Ieri sono iniziati gli esami di maturità.
Stampa e telegiornali danno ampio risalto ai temi che sono stati sottoposti ai maturandi.
Ma io vorrei iniziare da un altro tema, quello della commissione che Fioroni ha ripristinato con membri esterni, invece del solo presidente.
La ratio con la quale fu deciso di comporre una commissione con il solo presidente esterno rispondeva a un duplice ordine di fattori.
Da un lato garantire agli alunni un giudizio complessivo (perchè quella è la “maturità”) che potesse tener conto del quinquennio di studi e una commissione composta da membri esterni non può garantire quella conoscenza dell’esaminando che invece è richiesta per tale giudizio.
Dall’altro evitare il valzer dei commissari, le rinunce (e anche i costi relativi).
Fioroni, invece, oltre ad ammannirci predicozzi, emulo in trentaduesimo della triade Scalfaro-Ciampi-Napolitano, ha pensato bene, forse per farsi ricordare (come sono da tutti noi cinquantenni ricordati ministri del “calibro” di Fiorentino Sullo o Riccardo Misasi … ) di gattopardescamente cambiare tutto per tornare al passato (e anche da questo si nota come la sinistra abbia sistematicamente la testa rivolta indietro e non si curi del futuro).
Puntualmente sono piovuti i certificati medici ed altrettanto puntualmente, debole con i forti ma fortissimo con i più deboli, Fioroni ha minacciato draconiane repressioni a colpi di visite fiscali.
Sarebbe bastato non farsi prendere dalla smania di smantellare ciò era stato fatto da altri: ma chiedere ad un cattocomunista di ragionare è chiedere francamente troppo.
E veniamo ai temi.
Tre gli argomenti che mi avrebbero interessato.
Il villaggio globale.
Il cambio di sistema imposto dalla sconfitta del 1945.
Colonialismo e immigrazione.
Devo ancora leggere i titoli esatti, ma quegli argomenti che ho sentito nei TG ieri sera mi sono sembrati più interessanti.
E se qualche maturando avesse letto questo blog li avrebbe trovati praticamente già svolti.
Con un rischio: proporre idee che i commissari, ormai in gran parte ex sessantottini, avrebbero bollato e bocciato.
Come accadde a me, non nella maturità, ma nel corso della prima liceo classico.
Il tema era sul famigerato articolo 11 della costituzione nata dalla resistenza antifascista bla … bla … bla …
Il mio svolgimento si può riassumere in: pura ipocrisia derivante dalla sconfitta del 1945 e che non ha ragion d’essere perché quando la diplomazia non funziona è solo l’uso della forza che garantisce la tutela degli interessi nazionali.
Idee che riaffermo, hic et nunc.
Però non piacquero alla professoressa che mise un equivalente di “non classificabile” nonostante non ci fossero errori di alcun genere.
Morale: da quel momento scrissi in ogni quadrimestre due temi da “8” e uno da “2” per fare la media del “6”.
In due temi esprimevo in modo forbito le idee che piacevano alla prof e in uno davo libero spazio alle mie idee.
Purtroppo alla maturità il colpo era secco, ma confidai (e azzeccai) sul fatto che c’erano ancora professori di livello e il tema sugli ultimi 50 anni di storia europea (era il 1975, quindi …) scrissi quel che pensavo e ottenni più della media abituale.
Non ho idea, adesso, cosa accadrebbe.
Ma se a scuola nel rifilarti temi che rappresentano una radiografia delle tue idee politiche e sociali, giudicassero in base alle idee che esprimi e non a come le esprimi, allora vorrebbe dire che questa scuola è da radere al suolo e il suo corpo docente non merita una lira delle nostre tasse.
E poiché i temi sono stati sfornati da un governo di sinistra, il sospetto che, di base, ci sia un ulteriore tentativo di inculcare ai più giovani il politicamente corretto c’è e consistente.
Tocca ai ragazzi, ai maturandi, dimostrarsi maturi e respingere le subdole furbizie cattocomunisti.
