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02 settembre 2026

Sì o no a Vannacci: il risultato cambia significativamente

Appare sempre più chiaro che la crescita, l'affermazione di Futuro Nazionale, anche se non sarà corrispondente a quello che dicono i sondaggi, incide profondamente nello schieramento del Centro Destra.

Se il partito di Vannacci entrerà, a pieno titolo e paritariamente, nella Coalizione di Centro Destra, qualunque sia il sistema elettorale, torneremo a vincere e governeremo per cinque anni, con la Meloni a proseguire la esperienza di successo e di successi a Palazzo Chigi ed a dominare la scena politica europea.

In più eleggeremo finalmente un presidente della repubblica di Centro Destra, come non accade dal 1971 quando fu eletto, con i voti determinanti dell'Msi, Giovanni Leone, in totale contrapposizione ai socialcomunisti che proposero Nenni in una riedizione, ancora una volta sconfitta, del fronte popolare.

Se, invece, l'ambizione, la volontà di rivalsa, le antipatie, porteranno Vannacci (per scelta sua o dei partiti di Centro Destra avrà valore solo per il voto dell'Elettore) a correre da solo, allora l'ammucchiata cattocomunista vincerà o, se dovesse andare bene, si creerà una situazione di stallo.

Avremo una Schlein (che potrà anche chiamarsi Conte, Letta, Salis o Pinco Pallino) a capo del governo e Draghi, o addirittura peggio, un Letta, un Bersani, presidente della repubblica dopo Mattarella.

Invece di tirare per la giacchetta la Meloni o Vannacci, sposando le tesi pro e contro, i giornalisti dei pochi quotidiani di Centro Destra dovrebbero preparare gli Elettori alle due ipotesi:

- Coalizione CON Vannacci, conseguenze positive per l'Italia;

- Coalizione SENZA Vannacci, ritorno all'Inferno.

E ognuno di noi saprà per chi votare a seconda che si verifichi una delle due ipotesi, con la subordinata di verificare per colpa di chi, nella seconda ipotesi, si sia andati divisi ad una sconfitta certa.

Tutto il resto è noia.

06 luglio 2026

Tanti assist per Vannacci

Dai sondaggi appare evidente come sia vero che la presenza di Futuro Nazionale abbia restituito speranza ai cattocomunisti.

Per quanto il Generale stia drenando voti anche tra gli indecisi, il pacchetto più consistente dei consensi arriva dai partiti del Centro Destra, indebolendo i due partiti di destra (Fratelli d'Italia e Lega) e, in misura minore, anche Forza Italia che, però, in questo modo, perdendo meno degli altri, aumenta la sua capacità di interdizione e ostruzionismo verso una vera politica di destra.

Ma ad aiutare Vannacci non sono solo le naturali insoddisfazioni di chi avrebbe voluto meno prudenza e più ruspe per abbattere le norme e le incrostazioni del precedente regime cattocomunista, ma anche gli errori che fanno i dirigenti dei partiti di Centro Destra, il primo dei quali è mettere in dubbio (e, in alcuni casi, respingere con sdegno) l'inclusione di Futuro Nazionale nella Coalizione.

Una simile chiusura, dovesse persistere fino alle elezioni, mi indurrebbe a votare per Vannacci, come segnale di protesta e di sostegno, anche se apprezzo il Governo Meloni e, tutto sommato, pur essendo anch'io desideroso di vedere qualcosa di più incisivo, anche il suo pragmatismo che si traduce in una politica dei piccoli passi.

Del resto i cattocomunisti se ne guardano bene dal respingere l'alleanza con verdi e sinistra di due improbabili ministri come Fratoianni e Bonelli dei quali non si conosce nulla della loro attività professionale, mentre Vannacci è un Generale di successo.

E rifiutare il 6% (per ora) di FN è come voler evitare di compensare quel 6% di AVS che, per i cattocomunisti, è essenziale per poter restare gomito a gomito con il Centro Destra al quale, aggiungendo il 6% di Vannacci, arriderebbe sicuramente la conferma a Palazzo Chigi con la opportunità di eleggere un proprio candidato al Quirinale nel 2029 superando ogni veto e patentino antifascista dei cattocomunisti.

Perchè gettare alle ortiche una simile opportunità ?

Ma un altro pesantissimo assist a Futuro Nazionale lo preparano quelli che propongono candidature a sindaci dei civici, gente che, se eletta, penserebbe di essere unta dal Signore e non risponderebbe alla Coalizione, accantonando i Valori del Centro Destra per inseguire qualcosa di indefinito pur di ricevere l'approvazione della intellighenzia cattocomunista che alligna tra i "professionisti dell'informazione".

A maggior ragione se vengono candidati personaggi buoni per tutte le stagioni, come Cottarelli, presunto economista super partes che, però, nel 2018 era già pronto all'ennesimo governo "tecnico" costruito a tavolino al Quirinale in spregio alla volontà degli Elettori e tanto super partes da farsi eleggere nel 2022 al senato nelle liste del pd.

Ma come si può pensare di candidarlo per il Centro Destra a sindaco di Milano ?

Se io fossi milanese, davanti alla candidatura di Cottarelli, voterei per qualsiasi candidato presentasse Vannacci, fosse anche il suo barboncino nano (se ne ha uno).

Ci sono migliaia di militanti nei partiti di Centro Destra che, ogni giorno, mettono la loro faccia nel sostenere le idee comune, che hanno mostrato coerenza, restando fedeli negli anni buoni e in quelli di opposizione quando tutto sembrava remare contro di noi.

Perchè anteporre loro un nome che, probabilmente, non porterebbe neppure un voto aggiuntivo se non il suo (semprechè non votasse disgiuntamente, per se stesso come sindaco e per il pd come lista !) rispetto a quelli dei partiti di Centro Destra ?

Non ha insegnato nulla la galoppata vincente della Meloni e di Fratelli d'Italia che, dal 6% delle europee del 2019, dopo gli errori di Salvini, sono arrivati ad essere il primo partito d'Italia ?

Perchè, se anche non fosse simpatico il Generale, spianare la strada a Futuro Nazionale, collezionando errori e scelte sbagliate ?

Al Governo non dobbiamo stare insieme a chi ci è simpatico, ma assieme a quelli con i quali possiamo formare una maggioranza che sostenga i provvedimenti più vicini ai Valori, agli Ideali e alla Identità della Destra.

12 giugno 2026

Il nemico del Centro Destra non è Vannacci e non esiste una "Destra vera"

Ieri, in Parlamento, abbiamo visto, come al solito, una Giorgia Meloni surclassare le opposizioni cattocomuniste, ma per la prima volta alcuni passaggi non mi sono piaciuti: gli attacchi a Futuro Nazionale, il partito nato attorno al Generale Vannacci.

Io non so ancora per chi voterò tra Fratelli d'Italia, Lega e Futuro Nazionale e se al momento manifesto una preferenza per Fratelli d'Italia, molto dipenderà dalla legge elettorale, dalle coalizioni e dalle eventuali conventio ad excludendum.

La sinistra non fa la schizzinosa e raccatta tutti, dalla Schlein e il pd, ai vari centrini dei fuoriusciti dal pd stesso, a Renzi, Conte, il duo Bonelli e Fratoianni, Magi e i resti dei radicali, ong, pro pal, no-a-tutto.

Nessuno viene escluso e tutti, portando più o meno voti, metteranno becco nell'ipotetico governo cattocomunista che vedrà patrimoniali (perchè il loro primo obiettivo è mettere le mani sui nostri risparmi per spenderli per le loro clientele), matrimoni omosessuali, finanziamenti a pioggia per nani e ballerine, sostegno al regime degli ayatollay, almeno finchè Trump o un Repubblicano sarà presidente (e poi virata da 180 gradi), tutto a spese nostre.

Perchè il Centro Destra deve farsi male da solo e rinunciare ai voti che porterà Vannacci, pochi o tanti che siano ?

La Meloni poteva quindi risparmiarsi gli attacchi a Vannacci, perchè è bene che si renda conto che l'Elettorato di Centro Destra li vuole tutti assieme.

Vannacci, dal canto suo, ci risparmi la sua rivendicazione di purezza, perchè la "Destra vera" non esiste in assoluto, ma esiste la Destra, della quale fanno parte, legittimamente ed a pieno titoli, tutti coloro che si riconoscono in un'area Nazionale e Identitaria, pur nelle differenti sensibilità che porta ciascuno di noi ad avere delle priorità che non sono quelle del proprio vicino, ma non per questo uno dei due è una "Destra falsa".

Così come è naturale avere differenti opinioni su singoli aspetti, come la guerra in Ucraina o il ruolo di Israele.

