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20 luglio 2026

La pochezza di un sindaco

Ieri, a Bologna, un immigrato di 43 anni che stava dando in escandescenze tanto che i vicini hanno chiamato la Polizia, è morto mentre alcuni Poliziotti stavano cercando di immobilizzarlo SENZA usare la pistola nè il taser, ma solo spray urticante e manette.

Era presente, per ogni evenienza anche un'ambulanza del 118.

Sarà l'autopsia a dire come è morto l'immigrato che se stava dando in escandescenza tanto da allarmare i vicini, non poteva che essere neutralizzato utilizzando coercizione fisica.

Solo dopo si potrà eventualmente valutare la congruità e l'appropriatezza dell'intervento della Polizia, fermo restando che il primo dovere di un Poliziotto (o Carabiniere, ma anche di chiunque intervenga in una situazione di pericolo) è tutelare se stesso, la propria incolumità, poi assolvere al compito di tutela della comunità e infine adottare le misure proporzionali per mettere nelle condizioni di non nuocere il protagonista di una turbativa.

Senza attendere di conoscere l'esito dell'autopsia, però, si è scatenata la canea dei cattocomunisti che non vedevano l'ora di trovare un pretesto per distogliere l'attenzione dalla aberrante condanna alla prigione ed al risarcimento contro Mario Roggero.

La prova c'è in un lapsus che la dice lunga sul retropensiero di certi individui che bramano il pretesto per dar contro a questo Governo.

Il "finalmente", puntualmente evidenziato da Francesca Totolo nel post su X che riproduco, svela molto dell'approccio cattocomunista all'ordine pubblico ed a quanto poco loro interessi la Sicurezza ed il Benessere dei cittadini a fronte, invece, dell'utilizzo distorto di vicende a meri fini di propaganda.

"Finalmente" hanno un morto di cui impossessarsi e con il quale soffiare sul fuoco per danneggiare il Governo e se si danneggia anche l'Italia, tanto meglio, così quando andranno loro al governo sarà più facile sottomettersi completamente ai voleri di Bruxelles tra tasse verdi, patrimoniali, revisione del catasto e divieti a pioggia.

In un tale quadro il sindaco di Bologna, invece di rappresentare la città, cercando di evitare che si alzi tensione e possa sfociare in violenza, chiama la cittadinanza ad una adunata di piazza nella convinzione di poter controllare le frange violente.

In tal modo dimostra pochezza politica e smemoratezza della stessa storia di Bologna, quando nel 1977 la vetrina comunista fu infranta proprio da quelle frange violente fino ad allora sempre coccolate dalla amministrazioni rosse e dal pci. 

Come disse proprio il loro prediletto Marx, la Storia si ripete sempre due volte, prima come tragedia e poi come farsa. 

17 maggio 2026

L'immigrazione senza filtri minaccia Benessere e Sicurezza di tutti noi

Il fatto di ieri è noto.

Nella grassa e rossa Modena, cittadina storica dell'Emilia Romagna, con perenni maggioranze di sinistra, un marocchino con cittadinanza italiana (preferisco questa formulazione a quella buonista dei mezzi di informazione "Italiano di seconda generazione") si è lanciato con la sua automobile contro i passanti.

Otto feriti e due persone con le gambe amputate.

Non c'è difesa dalle aggressioni di cani sciolti come quello di ieri.

Anche se si raddoppiassero le pattuglie di Carabinieri e Polizia, la scelta individuale di scagliarsi contro qualcuno o qualcosa è talmente imprevedibile da non consentire alcuna prevenzione.

L'unica prevenzione è eliminare alla radice il pericolo, anche se talvolta con l'acqua sporca verrebbe buttato via anche il bambino.

Modena, come Bologna e tutta l'Emilia Romagna corrotta da una mentalità politicamente corretta, buonista, di sinistra, ottusamente immigrazionista fino al midollo, è la dimostrazione di come, anche mettendosi in ginocchio davanti ai clandestini, anche conferendo loro la nostra cittadinanza, non si possa ridurre il pericolo senza rimpatriare chi è arrivato in massa negli anni scorsi.

Se vogliamo sopravvivere non possiamo fare altro che una dura azione di identificazione ed espulsione, revocando la cittadinanza imprudentemente concessa a chi delinque e mettendo filtri molto alti per eventuali ulteriori ingressi, che dovranno essere individuali e non di massa e di soggetti che, per mentalità cultura, religione, costumi, siano disponibili ad essere assimilati, non semplicemente integrati nè, tanto meno, che pretendano da parte nostra disponibilità all'inclusione.

Sono loro che devono adeguarsi al nostro stile di vita, non noi che dobbiamo convivere con il loro.

E non fa male ricordare le parole profetiche e ancora attualissime del Cardinale Giacomo Biffi pronunciate nel settembre del 2000 e che potete rileggere qui.

13 gennaio 2025

La Sicurezza primo bene

Le esecrabili violenze promosse nel nome di un egiziano che è morto mentre fuggiva violando un posto di blocco dei Carabinieri e di un popolo che continua a fornire manovalanza a  bande terroriste, somigliano molto, troppo, alla violenza nelle piazze che fece da humus alle Brigate Rosse.

Memori di quella esperienza è necessario reprimere, anche con la forza, simili rigurgiti che sono, con buona pace del sindaco di Bologna Lepore, fondati su idee sbagliate e sono solo azioni distruttive che devastano le città ed i beni pubblici e privati, oltre a mettere in pericolo l'incolumità dei cittadini.

Comportamenti ben diversi da quelli delle "camicie nere", care a Lepore nella sua fola antifascista, che hanno manifestato e manifestano ordinatamente, senza mandare all'ospedale Poliziotti e Carabinieri, senza distruggere tavolini di bar e ristoranti, senza imbrattare vetrine e muri.

Ho apprezzato le dichiarazioni di condanna che, dalla Meloni a cascata sono state pronunciate contro le violenze dei manifestanti, molti dei quali immigrati, cittadini di altri stati o cittadini italiani per un tratto di penna probabilmente non meritato.

Adesso mi aspetto che la reazione sia adeguata all'emergenza e, come si agì contro le Brigate Rosse, così si agisca contro i gruppi che stanno ricreando quella base in cui le BR prosperarono e trovarono manovalanza e che oggi possono svolgere lo stesso ruolo per le istanza rappresentate dai pro pal e dai sostenitori di chi cerca di sfuggire ad un posto di blocco.

E si può cominciare con un atto concreto, uno scudo penale e civile contro ogni azione nei confronti di quei Poliziotti e Carabinieri, ma anche di Civili, che agiscono concretamente, reagendo, contro chi delinque.


14 giugno 2019

La giustizia negata


Ci risiamo.
Cavillando, cavillando, i magistrati continuano a perseguitare le vittime che si sono difese dai criminali.
Non ha importanza dove e come i cittadini di di Ivrea e di Padova abbiano sparato abbattendo il delinquente.

Quello che conta è: quel soggetto stava aggredendo o aveva aggredito una proprietà privata commettendo o tentando di commettere una rapina ?
Nessuno può negarlo.

