Due studenti dell'ultimo anno di un liceo di Cesena, nella rossa Emilia Romagna ..., sono stati condannati a scrivere una tesina "rieducativa" dal titolo "Gli africani siamo noi".
Una rieducazione che sa più di rivoluzione culturale maoista che delle purghe staliniste, ma che appartiene allo stesso filone che ebbe il suo prologo con le torture dell'Inquisizione.
Non a caso sono i cattocomunisti, questo ibrido nato dal connubio contro natura (o forse no) tra cattolici e marxisti, a sostenere quanto sia bella l'immigrazione che ci porta insicurezza, ci sottrae risorse economiche per dare vitto, alloggio, cure e istruzione ai clandestini e poi anche pagare i costi delle loro devastazioni.
Chi vi si oppone deve essere "rieducato", come un eretico del Cinquecento, un dissidente dell'Unione Sovietica, un professore cinese degli anni Settanta, anche se proprio ragazzi come quelli di Cesena ci infondono speranza per il futuro, anche per la lettura di quello che dichiarano.
Citando in modo appropriato Carducci anche se, personalmente, preferisco sempre Manzoni che ci ricorda come l'Italia sia "una d'arme, di lingua d'altare, di memorie, di sangue e di cor", al punto che nessuna legge sulla cittadinanza, nessun tratto di penna, potrà mai rendere italiano chi non lo è, dimostrano che il Patriottismo non è roba da museo e finchè qualcuno terrà accesa la sua fiamma, il futuro sarà meno oscuro.

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