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02 maggio 2026

Il predatore dei risparmi altrui

Abituato ad accendere la radio, ieri mi sono sorbito tra le 12,30 e le 13 la messa cantata del primo maggio, con una giornalista che dava la parola all'inviata a Marghera e faceva ascoltare spezzoni dei discorsi del segretari della trimurti sindacale.

Banalità a piene mani, ma quelle di Landini anche sciocchezze economiche come parlare di ridurre le imposte a lavoratori e pensionati, aumentando la tassazione sulle rendite finanziarie.

Ora, le rendite finanziarie sono i risparmi investiti in titoli di stato, obbligazioni ed azioni e, a parte i titoli di stato ed equiparati che subiscono una tassazione di privilegio al 12,5%, gli altri beni sono tassati al 26%, cioè lo stato ci sottrae per legge oltre un quarto del rendimento.

Sempre al 26% vengono tassati i guadagni che si hanno quando si vende un titolo e ci si guadagna, mentre per tutta una serie di azioni con capitalizzazione superiore a 500 milioni, con l'imposta sulle transazioni finanziarie detta Tobin tax, viene tassato il semplice acquisto con lo 0,10% del controvalore.

Come se non bastasse, ogni trimestre la banca, su ordine dello stato e senza guadagnarci nulla, ci addebita lo 0,05% che rappresenta il pro quota di una tassa annuale dello 0,20%, impropriamente chiamata "imposta di bollo", applicata sul valore dei prodotti finanziari detenuti, inclusi i titoli di stato.

Eppure Landini dice che bisogna aumentare le tasse sui risparmi degli Italiani e chi non sa come stanno realmente le cose, applaude, mentre tanti "professionisti dell'informazione", che dovrebbero analizzare i discorsi di Landini e dei soci, fischiettando, guardano altrove.

Il dramma è che tutto il discorso di Landini è farcito da simili facezie che solleticano solo i peggiori istinti bestiali della natura umana, cominciando dall'invidia, ma alterano la realtà dei fatti.

Come l'asserzione che si è perso il 9% del potere di acquisto delle retribuzioni ... dal 2020.

Landini però non cita che dal 2023 al 2025, cioè nei tre anni pieni di governo della Meloni, il potere di acquisto delle retribuzioni ha guadagnato un 1% pieno sull'inflazione, il che significa che, partendo dal 2020 citato da Landini, la responsabilità della perdita del potere di acquisto è TUTTA dei governi giallorossi di Conte2 e di Draghi, sulle cui perdite, anzi, la Meloni ha cominciato a recuperare.

Lo stesso dicasi su tutte le altre questioni agitate dal palco, dai contratti "pirata", all'occupazione (aumentata di 1,2 milioni con il Governo Meloni) ed ogni altro pretesto di polemica, tanto per sollevare del polverone.

C'è da dire che ascoltare Landini, mi riconcilia con il Centro Destra e con il Governo Meloni, perchè mi fa capire che "gli altri", cioè i cattocomunisti, sarebbero, tutti, senza eccezioni, di gran lunga peggio del peggior ministro di questo Governo.

02 maggio 2025

Landini che parla è pubblicità gratuita per il Centro Destra

Nei lunghi anni (undici, da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte2) di governi decisi nel Palazzo con la regia del pro tempore inquilino del Quirinale e la partecipazione dei cattocomunisti raccolti nel pd e cespugli, Maurizio Landini, nume tutelare della cgil, stava zitto.

Non lo smuovevano le leggi sul lavoro di Renzi, come non faceva una piega all'espulsione dal lavoro e dalla retribuzione di chi non offriva il braccio alla Pfizer, voluta da Mario Draghi.

Landini, come viene plasticamente mostrato in una fotografia storica, era accucciato sotto l'ala protettiva di Draghi, cioè del mainstream finanziario e affaristico europeo.

Il dubbio sulle attitudini e capacità di Landini era quindi legittimo, ma è stato lui stesso a toglierci ogni dubbio quando, con la vittoria elettorale del Centro Destra e il Governo Meloni espressione del voto e non delle congiure di Palazzo, ha cominciato a parlare a ruota libera.