Poi, come è sempre stato nel Centro Destra, il leader del partito più votato dagli Elettori, sarà anche il Leader della Coalizione, come fu Berlusconi dal 1994 al 2018, Salvini dal 2018 al 2022 e la Meloni dal 2022 ad oggi.


29 maggio 2026

Il polso dell'elettorato

Una volta erano i giornalisti a riassumere il sentimento che aleggiava tra gli elettori dei vari partiti, con oneste e veritiere inchieste, interviste e analisi.

Da quando si sono trasformati in "professionisti dell'informazione" non sono più credibili e quello che scrivono ha un evidente, smaccato secondo fine per portare l'acqua al mulino del loro editore.

Così, da un lato sponsorizzano Tizio o Caio perchè quello è l'ordine di scuderia, dall'altro cercano di seminare zizzania nel campo avverso, perchè un nemico diviso è sempre più battibile di uno coeso.

Il Centro Destra da oltre 30 anni, grazie alla geniale intuizione di Berlusconi nel 1994, ha trovato una sempre maggiore unità e, soprattutto a livello di base elettorale, una fluida intercambiabilità a seconda degli scenari, di singole scelte dei partiti.

Ed è del Centro Destra che mi occupo, perchè la sinistra, comunque si presenti, con chiunque candidi a presidente del consiglio, sarà sempre, per me, il nemico da battere.

Mi limito a dire che la sinistra di oggi, pur di vincere, ha messo assieme un coacervo di partiti e movimenti che vanno dalle ong a Renzi, dai pro pal a Magi, dai cattocomunisti del pd ai sostenitori del reddito di fannullanza grillino, fino ai comitati che dicono no a tutto.

E' troppo chiedere allora che la Meloni, Salvini, Tajani, Lupi e, sì, anche Vannacci, leggano in proprio, almeno una mezzoretta al giorno, come la pensano i loro elettori ?

Capirebbero il perchè di alcuni mal di pancia che non derivano, se non in chi sarebbe comunque scontento perchè alla ricerca della purezza più pura, così da bloccare qualunque iniziativa, visto che c'è sempre qualcosa di meglio che si può fare, dalla eccessiva lentezza nel "fare qualcosa di Destra", bensì da scelte che non sono nelle corde del nostro elettorato.

L'Ucraina, gli ammiccamenti a Calenda e la chiusura verso Vannacci, incomprensibile ai più.

Oggi hanno la fortuna di poter ignorare le opinioni interessate dei "professionisti dell'informazione" per leggersi quelle degli Elettori.

Basta dedicarsi una mezzoretta al giorno a scorrere X ed eviterebbero errori che potrebbero fornire ai cattocomunisti l'assist per mettere le mani, di nuovo, nelle nostre tasche e nelle nostre vite.

28 maggio 2026

Il Centro Destra chieda ai suoi Elettori se vogliono Vannacci in Coalizione

Leggo articoli e dichiarazioni sulla presenza di Futuro Nazionale, il partito del Generale Vannacci, all'interno, a pieno titolo, della Coalizione di Centro Destra.

Non capisco i dubbi: sì al 100%.

Invece di farsi dei viaggi onirici, chi vi si oppone, anche per motivi comprensibilissimi come la paura della concorrenza (che, però, fa bene, stimolando l'attenzione alle esigenze dell'elettorato e migliorando la qualità dei candidati), dovrebbe chiedere ai propri elettori.

E se sono convinto che il 90% degli elettori di Fratelli d'Italia e Lega sarebbero favorevoli, anzi credo che lo diamo tutti per scontato, anche una solida maggioranza di Forza Italia sarebbe dello stesso parere.

Perchè anche gli elettori di Forza Italia sono come erano quelli della DC: più a destra dei loro dirigenti.

Infatti tutti i capi e capetti, anche di terza o quarta fila, della DC sono finiti in ginocchio sotto lo stendardo della falce e martello ripulita prima con una quercia e adesso con i colori Nazionali, ma i voti sono passati tutti a Berlusconi e poi si sono divisi tra i partiti del Centro Destra.

Del resto se i cattocomunisti imbarcano senza vergogna estremisti pro pal, ong, Bonelli, Fratoianni, crocieristi, Conte, perchè il Centro Destra dovrebbe giocarsi la partita con un braccio legato dietro alla schiena rinunciando alla propria ala destra ?

Credo che alla Meloni, a Salvini ed a Tajani, andrebbe ricordata l'esperienza del 1996, quando la Lega decise di correre da sola, ma il Centro Destra senza la Lega avrebbe vinto comunque se non ci fosse stata la ubris di Fini che, per punire la scissione di Rauti, rifiutandosi di accettare la Fiamma Tricolore nella Coalizione, ebbe come risultato la punizione di tutto il Centro Destra.

I voti sottratti al Centro Destra dalla Fiamma che si presentò da sola, consentirono infatti l'elezione di un parlamento a maggioranza cattocomunista che ci "regalò" cinque anni devastanti con i governi Prodi, D'alema (bombardamento in Serbia e passeggiata con Hetzbollah, ricordiamocelo !) e Amato.

Non si ripetano gli stessi errori.

Meglio perdere un Calenda che le elezioni.

23 maggio 2026

Troppi consiglieri per la Meloni

Dopo la sconfitta al referendum, sto assistendo alle gufate sotto forma di editoriali "profondi", da parte degli stessi "professionisti dell'informazione" che sono schierati con il Centro Destra.

Se la buona fede è sempre presunta, non mi piace questo sistema di preconizzare disastri e sconfitte dietro l'angolo, deprimendo un elettorato che, dai sondaggi, appare ancora in vantaggio e favorendo la fuga dei deboli di mente e di cuore.

Quando si parla di Centro Destra vediamo che tutti dicono la loro.

Se i "professionisti dell'informazione" di sinistra sono dei consiglieri fraudolenti e i loro consigli alla Meloni sono finalizzati a farla sbagliare, quindi non dobbiamo tenerne in alcun rilievo, non capisco quelli di Centro Destra.

Sicuramente sono in buona fede, non credo che siano dei masochisti che vogliano, solo per poter dire "avevo ragione", far perdere il Centro Destra grazie al quale hanno ottenuto un minimo di visibilità là dove, con il regime cattocomunista, verrebbero ignorati.

Ma le loro affermazioni mi sembrano azzardate e disfattiste.

Anche il modo in cui viene affrontata la questione Vannacci, appare tesa a tirare la volata a qualcuno piuttosto che a fare l'interesse del Centro Destra.

Se si chiedesse agli Elettori di Fratelli d'Italia, della Lega e anche di Forza Italia se preferirebbero l'alleanza con Calenda o Vannacci, risponderebbero in grandissima percentuale per Vannacci.

Capisco che Salvini sia stato scottato dal Generale, capisco che la Meloni tema la concorrenza a destra (come quella che lei stessa fece a Salvini approfittando dei suoi errori) e capisco che Tajani debba rispondere alla nuova real casa che vuole tenersi buoni i cattocomunisti.

Ma è indubbio che Vannacci appartiene di diritto al centro Destra e se fosse vera la percentuale che gli viene attribuita dai sondaggi, sarebbe sciocco preferirgli un soggetto inaffidabile che, tra l'altro, dagli stessi sondaggi, è accreditato di una percentuale inferiore.

La legislatura è ancora lunga, finirà a ottobre 2027, c'è tanto tempo per scrivere altre belle pagine di governo del Centro Destra e veder schiumare i cattocomunisti, ma non si creino ostacoli al Timoniere.

20 aprile 2026

Il Centro Destra torni a fare il Centro Destra

Non ho fiducia nei "professionisti dell'informazione", neppure in quelli che sono (o, almeno, si dichiarano) e scrivono per le testate di Centro Destra e questi giorni mi stanno dando ragione.

Invece di aiutare gli Elettori del Centro Destra ad orientarsi in un periodo turbolento, dove quel che si ascolta alla sera, viene puntualmente ribaltato dalle notizie del mattino, creano ancora più confusione.

La mia impressione è che anche per i "professionisti dell'informazione" di Area Centro Destra, importi più atteggiarsi a guru, pronosticando disgrazie (perchè le disgrazie fanno notizia e attirano lettori, mentre le buone notizie non interessano), che fornire un quadro oggettivo della situazione.

Così passiamo da un Capezzone che ospita interventi di Federico Punzi, giornalista interventista e con un orientamento trumpiano, ad un Veneziani che si compiace (!!!) di un'Italia che, con una nuova virata badogliana, abbandona Trump per aggregarsi al trio dei perdenti (Macron, Starmer e Merz).

