Questa mattina, al gr1 delle sette, ho ascoltato una breve dichiarazione estrapolata da un discorso o da una intervista al papa.
Il tema era sull'immigrazione, l'accoglienza e la remigrazione.
Il papa ha, senza ombra di dubbio, indicato la sua preferenza per l'accoglienza di quanti spesso sono "costretti", a suo dire, a scappare dalla loro terra a causa di carestie, guerre e malattie e ha detto che il loro rimpatrio non sarebbe una risposta "cristiana" perchè sarebbe come risolvere un problema a casa nostra e lavarsene le mani.
Il papa può dire queste cose perchè non deve amministrare un territorio, una Nazione, un Popolo e ... per fortuna che non esiste più il potere temporale della chiesa.
Ma un governo deve avere come Stella Polare il Benessere e la Sicurezza dei propri cittadini, anteponendola ad ogni altra considerazione, soprattutto quando ci sono organizzazioni sovranazionali rigonfie di finanziamenti che dovrebbero preoccuparsene.
Quello che manca - SEMPRE ! - nelle parole del papa e di tutti coloro che si cingono la testa con l'aureola della santità immigrazionista, è una risposta concreta, credibile alla esigenza di chi già è su questo territorio di mantenere e incrementare il proprio tenore di vita nella sicurezza.
Non hanno una risposta.
Alzano gli occhi al cielo, allargano le braccia e ricominciano a parlare di accoglienza e di comportamento cristiano.
Però, se ricordo bene, in tutte le parabole nelle quali si racconta di viandanti che vengono accolti, sfamati, dissetati, si parlava sempre di una, due persone.
Qui le ong ce ne scaricano a migliaia !
Vorrei vedere il comportamento del "buon samaritano" se invece di un ferito, ne avesse incrociati cento, avrebbe dovuto fare a pezzi il suo mantello riducendolo alle dimensioni di un fazzoletto, non avrebbe salvato nessuno e sarebbe morto di freddo anche lui.
Siamo tutti capaci di scrivere e pronunciare frasi "cristiane" di accoglienza e di bontà, ma la realtà, quando si deve operare nel concreto, è ben diversa.
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