Il fatto di ieri è noto.
Nella grassa e rossa Modena, cittadina storica dell'Emilia Romagna, con perenni maggioranze di sinistra, un marocchino con cittadinanza italiana (preferisco questa formulazione a quella buonista dei mezzi di informazione "Italiano di seconda generazione") si è lanciato con la sua automobile contro i passanti.
Otto feriti e due persone con le gambe amputate.
Non c'è difesa dalle aggressioni di cani sciolti come quello di ieri.
Anche se si raddoppiassero le pattuglie di Carabinieri e Polizia, la scelta individuale di scagliarsi contro qualcuno o qualcosa è talmente imprevedibile da non consentire alcuna prevenzione.
L'unica prevenzione è eliminare alla radice il pericolo, anche se talvolta con l'acqua sporca verrebbe buttato via anche il bambino.
Modena, come Bologna e tutta l'Emilia Romagna corrotta da una mentalità politicamente corretta, buonista, di sinistra, ottusamente immigrazionista fino al midollo, è la dimostrazione di come, anche mettendosi in ginocchio davanti ai clandestini, anche conferendo loro la nostra cittadinanza, non si possa ridurre il pericolo senza rimpatriare chi è arrivato in massa negli anni scorsi.
Se vogliamo sopravvivere non possiamo fare altro che una dura azione di identificazione ed espulsione, revocando la cittadinanza imprudentemente concessa a chi delinque e mettendo filtri molto alti per eventuali ulteriori ingressi, che dovranno essere individuali e non di massa e di soggetti che, per mentalità cultura, religione, costumi, siano disponibili ad essere assimilati, non semplicemente integrati nè, tanto meno, che pretendano da parte nostra disponibilità all'inclusione.
Sono loro che devono adeguarsi al nostro stile di vita, non noi che dobbiamo convivere con il loro.
E non fa male ricordare le parole profetiche e ancora attualissime del Cardinale Giacomo Biffi pronunciate nel settembre del 2000 e che potete rileggere qui.
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