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24 settembre 2026

Il ritorno del nucleare

Con l'approvazione definitiva del senato, è passata la legge delega per il ritorno del nucleare in Italia.

E' una lunga battaglia, che è portata a termine in soli quattro anni dal Governo Meloni.

Si prevede l'entrata in funzione delle prime centrali di nuova generazione nel 2033, 2034, cioè fra sette/otto anni.

Non sfugge a nessuno che se i governi cattocomunisti, da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte, invece di fare chiacchiere fumose, sperperato denari con mancette da 80 euro e macigni da 230 miliardi come il superbonus, invece di pensare che spegnendo i condizionatori si portasse la pace o che un siero sperimentale fosse il toccasana per una epidemia tanto da sanzionare e ghettizzare chi non metteva il suo braccio a disposizione dello stato, mossi unicamente da una visione di fanatismo ideologico, avessero pensato agli interessi degli Italiani come sta facendo la Meloni, oggi non ci troveremmo a dover fare i conti con una possibile crisi energetica e con bollette energetiche in aumento.

Se, infatti, quei governi cattocomunisti, da Monti a Draghi, avessero assunto il provvedimento del Governo Meloni approvato ieri dal senato, oggi sarebbero in funzione almeno un paio di centrali nucleari che potrebbero alleviare il costo energetico e sarebbero già in stato di avanzata costruzione altre centrali nucleari.

E' ridicola quindi l'opposizione cattocomunista che critica il provvedimento del governo sostenendo che non è una risposta alle esigenze di oggi perchè le centrali troveranno attivazione solo fra sette/otto anni.

Certo, se invece di pensare ai green pass e al green deal, agli omosessuali, all'eutanasia, ai condizionatori per l'Ucraina, avessero pensato agli Italiani, non dovremmo aspettare sette/otto anni, ma se non cominciamo, ce ne vorranno dieci, venti, cinquanta.

E i cattocomunisti, per la loro inettitudine negli undici anni di governo, non hanno alcun diritto a contestare il tempo necessario alla costruzione delle centrali.

Del resto, è comprensibile che cerchino qualche pretesto per non dire che il Governo Meloni sta governando bene, nell'interesse di tutti, anche nel loro interesse qualora tornassero disgraziatamente al governo per colpa del rifiuto della Meloni di allearsi con Vannacci,  perchè l'arma del terrorismo psicologico per il pericolo di incidenti è totalmente spuntata.

Abbiamo infatti ai nostri confini, soprattutto in Francia, ma anche in Slovenia e in Svizzera, centrali nucleari che, in caso di incidente, ci coprirebbero di radiazioni, incuranti dei confini e delle dichiarazioni dei vari comuni "denuclearizzati", peggio di uno sbarco di clandestini da una nave ong.

Il Governo Meloni meriterebbe la riconferma di Popolo per quello che è riuscito a fare in soli quattro anni di governo nonostante gli ostacoli portati da Mattarella, dalla chiesa, dai sindacati, dalla magistratura, dalla stampa, dall'unione europea, dalle spinte lobbistiche di una miriade di istanze minoritarie e talebane.

Ma perchè si ostina a gettare via tutto, rifiutando (per ora) di accordarsi con Vannacci che consentirebbe al Centro Destra di vincere anche nel 2027 e proseguire nel suo risanamento dell'Italia ?

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