Quando ero al liceo, svolsi un tema sull'art. 11 della costituzione del 1948 e, per farla breve, argomentai che il ripudio della guerra fosse la conseguenza della sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale.
La professoressa mi rifilò un inclassificabile, nonostante non vi fosse alcun errore, solo perchè non condivideva la tesi esposta.
Nel prosieguo, su tre temi del trimestre, ne scrivevo due che trasudavano l'ideologia cara alla professoressa e uno in cui esprimevo le mie idee, con il risultato che, a fronte di voti molto alti nei primi due, mi beccavo voti molto bassi nel terzo, ma la media era più che sufficiente per non rischiare conseguenze a giugno.
E' facilissimo scrivere un articolo, un post, prendersi un microfono e strologare su quanto sono brutti, sporchi e cattivi quelli che vendono armi e fanno la guerra, mentre si dipinge un mondo in pace dove tutti cantano soavemente e si lanciano fiori come in una pubblicità del Mulino Bianco.
Facile, ma la Politica deve tenere conto della realtà, bisogna immedesimarsi nella cultura e nella mentalità altrui, capire che non tutti i popoli, anzi, la maggior parte, non hanno avuto il nostro percorso civile, diversamente metteremmo ingenuamente la testa sul ceppo, offrendola a chiunque.
Lo vediamo nelle nostre strade dove da anni aumenta la violenza, anche quella più efferata e crudele, di ritorno a casa nostra, quando ormai ce ne eravamo dimenticati e contro la quale non siamo attrezzati, da quando siamo invasi dai clandestini scaricati sulla nostra terra dalle ong.
Analogamente chi parla di pace in Ucraina come in Medio Oriente, non tiene in alcun conto la mentalità di quei popoli, ma fa solo un accademico discorso pieno di belle teorie, inapplicabili alla realtà.
Perchè, ad esempio, quello che fu accordato al Kossovo addirittura mandando i bombardieri contro la piccola Serbia, cioè rendersi autonomo da Belgrado in funzione della maggioranza della popolazione musulmana e di etnia albanese, non viene concesso a Crimea e Donbass le cui condizioni sono (Donbass) uguali a quelle del Kossovo, mentre in Crimea la minoranza di etnia ucraina è del tutto marginale ?
Perchè non si ricorda che "i due stati" in Medio Oriente furono rifiutati nel 1948 dagli arabi che promossero tre guerre contro Israele e non si ricordano i dirottamenti, gli attentati, le stragi compiute dai palestinesi di Arafat ?
Perchè non si riconosce che l'Iran è molto peggio di una dittatura, è un regime teocratico, integralista, assetato di sangue che finanzia le sue metastasi nel mondo (Houthy, Hamas, Hetzbollah) e che, finchè sarà al potere, sarà sempre un pericolo per la nostra Sicurezza ?
Hanno un bel da dire, sediamoci attorno ad un tavolo e troviamo una soluzione.
Quale, se c'è chi continua a volere l'estinzione di Israele o ritiene proprio dovere di fedele di convertire, anche con la forza, l'"infedele" ?
Il papa, oggi, ha solo un'autorità morale, ma gli viene riconosciuta unanimemente solo quando parla contro l'Occidente e non propone mai una soluzione pratica.
Meglio riesumare San Filippo Neri: state buoni, se potete.
Dove in quel "se potete", c'è il riconoscimento di quanto sia difficile un accordo che, spesso, viene allontanato da quelli che maggiormente parlano di pace e contro la guerra.
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