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No alla deriva

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03 giugno 2026

La repubblica delle tasse

In base ai dati del Ministero dell'Economia, su quasi 59 milioni di abitanti in Italia, solo 33,5 milioni pagano, poco o tanto, le tasse, il 57% circa.

Ex contrario se ne deduce che un enorme 43% non paga nulla o perchè minore a carico o per effetto delle detrazioni o perchè ha un reddito inferiore alla soglia tassabile e solo un fanatico direbbe che siano tutti evasori.

All'interno di chi paga, ben il 72,5% con redditi fino a 22mila euro paga appena il 23,1% dell'Irpef, mentre il 17% dei contribuenti con un reddito superiore a 35mila euro (mica un reddito da Creso, significano circa 2000 euro netti al mese) sostiene il 63% dell'Irpef.

Contrariamente alla propaganda cattocomunista di cui Landini è uno stucchevole megafono, sono i lavoratori autonomi nel loro complesso a pagare importi pro capite superiori (8331 euro contro i 4215 di lavoratori dipendenti e pensionati) e se l'80% del gettito proviene da lavoratori dipendenti e pensionati ciò è dovuto unicamente al fatto che sono una massa quantitativamente superiore (40 milioni tra dipendenti - 24 milioni - e pensionati - 16 milioni - contro appena 3,3 milioni di autonomi).

In un simile quadro i cattocomunisti non trovano di meglio che rilanciare la loro proposta di patrimoniale che andrebbe ad impoverire quel, in gran parte non ricco, 17% che sostiene il maggior carico fiscale per la "colpa" di un reddito superiore a, pensate bene, 35mila euro (circa 2000 euro netti al mese per 13 mensilità).

Si capisce quindi perchè abbiamo cumulato, iniziando con la prima repubblica e proseguendo con tutti i governi a guida e partecipazione cattocomunista della seconda repubblica, un debito mostruoso che ci viene continuamente rinfacciato dalle altre nazioni e rappresenta una palla al piede per la nostra economia (e qui si potrebbe aprire un capitolo a parte sul perchè quando ci sono i cattocomunisti al governo l'aumento del debito pubblico non è soggetto a tutte le analisi al microscopio come le spese dei governi di Centro Destra: sarà forse perchè all'unione europea conviene un'Italia indebitata da ricattare quando al governo ci sono quelli che vorrebbero restituire Dignità e Indipendenza alla nostra Nazione, mentre tollerano spese ideologiche e improduttive della sinistra purchè questa si presenti a Bruxelles, in nome dell'Italia, sempre sottomessa e in ginocchio ?) .

Ciononostante si parla ancora di spendere, di elargire somme improduttive, di aumentare il deficit, appena ridotto a poco più del 3% del pil.

L'errore di fondo è quello di pensare che lo stato debba sempre intervenire, come se i soldi che mette non fossero di nessuno e così nessuno si preoccupa di spendere e fare debiti.

Pensiamoci sempre, prima di aderire a progetti imponenti o anche di piccolo impatto, ma la cui presentazione si chiude immancabilmente con un "lo stato deve intervenire per procurare le risorse", perchè le risorse sono i soldi prelevati dalle nostre tasche con le tasse o aumentando il debito pubblico che, prima o poi, saremo chiamati a coprire, sempre con i nostri soldi.

Auspicando che la Meloni possa vedersi rinnovato il mandato nel 2027 per altri cinque anni, probabilmente gli ultimi da capo del governo, dovrà affrontare il tema del debito pubblico, tagliando spese, non aggiungendone, perchè lo stato dovrebbe immettere denaro nelle tasche dei cittadini, di tutti i cittadini, non sottrarcelo.

Perchè lo stato ha un senso se è utile a chi ne fa parte, non se si ingegna su come impoverire i privati per finanziare le istanze di singoli gruppi di pressione e di interesse a scapito della finanza pubblica dell'intera Nazione.

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