Quindi la reazione è stata legittima e a beneficio dell'intera comunità che dovrebbe premiare quei Connazionali e non assistere al loro massacro giudiziario.





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08 giugno 2019

La difesa non è mai eccessiva


Vicino ad Ivrea, nella notte tra giovedì 6 e venerdì 7 giugno tre criminali sono entrati in una tabaccheria per rapinarla.
Il proprietario, il cui appartamento è sopra il negozio e detiene legalmente un'arma, li ha affrontati e mentre due sono scappati un terzo è stato abbattuto.
Mi auguro, anche se non nutro alcuna fiducia nei magistrati che infatti lo hanno già iscritto - sia pur dicendo che sarebbe "un atto divuto" - nel registro degli indagati per "eccesso colposo di legittima difesa", che sia applicata la nuova legge sulla legittima difesa.
Il tabaccaio ha un'arma regolarmente detenuta, di notte ha visto violata la sua proprietà ed erano tre contro uno.
Nessun dubbio: difesa legittima.
E per il diritto di difesa non esiste alcun eccesso.
Ultimo appunto: se non fosse stato armato, tre contro uno lo avrebbero sopraffatto.
Ecco perché serve un passo in più:legittimare tutti noi di nazionalità italiana a detenere armi senza timbri preventivi dello stato.




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08 gennaio 2019

I compagni perdono i voti ma non i vizi


Come una mandria ottusa si getta nel dirupo al seguito del vecchio capo branco impazzito, così gli euro cattocomunisti stanno seguendo l'apripista con una serie di ricorsi alla corte costituzionale contro un decreto sicurezza e immigrazione appoggiato, secondo i sondaggi, dal 65% degli Italiani.
Invece di occuparsi di amministrare al meglio la cosa pubblica, presidenti rossi e bianchi di regione, sindaci e cariche istituzionali disparate fanno prevalere il loro odio ideologico sull'interesse dei loro stessi amministrati.
Sono i soliti compagni che perdono i voti ma non i vizi.
Il primo è l'arroganza, l'enorme spocchia che li contraddistingue e che li porta a pensare di poter imporre alla maggioranza la volontà di una minoranza "per il loro bene".
Il secondo è la cecità davanti alla realtà dei fatti, dove chiunque può vedere come la immissione massiccia di clandestini provochi disagi sociali che diventano problemi di ordine pubblico da affrontare per garantire sicurezza agli Italiani, in difesa delle vite di tutti noi e dei nostri beni.
L'elenco potrebbe continuare ma, per farla breve, arrivo al vizio peggiore, atavico, che è incardinato nel loro dna e condividono con i loro recenti compagni di viaggio, i cattolici che sdilinquiscono per Bergoglio.
Un vizio che ha fatto loro sostenere da un lato le tesi dell'Unione Sovietica e quelle del primato vaticano, poi facendo loro sposare la causa della nuova unione sovietica, con sede a Bruxelles e adesso l'immigrazionismo più sfrenato.
E' il vizio dell'essere contro gli Italiani, di odiare noi Italiani, al punto di dimenticarsi di essere loro stessi italiani (ma con la "i" minuscola, si intende !).
Fate pure i vostri ricorsi, ma la maggioranza dovrà vedersi riconoscere le proprie prerogative.
E se non ci verranno riconosciute, ce le prenderemo con il democraticissimo voto popolare.




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29 gennaio 2010

Meno immigrati, meno reati

Mentre aspettiamo date certe per l’elezione del sindaco a Bologna, il Governo ha emanato l’ennesimo provvedimento contro la mafia.
E’ da quando seguo la politica italiana che si parla di lotta alla mafia ed ogni volta vengono annunciati provvedimenti e “giri di vite”.
Credo che la criminalità sia un qualcosa che vive assieme all’uomo e, che si chiami mafia o triade o yakuza, ci sarà sempre.
Non è, dunque, questione italiana, ma dell’umanità.
E’ la eterna lotta del Bene contro il Male.
Per cui è necessario togliere carburante al Male, più che sperare di estinguerlo.
Berlusconi lo sapeva da tempo, ma ieri ha rotto gli indugi ed ha sancito che “meno immigrati, meno reati”.
Naturalmente gli sono saltati addosso.
Tutti quelli che, magari, marciano contro la mafia, marciano anche per accogliere migliaia di diseredati che, non potendo trovare lavoro, vitto e alloggio che talvolta non c’è neppure per gli Italiani, non possono che diventare la manodopera di cui si serve la criminalità organizzata per tessere la sua tela nel territorio.
La frase di Berlusconi (che l’abbia o meno pronunciata in quei termini) rappresenta invece una verità lapalissiana.
Basta pensare a quelle zone delle grandi città abbandonate dagli “indigeni” per diventare dei “santuari” di extracomunitari.
Le indagini giornalistiche su tale degrado si sprecano, eppure le anime belle del “politicamente corretto” non sanno fare altro che sognare di “integrazione”, “accoglienza” e “assistenza”.
Già, almeno pagassero loro !
Eppure ai primi immigrati sbarcati in Corsica (grazie alla politica del Governo Berlusconi che ha reso sempre più difficile invadere la nostra terra) la Francia ha reagito con forza: come se all’Eliseo ci fosse Calderoli.
Nessuno ha osato criticare.
E Sarkozy ha anche chiesto un pattugliamento nel mare: scommettiamo che adesso che sono stati violati i confini francesi quel pattugliamento si unirà a quello italiano e libico per respingere gli immigrati senza che dall’europa, vecchia e vigliacca, si alzi una sola voce che ne contesti la legittimità ?
Allora smettiamola di fare vuota retorica antimafia e agiamo, come è indicato dalla politica del Ministro Maroni, per eliminare tutti i supporti ad una criminalità che ci sarà sempre, indipendentemente dai nomi che assumerà.
Fermare l’immigrazione clandestina, significa aiutare i cittadini onesti a vivere in maggiore sicurezza e, quindi, con più benessere, perché significa creare più difficoltà di reclutamento per le mafie di ogni latitudine e denominazione.