E poi arriva Alessandro Sallusti, che dopo aver abbandonato la direzione de il Giornale è passato alla Verità (e forse è causa di una deriva moderata del quotidiano) che addirittura auspica che la Meloni si tuffi sul 25 aprile elogiando l'invasione e l'occupazione angloamericana, che è sì la vera storia di come si è conclusa la seconda guerra mondiale, ma resta sempre un qualcosa di oltre 80 anni fa !, per contrastare la liturgia resistenziale dei cattocomunisti ancora aggrappati all'antifascismo.

La Meloni sa sbagliare anche da sola (e lo ha dimostrato scegliendo Zelensky invece del condizionatore, abbandonando Trump e Netanyahu e chiedendo le dimissioni della Santanchè e Delmastro), senza bisogno dei suggerimenti dei vari consigliori con penna o tastiera.

Il grande vantaggio del Centro Destra è la circoscritta platea di partiti che lo compongono, la decennale collaborazione tra tali partiti che ha contribuito a rendere sempre più omogenee le posizioni e la quasi assoluta intercambiabilità degli Elettori nell'ambito di tali partiti.

Tutto ciò rende più agevole e stabile una collaborazione di governo, dando la possibilità di intervenire con maggiore efficacia sui vari problemi, incardinando anche riforme che possono gradualmente ridare fiato all'economia e alla società italiana.

E' un vantaggio, forse l'unico, che si ha su una sinistra che, per fare numero, è costretta a fare la mera sommatoria di tante istanze, talvolta in contrasto tra loro, cooptando ogni flatulenza critica verso il Centro Destra, a prescindere da una base comune, condivisa e collaudata.

L'unico scopo è quello di conquistare una maggioranza, poi a governare ci si penserà, magari facendo lo scendiletto di Bruxelles o rimettendo la palla nelle mani del Mattarella di turno che non farebbe altro che spingere per un proconsole dell'unione europea.

Il Centro Destra è l'unico che, nonostante le ultime sbandate, possa ancora agire nell'Interesse Nazionale, di gran lunga superiore a qualsiasi interesse unionista.

La Meloni è ancora in tempo a recuperare il rapporto con Trump (non credo sia difficile riallacciare, magari tramite Vance e Rubio) lasciando perdere le ridicole pretese di grandeur dell'unione europea.

In tale prospettiva, abbandoni l'idea di ottenere buona stampa dalla informazione cattocomunista o nelle parrocchie e parrocchiette che, ormai, sono altrettante cellule della sinistra.

E non ascolti la stampa di Centro Destra che non rende un buon servizio ad apparecchiare una tavola con la frase "io l'avevo detto".


04 febbraio 2026

L'illusione dell'integrità ideale e la realtà della Politica

Il 21 agosto 2023, subito dopo averlo letto, commentai "Il mondo al contrario" del Generale Vannacci, svolgendo alcune considerazioni sulla sua evidente ambizione politica.

Potrei farne un copia e incolla come commento alla decisione di uscire dalla Lega e agire con un nuovo partito che, anche nel nome, richiama in modo sinistro l'infelice avventura di Fini.

Condivido quasi in toto quanto il Generale ha sintetizzato nel suo saggio.

A dividermi è l'incertezza che ho sulla sua posizione sui vaccini (che non ho mai capito) e, soprattutto, la sua ammirazione per Napoleone che, per me, resta uno dei tre peggior criminali della Storia (gli altri due sono Stalin e Mao).

Quindi mi ci ritrovo su tutte le questioni da lui elencate e, sul piano meramente concettuale, avrà il mio voto.

Ma la Politica, sì, con la "P" maiuscola, è fatta di compromessi, di diplomazia, di accordi ed ho ben in mente un altro saggio, nel quale l'Autore scrisse che se vogliamo incidere sulla formazione delle leggi, dobbiamo adattarci a sostenere il partito che, per quanto non corrisponda in pieno alle nostre idee, possa far prevalere la nostra area politica di appartenenza, nel cui perimetro si possono collocare più partiti ognuno maggiormente identitario.

Come scrissi allora, Vannacci non avrebbe dovuto aderire ad un partito, ma tenersi a disposizione per la Coalizione, oppure fondare da subito il suo partito, che si misurasse alle imminenti europee (si sarebbero svolte dopo dieci mesi) ma all'interno del perimetro del Centro Destra.

Oggi è uguale.

Il partito di Vannacci potrebbe essere di grande utilità e determinante se all'interno della Coalizione, aggregando voti di chi, "duro e puro", non accetta neppure i compromessi cui obbligatoriamente si sottomette la Meloni e, quindi, portando alla Coalizione quel tot per cento (uno o due) necessario a superare stabilmente la soglia del 50% dei consensi.

Se, invece, come sembra dalle prime dichiarazioni, da un lato Vannacci pensa di condurre una battaglia solitaria (con l'obiettivo evidente di far perdere il Centro Destra, perchè la maggioranza non l'avrebbe mai) e, dall'altro, la Meloni e Salvini fossero intenzionati a tenerlo fuori dal Centro Destra, per una sorta di "punizione", allora prepariamoci ad avere almeno cinque anni di leggi woke, lgbt, a favore dei magistrati, repressive della Libertà di stampa, opinione, pensiero, pieni di tasse e di sudditanza a Bruxelles, "stando dietro" a Germania e Francia.

E allora mi torna in mente non il Fini di Futuro e Libertà, ma quello supponente che, nel 1996, dopo aver cambiato il nome al partito provocando l'uscita di Rauti con la Fiamma Tricolore, non volle allearsi con tale movimento.

Il Centro Destra perse le elezioni non tanto per i voti di una Lega che correva da sola, ma per i voti che Fiamma Tricolore raccolse in Lazio e in genere nel Sud, tutti sottratti a collegi uninominali in bilico che il Centro Destra, con la Fiamma, avrebbe vinto, tornando a Palazzo Chigi cinque anni prima del 2001.

E la Storia sarebbe stata molto differente (anche perchè era legislatura da elezione al Quirinale).

Quindi Vannacci, ma anche la Meloni e Salvini, ci pensino bene prima di chiudersi la porta in faccia reciprocamente e consegnare l'Italia ai cattocomunisti, vanificando gli sforzi e il buon governo che abbiamo dopo le elezioni del 25 settembre 2022.

15 gennaio 2025

Mai più un'altra Verona !

Leggo con molto fastidio le dichiarazioni del Presidente del Veneto Luca Zaia che seminano zizzania all'interno del Centro Destra.

Zaia, ottimo presidente di regione e, prima ancora, ottimo ministro dell'agricoltura, non può essere ricandidato per sopraggiunto limite dei mandati concessi dalla legge.

La Lega ha provato a proporre una modifica alla legge, ma gli alleati non si sono mostrati d'accordo e questo con l'appoggio presumibile dei cattocomunisti ansiosi di liberarsi dell'ingombrante presenza di due loro presidente di regione in Campania e in Puglia.

A parte ogni considerazione sul limite dei mandati (e personalmente sono totalmente contrario ad ogni limite che non provenga dal voto degli Elettori ai quali unicamente dovrebbe essere demandata la decisione se rinnovare la fiducia ad un presidente uscente o mandarlo a casa, a loro e non ad una legge o ad un magistrato !) questa è la legge, non c'è per ora la maggioranza per modificarla ed è necessario comportarsi di conseguenza.

Ignorando l'esistenza della legge e delle scorie che seguono ogni battaglia divisiva, in una città come Verona, dove i due terzi della popolazione vede come il fumo negli occhi i cattocomunisti, hanno eletto un cattocomunista sindaco a seguito delle divisioni nel Centro Destra.

E c'era pure stata l'opportunità del ballottaggio, sfruttata malissimo per l'incomunicabilità tra i due candidati del Centro Destra che non si sono accordati per sostenersi al ballottaggio.

Nella elezione del presidente della regione non esiste ballottaggio.

Il candidato presidente che prende anche un solo voto in più vince e trascina alla vittoria, con il suo listino, anche la sua coalizione, anche quando prende meno voti dell'altra, come è accaduto in Sardegna dove la Todde ha vinto personalmente e, pur avendo la sua coalizione preso meno voti di quella di Centro Destra, ha avuto un bonus in consiglieri, conquistando la maggioranza assoluta in consiglio.

E' comprensibile l'amarezza di Zaia che sa di aver fatto bene e potrebbe ancora fare molto bene in Veneto.

E' comprensibile l'aspirazione della Lega di conservare la presidenza di una regione importante come il Veneto.

E' comprensibile l'aspirazione di Fratelli d'Italia di capitalizzare i tanti voti conquistati sul campo mettendo un proprio esponente a capo di una delle più importanti regioni d'Italia.

E' comprensibile Forza Italia che difende le ambizioni di un suo importante nuovo acquisto, Flavio Tosi.

