le leggi repressive della libertà di opinione che portano il nome di chi le firmò da ministro (Scelba e Mancino).

Come già fu, nella prima legislatura interamente a maggioranza di Centro Destra, per l'abolizione della XIII disposizione transitoria che vietava l'ingresso in Italia dei discendenti maschi di Casa Savoia, così anche la XII tuttora in vigora rappresenta un vulnus ad un completo concetto di libertà e di democrazia.

Se mai ha avuto un significato nell'immediato dopoguerra quando la fragile repubblica italiana nata da sempre più consistenti dubbi sulla regolarità del referendum del 2 giugno 1946 poteva temere il richiamo del PNF, dopo 66 anni dalla fine della guerra rappresenta solo un momento illiberale di repressione delle idee.

Perchè non sono le idee, i simboli o le sigle che rappresentano un pericolo, ma le azioni violente che potrebbero essere adottate e, francamente, sono ben di più, praticamente in percentuale se non totale almeno bulgara, le azioni violente compiute nel nome della falce e martello che in quello del Fascio Littorio.

Il Fascismo fu rappresentativo di un movimento di Popolo ?

Sì.

Il Fascismo fu rappresentativo di una Idea ?

.

Il Fascismo fu rappresentativo di un progetto di società ?

Sì.

Allora ha pieno titolo per presentarsi ai cittadini, chiederne il voto e, se del caso, ottenere eletti.

Sono le regole della democrazia e chi nega tale diritto, dimostra di non aver compreso che cosa sia la democrazia nonostante se ne riempia la bocca pressochè quotidianamente.

E' abbastanza risibile, poi, che ci sia ancora qualcuno che sia così insicuro delle proprie idee e del loro appeal, da fuggire dal confronto con le idee contrarie e, anzi, da cercare, con la violenza di impedirne la circolazione e, sicuramente, si opporrà alla abrogazione della XII disposizione transitoria.

Forse non sarà abrogata in questa legislatura, ma sicuramente accadrà, come è stato per la XIII, perchè una idea non può essere vietata per legge.


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5 commenti:

ambrotos ha detto...

Sinceramente contento per la proposta. Ma poi siamo sicuri che, se sempre si formerà un nuovo PNF, sarà formato da persone che amano la loro Patria e che quindi, lavorino seriamente per la società e con quell'orgoglio nazionale perduto?

Massimo ha detto...

Più che altro mi domando chi potrebbe aderire al liberato PNF. Forse pochi, forse unirebbe la Destra Radicale oggi divisa in troppi personalismi. Ma più che un simbolo o una sigla, credo che per unire la Destra Radicale servirebbe una persona che sappia porsi come autorevole interprete di una Destra Nazionale che coniughi i Valori immutabili della Patria, della Tradizione e dei Costumi, con il vivere nel terzo millennio, in piena globalizzazione non solo economica.

ambrotos ha detto...

Concordo con voi. In effetti il problema della politica ed in particolare della politica italiana è proprio questo. La mancanza di persone vogliose di rimboccarsi le maniche, persone portatrici di SANI valori. Al momento siamo tutti troppo accecati dall'odio e se continuerà cosi chi ne subirà le conseguenze sara sempre e solo la NOSTRA povera Italia. Due le soluzioni (a mio avviso) possibili: la prima è un REALE e SOSTANZIALE ringiovanimento della classe politica (cosa quasi impossibile da attuare, dati i fortissimi interessi di ogni singolo flaccido mollusco seduto nelle aule del parlamento), la seconda si suddivide tra una potenziale caduta in una sorta di "anarchia" ed un ritorno a un sistema "simil" totalitario (con la speranza che chi abbia in mano le redini abbia un po di sale nella zucca)

marshall ha detto...

Complimenti per questo "volo" nelle alte vette del pensiero umano!

Massimo ha detto...

Ambrotos. Non posso che concordare. Anche io mi domando se la democrazia classica abbia ancora una sua efficacia o se, invece, non dovremmo riflettere su un sistema che tenga conto della velocità con cui si evolve il mondo contemporaneo che richiede anche rapidità di decisioni. Sulla degenerazione in anarchia o sul ritorno alla monarchia ... beh ho già scritto in passato prendendo spunto dalla teoria dell'anaciclosi di Polibio ...