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30 luglio 2009

I diritti della maggioranza

Come ultimo post “programmato” (il prossimo sarà “in diretta”) una riflessione su un qualcosa che mi sembra una autentica iattura per ogni governo ed un limite illegittimo ai diritti della maggioranza.
Sto parlando di quella autentica “menata” che leggiamo, ogni tre per due, sui “diritti delle minoranze” e che fa il paio con i “diritti dei carcerati” quando agli assassini ed ai ladri è concesso ogni privilegio, mentre ci si dimentica (troppo spesso e troppo presto !) delle vittime, in quanto ambedue espressione di quel buonismo d'accatto e "politicamente corretto" che tanti danni provoca al nostro sviluppo sociale, civile, politico ed economico.
I “diritti delle minoranze” sono una derivazione diretta da quel progetto del presidente democratico Lindon Barney Johnson (forse pressato dalle aspettative che aveva creato il suo predecessore – sin troppo esaltato, forse perché morto prima che si potesse leggerne il bluff – J.F.Kennedy) e che è passato sotto il nome di “Grande Società”.
All’interno di tale costruzione trovarono posto anche le famigerate “quote”, per cui se vi erano un tot di posti disponibili, questi non venivano assegnati ai migliori, ma in base alla loro provenienza razziale, per rispettare, appunto, le “quote” e dare spazio anche alle “minoranze”.
Era la prima applicazione dei “diritti delle minoranze” e che tutti possiamo toccare con mano nei telefilm di produzione americana (e oggi anche francese, inglese e tedesca) dove vediamo che i gruppi dei protagonisti comprendono sistematicamente una o più donne, uno o più negri (o ispanici, o turchi, o magrebini …).
E’ evidente che il fatto di dover assegnare posti, prevalentemente nella pubblica amministrazione, in base al sesso o alla razza e non in base alle qualifiche, si è dimostrato un boomerang proprio sulla qualità dei servizi offerti.
Gli americani sembrava stessero ritornando sui loro passi quando hanno inopinatamente eletto un negro, rappresentante cioè di una minoranza contabilizzata al 10% della popolazione, alla presidenza.
Con le conseguenze che vediamo quotidianamente: dalle nomine di esponenti delle “minoranze” nei vari organismi (ultima la Nasa, penultima la Corte Suprema), al socialismo manifesto da cui l’interventismo statale e l’assistenzialismo che si prepara per i poveri americani.
Le “minoranze” che pretendono dei diritti – che si palesano poi come autentici ed immotivati privilegi – si sono così moltiplicate.
Da quelle religiose (ebrei, musulmani in primis) a quelle etniche (turchi, magrebini, pakistani, a seconda delle zone).
Da quelle razziali (negri, asiatici, indios), a quelle di genere (donne: veggasi la ancora non risolta questione delle “quote” rosa in politica) per finire persino agli omosessuali che pretenderebbero una legislazione di favore, ad hoc, considerandosi l’ennesima “minoranza” da proteggere (cioè da privilegiare).
E in tutto questo bailamme di vantati “diritti delle minoranze”, chi ci rimette, chi viene ad essere realmente conculcata nei suoi diritti, è la maggioranza.
Con l’obbligo di dover fare spazio a “quote” per le minoranze ognuna delle quali pretende un “diritto di veto”, ma anche con la spada di Damocle di venir tacciata di “razzismo” ad ogni manifestazione di quello che sarebbe un suo semplice ed inalienabile diritto: informare alle proprie concezioni ed idee lo sviluppo della società.
Perché questo è il contratto sociale posto a base di uno stato: la maggioranza decide come impostare l’azione del proprio governo e quali priorità affrontare.
Le “minoranze” hanno il diritto di parola, di diffondere le loro idee, di praticare la loro religione (purchè non sia contraria al comune senso del pudore ed ai costumi della società in cui vivono), di votare.
Non hanno un diritto di veto sulle decisioni della maggioranza.
Non hanno il diritto ad avere una nicchia di privilegio per il solo fatto di essere una minoranza.
Nel 1994 mi irritò molto la decisione di spostare la data delle elezioni politiche (importantissime) di quell’anno, perché la prima individuata non era gradita agli ebrei.
Però nessuno fa una piega se si vota di domenica – giorno dedicato al Signore per la Chiesa Cattolica – o se, sempre di domenica, si giocano i campionati sportivi.
Mi irrita leggere che certe maestre vietano le canzoni natalizie, perché c’è qualche extracomunitario e per la stessa ragione vengono modificati gli alimenti tradizionali delle nostre merende, a base di derivati dal maiale.
Per finire alla questione della sicurezza e dell’ordine che devono essere ripristinati nelle nostre città.
Le elezioni del 2008 (ma anche quelle precedenti nonostante risultati parlamentari altalenanti) hanno espresso una maggioranza di cittadini orientata a chiedere al governo un forte impegno verso la sicurezza e l’ordine.
Si è individuato negli extracomunitari e soprattutto nei clandestini, il maggior ostacolo al ripristino di ordine e sicurezza.
Il contratto sociale posto alla base della costituzione di tutti gli stati, vuole che ogni singolo partecipante, rinunciando ad una parte della propria libertà, si unisca ad altri per meglio godere della sicurezza e del benessere che derivano dalla possibilità di imporre il necessario ordine in base alla volontà comune che è la volontà della maggioranza.
Le elezioni politiche, i ripetuti sondaggi – anche effettuati da organi di stampa antiberlusconiani e di sinistra come Sky Tg 24 – dicono che la grande maggioranza degli italiani vuole ordine e sicurezza ed approva le misure assunte con il relativo provvedimento Maroni.
Anzi, vorrebbe una azione ancora più incisiva, della stessa portata che ha il respingimento dei barconi degli illegali, azione che ha ottenuto il risultato voluto e che ha un rating di approvazione da parte degli italiani superiore all’80%.
Le Associazioni per la Sicurezza, comunemente chiamate “Ronde”, così come sono organizzate, con tutti i limiti cui devono sottostare, non servono allo scopo voluto, anzi rischiano di diventare un boomerang per il governo perché, da un lato, le opposizioni hanno cavalcato il tema dei “diritti delle minoranze”, dall’altro le Ronde non otterranno di migliorare la sicurezza e l’ordine perché sono state private dei mezzi di coercizione necessari per imporre sicurezza e ordine ai riottosi.
E poiché sicurezza e ordine sono beni fondamentali per lo svolgimento delle attività quotidiane da ciascuno di noi, la loro imposizione è un atto dovuto da parte dello stato che, diversamente, verrebbe meno alla sua parte di obblighi del contratto sociale.
E poiché è la maggioranza degli italiani che vuole sicurezza e ordine, a nulla valgono i pronunciamenti (strumentali) dei partiti di opposizione, i sofismi giuridici dei magistrati che non dovrebbero discutere le leggi, ma solo applicarle, le litanie di presidenti delle istituzioni completamente avulsi dal contesto sociale e dalla volontà del Popolo.
L’ordine e la sicurezza devono essere ripristinati anche utilizzando le Ronde cui devono essere concessi anche i poteri coercitivi necessari per farsi rispettare.
E’ la maggioranza che lo vuole ed ogni cavillo teso a sottrarsi a questo obbligo è una violazione del legittimo diritto della maggioranza a vedere realizzato il proprio progetto di società.
Senza veti da parte di chicchessia.