Però la prima responsabilità dei partiti del Centro Destra deve essere verso i Veneti, che non meritano di essere abbandonati ai cattocomunisti e verso gli Elettori che pretendono che non si verifichi mai più un'altra Verona.

Meloni, Salvini, Tajani, ma anche Zaia e Fedriga: basta discutere a mezzo stampa (che gode a seminar zizzania !).

Riunitevi in segreto da qualche parte, fate un fine settimana di ritiro lontani dai taccuini e dalle telecamere e decidete il criterio per attribuire ad un partito o ad un altro questa e quella regione.

Il Centro Destra ha, in ogni regione, uomini preparati per ricoprire ruoli importanti e a noi Elettori non importa se provengano da Fratelli d'Italia, dalla Lega, da Forza Italia o persino da Noi Moderati.

Quello che a noi interessa è che non si consegnino regioni, a cominciare dal Veneto, ai cattocomunisti come fu consegnata Verona.

24 marzo 2024

L'avanguardia, la legione e il rifugio tranquillo

Confesso che mi piace lo schieramento a tre punte del Centro Destra.

A differenza di una sinistra divisa su tutto, tranne sulla volontà di accapparrarsi anche solo uno strapuntino pur di vivere bene a spese degli Italiani, nel Centro Destra i tre partiti (considerando l'appendice moderata e centrista inglobata in Forza Italia) agiscono intelligentemente ognuno coltivando un campo identitario, per poi giungere, sono ormai trent'anni che accade, ad una sintesi comune.

Così, oggi, abbiamo l'avanguardia della Lega di Salvini, che indica un obiettivo, irraggiungibile in questo momento, molto nella corde della maggioranza di noi Elettori e rappresenta lo stimolo per il grosso dell'esercito.

La Legione, infatti, si muove più lentamente dell'avanguardia, perchè deve assicurarsi di mantenere aperte le vie dei rifornimenti e nel contempo sminare il terreno dagli ordigni lasciati dal nemico in ritirata.

Il compito è, in questo momento, come sempre, affidato al partito di maggioranza, quello che ha il Primo Ministro, che deve confrontarsi con una realpolitik che impone quei compromessi che l'avanguardia, giustamente, vorrebbe superare al galoppo.

La Meloni in questo si comporta egregiamente, probabilmente in virtù di una sua personale empatia che si aggiunge ad una capacità politica affinata da una lunga esperienza e militanza, iniziata dalla gavetta della distribuzione di volantini per le strade.

Infine abbiamo un plotone arretrato, che ha il compito di raccogliere i più timorosi dei cambiamenti proposti e vedono in Tajani il nonno tranquillo che può stemperare i pericoli grazie all'esperienza.

Questo plotone ha la funzione di non lasciare indietro nessuno, accompagnando quanti non amano cambiare, verso il futuro che, obbligatoriamente, costringe ai mutamenti.

Sono trent'anni che, anche con protagonisti diversi, la formula funziona e rappresenta il meglio dell'Italia.

La sintesi che emerge dalle tre qualità che caratterizzano i partiti del Centro Destra è la miglior garanzia per un buon governo, anche se talvolta possiamo non essere d'accordo o convinti di una particolare scelta, il quadro d'insieme rappresenta comunque un grande passo in avanti verso la bonifica di un'Italia inquinata da undici anni di metastasi cattocomunista a tutti i livelli.

Ma per riparare a undici anni di danni, ci vuole tempo che dobbiamo garantire, con il nostro voto, alla Meloni, a Salvini ed a Tajani.

22 marzo 2024

Il dilemma dell'Elettore del Centro Destra - 3

Questa terza parte è, in teoria, l'ultima di una disamina sul problema che si trova davanti l'Elettore del Centro Destra in occasione delle prossime elezioni europee del 9 giugno (con inizio del voto al pomeriggio di sabato 8).

E' un dilemma che coinvolge quasi tutti coloro che votano per il Centro Destra perchè, come abbiamo visto dagli spostamenti di voti, il nostro elettorato è omogeneo per area, con solo residuali consensi identitari per i tre partiti della Coalizione.

E' teoricamente l'ultima parte perchè, ad 80 giorni dal voto, c'è la possibilità che un qualche fatto esterno venga a modificare la scelta che ognuno di noi sta maturando.

A cominciare dalla candidatura del Generale Roberto Vannacci in un partito della Coalizione o in un suo proprio movimento.

Ho già avuto modo di scrivere che il Generale Vannaci deve essere, a mio avviso, una preziosa risorsa per il Centro Destra, da non bruciare sull'altare e nella identificazione con un solo partito, ma da valorizzare in campo nazionale, candidandolo, come espressione dell'intera Coalizione, al primo collegio uninominale che si renda libero, magari per il passaggio in europa di un attuale parlamentare nazionale.

Ciò non toglie che il Generale possa valutare, anche per la sua esperienza, più gratificante e incisivo un suo ruolo nel parlamento europeo, soprattutto se il Centro Destra dovesse diventare la Coalizione vincente che esprimerà la nuova commissione.

Allora è gioco forza una candidatura di partito non essendo previsti collegi uninominali dove i candidati sono espressione della Coalizione.

Confesso che se Vannacci dovesse essere candidato con la Lega, avrebbe con ogni probabilità il mio voto.

Naturalmente il mio sarebbe un voto anche di condivisione delle ultime battaglie leghiste, come l'abolizione del limite dei due mandati per gli amministratori locali e l'abolizione del ballottaggio per i sindaci.

Ma anche per la posizione cauta che la Lega esprime nei confronti delle smanie guerrafondaie contro la Russia e della piena solidarietà ad Israele nella sua battaglia contro i terroristi palestinesi.

Ma la Lega non sarebbe solo Vannacci, come (purtroppo) non è solo Salvini o il senatore Claudio Borghi Aquilini.

Purtroppo la Lega è anche Fedriga e Zaia, in prima fila per la repressione in epoca covid e ora schierati per il fine vita.

Purtroppo la Lega è anche quella del governo Draghi con i cattocomunisti e della rielezione di Mattarella.

Scelte che la Lega ha pagato salato in termini di consenso elettorale, ma chi mi dice che un cambio di segreteria non ci riporti a quella Lega ?

Quindi il dubbio è se votare Lega, a prescindere dal Generale Vannacci, per rafforzare la segreteria Salvini e la sua alleanza in Identità e Democrazia con i partiti della Destra europea, un dubbio che con la candidatura nelle liste del Generale sarebbe quasi completamente rimosso.

Davanti ai dubbi sul votare Lega io ho la certezza rappresentata da Fratelli d'Italia.

La Meloni è riuscita a proporsi al meglio nel panorama internazionale, senza rinunciare alla sua caratterizzazione interna come dimostra anche l'ultimo dibattito alla camera dove ha brillantemente perculato i parlamentari cattocomunisti ("ragà, vi vedo nervosi") facendoli schiumare e fatto sprofondare nel ridicolo Bonelli che aveva parlato dei suoi occhi inquietanti.

Certo il passaggio dalle teorie dell'opposizione alla realtà di governo ha fatto perdere per strada alcune delle caratteristiche più identitarie, come il blocco navale sostituito da un percorso più lungo e faticoso fatto di accordi bilaterali, o come una politica estera più equidistante tra Russia e Ucraina, sacrificata sull'altare del consenso internazionale per prevenire ogni tentativo di colpo di stato, modello 2011 contro Berlusconi.

Ciò non toglie che, contro le follie belliciste di Macron, l'unica voce europea che si sia levata per fermarle sia stata quella della Meloni.

E finchè ci si limita a liberare i nostri magazzini di armi vecchie e persino di finanziare Zelensky, la politica realista può essere accettabile.

Fratelli d'Italia resta quindi un approdo sicuro per il voto europeo, sia per le caratteristiche del partito che per la coerenza dimostrata in undici anni di vita.

Come è evidente non ho preso in considerazione Forza Italia, nonostante la considerazione per l'abilità di Tajani di galleggiare anche dopo la morte del Cav e la mia stima verso Gasparri e la Bernini, perchè è, per definizione, un partito moderato.

E' parte del PPE che si è inquinato e corrotto nella decennale alleanza con i socialisti e quindi non mi potrebbe rappresentare.

Come non possono rappresentarmi i soliti partiti monotematici, uno addirittura composto da comunisti non pentiti come Rizzo e da singoli elementi provenienti dalla Destra, il cui fallimento alle politiche del 2022 ha solo impedito al centro Destra di racccogliere i due terzi dei parlamentari, necessari a far passare le riforme costituzionali senza la spada di Damocle del referendum confermativo.

Questo al 22 marzo.