Credo non ci sia miglior pubblicità per il Governo e il Centro Destra che avere Landini che prova a parlare di economia e politica, esprimendo concetti (absit iniuria verbis !) evidentemente farina del suo sacco.

Ne abbiamo avuto un esempio ieri, quando in un discorso urlato, ha fornito, per chi le sa cogliere, alcune prelibatezze.

Mi limito alla sua conclusione, più volte mandata in onda dai giornali radio, con la quale Landini crede di aver sbugiardato la Meloni che ha affermato che i salari stanno recuperando, sia pur in misura ridotta.

Landini (a differenza della sua segretaria di partito Schlein - che prende in esame gli ultimi 30 anni - esamina gli ultimi 10 anni) ha urlato che del recupero dei salari il Governo non ha parte, perchè sono frutto dei contratti firmati dalla cgil e dagli altri sindacati.

Il Governo, a dire di Landini, è invece assente perchè non spende per aumentare i salari dei dipendenti pubblici e che offrire il 6% di aumento a fronte del 18% di inflazione non è accettabile.

E infatti la cgil non ha firmato alcuni rinnovi bloccando gli aumenti, per cui i suoi "assistiti" non hanno percepito neppure quanto offerto.

Ma basta una qualsiasi ricerca su internet per vedere che il picco di inflazione lo abbiamo avuto nel 2022, con l'8,1% e non il 18% sparato da Landini ed era un anno in cui per 10 mesi i suoi compagni sono stati bellamente al governo con Draghi.

Già nel 2023 l'inflazione era scesa al 5,7% per poi rientrare sotto il 2% dal 2024 ad oggi, così come sotto il 2% (anche ampiamente) era rimasta dal 2015 al 2021.

Se proprio vogliamo sommare dieci anni di inflazione, si arriva, sì, al 18%, ma dal 2015 al 2022 dov'era la cgil, dov'erano i governi con i cattocomunisti, ma, soprattutto, che razza di contratti ha firmato, Landini ?

Landini pretende forse che sia la Meloni ha pagare per le mancanze dei suoi predecessori, ma una qualsiasi persona di buon senso, accetta un graduale recupero per evitare di devastare quei conti pubblici che i governi amici della cgil hanno già devastato facendo aumentare di oltre mille miliardi il debito pubblico, dai 1800 di quando Berlusconi fu rimosso, ai 2900 consegnati da Draghi alla Meloni.

Ma chi è in grado di ascoltare le parole di Landini, ha anche preso atto che fino all'avvento del Governo Meloni la cgil e i sindacati non hanno adempiuto al loro compito di firmare contratti vantaggiosi.

Landini infatti afferma che i salari, negli ultimi due anni, sono aumentati per i contratti che hanno firmato loro, vuol dire che prima, ugualmente, sono diminuiti a causa della loro incapacità di firmare contratti adeguati a salvaguardare il potere di acquisto.

Comunque la si giri, Landini si è fatto carico di opporsi "a prescindere" al Governo Meloni, unicamente per un pregiudizio ideologico, ma per fare ciò avrebbe bisogno di qualcuno che gli scriva testi che possano reggere ad una lettura e che non siano adatti solo ad essere urlati nelle piazze per istigare alla rabbia, confidando sulla reazione pavloviana dei vecchi compagni che si adeguano sempre se lo trovano scritto sull'Unità (che oggi sono Repubblica, Stampa etc.).

08 ottobre 2024

Ogni anno la stessa storia

Anche quest'anno i "professionisti dell'informazione" straparlano di qualcosa che ancora non c'è e, nella maggior parte, non ci sarà mai.

Scrivono e parlano di aria fritta, di congetture, di ipotesi, di bozze e ci sono quelli che vanno loro dietro.

Naturalmente essendo in carica un Governo di Centro Destra (che dai sondaggi sembra conservare un consenso solido tra gli Elettori) che a loro non piace, l'informazione "professionale" tende ad eccitare gli animi e cosa c'è di meglio di raccontare dell'aumento delle tasse ?