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03 luglio 2009

Clandestini: adesso staniamoli ed espelliamoli

Il decreto sicurezza è finalmente legge.
Molto, troppo ridotto nella sua portata (le Ronde sono semplici passeggiate di gruppo senza potere di intervento né strumenti di coercizione, il reato di clandestinità porta solo ad una ammenda) ma, comunque, in linea con la giusta filosofia che lo ha ispirato.
Noi cittadini vogliamo più sicurezza e ordine.
I clandestini sono uno degli elementi che maggiormente incidono contro la sicurezza di tutti e l’ordine nelle città.
I provvedimenti più “chiacchierati” sono quelli sulle Ronde e sul reato di clandestinità.
Ma vi sono anche altri strumenti e interventi che ci consentono di partecipare, con una semplice denuncia, alla costruzione di una città più sicura ed ordinata.
Dal carcere per chi loca immobili ai clandestini, alle maggiori difficoltà per i matrimoni misti, niente anagrafe per i figli degli illegali, ma anche le pene nei confronti di chi deturpa le città con scritte e scarabocchi sui muri e butta rifiuti per strada.
Insomma il governo, tra mille difficoltà anche interne (basti pensare all’ostruzionismo praticato dal signor Gianfranco Fini) è riuscito a far passare una normativa complessivamente in linea con una filosofia che per portare più sicurezza nelle città, tende a rendere più ordinata la vita di tutti i giorni.
Anche rendendo meno attraente la vita in Italia per gli immigrati clandestini.
Certo, avremmo preferito che le Ronde fossero uno strumento effettivamente efficace, con potere di intervento e con la facoltà di usare strumenti coercitivi (armi da fuoco, ma anche sfollagente) per evitare di essere solo spettatori passivi di eventuali crimini.
Avremmo anche preferito che il reato di clandestinità non si limitasse solo a prevedere una ammenda, bensì la espulsione immediata senza intasare i nostri tribunali da processi ideologici, perché se uno è clandestino non c’è difesa che tenga: va espulso e basta.
Avremmo preferito che tutti i pubblici ufficiali e chi esercita un pubblico servizio (anche i medici e i presidi) fossero obbligati a denunciare gli illegali.
Lo avremmo preferito, ma almeno un altro passo avanti dopo la Bossi Fini è stato fatto.
Adesso tocca a due categorie per far funzionare la legge e rendere la nostra vita quotidiana più sicura.
Tocca a noi cittadini non guardare da un’altra parte e cominciare a denunciare le situazioni di clandestinità di cui veniamo a conoscenza.
Tocca ai magistrati applicare le leggi e non a interpretarle in base alle loro impostazioni ideologiche.
E sarà il caso che il governo vigili attentamente anche su questo sennò il reato di clandestinità resterà lettera morta.

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17 maggio 2009

Inutile e pernicioso: è l'onu

Spesso ci si è chiesti (e sono anche stati scritti dei saggi come quello di cui si riproduce la copertina) a cosa serva l’onu.
Un consesso di tutti gli stati del mondo (quasi 200 !) nel quale vige il principio di maggioranza “per teste” con l’unica diga rappresentata dai membri permanenti del consiglio di sicurezza: cinque stati “importanti” (Stati Uniti d’America, Russia, Cina, Gran Bretagna o, meglio, Regno Unito e Francia) che hanno diritto di veto.
L’onu è il diretto erede della società delle nazioni, voluta dal presidente democratico degli Stati Uniti Wilson dopo la Grande Guerra e, negli anni, ha dimostrato la sua impotenza in tutte le guerre combattute dal 1945 ad oggi, in tutte le emergenze civili, in tutte le circostanze in cui si sono imposti i sanguinosi regimi comunisti.
Nonostante la sua conclamata inefficienza, l’onu è diventato ipertrofico e si è moltiplicato con la costituzione di numerosi organismi che, ugualmente, drenano risorse essenzialmente per mantenere una sempre maggiore struttura burocratica.
E’ da una simile idrovora di denaro, che sarebbe meglio utilizzato per interventi mirati a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, che l’Italia ha subito un pesante attacco alla sua Sovranità e Integrità territoriale.
Uno dei tanti burocrati pagati (profumatamente) anche da noi, ha avuto la faccia tosta di intimare al governo italiano non solo di cessare i respingimenti dei barconi degli illegali, ma addirittura di ammettere sul suolo Patrio quei nemmeno mille clandestini ai quali si è riuscito di impedire lo sbarco sul nostro territorio.
Siamo in campagna elettorale e la risposta del ministro Maroni è stata negativa, ma voglio proprio vedere se sarà così anche dopo il 7 giugno, mentre sono in attesa di conoscere quanti altri barconi saranno effettivamente respinti.
L’onu rappresenta interessi che nulla hanno a che vedere con quelli dell’Italia e degli Italiani.
I paesi del terzo mondo vogliono solo sbarazzarsi di “risorse” in esubero.
I paesi occidentali (soprattutto Spagna e Francia) vogliono evitare di essere la meta di tali “risorse”.
Gli uni e gli altri vedono nell’Italia il ventre molle, la discarica che potrà essere il ricettacolo di quelle “risorse” e dovrà quindi arrangiarsi per la loro identificazione, mantenimento, integrazione.
Per la prima volta l’Italia sembra rifiutare il ruolo di vittima sacrificale e, per la prima volta dopo il 1935 (quando la madre dell’onu – la già citata società delle nazioni – impose sanzioni all’Italia perché aveva “osato” fare quel che Francia e Inghilterra, ma anche Portogallo, Belgio, Olanda e prima ancora, pur avendo nel 1935 già perdute le loro Colonie, Spagna e Germania avevano fatto, cioè conquistarsi un Impero) siamo entrati in contrasto con l’onu.
Era ora !
E speriamo che non sia un fuoco fatuo destinato a spegnersi con la pioggia di schede del 6 e 7 giugno prossimo.
L’Italia ha una densità di 200 abitanti per chilometro quadrato, una delle più alte al mondo.
Non esistono spazi per nuovi arrivi a meno di scacciare chi già è presente sul nostro territorio: cioè noi italiani.
Ammettere i milioni di estranei che vorrebbero entrare in Italia non solo comprometterebbe la pace sociale, il benessere e la sicurezza di noi italiani, ma è semplicemente impossibile senza eliminare chi già è presente.
Questo significa che chi sostiene, come l’onu, l’obbligo di accogliere gli illegali vuole in prospettiva trasformare l’Italia in un campo di battaglia.
Nella sostanza il diktat dei burocrati dell’onu lungi dal preservare la pace nel mondo porterebbe ad aprire un nuovo focolaio di terrore, morte e distruzione.
Ma forse l’onu ha la sua ragion d’essere solo quando ci sono delle guerre cui non riesce poi a por fine ...

