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15 agosto 2007

Don Gelmini e Valentino Rossi

Sembra un destino, ma l’attualità polemica non si ferma neppure a Ferragosto.
Così mi sento in obbligo di manifestare una duplice solidarietà a due personaggi in questi giorni ricorrenti nelle cronache ma non per i loro meriti o successi, bensì per accuse loro mosse.
Don Gelmini, cui io, agnostico, in questo momento mi sento vicino anche se solo idealmente (l'Aspromonte è un po' lontano per manifestare nel "Gelmini day"), contro il quale si è concentrato l'attacco laicista alla Chiesa Cattolica.
Hanno mirato al bersaglio grosso, sfruttando le debolezze di chi non è riuscito a redimersi ed ha accusato chi voleva aiutarlo, per cercare di screditare un'azione millenari.
Incuranti dei meriti di Don Gelmini, incuranti dei danni che provocano alle sue comunità le accuse infamanti diffuse con troppa leggerezza.
Valentino Rossi, il campione di motociclismo, osannato quando vince, abbandonato quando è accusato di aver commesso reato di leso fisco (o leso Visco ?).
Valentino Rossi che ha portato il Tricolore, ripetutamente, sul gradino più alto del podio e che è stato, non più tardi di due anni fa, insignito della laurea honoris causa nel coro plaudente anche di chi, oggi lo danna prima ancora che sia instaurato un processo.
Valentino Rossi immolato dal fisco sull'altare della propaganda (per fare vedere che “si fa sul serio” quando ben altri sprechi e rendite di posizione andrebbero colpiti !) a difesa di tasse eccessive e che espropriano i cittadini di gran parte del loro faticato guadagno.
Valentino Rossi che si è difeso con un video e che per questo è stato nuovamente attaccato dai farisei della fiscalità oppressiva, soprattutto da quei politici, che non vedevano l'ora di stornare l'attenzione dalle loro incapacità.
Senza considerare che quanto ha affermato Rossi nel suo video - circa i professionisti che si occupano delle sue dichiarazioni - è ragionevolmente vero, considerata l'astrusità di una normale dichiarazione dei redditi, figuriamoci per chi ha guadagni milionari.
E non dovrebbe, non dovremmo, tutti noi, forse cercare ogni mezzo legale per impedire di dividere con un socio non gradito, lo stato, i nostri sudati guadagni ?
E chi sono quelli che puntano il dito contro Valentino Rossi e Don Gelmini ?
Quelli che ammettono nelle aule del parlamento, che dovrebbero essere pregne di austera dignità, un signore che si traveste da donna.
Quelli che si palesano seguaci di Onan appena pensano di "avere una banca" (naturalmente con soldi altrui).
Quelli che ci tartassano.
Quelli che vorrebbero trasformare l'Italia nell’ anticamera di un bordello.
Quelli che vorrebbero legalizzare la droga.
Quelli che passeggiano con gli hetzbollah e scambiano aprono ad hamas.
Quelli che consentono ai no global di viaggiare gartis sui treni e di occupare proprietà private.
Quelli che portano in parlamento ex terroristi.
Quelli che vorrebbero mettere le mani sull’oro della Patria (i lingotti della Banca d’Italia) per espandere ancora una inutile spese pubblica, clientelare e assistenzialista.
Quelli che vorrebbero graziare i cattivi maestri del "68" (e nel frattempo li lasciano liberi come fringuelli per 12 ore al giorno).
Quelli che accettano nella loro coalizione i voti (determinanti) dei "dieci, cento, mille Nassyria" ma vanno in fibrillazione per qualche innocente “buuh” allo stadio.
Quelli che non impediscono l'accattonaggio ai semafori e che consentono ai rom di allacciarsi - senza pagare bollette - agli impianti pubblici.
Tutti costoro (anche se non sono tutti quelli che in queste giornate di mezza estate lo hanno fatto) sono piovute parole critiche o di biasimo nei confronti di Don Gelmini e/o Valentino Rossi o si è registrato un silenzio inusuale.
Ma tra questi e quelli sono proprio i due sotto accusa ad ispirare maggiore simpatia e solidarietà.

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