Da oggi al 9 giugno, però, possono ancora verificarsi fatti tali da modificare un giudizio che, comunque, non andrà oltre l'alternativa tra Fratelli d'Italia e Lega (Forza Italia per gli elettori più moderati) e l'eventuale (ma ritengo improbabile) partito personale del Generale Vannacci.

(Fine, forse ...)

18 marzo 2024

Attenti a quei due

Italia Viva di Renzi ha deciso di sostenere il presidente uscente della Basilicata Bardi, di Forza Italia e a suo tempo eletto e ricandidato da tutto il Centro Destra, sfilandosi dall'ammucchiata cattocomunista e grillina.

Altrettanto potrebbe fare Calenda.

La situazione potrebbe ripetersi in Piemonte.

Non mi piace.

A parte la totale inaffidabilità del duo Renzenda mi domando se siano in grado di dare un contributo in contenuti e in voti significativo.

Temo invece che il loro avvicinamento al Centro Destra derivi da una astinenza dal potere che rende irrequiete le loro truppe, ansiose di incassare quei dividendi che avevano pensato di realizzare transitando da altri partiti verso i due movimenti degli aspiranti Napoleone.

Sono però tanti i nomi da accontentare: Gelmini, Carfagna, Bonetti, Rosato ... un lungo elenco di personaggi che, dopo aver lasciato la loro casa madre, si ritrovano invischiati in una lotta per la sopravvivenza politica.

Figuriamoci se sono in grado di elaborare contenuti all'altezza di una gestione di governo.

Senza contare poi che Renzi e Calenda sono fortemente divisivi, dove ci sono loro le litigate, si separano, si uniscono e poi si lasciano di nuovo tirandosi pesci in faccia, non un bel biglietto da visito per una Coalizione che discute, a volte si divide sulle questioni marginali, su qualche singola proposta, ma da trent'anni riesce a trovare una linea comune, come si è visto anche dopo la Sardegna.

Renzi e Calenda porterebbero il seme della litigiosità, che non fa bene a nessuna coalizione.

Sarebbe quasi da auspicare un accordo tra gentiluomini (se solo si potesse fare affidamento sulla parola dei cattocomunisti !) sulla esclusione di Renzi e Calenda da qualsiasi accordo con le due principali coalizioni.

L'elettorato residuale dei due movimenti, invece, può essere considerato un target per il Centro Destra e, specificatamente, per Forza Italia, soprattutto in occasione delle europee, dove l'appartenenza alle grandi famiglie europee, caratterizza le singolarità dei partiti della Coalizione.

E l'elettorato lo si acquisisce, almeno per la parte, che mi auguro preponderante anche per i movimenti di Renzi e Calenda, di opinione, che guarda all'interesse Nazionale, con il buon governo.

Il buon governo che ha caratterizzato la giunta Bardi in Basilicata e il buon governo nazionale della Meloni, i cui fondamentali economici sono molto positivi per tutti gli Italiani, anche per chi ha votato a sinistra e la cui politica estera, paradossalmente non condivisa sull'Ucraina da una fetta consistente dell'elettorato di Centro Destra, trova però modo di collocare l'Italia tra gli stati virtuosi, quando non tra quelli più attivi come dimostra la ottima conclusione di accordi con Tunisia, Albania ed Egitto, rassicurando quella fetta di elettorato incline a confermare le politiche di alleanze, a cominciare dalla Nato.

Capisco che i cattocomunisti ed i grillini ortodossi vedano come il fumo negli occhi i successi della Meloni, interni, economici ed esteri, ma quelli dotati di un minimo di buon senso, dovrebbero riconoscere che viene in tal modo difeso anche il loro personale interesse.

A questo punto si torna alla domanda: perchè abbracciare Renzi e Calenda che porterebbero solo dissidi con la loro pretesa di "farsi notare" in una Coalizione ben strutturata e coesa da trent'anni di lavoro in comune in cui quei due sarebbero solo un granellino lanciato in un ingranaggio ben rodato ?

 

15 marzo 2024

Il dilemma dell'Elettore del Centro Destra - 2

Se l'Elettorato di Centro Destra ha una forte Identità di Area e meno di partito, votando, di volta in volta, quello, tra Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, che, in quel preciso momento, sembrerebbe incarnare meglio il sentimento del Popolo di Centro Destra, al momento di andare al seggio si impone però una scelta.

In passato c'erano state proposte tipo votare alla camera per un partito e al senato per un altro partito della stessa coalizione di Centro Destra, con la finalità di renderli obbligatoriamente complementari.

Per funzionare avrebbe bisogno di essere seguito da milioni di Elettori, cosa impossibile, come è impossibile praticare quella sorta di "voto disgiunto" in altre elezioni come le europee dove la scheda è unica.

Allora il ragionamento non può prescindere dalle cose fatte, da quelle annunciate e, soprattutto, a seconda che il Centro Destra sia al governo o all'opposizione, dall'opportunità di un tipo di voto anzichè un altro in quel particolare momento.

Da ottobre 2022 il Centro Destra è al Governo e, contrariamente alla propaganda dei suoi detrattori, si vede la mano diversa che distribuisce le carte.

Si può pensare che sia poco, timido o marginale, ma la mano diversa c'è.

Non si parla più del ddl Zan e dei bavagli alla libera opinione che vi erano inclusi.

Non è attuale la patrimoniale.

Il Mes è stato archiviato senza la nostra adesione.

Si prova ad allentare il cappio che i governi dei precedenti undici anni hanno messo al nostro collo.

Poi ci sono gli aspetti critici, come il non essere riusciti a bloccare l'arrivo dei clandestini, la prona adesione al sostegno verso Kiev (però, in contrapposizione con quanto dichiarato da Macron, Tajani ha affermato che non partirà nessun soldato italiano per l'Ucraina), la debole risposta al terrorismo Houthy.

Sono invece da evidenziare i provvedimenti più significativi in relazione all'assetto politico e istituzionale della Nazione, come la riforma in senso presidenzialista, sia pur per l'elezione del Primo Ministro e non del presidente della repubblica, l'autonomia differenziata, la riforma fiscale, tutti temi che fanno schiumare i cattocomunisti e, quindi, sono buoni e giusti per l'Italia e gli Italiani.

Come è naturale ad essere più movimentista è il partito che non ha il presidente del consiglio, dopo aver pensato per cinque anni di potersi candidare a tale carica ed averla mancata proprio per la fluidità interna alla Coalizione dell'Elettorato che non ha ancora perdonato a Salvini di essere entrato nel govero Draghi con i cattocomunisti e di aver poi votato per la rielezione di Mattarella.

Errori che non sono stati fatti da Fratelli d'Italia che ha così potuto incassare i dividendi di una coerente opposizione e contrapposizione ai cattocomunisti.

Il tentativo di recupero della Lega spazia quindi da maggiori distinguo sull'appoggio a Kiev, alle proposte di terzo mandato e, soprattutto, di abolizione dei ballottaggi per i sindaci, cosa che turba molto i sonni dei cattocomunisti che, in tal modo, rischierebbero di perdere molti dei sindaci delle grandi città che sono il fulcro della loro gestione del potere.

Più vaga la nuova identità di Forza Italia senza Berlusconi, ma comunque essenziale per la parte più conservatrice e moderata dell'Elettorato, quella maggiormente legata, culturalmente e concettualmente, al potere centrale ed ai vecchi principi della prima repubblica.

Più difficile la posizione di Fratelli d'Italia che è obbligata a contemperare le fughe in avanti del proprio elettorato su temi identitari, con una imprescindibile realpolitik che lega le mani.

Ad esempio sui clandestini.

Sappiamo tutti che la soluzione è il respingimento attivo in mare, con tutte le conseguenze del caso.

Sappiamo però tutti che al primo morto per un respingimento, si scatenerebbe una canea infernale con cannoneggiamenti contro la Meloni più intensi di quelli in Ucraina.

Quindi il voto da esprimere non deve tener conto solo del proprio personale giudizio su quello che è stato fatto e su quello che si propone di fare, ma anche di tutelare quello spazio di manovra autonoma che, gradualmente, il Governo Meloni sta conquistandosi con la politica dei piccoli passi.

In parole povere: in questo momento sarebbe forse più in sintonia un voto per la Lega che per Fratelli d'Italia, ma come verrebbe sfruttato dai cattocomunisti una perdita di consenso del partito del Primo Ministro ?

Abbiamo già visto che loro non ragionano in termini di voti di area politica, non tengono conto del fatto che il Centro Destra è un'Area omogenea per elettorato che non voterebbe mai per i cattocomunisti, al massimo si astiene o, in passato, si è illuso per il partito di Grillo che sembrava autenticamente antisistema.

Quindi i cattocomunisti, con i loro organi di stampa, tornerebbero a fare i tamburini sardi blaterando del vento che cambia, sfruttando propagandisticamente un semplice travaso di voti da Fratelli d'Italia alla Lega.