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08 maggio 2009

Respingimento immigrati:purchè non sia un caso (elettorale) isolato

Finalmente possiamo dire che una promessa elettorale sulla sicurezza comincia ad essere mantenuta.
Un paio di barconi di immigrati sono stati intercettati nel Canale di Sicilia e gli illegali che volevano sbarcare da clandestini in Italia riportati in Libia, da cui erano partiti.
E’ così che si fa per tutelare gli interessi degli italiani onesti.
E’ naturale che le anime belle che vorrebbero trasformare la nostra Patria in una sentina dell’immigrazione, strillano e strepitano: dall’onu al Vaticano, dal pci/pds/ds/pd ai radicalfiniani del “partito di centro, moderato e liberale” che dimostra di essere sempre più simile alla vecchia dc, con un’ala conservatrice ed una sbilanciata a sinistra peggio della torre di Pisa.
Lasciamoli strillare: chi se ne frega !
Il segnale che dobbiamo dare a chiunque guardi all’Italia come ad una meta facilmente raggiungibile ed in cui facilmente insediarsi, deve essere forte e preciso: vi rimandiamo a casa !
Anzi, non vi permetteremo più di sbarcare, perché grazie alle innovazioni tecnologiche, siamo in grado di intercettarvi e riportarvi al porto di partenza.
E’ un messaggio che deve essere ripetuto con determinazione, perché il lassismo di tutti questi anni è stato percepito come un lasciapassare dagli illegali e come una resa da chi (Spagna e Francia in testa) ha interesse acchè il flusso dei clandestini abbia come meta l’Italia e non altri.
Ricordo come a Ceuta e Melilla gli spagnoli spararono sui clandestini che cercavano di entrare nel loro territorio e ricordo il trattamento che la Francia – con Sarkozy ministro degli interni – riservò ai “sans papier” .
Ricordo altresì, ai buonisti senza memoria, che gli Stati Uniti hanno eretto chilometri di muro per impedire l’invasione del loro territorio da parte dei messicani illegali.
Il respingimento attivo dei barconi di clandestini fu adottato anche dal governo australiano che utilizzò all’uopo la sua marina militare.
Persino l'insignificante Malta ha adottato una politica dell'immigrazione fortemente dissuasiva nei confronti di chi pensasse di sbarcare su quelle coste.
Perché, allora, noi italiani dovremmo aprire tutte le porte ?
Alla chiusura delle frontiere dovrà poi corrispondere una azione di pulizia interna nei confronti di chi, a seguito della politica lassista fino ad ora perseguita, è già all’interno dei nostri confini.
Questo dovrà essere il compito delle Forze dell’Ordine e delle Ronde purchè queste ultime siano autorizzate ad andare ben oltre che un semplice “pattugliamento” armate di … telefono cellulare !
Dovrà essere ben chiaro che sono finiti gli anni di vacche grasse per l’illegalità in Italia e il messaggio facilmente comprensibile: i clandestini avranno vita grama con un durissimo giro di vite.
Perché non ci importa un fico secco di come ci considerano all’estero.
Noi cittadini vogliamo avere la possibilità di camminare sicuri, a qualsiasi ora ed in qualsiasi via delle nostre città.
Vogliamo poter partire per le vacanze e per i fine settimana senza doverci preoccupare se abbiamo blindato casa, così come d’estate preferiamo dormire con le finestre aperte – certi di vivere in località tranquille – che non con l’aria condizionata accesa e le tapparelle sigillate per paura delle rapine.
Se per ottenere ciò dobbiamo usare il pugno di ferro che si usi il pugno di ferro, il guanto di velluto non ha funzionato.
E che onu e Vaticano, pci/pds/ds/pd e radicalfiniani del pdl strepitino pure.
Ma se questa politica sarà tale anche dopo la scadenza elettorale, gli italiani premieranno chi è dalla loro parte e non chi è dalla parte dei clandestini.
Sì, perché il sospetto che sia tutta una mossa elettorale e che dopo il 7 giugno si torni al vecchio lassismo è molto forte …


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05 maggio 2009

L'ennesima boiata di Fini

Mentre il rimpiazzo di Veltroni si crogiola nei pettegolezzi, sperando di poterne guadagnare qualcosa, ma probabilmente sognando di essere al posto di Berlusconi, l’opposizione a tutto ciò che era stato promesso in campagna elettorale si concentra nella persona del presidente della camera.
Gianfranco Fini, già erede di Almirante, Fascista del 2000 ed una volta leader della Destra italiana, continua ad esercitarsi in spericolate dichiarazioni che nulla hanno a che vedere con una sana politica di destra.
Sembra quasi che, con i suoi continui rilanci, voglia dimostrare quanto siano caduti in basso i suoi “colonnelli” che continuano a seguirlo nelle sue serpentine in territorio tradizionalmente di sinistra.
L’ultima (purtroppo temo solo in ordine cronologico) boiata di Fini riguarda l’ormai sclerotico decreto sicurezza.
Al signor Fini non va bene neppure l’obbligo ai presidi di segnalare all’Autorità di Polizia quanti cercassero di iscriversi a scuola con genitori clandestini.
Come per la questione della denuncia da parte dei medici, è insorta la compagnia buonista, quella che – con i nostri soldi ed a scapito della nostra sicurezza – vorrebbe tenere in Italia tutti i clandestini.
Magari in hotel a cinque stelle, offrendo loro ogni confort, dalla sanità all’istruzione: tutto pagato con le nostre tasse.
Naturalmente costoro brandiscono leggi e costituzione formale per danneggiare unicamente quei cittadini italiani che non solo li hanno eletti, ma consentono loro di vivere da privilegiati.
Se Fini proprio ci tiene ai suoi clandestini, che se li porti a casa sua e dei suoi sostenitori, li nutra e, sempre a spese sue e di chi continua ciecamente a sostenerlo, li curi e li istruisca.
Diciamola francamente: me ne frego di quel che dice la costituzione se il suo ossequio formale mi costa in tasse ed in aumento della criminalità.
Se la nostra costituzione, come sostiene Fini, è tale da danneggiare i cittadini per tutelare i clandestini, allora va cambiata con ogni immediatezza.
Mi auguro (anche se non lo credo) che la Lega almeno per una volta, avendo già ottenuto il federalismo fiscale, tenga duro fino alla crisi di governo.
Un ultimo pensiero ai vari Gasparri, La Russa e soci.
Come potete continuare ancora a sostenere le balzane idee del signor Fini ?

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30 aprile 2009

Italia federale: solo una foglia di fico

Così il tanto agognato federalismo fiscale è legge.
Con il voto favorevole dell’ “indomito” Di Pietro, l’astensione del pci/pds/ds/pd e il voto contrario della piccola udc.
La Lega esulta, anche se non capisco per cosa, visto che a fronte del federalismo fiscale, vi sono norme che caricano ulteriori oneri sul bilancio pubblico, quali le disposizioni per “Roma capitale” e l’impegno a non ridurre i finanziamenti a quelle regioni che, per effetto dell’attribuzione in sede locale di alcuni tributi, vedrebbero decurtato il loro avere.
Allora quale federalismo sarà mai ?
Giusto una foglia di fico che consentirà alla Lega di suonare la grancassa in questo ultimo mese di campagna elettorale per le europee, cercando di far dimenticare le ben più gravi defaillance sul trattato di Lisbona, le ronde, l‘obbligo di denuncia dei clandestini, la loro mancata detenzione prima dell’espulsione per impedire che sciamino per l’Italia, i provvedimenti sulla sicurezza interna depotenziati dalla sinistra e dai radicalfiniani del pdl.
Per non parlare dell’ultimo schiaffo subito da Berlusconi quando ha annunciato il voto “sì” a quel referendum che, invece, meriterebbe di essere seppellito da una valanga di astensioni.
Ma Berlusconi va capito: quando mai potrà capitare di vedersi consegnare il governo eterno grazie alla campagna elettorale della sua opposizione ?
Sì, perché se vinceranno i “sì”, non è vero che sarà abrogata la legge elettorale Calderoli, è vero invece che sarà solo modificata e alle prossime elezioni il premio di maggioranza andrà solo ed esclusivamente al partito – e non più alla coalizione – di maggioranza relativa.
In questa situazione, è l’eternità al governo di Berlusconi e del pdl “partito di centro,moderato e liberale”, almeno finchè sarà guidato dal viveur di Arcore.
E tutto ciò sarà ottenuto grazie al “sì” dei vari Pannella, Di Pietro, Veltroni e il suo rimpiazzo ferrarese
La Lega cosa può presentare ai suoi elettori dopo un anno di chiacchiere e di governo ?
Solo una striminzita legge sul federalismo fiscale.
Un po’ poco per sperare in quella avanzata che avrebbe pesantemente condizionato (in positivo) le future azioni del governo.
Soprattutto, perché gli elettori dovrebbero votare per un partito che si proclama “legge e ordine” e poi, alla prova dei fatti, pur di incassare la miseranda legge sul federalismo fiscale, lascia correre ogni depotenziamento delle pur valide proposte sulla sicurezza interna ?

