Il confronto di ieri al forum di Cernobbio, ha plasticamente mostrato i volti dei due schieramenti della politica italiana e internazionale.
Da una parte i cattocomunisti, unionisti più che europeisti, legati al passato, senza alcuna idea che non sia nell'ambito del triangolo maledetto di divieti, sanzioni, woke, perfettamente fotografata dal volto vecchio, stanco, rugoso e dalla voce incerta dell'83enne Monti.
Disastroso presidente del consiglio del dopo golpe del 2011 contro Berlusconi, voluto dai poteri forti dell'unione interessati a rendere l'Italia sottomessa e suddita, un terreno di conquista come nel passato pre unitario, capace di fare i propri interessi a scapito di quelli generali.
Così, prima ancora di entrare in carica, come fece Obama con il nobel per la pace, si è fatto premiare per quello che avrebbe fatto, con il laticlavio a vita, una sine cura a nostre spese di cui gode da 15 anni e continuerà fino al termine della sua esistenza.
Preso da autostima sproporzionata alle sue capacità, provò a farsi eleggere dal Popolo che, nel 2013, bocciò il suo partito (che poi si frantumò) coinvolgendo nella caduta anche Fini che scomparve dalla politica (ma non Casini che si salvò optando per il senato e non per la camera).
Del resto Monti ha dimostrato di essere capace solo di scrivere editoriali, dove non ha alcun contraddittorio, ma quando deve passare alle azioni concrete, ha fatto flop, come, dopo una decina di anni, fece flop un altro fenomeno pompato dai media (e dai politici mediocri della sinistra, a confronto dei quali, peraltro, è un gigante tanto ridotto è il loro spessore culturale e politico) che però ebbe il buon senso di non provare ad ottenere il voto del Popolo, preferendo gli inchini del mainstream alla ricerca del consenso elettorale.
Hanno mandato quindi Monti a "contrastare", dall'altra parte, quella della Destra intesa in senso generale (perchè a livello di base non ci sono grosse divisioni tra Fratelli d'Italia, Lega e Futuro Nazionale), un Generale 57enne, uso alla concretezza, a parlare di Patria termine che accosta all'Italia e non all'unione europea, capace di scrivere un testo chiarissimo nelle sue idee che sono anche quelle di almeno mezza Italia.
E probabilmente di più.
L'esito non poteva che essere quello che è stato.
Vannacci ha parlato di progetti, proposte, idee.
Monti ha calciato disperatamente la palla in tribuna parlando di fascismo e di costituzione.
E solo la cortesia di Vannacci ha graziato Monti da ulteriori e peggiori figure.
Probabilmente la partecipazione al dibattito con Vannacci è stata una marchetta che Monti ha dovuto pagare ai suoi referenti, ma l'umiliazione è tutta sua.