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No alla deriva

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21 giugno 2026

Chi si assomiglia si piglia ... a volte anche a schiaffi

Donald Trump e Giorgia Meloni hanno caratteri simili, molto forti, determinati e con un interesse comune: quello nazionale, peccato che appartengano a due nazioni differenti.

Trump manifesta il suo carattere e il suo stato d'animo senza diplomazia e se qualcosa gli gira storto, come la mancata concessione delle basi per la missione in Iran, lo dice senza peli sulla lingua.

La Meloni è più politica e riesce ad esprimere le sue idee, mantenendo il punto, senza tracimare, con una collera fredda che, forse, è ancora più efficace. 

Trump ha ragione a lamentarsi per la pusillanimità degli europei con il contributo dei quali avrebbe potuto estirpare il Male (gli ayatollah e le loro metastasi) senza dover trattare con loro.

Ad esempio, con l'intervento delle vecchie nazioni coloniali europee, gli Stati Uniti avrebbero potuto gettare tutta la loro potenza contro l'Iran, gli israeliani contro Hamas ed Hetzbollah e noi contro gli Houthy: in poche settimane avremmo compiuto la missione.

In aggiunta la Meloni ha commesso l'errore di una difesa, non richiesta e non dovuta, del papa nella polemica con Trump.

Ci sono i motivi per un irrigidimento che si è trasformato nella vendetta del Presidente che probabilmente ha colpito la Meloni per mandare anche un avviso agli altri: colpirne uno per educarne cento.

Però i consiglieri dovrebbero spiegargli che dopo la Meloni arriverebbero solo quelli che non solo non hanno mai amato gli Stati Uniti, ma sono anche i sostenitori di tutte quelle pratiche woke, lgbt, buoniste e politicamente corrette che Trump sta combattendo.

E forse avrebbe fatto meglio a colpire qualcun altro per educare anche la Meloni.

Schlein e compagni schiererebbero l'Italia non con gli Stati Uniti, ma con Bruxelles e, soprattutto, con Pechino.

Titoli di giornali come quelli di Libero ieri sono una vergogna e attestano la meschinità di chi li decide e spero che il Governo Italiano non dia seguito a chi soffia sul fuoco per disertare la cerimonia del 4 luglio, 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, perchè la lite è (semmai) con Trump, non con il Popolo e la Nazione americana.

E, anche, perchè la presenza della Meloni e dei ministri rappresenterebbe un elegante ramoscello d'ulivo per ristabilire i rapporti, nella consapevolezza, però, che dobbiamo fare la nostra parte, da subito, contro gli ayatollah e che l'uso delle basi per missioni militari americane, trattati o non trattati, è anche nel nostro specifico interesse.

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