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10 aprile 2009

Lega di chiacchiere e di governo

Via le ronde popolari dal decreto sicurezza per volontà propria del governo.
Nessun obbligo ai medici di denunciare un reato (la clandestinità) e, al contrario, permane l’obbligo di NON denunciare.
Si torna a lasciar sciamare gli illegali sul territorio nazionale, consentendo loro, impunemente o quasi, di rubare e stuprare.
E, prima.
Declassamento del reato di clandestinità, punito solo con sanzione pecuniaria.
Maroni si dice “furibondo” e vengono ventilate dimissioni e crisi di governo.
Dopo sole 48 ore, Maroni è “soddisfatto”.
Hanno forse reinserito le norme eliminate dal decreto sicurezza con un colpo di mano della sinistra alleata ai politicamente corretti del “partito di centro, moderato e liberale” ?
No.
La Lega ha nuovamente calato le braghe, accontentandosi di nuove, vaghe promesse.
Così Berlusconi e l’ala finianradicale del suo partito affondano il colpo: election day con il referendum che tende ad abolire quelle norme della legge elettorale che tengono in vita un minimo di pluralismo partitico.
La Lega tace e abbozza.
Più dell’indignazione potè la poltrona.
La Lega, in questo frangente, si è dimostrata, come non mai, partito di chiacchiere e di governo.
Inaffidabile nel sostegno delle Identità Nazionale, dell’Ordine, della Sicurezza, come il partito di Fini, Della Vedova, Capezzone e dei “101” che hanno orrore acchè chi venga a conoscenza di un reato, lo denunci.
E’ ora di pensare di rivolgere altrove il nostro consenso.
Verso chi se ne frega delle poltrone di governo ed è disposto a stare sulle strade per opporsi ad una deriva che danneggia prima di tutto gli Italiani.

Buona Pasqua.

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08 aprile 2009

Puzza di compromesso storico

“CAMERA, GOVERNO BATTUTO SULLE ESPULSIONI SCONTRO NELLA MAGGIORANZA
Esecutivo va sotto a Montecitorio su un emendamento di Pd e Udc. Dalla Lega accuse di 'tradimento'. L'ira di Maroni e la replica di La Russa. Carroccio non vota decreto. Precedentemente il governo aveva ritirato la norma sulle ronde” Ansa 8 aprile 2009 ore 17.02

Come volevasi dimostrare.
Se c’era bisogno di una conferma ai contenuti del mio post di ieri ecco oggi che un pugno di parlamentari di quel pdl “partito di centro, moderato e liberale mette in pratica le teorie dei “101” e affossa gli elementi più qualificanti del decreto sicurezza, dopo che, da parte sua, il governo aveva già calato le braghe ritirando la norma sulle ronde popolari.
Adesso tocca alla Lega dimostrarsi all’altezza di rappresentare le istanze del Popolo contro i “salotti” del “politicamente corretto” oppure confermarsi un partito tutto chiacchiere e distintivo.
La Lega deve aprire la crisi di governo, i suoi ministri devono dimettersi se non verrà ripristinato il decreto nella sua integrità.
Diversamente quell’ “orientamento” a votare Forza Nuova, diventerà sempre più una scelta di sopravvivenza a tutela della Identità Nazionale che, a questo punto, dovremo difendere centimetro per centimetro, anche nei confronti di quei parlamentari che, pur eletti con un programma basato sulla sicurezza, nella migliore tradizione democristiana spendono a sinistra i voti ottenuti da elettori di destra.
Dimostrando così che è meglio avere un governo apertamente nemico, piuttosto che un governo infido e incapace di tradurre in leggi le aspirazioni degli elettori.

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03 aprile 2009

Fini l'invotabile

Lo ha fatto di nuovo.
L’elenco – ormai lunghissimo – della finazzate è riassunto in questo post di Nessie e relativi commenti.
Ma non si fa in tempo a compilarlo che il futuro segretario del pci/pds/ds/pd ci costringe ad aggiornarlo.
E’ il momento del suo sostegno all’ennesimo ostacolo che la corte costituzionale frappone al governo, questa volta su un tema sensibile: la procreazione assistita.
Nel 2004 il parlamento a maggioranza di Centro Destra approvò una legge che regolava tale processo: Fini votò a favore.
Nel 2005 si svolse un referendum promosso dai soliti ambienti radicali che fu respinto dal 75% degli Italiani che preferirono starsene a casa, ridicolizzando i referendari tra i quali si era infilato Fini.
Oggi un paio di articoli, che non alterano la sostanza della legge vengono messi in discussione dalla corte costituzionale che, al pari di Fini e del consiglio superiore della magistratura, si dimostra sempre più l’opposizione a questo governo Berlusconi, visto che gli strepiti del rimpiazzo di Veltroni e Di Pietro sono inutili folklorismi, buoni soltanto ad attizzare l’odio contro Berlusconi, utili solo a distruggere e spargere pessimismo e privi di una qualsiasi visione progettuale per l’Italia del futuro.
La posizione è sulla stessa lunghezza d’onda del nichilismo relativista e pro-morte che pervade coloro che sono contrari alla legge in votazione sul c.d. “testamento biologico”.
Non a caso Fini, anche in tale circostanza, si è schierato con costoro, negando uno dei Valori principali della Destra: la politica per la Vita
Così Fini diventa la bocca politica di quella magistratura che, tramite la corte costituzionale, cerca di modificare i provvedimenti del parlamento e tramite il consiglio superiore della magistratura di condizionare l’approvazione di leggi a lungo attese dal Popolo.
Infatti Fini aveva sollevato obiezioni ai passaggi più qualificanti della legge sulla sicurezza e, puntualmente, il csm emana un inutile comunicato in cui contesta quel provvedimento.
I magistrati devono applicare le leggi che verranno approvate dal parlamento.
Se vogliono partecipare alla stesura delle stesse, rinuncino alla toga e si candidino
.
La sicurezza è un bene primario del cittadino e nessun sofismo giuridico potrà mai giustificare la rinuncia ad azioni (come le ronde popolari o l’obbligo di denuncia dei clandestini) che possono incrementare la sicurezza di tutti noi.
Se ciò accadesse, allora si romperebbe il “contratto sociale” che è alla base della costituzione di uno stato e i cittadini acquisirebbero, automaticamente, il diritto a tutelare se stessi, i propri vicini e le proprietà private, visto che anche il voto del parlamento democraticamente eletto viene bypassato con speciose motivazioni basate solo sull’ideologia.
Ed è altrettanto evidente che Fini, schierandosi con costoro, conseguendo riconoscimenti e consensi verbali (ma nessuno a sinistra cambierebbe il voto per darlo proprio a lui finchè non compirà il passo finale di iscriversi al pci/pds/ds/pd diventandone segretario !) come quelli di Scalfari, D’alema e del sostituto di Veltroni, è da tempo giunto al termine del suo cammino verso sinistra, non ha più ragion d’essere la sua permanenza nel Centro Destra.
Ma, soprattutto, non vi è più alcuna corrispondenza tra i Valori morali, etici, politici, della Destra e quel signore che siede sulla terza poltrona di questa repubblica dalla quale sermoneggia contro quei Valori di Destra, come un qualunque Scalfaro.
Ci aspettiamo ora di vederlo in piazza alle prossime manifestazioni della cgil e del 25 aprile.

