L’inganno sul quale Fini sta costruendo quella che spera essere la piattaforma per il Quirinale è la teoria secondo la quale, superati gli steccati ideologici degli anni settanta e ottanta, i concetti Destra e sinistra dovrebbero essere ampiamente rivisti con una reciproca accettazione nel nome di “valori comuni condivisi e fondamentali”.
Ma quei “valori condivisi” non esistono.
La sinistra è figlia del pci e i suoi dirigenti, come il futuro segretario Bersani che, anche fisicamente, somiglia a Breznev, sono cresciuti e si sono formati nel più cieco stalinismo.
Che oggi, caduto il comunismo, siano costretti a reinventarsi un ruolo è secondario, come è del tutto ininfluente che ad appoggiarli siano i grandi gruppi finanziari.
Ma che il loro dna sia inequivocabilmente di derivazione comunista lo si desume dalle politiche che hanno cercato di applicare durante i loro anni di governo:
- hanno tentato di sopprimere le televisioni di Berlusconi “il nemico” con il famigerato referendum sonoramente bocciato dal Popolo;
- hanno aumentato le tasse stringendo un cappio al collo degli Italiani, per usare quei soldi in elargizioni ideologiche;
- hanno tentato di inserire norme di legge che avrebbero scardinato l’ordinamento morale della nazione;
- hanno occupato, ovunque possibile, tutti i posti di nomina pubblica burocraticizzando lo stato;
- hanno svolto politiche clientelari funzionali alla sottrazione di risorse al Nord produttivo;
- hanno aperto indiscriminatamente le porte all’immigrazione clandestina e non proiettando la percezione che l’Italia fosse una meta non solo facilmente raggiungibile ma anche dove ognuno potesse fare il proprio comodo.
E’ del tutto evidente come i “valori condivisi” esistano solo nelle fantasie di Fini che, infatti, per godersi gli applausi della sinistra, si presta a dire tutto il contrario di quel che chi lo ha votato vorrebbe sentirsi dire:
- Fini è per una legge che autorizzi a negare acqua e cibo a certi malati indifesi;
- Fini è per una legge che riconosca presunti "diritti" agli omosessuali, oltre a quelli - giù sufficienti - previste dalle leggi vigenti per tutti i cittadini;
- Fini è per una legge lassista sull’immigrazione (li ospiterà poi a casa sua ?).
Temi, tutti, che non solo non sono "condivisi", ma che soprattutto non sono neppure "valori".
Infatti su tutto ciò la gran parte degli elettori di Centro Destra (forse con la sola esclusione di Fini e dei radicali di Della Vedova e Capezzone) la pensa esattamente all’opposto e in molti siamo disposti a scendere in piazza e a dedicare tempo e risorse per combattere la “buona battaglia” sui Valori, quelli veri, che però non sono quelli “condivisi” secondo Fini.
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Ma quei “valori condivisi” non esistono.
La sinistra è figlia del pci e i suoi dirigenti, come il futuro segretario Bersani che, anche fisicamente, somiglia a Breznev, sono cresciuti e si sono formati nel più cieco stalinismo.
Che oggi, caduto il comunismo, siano costretti a reinventarsi un ruolo è secondario, come è del tutto ininfluente che ad appoggiarli siano i grandi gruppi finanziari.
Ma che il loro dna sia inequivocabilmente di derivazione comunista lo si desume dalle politiche che hanno cercato di applicare durante i loro anni di governo:
- hanno tentato di sopprimere le televisioni di Berlusconi “il nemico” con il famigerato referendum sonoramente bocciato dal Popolo;
- hanno aumentato le tasse stringendo un cappio al collo degli Italiani, per usare quei soldi in elargizioni ideologiche;
- hanno tentato di inserire norme di legge che avrebbero scardinato l’ordinamento morale della nazione;
- hanno occupato, ovunque possibile, tutti i posti di nomina pubblica burocraticizzando lo stato;
- hanno svolto politiche clientelari funzionali alla sottrazione di risorse al Nord produttivo;
- hanno aperto indiscriminatamente le porte all’immigrazione clandestina e non proiettando la percezione che l’Italia fosse una meta non solo facilmente raggiungibile ma anche dove ognuno potesse fare il proprio comodo.
E’ del tutto evidente come i “valori condivisi” esistano solo nelle fantasie di Fini che, infatti, per godersi gli applausi della sinistra, si presta a dire tutto il contrario di quel che chi lo ha votato vorrebbe sentirsi dire:
- Fini è per una legge che autorizzi a negare acqua e cibo a certi malati indifesi;
- Fini è per una legge che riconosca presunti "diritti" agli omosessuali, oltre a quelli - giù sufficienti - previste dalle leggi vigenti per tutti i cittadini;
- Fini è per una legge lassista sull’immigrazione (li ospiterà poi a casa sua ?).
Temi, tutti, che non solo non sono "condivisi", ma che soprattutto non sono neppure "valori".
Infatti su tutto ciò la gran parte degli elettori di Centro Destra (forse con la sola esclusione di Fini e dei radicali di Della Vedova e Capezzone) la pensa esattamente all’opposto e in molti siamo disposti a scendere in piazza e a dedicare tempo e risorse per combattere la “buona battaglia” sui Valori, quelli veri, che però non sono quelli “condivisi” secondo Fini.
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