Ho simpatia per Salvini e per i risultati ottenuti al Viminale nonostante avesse Conte come presidente del consiglio, ha dimostrato di essere competente e coerente nella sua battaglia contro l'invasione dei clandestini.
Non capisco quindi le cantonate che ogni prende, come nel 2021 quando entrò nel governo Draghi e nel gennaio 2022 quando votò per la rielezione di Mattarella che gli costarono una retrocessione dal 34% di voti ottenuti nel 2019 alle europee al 9 scarso delle politiche 2022.
Salvini è un grande militante di partito, abituato a rimboccarsi le maniche, lavora, costruisce e poi sembra preso da un raptus autolesionista e si impunta con il rischio di perdere di nuovo quello che ha racimolato in termini di consenso.
Oggi si ripete la storia, con il rifiuto a reintrodurre il voto di preferenza e con la apparente chiusura a Vannacci.
Forse è per questi suoi sbandamenti che gli Elettori di destra hanno da anni spostato la loro preferenza su Giorgia Meloni, che, ogni giorno, dimostra, con le parole e con i silenzi, di domare molto bene quella bestia che divora i suoi figli che si chiama Politica.
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