Abbiamo già scritto della questione delle accise sul diesel e dell'arruffato linguaggio italo-meneghino di Giorgetti che ha buttato benzina sul fuoco della propaganda antigovernativa.

Oggi dobbiamo registrare che, per il secondo anno consecutivo, la cgil di Landini proclama una mobilitazione contro una finanziaria che non c'è.

Landini quello che rimase in silenzio davanti alla macelleria sociale di Monti e della Fornero e alla repressione dei lavoratori non punturati di Conte e Draghi.

Landini quello che non dice nulla sulla politica della ex Fiat e dei suoi vertici azionari.

Landini che conferma l'inutilità, anzi, la dannosità di QUESTO sindacato, compromettendo il ruolo di una delle gambe sulle quali dovrebbe reggersi il confronto sociale.

Landini che è sempre arrabbiato per i motivi sbagliati e conferma la sua iconica vis comica, rivalutando tutti quelli che lo hanno preceduto.

Di un sindacato che è tornato a fare la ruota di scorta del pci/pds/ds/pd, agendo in modo funzionale alla sua propaganda politica, possiamo farne a meno. 

15 novembre 2023

Scontro decisivo ?

In politica non c'è mai una fine, oggi vinciamo noi (le elezioni), domani vincono loro.

A volte intervengono periodi in cui vi è una prolungata permanenza al governo di una parte politica e ciò deriva dalle sue capacità di amministrare e dare ai cittadini quello che chiedono, il più delle volte beneficiando di un periodo generale di tranquillità e ricchezza, talvolta da uno scontro frontale con il quale una parte riesce a prevalere evitando compromessi a perdere.

Nel Regno Unito della Thatcher accadde proprio questo.

La sinistra provò a ribaltare il governo voluto dagli elettori, si mise al traino del sindacato (nella specie quello dei minatori) e subì la sconfitta più pesante della sua storia che portò i Conservatori a vincere ripetutamente le elezioni, persino con l'incolore successore della Thatcher, Major, per quasi venti anni dal 1978 al 1997.

Il Governo Meloni ha una solida base elettorale, sta attuando, con gradualità, il programma di governo con segnali molto significativi in materia di tasse, di riforme (costituzionali, giustizia, infrastrutture) e con un approccio innovativo al problema dei clandestini.

Contro questo governo si è da subito schierata la sinistra cattocomunista e grillina, con pretesti risibili (il fidanzato del Premier, la richiesta di dimissioni di praticamente tutti i ministri a rotazione per motivi estranei al loro ruolo), i magistrati con la toga rossa stanno scaldando i motori per ostacolare l'azione di governo contro i clandestini e i sindacati, silenziosi e in ginocchio quando Conte e Draghi imponevano vaccinazioni obbligatorie con la sanzione dell'estromissione dal posto di lavoro e la perdita dello stipendio per chi non vi si sottometteva, sbraitano contro la manovra di bilancio sin da prima che venisse presentata e venerdì prossimo proveranno uno sciopero generale, che però tale non è riconosciuto dalla commissione di garanzia, unicamente per infastidire i cittadini.

Oltre alla abituale tendenza a remare contro i governi di Centro Destra da parte di Mattarella e dell'unione del male.

Potrebbe essere lo scontro decisivo.

Potrebbe essere quel momento, come fu per la Thatcher lo scontro con i minatori durato sei mesi e che che vide il sindacato inglese, le celebrate Trade Unions, uscirne con le ossa rotte, costretto a richiamare al lavoro i minatori ormai allo stremo per gli stipendi persi.

Ora, noi siamo Italiani e non Inglesi, quindi non arriveremo a quel punto.

Ma se il Governo Meloni, come ha fatto in questo suo primo anno di vita, continuerà a percorrere la strada iniziata, senza cedere a compromessi, allora si potrebbe sperare che la spinta benefica che diede ai governi conservatori della Thatcher e di Major la vittoria nel braccio di ferro con i sindacati (e anche contro l'Argentina che aveva occupato le Falklands), possa anche gonfiare le vele del Centro Destra per una stagione che, andando ben oltre questa sola legislatura, cambi radicalmente la vita politica, sociale ed economica della nostra Patria.