Mentre ci si interroga sulle tasse, sull’immigrazione, sull’assistenzialismo statalista, sulla giustizia e, soprattutto, sul futuro della legislatura dopo il trasformismo dei finioti, la politica si unisce al pettegolezzo e sbotta il ministro delle pari opportunità: non gioco più, me ne vado.
Pronto l’intervento del Premier, nello spirito della nuova legge sulla mediazione, per dirimere la questione.
Ma di cosa si lamenta la Carfagna ?
Pare che sia stata messa in minoranza in consiglio dei ministri sui termovalorizzatori campani, anzi sulla loro gestione.
Poi pare che si sia risentita per i pettegolezzi cui ha dato adito la simpatia che prova per il finiota Bocchino.
Poi ?
Mah, a me sembra che la Carfagna stia solo cercando un pretesto per abbandonare il Centro Destra.
Già la Carfagna di oggi non corrisponde a quella che fece il suo ingresso al governo tra gli insulti della sinistra e la simpatica attenzione del Centro Destra.
Il suo è un ministero oggettivamente inutile.
In Italia le “pari opportunità” non ci sono, ma solo perché le donne hanno armi in più rispetto a noi uomini, per avanzare in tutti i campi.
Certo, gli anni che passano sono più inclementi per le donne che per gli uomini, ma questo non è un problema di “pari opportunità”, bensì di natura e le femministe arrabbiate dovrebbero rivolgersi al buon Dio e non al parlamento.
Ma la Carfagna era entrata bene nel ministero, negando la sponsorizzazione alle piazzate degli omosessuali e negando anche che i loro capricci avessero una qualche interesse di carattere legislativo.
Purtroppo, come già fece Fini, gli imperscrutabili percorsi della vita hanno portato la Carfagna, due anni dopo, a rivedere le sue posizioni e chiedere persino scusa agli omosessuali.
Come tutti i neofiti la Carfagna è ora in prima fila per chiedere l’approvazione di leggi liberticide, con il pretesto della presunta “omofobia”, per impedire che si possano esprimere pensieri e dare loro diffusione attraverso i mezzi di stampa nel più becero comportamento stalinista.
In ciò riscuotendo applausi da chi, fino a ieri, la insultava, aumentati oggi che sembra voltare le spalle a chi l'ha creata.
Del resto un esempio di come concepisca il ministero delle pari opportunità lo si vede anche nella legge sullo "stalking", un istituto mutuato dal diritto straniero quando già preesistevano norme penali nazionali per reprimere la violenza privata, senza correre il rischio di punire anche un sano corteggiamento.
Come se non bastasse, quando Fini cominciò a scalpitare la Carfagna lo designò come "delfino" del Premier, indicazione fortunatamente caduta nell'oblio.
E allora lo faccia questo ultimo passo e passi al nemico, seguendo il suo Italo Bocchino (absit iniuria verbis: il finiota si chiama così …) e andando in quella ottima compagnia di persone che, seguendo il vate Gianfranco, ha ormai ribaltato tutte le idee del proprio, anche lungo e onorato … vero on. Tremaglia ?, passato.
A suo onore, se manterrà fede a quanto dichiarato, resta il modo, certamente più corrispondente alla volontà popolare di quanto non abbiano fatto finora i finioti.
La Carfagna, infatti, voterà la fiducia al Governo e poi si dimetterà, non solo da ministro e dal Pdl, ma anche dal parlamento, dando la possibilità alla maggioranza di sostituirla con un parlamentare che rappresenti la volontà popolare.
Così avrebbero dovuto fare tutti i finioti a cominciare dal nume tutelare.
Certo, spiace perdere una bella donna, il più bel ministro del mondo, ma il governo è altro che i pettegolezzi e le paturnie umorali delle prime donne e, tutto sommato, per non parlare della Santanchè e della Brambilla (il cui unico difetto evidente è l'ostilità alla nobile arte della caccia) che lavorano seriamente e con competenza, anche Alessandra Mussolini mi sembra più solida e affidabile della eterea Carfagna.
E allora lasciatela andare, così facciamo anche un gesto di generosità verso la sinistra che avrà una alternativa alle Bindi e compagne.
Chissà che il pensiero di fare riunioni di coalizione con la Carfagna non strappi un sorriso ai poveri Bersani, Franceschini, Fassino & Co. che sono sempre così seri, truci, ingastriti, forse anche perché non è bello pensare “stasera vado alla riunione di partito e vedo la Bindi” !
Beh … forse per vedere un sorriso sulla faccia di Fassino di Carfagna ce ne vorrebbero una decina …
P.S. Intanto la Bindi non perde occasione per avallare la battuta di Sgarbi ripresa da Berlusconi sul fatto che è più bella che intelligente.
Chiosando la vicenda Carfagna, dichiara che Berlusconi dovrebbe dimettersi anche se ottenesse la fiducia del peralmento.
Non si capiscono bene i tortuosi sentieri del Bindi-pensiero (?) per cui chi ottiene la fiducia e vanta la vittoria in tutte le elezioni del 2008, 2009 e 2010, dovrebbe dimettersi ... ma tant'è, contenti quelli del pci/pds/ds/pd di tenerla come presidente, contenti tutti.