E infine c'è l'incognita Vannacci ...

(continua)


12 marzo 2024

Il dilemma dell'Elettore del Centro Destra - 1

Archiviata la inesistente "remuntada" dei cattocomunisti in Abruzzo (ma anche in Sardegna, cominciano le ammissioni di qualcuno nei programmi radiotelevisivi pur di sinistra, il Centro Destra ha preso più voti delle liste di sinistra ...) si avvicina, meno di tre mesi, un vero test politico: le elezioni europee.

Vero che ci sono ancora le elezioni in Basilicata, quelle in Piemonte contemporaneamente alle europee  e successivamente in Umbria, ma mi auguro che la figura di palta dei "giornalisti" ed "esperti" di politica su Sardegna e Abruzzo, le riporti al rango di elezioni locali, come devono essere.

Da Elettore del Centro Destra credo di interpretare il dilemma di tanti miei "colleghi" non direttamente e personalmente impegnati in politica, ma osservatore e partecipe alle vicende dell'Area politica che sta (e spero continui a restare) sulla barricata opposta a quella dei cattocomunisti e dei loro alleati.

Negli anni successivi al 1992, quando la sopravvalutata tangentopoli, sbarazzandosi dei cinque partiti (il "pentapartito" di centrosinistra: DC, PSI, PRI, PSDI, PLI) al governo, sembrava aver aperto una autostrada ai comunisti, partendo dal voto consolidato all' MSI, ho successivamente votato Alleanza Nazionale (abbandonata quando, nel settembre 2003, Fini manifestò le prime avvisaglie di squilibrio politico, sostenendo il voto per gli immigrati, anche se solo alle amministrative), Forza Nuova (nell'alleanza di Alternativa Sociale del 2006 con la Fiamma Tricolore), La Destra di Storace, la Lega e Fratelli d'Italia.

In sostanza ho votato, come tanti Elettori del Centro Destra, per un partito rappresentativo di un'Area esplicitamente di Destra, nei fatti e contenuti se non nella propria ragione sociale e storia e per "quel" partito che, di volta in volta, in base alle contingenze specifiche, esprimeva, in quel particolare momento, la maggior affinità con le mie idee, senza compromettere il risultato complessivo della Coalizione (anche nel 2008, l'alleanza intorno al PdL era talmente in vantaggio che scelsi di dare un voto Identitario a La Destra che era stata esclusa dalla Coalizione per volontà di Fini).

Pur avendo sempre avuto (tranne negli anni finali della decadenza che era anche politica) stima verso Berlusconi, non altrettanta l'avevo verso il suo partito e, a quanto pare, la fine della spinta propulsiva e alternativa del Cav ha coinciso con il distacco di molti elettori di Forza Italia che si sono accasati prima nella Lega e poi in Fratelli d'Italia.

Il tutto rappresentando quella che personalmente ritengo una piena omogeneità dell'elettorato di Centro Destra, di gran lunga maggiore a quella delle rispettive classi dirigenti.

Il successo elettorale nel 2008 del PdL, Popolo della Libertà, derivò proprio dalla maturazione della base elettorale che non aveva grandi differenze, se non nelle residuali specifiche identità, tra i partiti e la fine del PdL derivò anche dalle esigenze non solo di intercettare quei filoni residuali, ma anche dalle esigenze di una classe dirigente che proveniva da esperienze differenti e dall'errore di Berlusconi di aver ammesso nelle liste molti candidati che poi gli voltarono le spalle.

Non deve quindi stupire se una intelligente azione di Salvini, portò la Lega dal 4% delle politiche del 2013 al 34% delle europee del 2019, vedendo contemporaneamente un progressivo consolidamento di Fratelli d'Italia dal 2% al 6,4%, il tutto con un parallelo calo di Forza Italia.

Alla fine il Centro Destra, anche nel periodo in cui Berlusconi cominciò la sua decadenza personale favorita dalla ignobile esclusione dalla possibilità di essere eletto, ha sempre mantenuto una percentuale complessiva intorno al 45% di elettori che si sono, volta per volta, suddivisi tra i partiti.

Salvini, in crescita fino al 2019 e consolidato, nonostante l'uscita dal governo con i grillini, quando aveva dimostrato di saper rispondere alle aspettative degli Elettori del Centro Destra con una ottima politica di respingimento dei clandestini, fece però l'errore di entrare nel governo Draghi, subdolamente proposto da Mattarella nel tentativo di dare tempo ai cattocomunisti di riassorbire la crisi di consenso popolare.

A seguire, secondo errore clamoroso per chi mastica politica dalla nascita, Salvini decise di votare per la rielezione dello stesso Mattarella, personaggio fortemente inviso all'elettorato di Centro Destra perchè considerato di parte.

Quei due fatti innescarono una nuova diaspora dell'elettorato di Centro Destra che si riversò su Fratelli d'Italia, intelligentemente rimasto all'opposizione (unica !) nei confronti di Draghi e che non accettò di votare per la rielezione di Mattarella.

Fratelli d'Italia si portò così dal 2% del 2013 e dal 6,4% delle europee del 2019 al 25% delle politiche del 2022, diventando il primo partito d'Italia e della Coalizione e, in quanto tale, esprimendo il presidente del consiglio nella persona di Giorgia Meloni.

A giugno avremo quindi una nuova tornata elettorale nazionale, politica, con l'introduzione di un elemento di ulteriore interesse, cioè un voto che oltre a testare la temperatura politica in Italia, potrebbe consentire di mutare la natura della folle e distruttiva politica di una unione europea, al momento ostaggio di invasati cattosocialambientalisti.

Da qui il dilemma dell'Elettore del Centro Destra: quale partito scegliere tra l'offerta proposta ?

E questo è il filo conduttore delle mie riflessioni.

(continua)


04 dicembre 2023

Segnali per il futuro

Ieri a Firenze si è svolto un incontro di alcuni partiti Identitari europei, tra i quali la Lega, il Rassemblement National di Marine Le Pen, l'Afd tedesca e l'olandese Partito della Libertà di Geert Wilders.

Condivido l'appello di Salvini perchè il Centro Destra in Europa riproponga, senza steccati, il Centro Destra italiano con l'obiettivo di cacciare i socialisti e gli invasati verdi dai centri di potere, per restituire voce alla volontà ed al sentimento dei Popoli e delle Nazioni europee.

Non mi interessa se alcuni di quei partiti sono contro il comico di Kiev o contro Israele, lo ritengo legittimo nell'ambito di un quadro in cui le cose importanti stanno nella maggiore sovranità degli stati nazionali, nella riduzione (cancellazione) del dirigismo sovietico delle direttive e dei regolamenti di Bruxelles e nella fine della follia ecoambientalista fondata sulla balla del cambiamento climatico causato dall'Uomo.

Poi, come è soprattutto tra noi Elettori del Centro Destra in Italia, ci si può amichevolmente dividere tra chi sostiene il comico di Kiev e chi, invece, preferisce guardare alle forniture di gas a prezzi economici e tra chi, per antico retaggio, non ama gli ebrei e chi vorrebbe spazzar via i terroristi palestinesi ricordando che quelli di oggi sono i figli e nipoti degli assassini di Monaco, Fiumicino e dell'Achille Lauro.

Il primo passo per un futuro più roseo, però, dovrà essere la formazione, dopo le elezioni del giugno 2024, di una commissione disinfestata da socialisti e verdi.

Ma c'è un altro segnale per un futuro migliore che è tutto italiano: la nomina del Generale Vannacci a Capo di Stato Maggiore delle Forze Operative di terra.

Un riconoscimento, una compensazione dopo i brutali e ingiustificati attacchi (anche del ministro Crosetto) al suo saggio senza neppure averlo letto.

Una goduria immensa leggere gli ululati dei cattocomunisti contro tale nomina.

19 settembre 2023

Il Centro Destra


Se qualcuno avesse nutrito speranze sulla implosione del Centro Destra dopo la morte di Silvio Berlusconi, probabilmente adesso sprofonderebbe in una depressione incurabile.

Forza Italia sembra tenere, perdendo qualcosina dopo il balzo in avanti nei sondaggi per effetto della commozione (la stessa che nel 1984, con la morte di Berlinguer, spinse il partito comunista a diventare momentaneamente, alle europee, il primo partito italiano), ma tenendo sorprendentemente nonostante l'oggettivo scarso appeal di Tajani.

La Lega sta riprendendo quota e ruota intorno al 10% a seconda dei sondaggi, nonostante la Meloni non abbia fatto quegli errori che a Salvini costarono il travaso di un elettorato molto sovrapponibile dal suo partito a Fratelli d'Italia.