Entra ne
Stampa e telegiornali danno ampio risalto ai temi che sono stati sottoposti ai maturandi.
Ma io vorrei iniziare da un altro tema, quello della commissione che Fioroni ha ripristinato con membri esterni, invece del solo presidente.
La ratio con la quale fu deciso di comporre una commissione con il solo presidente esterno rispondeva a un duplice ordine di fattori.
Da un lato garantire agli alunni un giudizio complessivo (perchè quella è la “maturità”) che potesse tener conto del quinquennio di studi e una commissione composta da membri esterni non può garantire quella conoscenza dell’esaminando che invece è richiesta per tale giudizio.
Dall’altro evitare il valzer dei commissari, le rinunce (e anche i costi relativi).
Fioroni, invece, oltre ad ammannirci predicozzi, emulo in trentaduesimo della triade Scalfaro-Ciampi-Napolitano, ha pensato bene, forse per farsi ricordare (come sono da tutti noi cinquantenni ricordati ministri del “calibro” di Fiorentino Sullo o Riccardo Misasi … ) di gattopardescamente cambiare tutto per tornare al passato (e anche da questo si nota come la sinistra abbia sistematicamente la testa rivolta indietro e non si curi del futuro).
Puntualmente sono piovuti i certificati medici ed altrettanto puntualmente, debole con i forti ma fortissimo con i più deboli, Fioroni ha minacciato draconiane repressioni a colpi di visite fiscali.
Sarebbe bastato non farsi prendere dalla smania di smantellare ciò era stato fatto da altri: ma chiedere ad un cattocomunista di ragionare è chiedere francamente troppo.
E veniamo ai temi.
Tre gli argomenti che mi avrebbero interessato.
Il villaggio globale.
Il cambio di sistema imposto dalla sconfitta del 1945.
Colonialismo e immigrazione.
Devo ancora leggere i titoli esatti, ma quegli argomenti che ho sentito nei TG ieri sera mi sono sembrati più interessanti.
E se qualche maturando avesse letto questo blog li avrebbe trovati praticamente già svolti.
Con un rischio: proporre idee che i commissari, ormai in gran parte ex sessantottini, avrebbero bollato e bocciato.
Come accadde a me, non nella maturità, ma nel corso della prima liceo classico.
Il tema era sul famigerato articolo 11 della costituzione nata dalla resistenza antifascista bla … bla … bla …
Il mio svolgimento si può riassumere in: pura ipocrisia derivante dalla sconfitta del 1945 e che non ha ragion d’essere perché quando la diplomazia non funziona è solo l’uso della forza che garantisce la tutela degli interessi nazionali.
Idee che riaffermo, hic et nunc.
Però non piacquero alla professoressa che mise un equivalente di “non classificabile” nonostante non ci fossero errori di alcun genere.
Morale: da quel momento scrissi in ogni quadrimestre due temi da “8” e uno da “2” per fare la media del “6”.
In due temi esprimevo in modo forbito le idee che piacevano alla prof e in uno davo libero spazio alle mie idee.
Purtroppo alla maturità il colpo era secco, ma confidai (e azzeccai) sul fatto che c’erano ancora professori di livello e il tema sugli ultimi 50 anni di storia europea (era il 1975, quindi …) scrissi quel che pensavo e ottenni più della media abituale.
Non ho idea, adesso, cosa accadrebbe.
Ma se a scuola nel rifilarti temi che rappresentano una radiografia delle tue idee politiche e sociali, giudicassero in base alle idee che esprimi e non a come le esprimi, allora vorrebbe dire che questa scuola è da radere al suolo e il suo corpo docente non merita una lira delle nostre tasse.
E poiché i temi sono stati sfornati da un governo di sinistra, il sospetto che, di base, ci sia un ulteriore tentativo di inculcare ai più giovani il politicamente corretto c’è e consistente.
Tocca ai ragazzi, ai maturandi, dimostrarsi maturi e respingere le subdole furbizie cattocomunisti.
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