E' cominciato il Totovittoria in Iran.
Ascoltavo la radio e i commentatori, bruciati dalle precedenti esperienze, sono molto cauti nell'esprimersi, tranne quelli più ideologizzati che esternano le loro speranze come se fossero la realtà.
I più giocano la tripla, la vecchia cara, tripla che, se non ci consente vincite da capogiro, ci permette di assaporare il gusto dolce di un piccolo incasso.
Il commento di chi viene pagato a gettoni per parlare ad un microfono è, quindi, uguale al mio, vecchio pensionato, che lo manifesto "graduidamende", come direbbe un ex presidente del consiglio che speriamo rimanga tale per tutta la vita.
Quando non c'è una resa incondizionata, le parti terminano una guerra, si leccano le ferite e preparano la prossima.
Così sarà contro il regime degli ayatollah, indipendentemente da quello che realmente c'è scritto (e nessuno lo sa) nel memorandum firmato (sic !) a distanza e che sarà sottoscritto "in presenza" venerdì e così sarà tra Russia e Ucraina.
Il problema dell'Occidente è la estrema debolezza morale che ci impedisce di condurre una guerra con quella determinazione che, stante la superiorità strategica e militare ancora presente, condurrebbe ad una vittoria certa che chiuderebbe, per almeno un secolo, ogni velleità espansionista dell'integralismo islamico rappresentato dagli ayatollah e dalle loro metastasi (che chiamano "proxy" !!!) terroriste.
Un espansionismo che non è nato con l'Islam, ma che è parte della Storia dell'Umanità, basta ricordare l'epopea delle poleis greche contro i tentativi dell'Impero Persiano di invadere la Grecia e dilagare nell'Occidente tutto.
Ma in Occidente abbiamo un secondo grande problema che ci impedisce di sistemare la questione per il prossimo secolo e, quindi, lasceremo in eredità alle generazioni futuro questo pericolo, perchè più o meno la metà dei cittadini dell'Occidente (anche nell'America di Trump, purtroppo) si sono rammolliti al punto da sostenere una improbabile convivenza con quelli che, invece, vogliono sottometterci.
Sono le quinte colonne, consapevoli o meno, del nemico e si sono manifestate nell'ignavia con la quale le vecchie grandi potenze europee si sono astenute dal collaborare con l'azione intrapresa da Trump e Netnayahu.
Tutti assieme avremmo potuto sistemare la pratica in questi quattro mesi e, invece, ci troviamo a tagliare il capello in quattro per vedere chi ha vinto, chi ha perso e, ad ogni buon conto, ci mettiamo pure la X del pareggio.
Nessun commento:
Posta un commento