Fratelli d'Italia è costantemente sopra il dato delle politiche dello scorso anno, nonostante un anno di governo.

La manifestazione di Pontida e la visita a Lampedusa della Meloni (con Tajani volato a New York dove verrà raggiunto dalla stessa Meloni) hanno mostrato un Centro Destra coeso, forte e che sa sia mobilitare le piazze, che aver cura delle emergenze e nel contempo essere presente e protagonista nei vertici internazionali.

Poi, certo, soprattutto da destra, ci sono molti mal di pancia perchè non si vedono, hic et nunc, quei cambiamenti ed io stesso vorrei immediati, sensibili e draconiani come il taglio della spesa e delle tasse, privatizzazioni, liberazione completa della rai dalla metastasi cattocomunista.

Ma quelli sono sentimenti di pancia e chi ha la responsabilità di governo deve ascoltarli e poi filtrarli attraverso la realpolitik dell'opportunità e delle possibilità.

I movimenti di destra che criticano la Meloni dovrebbero spendere meglio il loro tempo e le loro energie per provare a ritrovarsi sotto un'unica bandiera, che potrebbe essere quella del Generale Vannacci, ben sapendo, però, che nessuno è in grado di conseguire una maggioranza assoluta e quindi il compromesso sarà inevitabile per governare, anche nell'ipotesi di una lista unitaria della Destra Italiana che ottenga una grande affermazione elettorale.

Perchè quello che in quasi un anno di governo abbiamo potuto apprezzare in questo Governo, è la coerenza del traguardo finale, che non è cambiato, degli obiettivi da perseguire e, soprattutto, di quello di cui non si parla più.

Come lo ius soli che, grazie a questa maggioranza, per questa legislatura (e si spera anche per le prossime) è accantonato e dimenticato come il famigerato ddl Zan con le nuovenormative liberticide contro la libertà di opinione e di sua diffusione.

Il Centro Destra del futuro non potrà prescindere dal compromesso tra le varie componenti e anche dal continuare a gestire la propria offerta politica nella consapevolezza che ilmondo globalizzato è realtà.

L'importante è starci da protagonisti, rifiutando di portare acqua a Germania e Francia per il tramite dell'unione del male.

27 agosto 2023

Il Generale Vannacci candidato con la Lega ?

Spero sia una voce infondata, non perchè considero la Lega incompatibile con le idee e le proposte del Generale, ma per le ragioni che ho già esposto a corredo del mio commento dopo aver letto il saggio.

E altrettanto valga per una sua eventuale candidatura per Fratelli d'Italia, Forza Italia, Forza Nuova, CasaPound o qualsiasi altra formazione della Destra e del Centro Destra.

Candidarsi con un partito già esistente, con suoi dirigenti, suoi parlamentari, suoi militanti, sue strutture, farebbe del Generale una figura da prima pagina, che sicuramente potrebbe portare un contributo personale importante, ma che dovrebbe sottostare a regole e decisioni altrui.

A meno che, ovviamente, con un sacrificio personale, la Meloni, Salvini e Tajani non decidano un passo indietro personale e, con l'elezione diretta del Presidente della repubblica o del consiglio, non candidino unitariamente il Generale Vannaci che, votato direttamente dal Popolo, avrebbe una sua ampia autonomia di azione e di giudizio a prescindere dalle classi dirigenti di questo o quel partito.

Ma poichè non penso che sia giusto chiedere alla Meloni, a Salvini, a Tajani che hanno messo la faccia e l'impegno per tutti questi anni, di rinunciare alla legittima ambizione di essere eletti presidenti o di capeggiare la Coalizione in quanto segretari del partito più votato nel Centro Destra, credo che il Generale Vannacci possa e debba essere una risorsa che corra in libertà e autonomia, con un suo movimento, almeno alle prosime elezioni europee dove lo sbarramento del 4% è alla sua portata e dove correre da soli non compromette alcuna Coalizione.

Proprio in contemporanea con le voci di una candidatura del Generale Vannacci con la Lega, ho appreso che è stato aperto un sito  (https://www.ilmondoalcontrario.net/) che si richiama esplicitamente e direttamente al saggio del Generale.

Anche in questo caso qualcuno ha timidamente parlato del "movimento del Generale", ma sembra che sia solo una associazione culturale e di opinione.

Peccato, perchè sarebbe l'ideale partire adesso per organizzare le liste che dovranno essere votate solo a giugno 2024.

E la presenza di una lista del Generale Vannacci non dovrebbe essere vista in modo ostile dai partiti del Centro Destra, ma come un arricchimento dell'offerta, con la possibilità che, sì, è vero, sottragga voti esistenti, ma che riesca anche a conseguirne molti tra gli astenuti e i disillusi, facendo così in modo che la somma finale sia anche superiore a quanto ottenuto il 25 settembre 2022.

Perchè è evidente che nessun partito, singolarmente, sarebbe in grado di ottenere la maggioranza assoluta per governare e, quindi, le alleanze sono obbligatorie e anche la lista del Generale Vannacci non potrebbe esimersi da accordi e compromessi (come i grillini, duri e puri, che poi hanno governato con tutti: leghisti, cattocomunisti, burocrati della finanza ...).

E le idee del Generale Vannacci sono totalmente incompatibili con quelle dei cattocomunisti e dei grillini, mentre sono perfettamente sovrapponibili a quelle dei partiti del Centro Destra e l'alleanza sarebbe del tutto naturale, con una ripartizione dei compiti fondata sulla forza elettorale che ciascun partito avesse conseguito alle elezioni.

Il sistema di far decidere agli elettori, quelli veri, quelli che votano e votano per quella coalizione, chi dovrà essere il leader della coalizione stessa e il presidente del consiglio, è infatti il miglior viatico per favorire una aggregazione a quattro, inclusiva di un eventuale movimento del Generale Vannacci.

Poi il partito che avrà ottenuto il maggior consenso tra gli elettori di quell'area, esprimerà il Primo Ministro.

E, come abbiamo visto, nulla è scontato, con Fratelli d'Italia passato, in cinque anni, dal 4 al 26%, impresa che, considerando il voto ragionato e di opinione che noi di Centro Destra esprimiamo (a differenza di quello ottusamente ideologico dei cattocomunisti), può compiere chiunque, da Salvini a Tajani, fino al Generale Vannacci.

18 maggio 2023

L'importanza di una Coalizione omogenea

Grande spazio sulla stampa viene concesso al cosiddetto "terzo polo" (che vale tutto assieme sì e no come sesto partito) che, dopo neanche un anno, si sta nuovamente dividendo tra le due prime donne, Renzi e Calenda, diventando sempre più insignificante e tenuto in vita unicamente dai grandi interessi dei quotidiani a valorizzare chi valore non ha.

Ma anche il pd, i grillini, l'area già frastagliata alla destra di Fratelli d'Italia, i movimenti monotematici nati grazie alla dittatura sanitaria, la variegata estrema sinistra, sono tutti in movimento.

Sono contrasti che, fondato il partito sul nulla, sono di carattere personale (vedi alla voce Renzi e Calenda) o che invece manifestano una forte contrapposizione sulle scelte da intraprendere e sull'indirizzo da imprimere alla linea politica.

E' comunque un guazzabuglio che ha penalizzato l'Italia nei tristi undici anni passati, in cui per ben dieci anni, abbiamo avuto governi cattocomunisti (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte2, Draghi).

Come si può, infatti, gestire una Nazione se non si condividono Valori comuni, un progetto di società, una visione del futuro ?

Non si può e negli ultimi undici anni ne abbiamo avuto la riprova con l'abdicazione della politica nazionale che si è limitata ad eseguire i compitini preparati dai burocrati di Bruxelles, favorendo Germania e Francia, sfogando la propria volontà di comando esclusivamente con l'aumento della spesa e del debito pubblico (dal superbonus di Conte al pnrr di Draghi) e con l'approvazione di leggi che hanno impresso un forte impulso verso una deriva etica e morale, elevando a diritti e persino a modelli, le più svariate pulsioni.

Davanti allo sfacelo ideale e politico dei cattocomunisti, risalta l'omogeneità che il Centro Destra fornisce e non da oggi, ma da tre decenni, costruita con un coerente, a volte contrastato e faticoso cammino, che ha portato tra partiti rappresentanti di tre correnti di pensiero molto identitarie, a trovare e perseguire temi e obiettivi comuni, finalizzati al miglior governo della Nazione.

Possiamo avere e tutti abbiamo le nostre priorità, le nostre critiche, le nostre preferenze, ma è innegabile che il primo beneficio che il Governo Meloni (ma poteva essere anche un nuovo Governo Berlusconi o un Governo Salvini) apporta, è proprio la coesione della Coalizione di Governo, con una visione del quadro entro il quale muoversi per un progetto di società condiviso.