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20 marzo 2009

Una Rete Patriottica contro la deriva terzomondista del Centro Destra

La vicenda dei 101 che hanno frapposto ostacoli – uguali a quelli dei cattocomunisti – sulla strada del provvedimento (reclamato a gran voce dal Popolo) sulla sicurezza, fa emergere la necessità di contrastare questa propaganda terzomondista che rischia di influenzare anche Berlusconi e portare alla deriva l’intero Centro Destra.
Il casus belli è fornito dalla norma che, timidamente, elimina il divieto ai medici di denunciare i clandestini che si presentassero per essere curati.
I casi sono due: o la clandestinità è reato e, quindi, è obbligo di tutti gli incaricati di pubblico servizio (anche medici e insegnanti) di denunciarli, oppure il reato non esiste, allora apriamo le porte e ognuno si difenda come può e come sa.
Ma se viene confermata la natura di reato dell’ingresso clandestino in Italia, sia pure con una lievissima pena solo di carattere pecuniario, allora dobbiamo essere conseguenti e trattare i clandestini come coloro che commettono un reato e vanno sanzionati, previa denuncia.
L’iniziativa del 101 è comunque emblematica di una situazione che sta marcendo e degenerando anche all’interno del nuovo partito di Berlusconi, dove sin troppi parlamentari, pur scelti dal premier, rappresentano una tendenza terzomondista che non trova fondamento nella volontà dell’elettorato e, come la vecchia dc, rischia di catturare voti a destra per spenderli a sinistra.
Non a caso a plaudire all’iniziativa sono stati l’intera sinistra e gli ambienti estremisti cattolici che orbitano intorno a quelle associazioni che si preoccupano più degli illegali che dei cittadini.
Rilevo anche molti commenti, favorevoli ai 101, organicamente raccolti e messi in evidenza dal meta aggregatore Tocqueville di chi dovrebbe rappresentare la voce del Popolo di Centro Destra che, invece, si appiattiscono su simili posizioni contrarie ad ogni logico contrasto all’immigrazione illegale.
Noto però con piacere, anche commenti fortemente contrari a questa nuova deriva buonista, fondata sul “politicamente corretto”, ancorché sparsi e non coordinati.
Considerato che la Lega, formalmente il partito promotore delle norme “incriminate”, è molto oscillante avendo come obiettivo unico il federalismo o, meglio, quella parvenza di federalismo che i partiti centralisti si sono resi disponibili a concedere e, quindi, pur parlando e proponendo bene, non è conseguente e non tiene il punto, spetta ai cittadini muoversi per imporre una visione certa della politica immigratoria.
E’ nostro compito sostenere con forza il dovere di denunciare i clandestini, perché la clandestinità è un reato e come tale andrà sanzionato.
Dobbiamo quindi unirci, in una Rete Patriottica,di blog, siti, mailing list, che rappresenti il contraltare delle derive terzomondiste cui spingono i 101 firmatari della famigerata lettera.
E dobbiamo essere chiari: meglio un governo nemico, che un governo che tradisce il voto dato e dal quale dobbiamo guardarci perché inaffidabile e infido.
Quindi non diano nel Centro Destra per scontato il voto di questa Rete se, in questi anni di governo, non vengono imposte norme che possano essere riassunte nel binomio: meno tasse e più sicurezza.
Ci diranno che siamo razzisti, xenofobi e quant’altro ?
CHISSENEFREGA !
Noi dobbiamo sostenere la nostra Identità, tale nei costumi, nelle Tradizioni, nell’impianto legislativo, nelle nostre Feste e nella nostra cucina, affiancando a tutto ciò la tutela della sicurezza dei cittadini, per città ordinate e liberamente frequentabili in ogni ora del giorno e in ogni via.
Se le vestali del “politicamente corretto” strepiteranno, beh, che si prendano a casa loro, a spese loro gli immigrati, ma non chiedano a noi di pagare per la loro coscienza che si turba (e si masturba) così facilmente.

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27 febbraio 2009

Ronde: una Lega poco resistente

Uno dei provvedimenti più significativi del recente decreto sicurezza è relativo alla istituzionalizzazione delle ronde.
E’ vero che la Lega ha da subito fatto un passo indietro, con la previsione che tali ronde non debbano essere armate se non di un (inutile e inoffensivo) telefono cellulare, ma è importante il riconoscimento giuridico di questo istituto, basato sulla volontà e volontarismo dei cittadini che assumono, in tal modo, una diretta responsabilità nel ripulire il proprio quartiere, la propria città dalla criminalità.
Quindi: riconoscimento e, in seguito, si poteva sperare in un ulteriore passo che rendesse le ronde effettivi corpi di pattuglie cittadine finalizzati a coadiuvare le Forze dell’Ordine per portare ordine e sicurezza nelle nostre strade.
Il fatto stesso che le ronde abbiano avuto, da subito e “ a prescindere” da ogni valutazione sul – per ora – scarso impatto che possono avere essendo disarmate, l’ostilità preconcetta di tutta la sinistra e di quegli ambienti cattolici più inquinati dalle tesi del “politicamente corretto”, è la dimostrazione della bontà dell’idea di costituire gruppi di cittadini che riportino ordine e sicurezza nelle nostre città.
Oggi però leggo che il ministro leghista Maroni fa un ulteriore e non richiesto passo indietro proprio quando, apparentemente, sembra difendere la decisione di istituire le ronde.
Maroni, infatti, “giustifica” l’istituzione delle ronde e sembra quasi dire: ma come, mi contestate ?
Eppure con questo provvedimento finisce la possibilità di “ronde fa da te” e tutte devono avere una loro canalizzazione, evitando eccessi.
Ma quali eccessi, signor ministro ?
Io di eccessi vedo solo la ostilità nei confronti dei cittadini che si difendono, che vengono incriminati per “omicidio volontario” e, come è accaduto all’orefice di Milano, si suicidano per la disperazione di dover, a 6 anni di distanza dal fatto, doversi ancora difendere, dalla quella che dovrebbe essere la giustizia, dopo essere stati costretti a difendersi dai rapinatori.
Signor ministro, queste continue retromarce della Lega mi preoccupano, perché avrei apprezzato molto di più che lei, nel difendere la scelta di istituzionalizzare le pattuglie cittadine, lanciasse il cuore oltre l’ostacolo e promettesse ancora più tutela ai cittadini.
Perché le ronde, per funzionare, devono essere armate.
Perché per stroncare la criminalità anche i cittadini onesti, che abbiano adempiuto al servizio militare o abbiano un certificato che attesti la loro capacità di usare le armi e non abbiano condanne o pendenze per reati contro la persona o la proprietà, possano liberamente armarsi e siano tutelati se difendono la proprietà e la vita loro e dei propri cari.