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Pronto l’intervento del Premier, nello spirito della nuova legge sulla mediazione, per dirimere la questione.
Ma di cosa si lamenta la Carfagna ?
Pare che sia stata messa in minoranza in consiglio dei ministri sui termovalorizzatori campani, anzi sulla loro gestione.
Poi pare che si sia risentita per i pettegolezzi cui ha dato adito la simpatia che prova per il finiota Bocchino.
Poi ?
Mah, a me sembra che la Carfagna stia solo cercando un pretesto per abbandonare il Centro Destra.
Già la Carfagna di oggi non corrisponde a quella che fece il suo ingresso al governo tra gli insulti della sinistra e la simpatica attenzione del Centro Destra.
Il suo è un ministero oggettivamente inutile.
In Italia le “pari opportunità” non ci sono, ma solo perché le donne hanno armi in più rispetto a noi uomini, per avanzare in tutti i campi.
Certo, gli anni che passano sono più inclementi per le donne che per gli uomini, ma questo non è un problema di “pari opportunità”, bensì di natura e le femministe arrabbiate dovrebbero rivolgersi al buon Dio e non al parlamento.
Ma la Carfagna era entrata bene nel ministero, negando la sponsorizzazione alle piazzate degli omosessuali e negando anche che i loro capricci avessero una qualche interesse di carattere legislativo.
Purtroppo, come già fece Fini, gli imperscrutabili percorsi della vita hanno portato la Carfagna, due anni dopo, a rivedere le sue posizioni e chiedere persino scusa agli omosessuali.
Come tutti i neofiti la Carfagna è ora in prima fila per chiedere l’approvazione di leggi liberticide, con il pretesto della presunta “omofobia”, per impedire che si possano esprimere pensieri e dare loro diffusione attraverso i mezzi di stampa nel più becero comportamento stalinista.
In ciò riscuotendo applausi da chi, fino a ieri, la insultava, aumentati oggi che sembra voltare le spalle a chi l'ha creata.
Del resto un esempio di come concepisca il ministero delle pari opportunità lo si vede anche nella legge sullo "stalking", un istituto mutuato dal diritto straniero quando già preesistevano norme penali nazionali per reprimere la violenza privata, senza correre il rischio di punire anche un sano corteggiamento.
Come se non bastasse, quando Fini cominciò a scalpitare la Carfagna lo designò come "delfino" del Premier, indicazione fortunatamente caduta nell'oblio.
E allora lo faccia questo ultimo passo e passi al nemico, seguendo il suo Italo Bocchino (absit iniuria verbis: il finiota si chiama così …) e andando in quella ottima compagnia di persone che, seguendo il vate Gianfranco, ha ormai ribaltato tutte le idee del proprio, anche lungo e onorato … vero on. Tremaglia ?, passato.
A suo onore, se manterrà fede a quanto dichiarato, resta il modo, certamente più corrispondente alla volontà popolare di quanto non abbiano fatto finora i finioti.
La Carfagna, infatti, voterà la fiducia al Governo e poi si dimetterà, non solo da ministro e dal Pdl, ma anche dal parlamento, dando la possibilità alla maggioranza di sostituirla con un parlamentare che rappresenti la volontà popolare.
Così avrebbero dovuto fare tutti i finioti a cominciare dal nume tutelare.
Certo, spiace perdere una bella donna, il più bel ministro del mondo, ma il governo è altro che i pettegolezzi e le paturnie umorali delle prime donne e, tutto sommato, per non parlare della Santanchè e della Brambilla (il cui unico difetto evidente è l'ostilità alla nobile arte della caccia) che lavorano seriamente e con competenza, anche Alessandra Mussolini mi sembra più solida e affidabile della eterea Carfagna.
E allora lasciatela andare, così facciamo anche un gesto di generosità verso la sinistra che avrà una alternativa alle Bindi e compagne.
Chissà che il pensiero di fare riunioni di coalizione con la Carfagna non strappi un sorriso ai poveri Bersani, Franceschini, Fassino & Co. che sono sempre così seri, truci, ingastriti, forse anche perché non è bello pensare “stasera vado alla riunione di partito e vedo la Bindi” !
Beh … forse per vedere un sorriso sulla faccia di Fassino di Carfagna ce ne vorrebbero una decina …
P.S. Intanto la Bindi non perde occasione per avallare la battuta di Sgarbi ripresa da Berlusconi sul fatto che è più bella che intelligente.
Chiosando la vicenda Carfagna, dichiara che Berlusconi dovrebbe dimettersi anche se ottenesse la fiducia del peralmento.
Non si capiscono bene i tortuosi sentieri del Bindi-pensiero (?) per cui chi ottiene la fiducia e vanta la vittoria in tutte le elezioni del 2008, 2009 e 2010, dovrebbe dimettersi ... ma tant'è, contenti quelli del pci/pds/ds/pd di tenerla come presidente, contenti tutti.
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