E' un beneficio che nessuna altra coalizione può dare all'Italia, divisi come sono e considerando che, stando ai voti espressi, solo mettendo assieme tutti quelli che si oppongono al Governo Meloni, possono avere la speranza (non la certezza, solo la speranza) di superare elettoralmente il Centro Destra.

Sacrificando però ogni possibilità di governare per realizzare un progetto di società condiviso e dovendosi quindi limitare ad un mero ruolo di vassallaggio verso Germania e Francia, come hanno fatto negli ultimi undici anni da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte2.


22 gennaio 2023

I sogni son desideri (spesso irrealizzabili)

Twitter ha un sistema di comunicazione basato sulla pubblicazione nella pagina che uno guarda, degli interventi, commenti, inoltri da parte di chi si segue.

Se anche c'è qualcuno che seguo e commenta gli assurdi interventi di questo o quel cattocomunista per contestarne la tesi, per lo più, come è logico che sia, io leggo gli interventi, commenti e inoltri di numerosi utenti latamente di Centro Destra.

E se la posizione più gettonata è quella che ha, come massima espressione, Marcello Veneziani che, anche nel suo fondo odierno ne La Verità, dichiara la sua insoddisfazione generale, pur prendendo atto del miglioramento avvenuto con il Governo Meloni, riconoscendone i meriti, ma anche rendendosi pienamente conto dei vincoli cui è comunque sottoposto, c'è una rumorosa minoranza che sogna una rivoluzione che mai ci sarà, sotto forma di azioni di governo al 100% con il bollino della Destra.

Così continuo a leggere di azzeramento del consenso della Meloni "se continua così" (ma quale sarebbe l'alternativa ? Conte ? Letta o uno dei suoi quattro possibili rimpiazzi ? Renzi ? Draghi ? Direi tutti peggio della peggior Meloni e, nell'ordine scritto, uno peggio dell'altro).

Leggo di prossimi processi, ergastoli, punizioni di ogni genere nei confronti di chi si è reso colpevole della politica sanitaria che ha sottratto Libertà agli Italiani.

Leggo di bellicose dichiarazioni contrarie al comico di Kiev e, quando non esplicitamente a favore della Russia, quantomeno neutrali.

Leggo di cosa si dovrebbe fare con il reddito di cittadinanza, la politica energetica, le tasse, le leggi penali.

Tutte questioni che condivido, che idealmente appartengono al mio retroterra culturale e politico, ma che restano ancorate nel limbo dei sogni.

Chi chiede alla Meloni di agire come se l'Italia fosse una cellula unica e isolata dal resto del mondo, è fuori dalla realtà e porta solo acqua al mulino di quelli contrari alle tesi che si vorrebbero sostenere.

Vedo, purtroppo, che si riproduce lo stesso schema che alle elezioni del 25 settembre ha portato una rumorosa minoranza ad alzare i decibel della propaganda, per poi scoprire di non riuscire ad eleggere neppure un parlamentare, ma consentendo ai cattocomunisti di esercitare il loro potere di ricatto sulle riforme costituzionali in quanto i pochi voti ottenute dalle liste monotematiche se non hanno portato eletti, hanno però impedito al Centro Destra di raggiungere i due terzi dei seggi necessari per evitare le Forche Caudine del referendum confermativo sulle riforme e dover quindi scendere a compromesso con uno o più dei partiti di opposizione.

Lo stesso schema si ripropone nel leggere Forza Nuova, CasaPound e tutte le altre liste e movimenti, nonchè singoli utenti, che se la prendono quasi esclusivamente con la Meloni alla quale chiedono, tutti, di fare, subito, tutto quello che non è stato fatto in passato e non per un solo problema che, al limite, potrebbe anche essere affrontabile se tutti vi confluissero, bensì per una serie infinita tanto quanto sono le sensibilità personali di chi chiede.

E la conclusione è sempre la stessa: la Meloni è come gli altri e non avrà il mio voto, senza pensare che qualora dovessimo seguire tale linea, ci ritroveremmo con Conte, Draghi, Renzi, Bonaccini/Schlein/Cuperlo/DeMicheli, con il ddl Zan in vigore, con il green pass attivo, con l'obbligo di vaccinazioni, con tasse sulle case, ogni obbligo "verde" possibile immaginabile, riforma del catasto, Mes non solo ratificato, ma già incassato in cambio di genuflessioni continue, clandestini senza limiti e magari con truppe già inviate a supporto del comico di Kiev.

Veneziani, oggi, sintetizza scrivendo che dato cento quello che viene richiesto, il Governo nazionale può intervenire per uno ma il restante 99 è una scelta obbligata.

La differenza che rende accettabile la Meloni a differenza di Draghi, Conte e compagni, è che con la Meloni siamo a più uno, con gli altri saremmo a meno uno.

E questo significa mantenere aperto uno spiraglio per cambiare questo mondo in cui Veneziani continua a vedersi, come mi vedo anch'io e come sicuramente si vedono tutti quelli che si stracciano le vesti contro la Meloni, all'opposizione, nonostante le elezioni del 25 settembre siano state vinte dal Centro Destra che, comunque, ricordiamoci resta sempre una coalizione, in cui convivono anche elettori "moderati", più disponibili a compromessi con le consorterie affaristico e finanziarie.

Sognare è bello e, ancora, non è vietato, ma la politica, quella vera, non quella urlata di Twitter, è l'arte del possibile, di realizzare quello che si può, con quello che si ha, nel mondo che abbiamo, non in quello che vorremmo che fosse.

E finchè c'è la possibilità di realizzare anche quel più uno di cui scrive Veneziani, dovremmo tutti tirare dalla stessa parte, per consegnare a chi verrà dopo di noi un mondo in cui continui ad esistere la speranza di un cambiamento.



 

19 ottobre 2022

Pazienza, tenerezza e un pizzico di ironia

Quando sostenni l'esame di maturità, luglio 1975, come era abitudine in quei tempi, un giornalista del Carlino si presentò per scrivere del primo giorno degli orali e caso volle che assistette al mio esame ed a quello di un mio compagno di classe.

Ne scrisse e l'articolo fu pubblicato il giorno dopo, con una nostra fotografia.

L'impaginazione, però, non fu felice, perchè la fotografia era stata posizionata di fianco all'articolo pertinente e sopra un articolo di cronaca con il titolo "sette giovani arrestati per i furti nei treni".

Mia nonna (classe 1899) e sua sorella (1893) telefonarono preoccupatissime a mia madre che cercò di spiegare che io non avevo "combinato" proprio nulla, ma sono convinto che loro non le credettero e rimasero sempre con il dubbio che io fossi finito sui giornali ad onta imperitura della famiglia.

Avrei molti altri aneddoti sulle reazioni delle persone anziane a vicende che non riescono bene a filtrare e comprendere e, onestamente, non so se negli anni preferirei mantenermi lucido come accadde a mio padre perfettamente consapevole dei suoi problemi alla vista che stava perdendo tanto da rinunciare, pur avendola avuta appena confermata, a guidare l'automobile e a venderla prima degli ulteriori, inevitabili, peggioramenti, o viverla più allegramente e inconsapevolmente come il vicino al quale tolsero la patente per un piccolo, insignificante, incidente e visse con la convinzione di ridare l'esame e, per tenersi in esercizio, faceva ripetutamente i due metri per uscire con l'automobile dal garage e poi farla rientrare.

A tutto questo mi fa pensare l'esternazione di Silvio Berlusconi di ieri, quando ha parlato di ministeri, di vodka e di Putin.

E, francamente, provo un forte disprezzo per gran parte delle penne rosse che si sono fiondate sui discorsi di un ottantaseienne, con l'unico scopo di seminare zizzania nel Centro Destra, calpestando ancora una volta sentimenti, educazione e anche quella che una volta si sarebbe chiamata "etica professionale" ormai totalmente scomparsa.

Apprezzo invece, sperando che non mi smentisca oggi, il silenzio della Meloni, che è anche il silenzio del Centro Destra in tutte le sue articolazioni, da Fratelli d'Italia alla Lega, dalla parte raziocinante di Forza Italia fino ai "moderati" centristi.

E' un silenzio carico di dignità personale, che ne aumenta la autorevolezza perchè dimostrano di non infierire nei confronti di una persona anziana, che tanto ha dato e tanto ha pagato per aver costruito un'alternativa alla sinistra, che merita, in questo suo viale del tramonto, di essere rispettato e ringraziato per il suo passato, con pazienza, tenerezza e recependo le sue esternazioni con quel pizzico di ironia che di Berlusconi è sempre stato un tratto caratteristico.