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25 febbraio 2009

Sicurezza:stuprano di più gli italiani o gli stranieri?

Sorprendentemente il Viminale, cioè la sede del ministero degli Interni guidato dal leghista Maroni, ha fornito dei dati relativi agli stupri, sottolineando con enfasi, ripresa da stampa e televisione, che “ben” il 60% di quei reati è commesso da italiani.
“Ben” ?!?!?
Leggiamo meglio il dato.
Dire che il 60% degli stupri è commesso da italiani, significa dire che il restante 40% è commesso da stranieri.
Ora, la popolazione residente in Italia è composta per il 97% da italiani e per il 3% da stranieri.
Questo significa che la percentuale di stupratori italiani è, questa volta sì, “ben” inferiore alla percentuale di italiani residenti: 60 contro 97.
Mentre, al contrario, la percentuale di stupratori stranieri è “ben” superiore a quella degli stranieri residenti: 40 contro 3.
Ma a parte la lettura del dato, cos’è questa mania di sottolineare che simili disgustosi reati vengono commessi anche da italiani, cercando di proiettare l’idea che, tutto sommato, sono per lo più italiani gli stupratori ?
Stupisce che il “là” a questo coro sia venuto proprio da Viminale, da un ministro leghista e viene da pensare (male ... si farà peccato, ma a volte ci si azzecca) che anche la Lega si stia ritirando dalla battaglia contro la criminalità che importiamo con l’immigrazione e si stia allineando alla massa buonista che, nel tentativo di mettere in un unico calderone chi delinque, cerca di affossare la spinta per una più rigorosa politica della sicurezza che è tutt’uno con una ben più rigorosa politica dell’immigrazione.
E allora deve essere ben chiaro che, nel rapporto cittadini residenti/criminalità, gli italiani delinquono molto, ma molto meno.
Deve essere chiaro che se le nostre carceri scoppiano è perché c’è una popolazione carceraria al 40% di immigrati.
Quindi per risolvere in nuce il problema della sicurezza in Italia, deve essere affrontata con determinazione la questione immigratoria.
E per affrontarla in modo coerente con le aspettative degli italiani, è necessario ridurre drasticamente gli arrivi e, senza perdere tempo e denaro in indagini sui motivi per i quali sono arrivati in Italia, rispedire al luogo di partenza chi arriva illegalmente sul nostro territorio.
E se qualche abatino europeo si lamenta, che si prenda a casa sua i clandestini che sbarcano in Italia.

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17 febbraio 2009

Sicurezza bene primario

Stiamo vivendo un deja vu.
Nel 1994 Berlusconi, dopo aver sconfitto la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto si trovò ad affrontare gli ostacoli frapposti da Scalfaro e, quindi, il voltafaccia dei due presidenti delle camere e della Lega.
Nel 2001 il percorso del Premier fu rallentato da Ciampi, dal suo puntare i piedi e da un presidente della camera che giocava soprattutto per se.
Nel 2008 e 2009 si ripete la storia.
La maggioranza popolare che ha riportato Berlusconi al potere viene svilita dalle resistenze della casta che, in questa occasione, ha le sembianze di un Fini che sembra essere stato eletto nel pci/pds/ds/pd ma, soprattutto, di un Napolitano che, anche fisicamente, somiglia più ai vecchi dirigenti del Pcus quando partecipavano alle manifestazioni per la “rivoluzione d’ottobre” e per il 1° maggio, che ad un moderno presidente di una repubblica occidentale.
Napolitano, come i suoi non compianti predecessori Scalfaro e Ciampi, supplisce alla inconsistenza intellettuale, progettuale e politica dell’opposizione (teniamoci caro Veltroni come capo della sinistra, perché non avremo un avversario così perdente come lui !).
Naturalmente non supplisce con un programma, ma solo con il continuo cavillare sui provvedimenti del governo.
Così si rifiuta, aprendo oggettivamente una crisi istituzionale, di firmare il decreto che avrebbe salvato una giovane donna disabile da una atroce morte per fame e per sete e, adesso, nonostante la grave situazione della sicurezza, impedisce il dispiegarsi di un decreto con innovazioni qualificanti come le ronde dei cittadini (che avrebbero però senso solo se armate) e la facoltà (che dovrebbe trasformarsi in obbligo) per i medici di denunciare i clandestini.
A questo proposito è necessario smascherare le bugie propagandistiche di quanti sono contrari a contrastare efficacemente l’immigrazione illegale, a cominciare da alcuni settori della Chiesa Cattolica – per non parlare delle chiese protestanti – insorti contro un provvedimento che, invece, è solo una pallida idea di ciò che dovrebbe essere fatto.
Se uno qualsiasi di noi si reca al pronto soccorso con un occhio nero e il naso rotto, che succede ?
Il medico di turno ci cura, prende le nostre generalità e poi comunica il fatto al posto di Polizia, con tanto di nome, cognome, dati anagrafici e indirizzo di residenza.
E’ obbligato a tale incombente perché la mia situazione fisica fa presupporre la notizia di un reato.
Perché allora dobbiamo limitarci ad aprire alla sola “facoltà” e non ad obbligare il medico di turno quando cura un clandestino ?
A maggior ragione con l’istituzione del reato di ingresso clandestino in Italia, sia pur punito solo con una ammenda e non con il carcere.
Il medico cura l’illegale, ne prende le generalità e l’indirizzo di residenza in Italia e, poi, presenta denuncia alla Polizia: dov’è lo scandalo ?
L’unico scandalo
è nei confronti di chi chiude gli occhi e guarda da un’altra parte, mentre la nostra Patria viene invasa da elementi poco raccomandabili e senza che abbiano un lavoro, un alloggio che consenta loro di vivere dignitosamente senza delinquere.
Lo scandalo sta nell’ostacolare ogni politica di rigore e di sicurezza, nel nome di una ideologia e per dare ossigeno ad una opposizione allo sbando, che ridurrebbe i fenomeni di violenza recentemente aumentati e che creano allarmismo sociale e provocano, non essendo contrastati adeguatamente, la ovvia reazione – a volte sopra le righe – della popolazione civile.
Lo scandalo è condannare o perseguire chi si difende sparando ai rapinatori ed ai ladri.
Lo scandalo è non capire che è necessario ripristinare ordine e sicurezza in Italia e che tanto più a lungo si indulge nel lassismo, tanto più violenta e dura sarà la reazione e il ripristino di quell’ordine e di quella sicurezza che, prima o poi, riconquisteremo, in un modo o in un altro.
Dispiace che la Lega, ancora una volta, abbia accettato di rimuovere da un decreto legge, solo per compiacere Napolitano, un punto qualificante come le ronde dei cittadini.
Auspico che questo sia solo un arretramento tattico per arrivare a ronde armate e all’obbligo per i medici di denunciare gli illegali.

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